CNA BALNEATORI PESCARA 25.01.2013 – COMUNICATO STAMPA

Postato il: 26 gennaio, 2013 | Lascia un commento

Ecco il comunicato stampa diramato al termine dei lavori del Consiglio nazionale CNA Balneatori di Pescara:

Ripartire dalla proroga al 2020, riconosciuta alle imprese del settore balneare, per confermare la peculiarità del sistema turistico italiano e offrire nuove prospettive a un settore decisivo della nostra economia. E’ il tema del confronto, tenuto questa mattina a Pescara, tra il direttivo nazionale di Cna Balneatori (sono arrivati in Abruzzo, per l’occasione, anche rappresentanti della piccola impresa provenienti da Liguria, Toscana, Lazio, Emilia Romagna, Marche, Molise e Puglia) e alcuni rappresentanti del mondo politico e istituzionale nazionale e regionale. Nella sala, gremita di balneatori abruzzesi, sono intervenuti – tra gli altri – l’europarlamentare del Pd Andrea Cozzolino; il presidente dell’Unione delle Province Italiane-Abruzzo, Enrico Di Giuseppantonio; il delegato nazionale Anci per i problemi del demanio marittimo, Luciano Monticelli; il responsabile nazionale per il settore Turismo del Pd, Armando Cirillo. Presenti, inoltre, il segretario regionale della Sib-Confcommercio, Riccardo Padovano, e il presidente del Consorzio Ciba, Riccardo Ciferni e delle Imprese turistiche di Francavilla, Mauro Cioffi.
Sono pervenuti i messaggi di sostegno del Senatore Giovanni Legnini e dell’Assessore al Turismo della regione Liguria, Angelo Berlangieri.
Nel suo intervento introduttivo, il Coordinatore nazionale di Cna Balneatori, Cristiano Tomei, ha ribadito i temi della vertenza aperta ormai da anni, con le maggiori istituzioni nazionali e comunitarie, sulla applicazione della cosiddetta direttiva Bolkestein: «Il 2020 è un risultato minimo – ha detto tra l’altro – ma alla politica chiediamo adesso chiarezza sui nodi principali che ci stanno a cuore».
«Vogliamo che dopo le prossime elezioni – ha aggiunto Tomei – la discussione non riparta da zero, ma dai punti che sono al centro della mobilitazione delle imprese turistiche italiane». Quali siano, è ancora Tomei a dirlo: «Il primo problema è che le concessioni demaniali non si possono considerare come farmacie e taxi, oggetto di politiche liberalizzatrici: perché qui non si parla di allargare la base delle imprese, ma di togliere le attività ad alcuni, per darle ad altri attraverso le gare. Dunque, occorre rivedere con l’Unione europea il capitolo delle attività da sottrarre alla Direttiva servizi: la verità è che la natura di alcune delle prestazioni offerte dagli stabilimenti balneari, come ad esempio quella di salvamento e soccorso in mare, si configurano come un vero e proprio servizio di natura pubblica».
Sostegno alle tesi dei balneatori di Cna è arrivata, oltre che dai vertici nazionali di Anci e Upi (attraverso gli interventi del sindaco di Pineto e del presidente della Provincia di Chieti) soprattutto dall’europarlamentare Andrea Cozzolino, secondo il quale va ora aperto un dossier con l’Unione europea per riaprire subito il confronto sulla Direttiva servizi, in modo da ottenere l’esclusione per il settore della balneazione italiana.
Al termine dei lavori l’assemblea ha votato all’unanimità la proposta Tomei di chiedere alle forze politiche il chiaro supporto agli indirizzi sindacali contenuti nel documento politico programmatico sottoscritto unitariamente da Sib Confcommercio, Fiba Confesercenti, Cna Balneatori e da Assobalneari Confindustria ed in particolare “… la riapertura della trattativa in Ue per una corretta applicazione della c.d. Direttiva servizi e la conseguente esclusione del sistema turistico balneare italiano costituito dalle attuali imprese titolari di concessioni demaniali marittime”.
Prima occasione per ribadire tale proposta sarà la Conferenza nazionale sul Turismo organizzata dal Partito democratico che si terrà a Roma giovedì 31 gennaio e alla quale anche Cna Balneatori parteciperà con una propria nutrita delegazione. A questo riguardo Cristiano Tomei dichiara: «Delle istanze emerse in sede di direttivo nazionale CNA Balneatori mi farò portavoce con fermezza in sede di conferenza nazionale su Turismo del PD il prossimo 31 gennaio a Roma, per chiedere chiarezza e non ambiguità.»

