Forte dei Marmi propone l’urgenza di nuove strategie

Postato il: 11 giugno, 2011 | Lascia un commento

Il convegno di Forte dei Marmi, atteso come possibile occasione di comprensione, in un momento di  travagliata evoluzione normativa, ci lascia la consapevolezza che la soluzione del nostro problema sia difficile, lontana e richieda una svolta significativa. Alla sincera disponibilità politica che i parlamentari nostri amici hanno dimostrato e dimostrano, devono affiancarsi competenze giuridiche eccellenti, che non possono essere trovate nell’interlocutore governativo, non perché manchino, ma perché l’esecutivo ha programmi molto diversi dai nostri e ha dimostrato di non avere intenzione di lavorare per risolvere il nostro problema. Oltre a questo manca nella società italiana la consapevolezza non solo del dramma vissuto dai concessionari, ma anche delle conseguenze economiche e sociali  devastanti che deriverebbero dal portare a gara contemporaneamente le trentamila aziende del settore. Per non parlare del dopo. Persino i nostri consulenti, e tra questi i relatori del convegno, non hanno questa percezione, senza la quale mancano le motivazioni psicologiche indispensabili per impegnarsi con creatività e partecipazione diretta, oltre che con competenza tecnica, nella soluzione di un problema che presenta enormi difficoltà. Gli on.li Granaiola e Baldini hanno lasciato intendere che una soluzione tampone si troverà nell’immediato, ma gli altri relatori – e in particolare il prof. avv. Fabio Merusi, ordinario emerito di Diritto Amministrativo della Facoltà di Giurisprudenza di Pisa, che ha tratto le conclusioni del convegno – hanno chiarito, anche a chi non voleva sentire, che una normativa organica, che consenta di guardare al futuro con relativa serenità, richiederà ulteriori sforzi e un innovativo approccio legislativo. Tra gli altri contributi è stato affermato (ci riserviamo di approfondire) che il meccanismo del rinnovo automatico è stato escluso dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato fin da prima dell’inizio di questa emergenza. Noi siamo fermamente convinti che i pezzi di questo complicato puzzle possano ciò nonostante essere messi al loro posto, ma non possiamo pensare che qualcun altro si incarichi di farlo per noi. I balneari italiani sono avvisati: il 31 dicembre 2015 è alle porte e se non diventeremo rapidamente un settore compatto, consapevole, determinato e determinante, cioè un soggetto politicamente significativo, possiamo dimenticarci le concessioni così come le abbiamo conosciute finora. E a quel punto dare la colpa all’Europa, al governo, ai sindacati, ai cani sciolti che corrono per conto loro, servirà a poco. Avremo perso la nostra occasione e non ci servirà a nulla sapere che per chi ci sostituirà i problemi saranno ancora tutti sul tappeto.

Il presidente Borgo, presente in sala, non è intervenuto. Nei primi giorni della prossima settimana il filmato dell’intero convegno sarà disponibile sul blog. Per il momento proponiamo qualche foto: le prime quattro sono appunti di viaggio; la quinta è dedicata a una parte della delegazione di Comitato balneari Liguria; le successive si riferiscono ai relatori del convegno.

IN VIAGGIO PER IL CONVEGNO: FORTE DEI MARMI

IN VIAGGIO PER IL CONVEGNO: VILLA BERTELLI

IN VIAGGIO PER IL CONVEGNO: VILLA BERTELLI

VILLA BERTELLI

STAFF DI COMITATO (DA SINISTRA A DESTRA): BRUNO, STEFANO, MARTA

IL TAVOLO DEI RELATORI

STEFANO BACCELLI

PROF. ALBERTO MASSERA

GRAZIANO GIANESSI

PROF. BRUNO TONOLETTI

ON.LE MANUELA GRANAIOLA

ON.LE MASSIMO BALDINI

CARLO MONTI

PROF. AVV. ALFREDO FIORITTO

AVV. ALESSANDRO DEL DOTTO

PROF. AVV. FABIO MERUSI

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Formidabile Toscana: iniziativa nazionale anti-Bolkestein

