CNA BALNEATORI: IL DDL DELEGA NON GARANTISCE CONTINUITA’ ALLE IMPRESE BALNEARI

Postato il: 29 gennaio, 2017 | Lascia un commento

Riprendiamo il comunicato stampa CNA Balneatori emesso a seguito del ddl 27 gennaio 2017, così come è stato pubblicato dalle principali agenzie di stampa nazionali:
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SPIAGGE. CNA BALNEATORI: PREOCCUPATI PER DDL DELEGA, NON GARANTISCE ADEGUATAMENTE LA CONTINUITA” DELLE IMPRESE IN ATTIVITA”
(DIRE) Roma, 27 gen. – “La Cna Balneatori esprime preoccupazione per il disegno di legge delega, relativo alle concessioni demaniali marittime a uso turistico ricreativo, approvato oggi dal Consiglio dei ministri. In particolare, i criteri indicati per l”affidamento delle concessioni non garantiscono adeguatamente la continuità delle imprese in attività”, con il rischio di metterle in ginocchio e di vanificare i costosi investimenti, in corso, di adeguamento delle strutture. Crea ulteriore incertezza, inoltre, la mancata previsione della durata precisa del periodo transitorio intercorrente tra l”attuale e la nuova disciplina delle concessioni”. Lo si legge in un comunicato della Cna Balneatori. (Com/Ran/Dire) 16:25 27-01-17 NNNN

ANSA_1CNA BALNEATORI, PREOCCUPATI DA DDL . NON GARANTISCE LA CONTINUITÀ DELLE IMPRESE IN ATTIVITÀ
(ANSA) – ROMA, 27 GEN – La Cna Balneatori esprime “preoccupazione per il disegno di legge delega, relativo alle concessioni demaniali marittime a uso turistico ricreativo, approvato oggi dal Consiglio dei ministri”. In particolare, si legge in una nota, “i criteri indicati per l’affidamento delle concessioni non garantiscono adeguatamente la continuità delle imprese in attività, con il rischio di metterle in ginocchio e di vanificare i costosi investimenti, in corso, di adeguamento delle strutture”. “Crea ulteriore incertezza, inoltre, la mancata previsione della durata precisa del periodo transitorio intercorrente tra l’attuale e la nuova disciplina delle concessioni”, conclude il testo. (ANSA).

ASK_1SPIAGGE, CNA BALNEATORI: PREOCCUPATI PER IL DDL DELEGA. NON GARANTITE ADEGUATAMENTE LE IMPRESE IN ATTIVITÀ
Roma, 27 gen. (askanews) – La Cna Balneatori esprime preoccupazione per il disegno di legge delega, relativo alle concessioni demaniali marittime a uso turistico ricreativo, approvato oggi dal Consiglio dei ministri. In particolare, i criteri indicati per l`affidamento delle concessioni “non garantiscono adeguatamente la continuità delle imprese in attività, con il rischio di metterle in ginocchio e di vanificare i costosi investimenti, in corso, di adeguamento delle strutture. Crea ulteriore incertezza, inoltre, la mancata previsione della durata precisa del periodo transitorio intercorrente tra l’attuale e la nuova disciplina delle concessioni”. Lo si legge in un comunicato della Cna Balneatori.
Red/Cip – 271703 GEN 17



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14 LUGLIO 2016: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Postato il: 14 luglio, 2016 | Lascia un commento