Fin qui il comunicato stampa. Tomei ha parlato anche dell’emendamento Mercatali, ormai legge, disposizione che rischia di impedire le attività complementari a quella balneare specifica.
Se sarà ammesso a parlare al convegno PD del 31 gennaio a Roma, quindi, Cristiano Tomei esporrà, con la consueta incisività, questi concetti e chiederà al Partito Democratico di esprimere con maggior chiarezza il proprio programma di governo nei confronti delle imprese. Balneari e non.



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ATTIVITA’ COMPLEMENTARI E ORARI DI APERTURA

Postato il: 16 gennaio, 2013 | Lascia un commento

Pubblichiamo una interessante nota di Cristiano Tomei – Coordinatore CNA Balneatori – a proposito del problematico emendamento Mercatali, divenuto legge con la promulgazione del Decreto sviluppo bis:

La legge 17 dicembre 2012, n. 221 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese) pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 294 del 18 dicembre 2012 (supplemento ordinario)  ed entrata in vigore dal giorno successivo, oltre alla disposizione normativa che contiene la proroga al 31 dicembre 2020 delle  concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo, riguarda  ulteriori disposizioni inerenti le imprese balneari contenute  nell’Allegato, Parte 1, tra cui l’art. 34-quater (Imprese  turistico-balneari) che si riportano integralmente  di seguito:

1.      All’articolo 11 della legge 15 dicembre 2011, n. 217, sono apportate  le seguenti modificazioni:
a) il comma 6 è sostituito dal seguente:
6. Si intendono quali imprese turistico-balneari le attività classificate all’articolo 01, comma 1, lettere b), c), d) ed e), del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, che si svolgono su beni del  demanio marittimo, ovvero le attività di stabilimento balneare, anche  quando le strutture sono ubicate su beni diversi dal demanio  marittimo. Al fine di promuovere il rilancio delle attività  turistico-balneari e la tutela della concorrenza, è demandata alle  regioni la  fissazione degli indirizzi per lo svolgimento delle  attività accessorie degli stabilimenti balneari, quali l’esercizio di  somministrazione di alimenti e bevande e gli intrattenimenti musicali  e danzanti, da fissare nel rispetto delle particolari condizioni di  tutela dell’ambiente, ivi incluso l’ambiente urbano, nonché  dell’ordine pubblico, dell’incolumità e della sicurezza pubblica. Tali  attività accessorie devono essere effettuate entro gli orari di  esercizio cui sono funzionalmente e logisticamente collegate e devono  svolgersi nel rispetto delle vigenti norme, prescrizioni e  autorizzazioni in materia edilizia, urbanistica, igienico-sanitaria e  di inquinamento acustico. Gli indirizzi regionali sono recepiti a  livello comunale con apposita ordinanza del sindaco, nel rispetto del  principio di sussidiarietà e di proporzionalità;
b) dopo il comma 6 sono aggiunti i seguenti:
6-bis. In caso di intrattenimenti danzanti da svolgere in  stabilimenti balneari, i progetti sottoposti all’esame delle  commissioni di cui all’articolo 141 del regio decreto 6 maggio 1940,  n. 635, devono individuare espressamente i luoghi in cui si svolge  l’attività di pubblico spettacolo o intrattenimento.

