TURISMO BALNEARE: STRAORDINARIO E COLLAUDATO FATTORE DI CRESCITA ECONOMICA NAZIONALE

Postato il: 21 agosto, 2013 | Lascia un commento

CORRIERE_SERA_21.08.2013Segnalazione di Antonio Smeragliuolo

Il CORRIERE DELLA SERA.it – Economia, nell’articolo di Valentina Santarpia, 21 agosto 2013, che pubblichiamo, informa che il Governo Letta si propone di attrarre investimenti esteri in Italia agevolando l’imprenditoria d’oltralpe. Richiamare capitale straniero può obiettivamente giocare un ruolo importante nel quadro della crisi, ma proporsi di attuare facilitazioni esterofile, escludendo le imprese italiane, è un criterio inaccettabile. Se giustizia, fisco, credito, burocrazia, questione morale ed altro richiedono interventi di razionalizzazione, questi devono essere attuati per la loro utilità intrinseca e rispetto a tutti gli operatori, italiani in testa, piccoli e grandi che siano. Perché penalizzare gli imprenditori italiani, escludendoli da una situazione migliorativa che potrebbe ampliare le opportunità nazionali di sviluppo? Agevolare gli stranieri e penalizzare gli italiani è pura stupidità. Di questo passo perderemo  il controllo sulla produzione della ricchezza, getteremo a mare una cultura di civiltà e una tradizione di creatività. Arriveremo al punto di giustificare, in nome della flessibilità economica, l’importazione di manodopera straniera – nuovi schiavi – creando ulteriore disoccupazione.
Quanto alla flessibilità dell’investimento e allo “snellimento” delle concessioni, occorre attenzione e cautela. Nessuno, neppure la grande impresa – straniera e non – può rinunciare a prospettive che consentano di guadagnare, di salvaguardare il capitale investito, di decidere autonomamente, sulla base di considerazioni soggettive, quando eventualmente lasciare, per migrare verso altri settori o altre economie, o per uscire dal mercato. Quanto alle concessioni demaniali marittime in particolare, rinunciare, con un colpo di spugna, alla micro imprenditoria familiare che ha creato e consolidato, in oltre cento anni di attività, questo comparto di assoluta eccellenza, potrebbe rompere irrimediabilmente il giocattolo, portando a ruota tutti i problemi legati al collasso di un settore trainante tra i più importanti a livello nazionale e internazionale.
Cristiano Tomei, coordinatore nazionale CNA Balneatori, ci ha dichiarato: “Se le indiscrezioni del Corriere della Sera fossero confermate, sarebbe indispensabile e urgente focalizzare l’attenzione sul turistico balneare, settore di eccellenza del turismo italiano. Dovremmo piuttosto preoccuparci di riportare il turismo internazionale in Italia, ricreando quel flusso di denaro fresco che per tanto tempo ha giovato alla nostra economia. Questo significa anzitutto incentivare l’imprenditoria attualmente in attività e garantirle un futuro.”



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IL DECRETO DEL FARE E IL GOVERNO DEL DIRE

Postato il: 12 giugno, 2013 | Lascia un commento

CORRIERE_SERA_11.06.2013CORRIERE DELLA SERA.IT: immagini tratte da una situazione politica confusa e contraddittoria.
Quanto attendibili siano le notizie sul “decreto del fare” – che dovrebbe interessare il comparto turistico-balneare solo per gli aspetti fiscali – e sull’ “impegno a correre sul ddl costituzionale” lo dirà il tempo. Per ora, da questo problematico Esecutivo, solo parole.







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CORRIERE DELLA SERA ON LINE E QUESTIONE BALNEARE ITALIANA

Postato il: 5 novembre, 2012 | Lascia un commento

L’articolo 30 ottobre 2012 del CORRIERE DELLA SERA.it, si occupa dell’imprenditoria balneare italiana parlando, in termini un po’ oscuri, della bozza di decreto Gnudi.
Prosegue riportando una interessante dichiarazione di Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA –  che pone in evidenza la forte componente burocratica dell’Unione europea. Concordiamo con Tomei, anche se riteniamo che le maggiori responsabilità della situazione vadano ascritte al Governo italiano, che finora non ha saputo o voluto chiarire in Europa le peculiarità della nostra imprenditoria balneare. Un funzionario europeo non può capire di essere completamente fuori registro, se il Governo italiano si limita a dargli ragione. E poi proprio i funzionari europei  hanno chiarito le idee in proposito a chi ha parlato con loro.
Anche l’articolista del CORRIERE esprime una riflessione del tutto condivisibile: se non riusciremo a riportare il nostro Esecutivo sui binari del buon governo tutto si compirà, fuorchè una reale liberalizzazione del settore.



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MANIFESTARE E’ LA SOLA STRADA POSSIBILE (GRILLO AVREBBE TITOLATO: RIGOR MONTIS)

Postato il: 22 aprile, 2012 | Lascia un commento

il Giornale.it di oggi, domenica 22 aprile 2012, nell’articolo “SuperMario nervoso: sondaggi a picco”, di Massimo Malpica, riporta alcune dichiarazioni del presidente Monti, rilasciate durante la visita informale effettuata ieri al Salone del Mobile di Milano: «… non ci sono margini per deroghe al rigore. Molti settori hanno buoni titoli per chiedere deroghe, ma il rigore è qualcosa che deve pervàdere il modo di essere di un Paese. … Il rigore non è contro la crescita, ma la favorirà. … non nell’immediato.» Affermazioni che sono state riprese, nei termini che seguono, anche da CORRIERE DELLA SERA.it (pubblicazione di ieri, 21 aprile, con modifica odierna), omettendo quella che, secondo noi, costituisce una parte sostanziale del concetto montiano: «Non ci sono margini per una deroga al rigore. Il rigore è qualcosa che deve pervàdere il modo di essere del Paese. Il rigore non è contro la crescita ma la favorirà anche se non nell’immediato».
Siamo d’accordo con Monti sul rigore, applicato, per esempio, all’equità, ma sappiamo che non è questo il rigore al quale Monti intendeva riferirsi. Anche se abbiamo buoni, anzi ottimi motivi per chiedere una deroga, discuterne con Monti, come alcuni propongono, sperando di convincerlo, non servirà. Manifestare con determinazione rimane la sola strada percorribile.



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