CORTE_GIUSTIZIA_UE14 luglio 2016. Dopo il comunicato stampa della Corte di Giustizia UE nelle cause riunite Promoimpresa, Melis e altri, è stato finalmente pubblicato il dispositivo della sentenza.
Ci riserviamo di approfondire l’argomento, rispetto al quale, peraltro, ribadiamo l’impressione avuta in prima lettura del comunicato stampa: la sentenza esprime alcuni concetti che si prestano ad essere utilizzabili, quanto meno in ambito politico, ai fini di una efficace tutela del comparto.
Completiamo l’informazione pubblicando due note stampa uscite oggi: la prima, diramata da ANSA (Spiagge:UE boccia proroga concessioni), conferma la bocciatura della proroga italiana al 2020.
La seconda, di HUFFINGTON POST (“Spiagge, la Corte Ue boccia l’Italia sulla proroga automatica delle concessioni”), commenta la sentenza nelle grandi linee.
Pubblichiamo infine il comunicato stampa odierno di CNA Balneatori, a firma di Cristiano Tomei – coordinatore nazionale – il quale affronta il nodo centrale della questione, quello politico, in termini chiari e costruttivi:
1.- il Governo deve trovare strumenti che consentano alle 30 mila imprese balneari italiane di proseguire la propria attività, garantendo investimenti realizzati, livelli di occupazione e mantenimento dei risultati di una vita di lavoro;
2.- annuncia un confronto con il Governo per fare ripartire il negoziato del “doppio binario”, indispensabile per assicurare continuità aziendale alle attuali imprese balneari;
3.- annuncia lo stato di mobilitazione della categoria;
4.- chiede al Governo il decreto legge necessario per consentire ai balneari di continuare ad esercitare l’attività aziendale in condizioni di legalità;
5.- chiede infine alla politica  «… di aprire un negoziato con gli organismi comunitari, sin qui troppo timido e inefficace rispetto ai diktat di Bruxelles, (negoziato) che permetta a migliaia di imprese di contare su un lungo periodo di certezza nell’esercizio della propria attività. Obiettivo che l’Italia potrà raggiungere, valorizzando le peculiarità e specificità del nostro sistema turistico costiero, facendo fronte comune con altri Paesi dal turismo costiero simile al nostro, come Spagna, Portogallo, Grecia, Croazia, interessati quanto l’Italia alla revisione della Direttiva Bolkestein in materia di servizi e favorevoli all’attività delle attuali imprese turistiche della balneazione».



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TURISMO BALNEARE: ELEMENTO STRUTTURALE DELL’ECONOMIA ITALIANA

Postato il: 31 agosto, 2015 | Lascia un commento

CNA_BALNEATORI_LOGO_RIQUADRATOL’indagine CNA Balneatori – che segue lo studio economico sui principali dati degli stabilimenti balneari italiani, presentato dalla stessa Confederazione nei primi giorni d’agosto – stima, per l’estate 2015, un incremento di presenze balneari generalizzato, valutabile in un + 20% rispetto ai dati 2014 (con un +25% per ferragosto).
Il dato – estremamente significativo, in presenza di una situazione economica generale ancora riflessiva – trova conferma nelle valutazioni Codacons e Federalberghi e chiarisce come l’impresa balneare, nella sua attuale configurazione, costituisca un elemento strutturale di primaria importanza per l’economia delle regioni litoranee e per la stessa economia nazionale. Si tratta di un dato di fatto, che chiunque deve tenere presente e che vale in assoluto, indipendentemente dalla favorevole incidenza del tempo bello e caldo, fattore ovviamente determinante, com’è stato nella stagione in corso. Gli stabilimenti balneari, fenomeno tipicamente italiano, da oltre centotrent’anni non solo hanno consentito l’attività stagionale, ma hanno promosso e orientato la crescita economica, urbanistica e sociale delle principali località turistiche costiere. Questo processo, nonostante le incertezze e le perplessità determinate dalla recente normativa europea, lungi dall’essere concluso, potrebbe costituire un fattore di ulteriore sviluppo ambientale, turistico e occupazionale delle nostre riviere, completando e perfezionando i rapporti che attualmente esistono tra terra e mare, rapporti la cui fragilità, evidenziata dalla crescente intensità degli eventi meteorici, potrebbe incidere negativamente sul turismo locale.
Per compiutezza di esposizione, proponiamo il servizio TG5 del 29 agosto 2015 e la sintetica rassegna stampa riportata dal sito CNA Balneatori.it: Il MessaggeroIl Sole 24OREANSACORRIERE DELLA SERAadnkronosLa PressePOST BREVE. Cliccare sul titolo per attivare il link.



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DEMANIO: LIGURIA E ABRUZZO LAVORANO PER UN CONFRONTO CON IL GOVERNO SULL’UNIVERSO DELLE CONCESSIONE DEMANIALI MARITTIME.