6-ter. La disciplina di cui all’articolo 80 del testo unico, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, si applica esclusivamente ai soli luoghi di pubblico spettacolo individuati nei progetti di cui al comma 6-bis.
6-quater. In coerenza con quanto disposto dal decreto del Ministro dell’interno 30 novembre 1983, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.  339 del 12 dicembre 1983, non fanno parte dell’intrattenimento  danzante e sono quindi sottratte alla disciplina dell’articolo 80 del  citato testo unico, le aree della concessione demaniale circostanti i  locali di pubblico spettacolo individuati nei progetti di cui al comma  6-bis, purché prive di recinzioni di qualsiasi tipo e di strutture specificatamente destinate allo stazionamento del pubblico per  assistere a spettacoli, in quanto aventi caratteristiche di locale  all’aperto, come descritto all’articolo 1, comma 2, lettera a), del  citato decreto ministeriale 30 novembre 1983.”

Secondo tale norma approvata, tutte le attività di pubblico esercizio e somministrazione di alimenti e di bevande, devono svolgersi entro gli orari di esercizio delle attività a cui sono collegate, in quanto accessorie, funzionalmente e logisticamente. Quindi mi chiedo: una concessione balneare che, oltre alla posa di ombrelloni ha uno stabilimento con annesso bar e ristorante (attivato con licenza commerciale stagionale di pubblico esercizio, ex  tipologia c)  di cui alla legge 287/91), deve interrompere, in  piena estate, la funzione di  somministrazione di alimenti e di  bevande al calar del sole, in concomitanza con il termine dell’attività  di balneazione e di posa ombrelloni?
Mi chiedo ancora: la concessione del solo chiosco bar è anch’essa collegato funzionalmente e logisticamente, quale funzione accessoria, all’attività di balneazione?
Mi pongo questo particolare quesito perché la norma in questione non fa distinzioni  tra le varie tipologie di concessioni  esistenti sul demanio marittimo, anzi, vi include negli effetti anche gli stabilimenti ubicati su area privata o su altro tipo di demanio.

Posta la condivisione per il “rispetto delle particolari condizioni di tutela dell’ambiente, ivi incluso l’ambiente urbano, nonché dell’ordine pubblico, dell’incolumità e della sicurezza  pubblica”, già disciplinati da altre leggi e a cui i titolari degli  stabilimenti balneari si attengono per lo svolgimento delle proprie  funzioni imprenditoriali, francamente, non riesco a comprendere quale  ulteriore sviluppo per la crescita possa apportare tale norma.
Posso anche sbagliare, ma la ritengo una norma che creerà non pochi problemi interpretativi nella sua applicazione ai vari livelli  regionali e territoriali, aprendo la strada a contenziosi, in barba  alle invocate
necessità di semplificazioni amministrative e  burocratiche. Peraltro, mi sembra sia completamente in controtendenza rispetto alla libertà  di tenere aperte le attività,  concessa dal Decreto Salva Italia e confermata di recente da una sentenza della Corte Costituzionale.  Anche se, in quel caso, il provvedimento non ha riscosso un grande  successo, perché in pochi hanno approfittato della libertà di aprire concessa. Cosa ben diversa per le attività di  intrattenimento e di somministrazione collegate alle strutture balneari che contribuiscono   vantaggiosamente  ad animare la movida estiva delle nostre località  rivierasche. Proviamo, solo per un momento, ad immaginare in  piena stagione estiva gli stabilimenti balneari e i chioschi bar ad essi  funzionalmente connessi, chiusi e con le luci spente.

Ho provato a porre alcuni interrogativi che mi sembra abbiano una logica  rispetto ai risvolti negativi immaginati e pertanto ritengo  sia necessario mettere in campo un approfondimento urgente della norma e un confronto costruttivo con i responsabili del Ministero allo  Sviluppo e alle Attività Produttive e con i gruppi parlamentari che l’hanno adottata.

Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori.