Postato il: 9 giugno, 2011 | 1 commento

Straordinaria iniziativa della regione Toscana, finalizzata ad escludere le attività turistico ricreative dall’ambito di applicazione della direttiva Bolkestein nell’ordinamento italiano!! Leggete con attenzione l’articolo de IL PARLAMENTO DELLA TOSCANA, quotidiano online del Consiglio regionale della Toscana. Forti questi toscani, forti davvero!! I soliti scettici, quelli che non schiodano mai il culo dalla sedia, diranno che non serve a nulla, ma intanto loro, i toscani,  ci provano e magari ci riescono anche.  Ma cosa deve capitare perché si crei anche da noi questo formidabile spirito di corpo?! Bisogna che anche la Regione Liguria dia una mano!! Questa notte partono le lettere di Comitato Balneari Liguria.

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Emendamenti all’articolo 3 del Decreto sviluppo: dallo stralcio ai 50 anni di diritto di superficie

Postato il: 7 giugno, 2011 | 2 Commenti

Ieri, 6 giugno, alle ore 16, è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti al Decreto sviluppo, alcuni dei quali riguardano la nostra posizione. Ecco cosa ha scritto Il Sole – 24 ORE on line, cliccare sul collegamento interattivo per richiamare l’articolo. Il convegno di venerdì 10 giugno a Forte dei Marmi potrà aiutarci a capire. Noi di COMITATO BALNEARI LIGURIA ci saremo. Chiediamo formalmente al SIB, ai comuni costieri, alla Regione Liguria, alle C.C.I.A.A., alle fondazioni di origine bancaria operanti in Liguria, all’Università degli studi di Genova, di organizzare in Liguria un convegno di portata analoga, dopo la conversione in legge del decreto.

 

 

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Marzo 2011, nel mondo succedono cose terribili

Postato il: 31 marzo, 2011 | Lascia un commento

Iniziamo l’attività in rete in un periodo – marzo 2011 – in cui nel mondo succedono cose terribili. Commuove e unisce sapere che interi popoli abbiano saputo reagire con dignità e coraggio. Noi, concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari, non rischiamo la vita, non andiamo verso l’ignoto per terra e per mare e neppure affrontiamo guerre, tsunami e radiazioni. Ma anche noi stiamo combattendo la battaglia della vita: difendiamo le nostre aziende, il nostro lavoro, l’avvenire delle nostre famiglie. Per chi non conosce a fondo il problema diciamo che, in presenza di una normativa nazionale che ci consentiva di mantenere indefinitamente le nostre aziende nelle concessioni, salvo motivi di pubblica utilità, per un’interpretazione di norme europee che noi riteniamo errata e per la concomitante latitanza di molti governi nazionali, la durata delle concessioni è stata limitata al 31 dicembre 2015. Dopo quella data è previsto che gli stabilimenti siano riassegnati attraverso gare. Conseguenze? deprezzamento quasi totale del valore delle aziende; blocco degli investimenti; crisi del settore e dell’indotto a tutti i livelli; impossibilità di pagare i mutui aziendali dopo il 2015; divisioni ereditarie improvvisamente azzoppate; famiglie private di qualsiasi prospettiva economica; multinazionali del cemento, del business, della finanza, del malaffare pronte a subentrare a costo zero.

Perché abbiamo deciso di scendere in campo direttamente? perché, pur riconoscendo l’impegno dei nostri dirigenti sindacali (SIB), in questa circostanza non ne abbiamo condiviso la linea d’azione che, a nostro giudizio, ci ha portato molto vicini ad accettare che il rinnovo delle concessioni avvenisse attraverso gare ad evidenza pubblica, cioè vicinissimi al rischio di perdere le aziende. E purtroppo la storia non è finita, perché le teste e le tendenze non cambiano facilmente. Ma il sindacato, in definitiva, è l’espressione della sua base e fa quello che la base gli lascia fare o gli dà mandato di fare. E’ vero che per agire bisogna che qualcuno organizzi, ma siamo trentamila aziende e a Roma, nel novembre 2009 ci siamo visti in duemila, se poi tanti eravamo davvero. Il sindacato c’era, noi anche, gli altri ventottomila dov’erano? Dobbiamo rapidamente prendere coscienza del problema e prendere in mano la situazione.