Postato il: 21 dicembre, 2014 | Lascia un commento

DEMANIO_MARITTIMO_TRA_STATO_ED_AUTONOMIE_LOCALILe Regioni italiane ritengono che una revisione completa della normativa inerente il Demanio marittimo sia necessaria e non ulteriormente differibile.
Lo rende noto un comunicato della Regione Liguria ripreso dall’ANSA con una news del 20 dicembre, nella quale si precisa che le Regioni stanno elaborando un documento destinato ad essere discusso nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni. Sembrerebbe una buona notizia – anche i sindacati del comparto balneare chiedono una revisione delle regole del gioco – ma la conclusione non è affatto scontata. L’ambito all’interno del quale il documento preannunciato dovrebbe essere discusso esclude qualsiasi rappresentanza di categoria e la Regione Liguria, che non ha svolto nessuna specifica consultazione preliminare, non sembra minimamente intenzionata a confrontarsi con gli operatori economici interessati. Oltre a ciò, la volontà di estendere la discussione ad ogni tipologia di utilizzo del Demanio marittimo rischia di creare un papocchio difficilmente dipanabile. Stabilimenti balneari, cantieri navali, porti e quant’altro costituiscono tipologie d’impresa eterogenee, che è illusorio pensare di riuscire a trattare in modo unitario. A meno che non si pensi di riscrivere il Codice della Navigazione e il relativo Regolamento. Impresa difficile e pericolosa, di questi tempi.
L’ANSA in questione peraltro non costituisce un esempio perfetto di rigore espositivo: l’Ue non ha aperto nessuna procedura d’infrazione in relazione alla proroga delle concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo.



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TURISMO: BALNEARI, AVVIATO IL CONFRONTO CON IL GOVERNO

Postato il: 29 ottobre, 2014 | 1 commento

ansaSegnalazione di Alessandro Riccomini

Pubblichiamo il link all’Ansa 16:50 – 28 ottobre 2014 inerente l’incontro del sottosegretario Barraciu con le associazioni sindacali di categoria.

Continuiamo a tenere la guardia alta, ma – una volta per tutte – impariamo a valutare le situazioni con obiettività.



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DEMANIO MARITTIMO: REGIONI FAVOREVOLI ALLE IMPRESE BALNEARI

Postato il: 1 giugno, 2014 | Lascia un commento

VASCO_ERRANIIl sito ufficiale della Regione autonoma Valle d’Aosta pubblica l’ANSA 30 maggio 2014 inerente la netta posizione assunta dalle Regioni nella questione balneare italiana.
Ne riportiamo integralmente il testo:
“(ANSA) – ROMA, 30 MAG – Le Regioni condividono “l’importanza di risolvere, in seguito all’apertura manifesta dal Commissario europeo agli affari marittimi, il problema delle concessioni demaniali marittime che penalizza le imprese balneari italiane”. E’ quanto scrivono i presidenti delle Regioni nel documento che illustra la posizione delle Regioni sulla “Strategia europea per una maggiore crescita e occupazione nel turismo costiero e marittimo”.
“La Commissione parlamentare Attività Produttive – si legge nel documento delle Regioni – ha reso noto che si sono registrati segnali incoraggianti, da parte delle istituzioni europee, per quanto concerne la questione della proroga delle concessioni demaniali marittime intervenute nel corso del tempo, attraverso l’adozione di numerose disposizioni normative e pronunce delle istituzioni europee. In particolare, in occasione dell’incontro che si è svolto ad Atene il 18 marzo scorso tra le Commissioni parlamentari europee per i settori delle attività produttive, del turismo, delle finanze e delle infrastrutture, il Commissario Ue agli Affari marittimi e alle coste avrebbe prospettato l’intenzione di rivedere l’applicazione della Direttiva Bolkestein al comparto balneare, ammettendo che la sua applicazione alle concessioni balneari pone vincoli troppo stringenti, necessitando quindi di una rimodulazione coerente con le peculiarità di ogni singolo Paese”.(ANSA).”

Si tratta di una dichiarazione di assoluta importanza, sia per le implicazioni che esistono tra Regioni e Governo centrale – che non si è ancora espresso nel merito – sia perché presidente della conferenza delle Regioni e delle Province autonome è sempre Vasco Errani, la cui propensione per il rinnovo delle concessioni mediante asta è tristemente nota.



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EUROPARLAMENTO: SI VALUTI L’IMPATTO BOLKESTEIN

Postato il: 3 luglio, 2013 | Lascia un commento

ANSA_02.07.2013_VALUTAZIONE_IMPATTO_BOLKESTEINsegnalazione di Alessandro Riccomini