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IL TURISMO COSTIERO ITALIANO E L’EUROPA

Postato il: 13 gennaio, 2013 | Lascia un commento

Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori

In Europa è sempre più forte il rischio che si stiano creando economie turistiche a due velocità: quelle che “viaggiano sopra le direttive ” (vedi la proroga complessiva di 75 anni alle concessioni insistenti sul suolo spagnolo, accordata con la Ley de costas) e quelle – come il caso italiano – sottoposte a una rigida e miope interpretazione, le cui concessioni rischiano di essere letteralmente confiscate, ponendo in liquidazione 30.000 piccole imprese (anche in barba allo Small business act ) e pregiudicando irrimediabilmente un sistema turistico costiero unico in Europa.
Non dimentichiamo, a tale proposito, l’intervento all’Ansa di Stefaan De Rynck, portavoce del commissario europeo per il Mercato interno Michel Barnier : «Un rinnovo automatico di 30 anni non sarebbe compatibile con quanto prevede il diritto comunitario. Le concessioni degli stabilimenti balneari dovrebbero essere accordate per un periodo di tempo appropriato e limitato e non dovrebbero essere aperte a rinnovi automatici, né dare alcun altro tipo di vantaggio al gestore la cui autorizzazione è scaduta. Un’estensione di 30 anni di tutte le concessioni attuali sarebbe incompatibile con le leggi Ue».
Tale dichiarazione ha di fatto interrotto l’iter del procedimento relativo all’emendamento Bubbico-Vicari al decreto sviluppo bis, che posticipava la scadenza delle attuali concessioni demaniali marittime italiane dal 2015 al 2045. Tale proroga trentennale, infatti, avrebbe semplicemente permesso ai titolari di stabilimenti balneari italiani di recuperare gli investimenti effettuati e pagare i mutui bancari in atto.
Alla sconcertante dichiarazione del portavoce De Rynck fa seguito quella fatta, di recente, dal commissario Barnier, a nome della Commissione europea, in risposta all’interrogazione della eurodeputato Mara Bizzotto, circa la compatibilità o meno della Ley de costas spagnola con la Direttiva servizi, dichiarando che : «… La proroga per altri settantacinque anni delle concessioni prevista nel progetto di riforma spagnolo a cui l’interrogazione fa tra l’altro riferimento non riguarda le autorizzazioni rilasciate a prestatori che forniscono servizi sulle spiagge avvalendosi di infrastrutture mobili, come bar e chioschi. Per le autorizzazioni all’uso delle spiagge a questi scopi, il progetto di riforma stabilisce una durata massima di quattro anni. Per questo motivo, il progetto di riforma non sembra sollevare problemi di incompatibilità con i principi stabiliti dalla direttiva sui servizi. Il periodo di settantacinque anni menzionato nell’interrogazione si riferisce a concessioni accordate ai proprietari per l’uso di fabbricati di loro proprietà costruiti in aree ritornate al demanio marittimo».
La risposta fornita all’interrogazione della eurodeputato presenta delle evidenti lacune informative sulla condizione demaniale marittima italiana, che invece vanta altrettante se non maggiori ragioni rispetto a quelle presenti nella penisola iberica, al fine di ottenere proroghe ultradecennali e la completa esclusione dall’applicazione degli effetti della Direttiva.
Di più, sul progetto di legge spagnolo, la commissaria europea alla giustizia, Viviane Reding si è dichiarata favorevole, evidenziando la necessità di tutelare la «certezza giuridica per i cittadini e le imprese».
Da ultimo va segnalato anche il parere favorevole espresso dalla XIV Commissione permanente della Camera (politiche dell’Unione europea) a proposito della Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sull’aggiudicazione dei contratti di concessione (COM(2011)897 def.) a condizione che:
« sia stabilito, per finalità di certezza giuridica ed in coerenza con gli ordinamenti di numerosi Stati membri,che le concessioni d’uso di beni demaniali, contrariamente a quanto prospettato dalla Presidenza cipriota, rientrano nel campo di applicazione della proposta in esame e sono invece escluse dalla disciplina di cui alla direttiva 2006/123/CE sui servizi nel mercato interno. Sia stabilita altresì, in via transitoria, per le medesime concessioni, una deroga dalle regole generali previste dalla proposta in esame in materia di aggiudicazione, durata e proroga delle concessioni, ove esse abbiano ad oggetto manufatti inamovibili già esistenti alla data di entrata in vigore della direttiva in esame.»
A questo punto, al fine di tutelare la pari dignità nel trattamento dei cittadini e delle imprese degli stati membri e al fine di ristabilire la garanzia del principio della certezza del diritto, credo vadano immediatamente poste sul campo tre questioni:
1 – la normativa sulle concessioni demaniali marittime aventi finalità turistico ricreative: nella direzione di una corretta interpretazione della “Direttiva Europea sui Servizi”, attraverso l’apertura di tavoli intersindacali settoriali con i ministeri competenti e i gruppi Parlamentari, è necessaria la revisione del decreto  59 del 26 marzo 2010 (Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno) ai fini dell’inclusione nell’art.7  (in questo articolo sono elencati i servizi esclusi dall’applicazione della Direttiva) del settore turistico balneare;
2 – il turismo costiero e il rinnovo delle concessioni demaniali marittime: è essenziale il superamento dei criteri di cui all’art. 11, comma 2°, della Legge Comunitaria 2010, con il contestuale riordino normativo in materia di demanio marittimo, attraverso la ripresa di un confronto con i gruppi parlamentari, con la conferenza delle regioni per il turismo e il demanio, l’A.N.C.I. , l’ U.P.I. ed i ministeri competenti;
3 – le direttive europee sulle concessioni di beni demaniali marittimi, riguardanti il turismo balneare e costiero: è obbligata la riapertura del confronto con la Commissione Mercato Interno UE e la rappresentanza parlamentare italiana in UE per una corretta interpretazione e applicazione delle vigenti e future direttive, in modo da favorire una tutela delle specificità nazionali e un riassetto organico della normativa, per garantire maggiore coerenza e certezza giuridica, in un quadro organico e uniforme tra le nazioni facenti parte dell’unione europea.

