NOTIZIE SULLA “DIRETTIVA CONCESSIONI”

Postato il: 16 gennaio, 2013 | 1 commento

Cristiano Tomei, coordinatore nazionale CNA Balneatori, ci segnala che, da verifiche effettuate in ambito UE, la Direttiva concessioni sarà votata il prossimo 23 gennaio, come originariamente previsto. Non è ancora chiaro, invece, se le concessioni demaniali di stabilimenti balneari saranno comprese o escluse dalla nuova normativa. Oltre a ciò, a quanto risulta, sembra esistere, tra gli europarlamentari italiani, una linea di tendenza favorevole all’esclusione, il che – a nostro giudizio e sulla base degli elementi disponibili – è positivo.

Considerando il disorientamento che si è creato tra balneari il 12 dicembre scorso, immediatamente dopo la pubblicazione del parere della XIV Commissione della Camera, riteniamo opportuno precisare che:

a.- la Direttiva 2006/123/CE (Direttiva servizi o Bolkestein) è una norma europea, approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel dicembre 2006 ed è stata recepita in Italia attraverso il Decreto Legislativo 26 marzo 2010, n.59 (Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno). In base al citato D.Lgs., le concessioni di stabilimenti balneari – che pure non sono concessioni di servizi, ma di beni – sono assoggettate alla Direttiva Bolkestein;

b.- la cosiddetta Direttiva concessioni è una norma europea diversa dalla precedente ed è attualmente in fase di elaborazione;

c.- la XIV Commissione della Camera, in relazione alla “Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sull’aggiudicazione dei contratti di concessione (COM(2011)897 def.)” , ossia in relazione alla bozza della Direttiva concessioni, ha espresso la Proposta di parere approvata dalla Commissione e pubblicata sulla G.U. l’11 dicembre 2012. Tale documento si esprime a favore della proposta formulata dalla Presidenza del Consiglio UE ” […] di circoscrivere la portata della disposizione riferendola alle sole concessioni ultraquinquennali, al fine di escludere dalla norma concessioni che non richiedano importanti investimenti iniziali”, purché, come misura principale: “sia stabilito […] che le concessioni d’uso di beni demaniali […] rientrano nel campo di applicazione della proposta in esame e sono invece escluse dalla disciplina di cui alla direttiva 2006/123/CE sui servizi nel mercato interno. Sia stabilita altresì, in via transitoria, per le medesime concessioni, una deroga dalle regole generali previste dalla proposta in esame in materia di aggiudicazione, durata e proroga delle concessioni, ove esse abbiano ad oggetto manufatti inamovibili già esistenti alla data di entrata in vigore della direttiva in esame […]”.

Per il momento, quindi, nulla ci fa rientrare nella Direttiva concessioni e ci esclude dalla Direttiva servizi. Si tratta solo di una proposta. Quanto alla Direttiva concessioni, lo ribadiamo, è un documento in fase di avanzata elaborazione e sarà approvato il 23 gennaio. Quindi, allo stato dei fatti, è ancora un oggetto misterioso dai contorni incerti. Chi pensa di avere idee più chiare, ricordi cosa è recentemente accaduto in Italia alla proroga dei 30 anni.


Commenti

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