Il Parlamento Europeo prende posizione a favore del comparto balneare dopo la risoluzione 27 settembre 2011. Dopo quasi due anni ribadisce la centralità del turismo balneare per la crescita e lo sviluppo delle regioni costiere UE e invita l’Esecutivo europeo – cioè la Commissione – a valutare con urgenza gli effetti negativi della Direttiva servizi. Niente di nuovo, quindi, e maggiori dettagli nell’ANSA che pubblichiamo a lato, in formato interattivo.
Vedremo se, in quale misura e in quali tempi la Commissione recepirà questo rinnovato segnale di pericolo, completamente ignorato nel 2011.
Vedremo anche se il Governo italiano deciderà di cogliere l’opportunità offerta dalla risoluzione del Parlamento UE – come auspica Carlo Fidanza – e interverrà in Europa per risolvere una questione che presenta valenze sociali, economiche, politiche, culturali, ambientali,  che vanno ben oltre l’aspetto settoriale.
Vedremo. Ma è difficile credere che l’Esecutivo Letta assuma, rispetto alla soluzione della questione balneare, un’iniziativa diversa dall’elusione o dal rinvio.



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DECRETO SVILUPPO: BRUXELLES BOCCIA LA PROROGA DEI 30 ANNI PRIMA CHE VEDA LA LUCE

Postato il: 3 dicembre, 2012 | 3 Commenti

“La Commissione europea boccia l’idea di prorogare di 30 anni le concessioni per le spiagge che è stata inserita nell’ultima versione del “Decreto sviluppo”. Un rinnovo automatico di 30 anni non sarebbe compatibile con il diritto comunitario.” Così radio24.ilsole24ore, in un lapidario comunicato.
RiminiToday, che riprende un comunicato ANSA, è più esauriente. Stefaan De Rinck, portavoce del commissario per il Mercato interno Barnier, nella sua dichiarazione, ripercorre quanto disposto della Direttiva servizi, all’articolo 12. Storia vecchia, interpretazione inadeguata della Commissione europea, che all’epoca decise l’infrazione senza neppure conoscere la complessa realtà del comparto su cui stava deliberando, nel colpevole silenzio del Governo Berlusconi. Quella di oggi è l’ennesima entrata a gamba tesa nella questione balneare italiana di questo potente organo europeo, intervento aggravato dal fatto che viene effettuato in un momento in cui la decisione contestata non è ancora stata assunta. Indebita e inaccettabile ingerenza rispetto all’autonomia di uno Stato sovrano. Vedremo quali saranno  le reazioni del Parlamento, che non potrà far finta di niente.  Quanto al Governo ci permettiamo di suggerirgli che se 30 anni di proroga all’Europa non vanno bene, 75 andrebbero meglio. Spagna insegna.



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CNA AD ANSA: BENE PROROGA, MA INDISPENSABILE APRIRE TRATTATIVA A BRUXELLES

Postato il: 30 novembre, 2012 | Lascia un commento

L’ufficio stampa CNA ci trasmette il comunicato ANSA che pubblichiamo:

(ANSA) – ROMA, 30 NOV – “Un provvedimento utile, fondamentale perché dà ossigeno alle imprese, certezza per l’immediato futuro, fa ripartire gli investimenti e l’occupazione”. Così il coordinatore di Cna balneatori, Cristiano Tomei, commenta la proroga di 30 anni per le concessioni demaniali marittime contenuta nel nuovo testo del decreto sviluppo. “Aspettiamo l’approvazione definitiva, ma la partita vera si aprirà con il nuovo Governo, perché con l’attuale non sarà possibile definire la nuova normativa. Noi abbiamo ripetutamente chiesto – prosegue Tomei – di aprire una trattativa in sede Ue sulla direttiva servizi e discutere il caso-Italia”, alla luce della deroga in discussione per la Spagna, che punta a ottenere una proroga di 75 anni delle concessioni demaniali. “Si definisca la vicenda in Europa – afferma il coordinatore delle aziende balneari della Cna – non possiamo accettare sotto dettatura tutto ciò che dice Bruxelles, visto che invece altri Paesi ottengono provvedimenti in deroga che li favoriscono”.

(ANSA).



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ANSA: CONCESSIONI SPIAGGE FINO AL 2045?

Postato il: 30 novembre, 2012 | Lascia un commento

Il comunicato ANSA 30 novembre 2012 che pubblichiamo, riporta in poche righe, che per i balneari valgono oro, la notizia della proroga al 31 dicembre 2045. Precisiamo, che siamo ancora in una fase preliminare dell’iter autorizzativo dell’emendamento in questione. In ogni caso è una bellissima notizia.

Evidenziate il comunicato cliccando sull’immagine o sull’URL link:

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/11/30/Sviluppo-concessioni-spiagge-fino-2015_7881888.html



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