COMITATO BALNEARI LIGURIA nasce come sviluppo di un gruppo di lavoro tra concessionari di stabilimenti balneari di Celle Ligure e Varazze. Finora ci è mancata la possibilità di comunicare in rete, passo obbligato se vogliamo cercare di creare, nella particolarità della nostra  terra, l’azione di sensibilizzazione che Movimento Balneare ha saputo suscitare magistralmente in Toscana. Informarci reciprocamente e  puntualmente su  fatti, opinioni, documenti, incontri, su qualsiasi cosa abbia a che fare con la nostra emergenza ci fa sentire uniti, contribuisce a chiarire le idee, ci dà forza, strumenti, voglia di lottare. Il sindacato purtroppo non è riuscito a svolgere questa funzione, almeno fino ad ora. COMITATO BALNEARI LIGURIA non è la fotocopia di Movimento Balneare, ha una propria fisionomia, che ci auguriamo serva a smuovere la nostra gente, forte e combattiva, ma finora defilata e poco convinta della gravità del momento e della utilità di reagire. Cosa pensiamo di fare? Pensiamo di informarvi, di mettervi in contatto con noi e tra voi, di riflettere insieme su quello che sta succedendo. In questo blog troverete informazioni precise,  puntuali, documentate. Forse non sarà  facile leggerci, ma almeno saprete che non vi raccontiamo solo quello che vogliamo farvi sentire. Questa prima infornata di notizie può aiutarvi a capire meglio. A questo blog potrete rivolgervi per comunicare qualsiasi cosa riteniate opportuno portare in rete e sia opportuno e legittimo pubblicare. La vostra partecipazione è essenziale per il successo dell’iniziativa.

Chi crede che il rischio del quale parliamo sia ipotetico, non sa quanto sia andato vicino a perdere la concessione. Chi crede nella inutilità di qualsiasi iniziativa si sbaglia: per ottenere  risultati concreti bisogna impegnarsi in prima persona e muoversi in un gruppo compatto e determinato. Come categoria siamo una forza che nessuno di noi singolarmente può avere.

Il rischio di perdere la concessione purtroppo rimane, perché il Governo non ha ancora deciso nulla a nostro favore e il NO ALLE ASTE del SIB (si veda il comunicato 22 febbraio 2011) quasi sicuramente non corrisponde a un reale cambio di strategia da parte del sindacato, ma rientra nella logica di una guerra di posizione combattuta per conquistare capisaldi che, purtroppo, non spostano i termini del problema.

In questi mesi di lavoro e di incontri ci siamo chiariti le idee: abbiamo abbandonato la speranza di risolvere la questione per via giudiziaria e abbiamo capito che la politica è la chiave di volta della situazione. Ma perché la politica si attivi, occorre che esista e si renda evidente un considerevole movimento di opinione e questo ancora ci manca. Dobbiamo farci sentire ed essere numericamente rilevanti per convincere. Siamo molti e siamo un settore economico determinante, ma siamo ininfluenti sulle decisioni del Governo se non scendiamo in piazza insieme. Sul fronte italiano, nel momento in cui comincia a profilarsi a nostro favore un interessamento politico trasversale, dobbiamo convincere il SIB e gli altri sindacati che l’unica soluzione accettabile è quella di battersi per tornare al rinnovo automatico delle concessioni, oppure ad una situazione analoga, o addirittura migliorativa. Il sindacato non può essere lasciato solo a lottare, soprattutto perché ha dimostrato di non saperlo fare e di volerlo fare a modo suo e anche perché  ha considerato interessanti proposte che tutti noi riteniamo inaccettabili. Non ci illudiamo che il rapporto tra i vertici sindacali e la base sia realmente cambiato, ma dobbiamo ammettere che l’adesione del SIB al partito del  NO ALLE ASTE è un primo passo significativo. Da questa posizione, essenziale per tutti noi, prendendo a prestito un concetto storico, che è stato di Francesco Saverio Borrelli, dobbiamo  RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE, COME SUL PIAVE.

31 marzo 2011

Michela Tarigo    Giovanni Botta    Bruno Bruzzone

 

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