Ritengo sia importante mettere in campo questo lavoro sindacale da subito, per confrontarsi con quanti, tra pochi giorni, saranno deputati a rappresentarci in Italia e soprattutto in Europa.



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DIRETTIVA CONCESSIONI PROSSIMA AL VOTO DELLA COMMISSIONE UE

Postato il: 6 dicembre, 2012 | Lascia un commento

Cristiano Tomei, coordinatore nazionale CNA Balneatori, ci informa che – il 24 gennaio 2013 – la Commissione europea Mercato interno e servizi si esprimerà a proposito della cosiddetta “Direttiva concessioni”. CNA segue con attenzione questa opportunità.







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4 OTTOBRE 2012: PRIMA RIUNIONE ANCI CONSULTA SINDACI CITTA’ DI MARE

Postato il: 5 ottobre, 2012 | Lascia un commento

Pubblichiamo, con una breve nota, la parte essenziale del comunicato di Cristiano Tomei – Coordinatore nazionale CNA Balneatori – relativo alla prima riunione della Consulta dei sindaci delle città di mare:

Si è tenuta stamane a Roma, presso la sede nazionale dell’A.N.C.I., in  via dei Prefetti 46, la riunione della Consulta dei Sindaci delle città di mare allargata ai Presidenti delle 4 sigle sindacali del  settore balneare: CNA BALNEATORI, ASSOBALNEARI CONFINDUSTRIA, FIBA  CONFESERCENTI e SIB CONFCOMMERCIO. Hanno presieduto la riunione il Presidente Nazionale dell’Associazione dei Comuni, Graziano Del Rio e il Delegato nazionale al demanio marittimo, Luciano Monticelli.
Il coordinatore nazionale di C.N.A. Balneatori, Cristiano Tomei,  che guidava una nutrita delegazione di responsabili regionali e  territoriali di Emilia Romagna (Nevio Salimbeni), Marche (Sabina  Cardinali),  Abruzzo (Generoso Leonzio, Graziella Ronzitti e Mauro  Pavone),  Lazio (Claudio Capezzuoli), Toscana (Lorenzo Marchetti), Liguria (Maurizio Giacomelli, Gianni Botta e Alessandro Riccomini ),  ha consegnato al Presidente Del Rio un appello  affinché  l’A.N.C.I. stessa, attraverso i propri rappresentanti, si esprima in senso contrario al tentativo, da parte del Governo, di sancire, in sede di Conferenza Unificata, un’intesa su un decreto legislativo (a più riprese annunciato)  il cui contenuto sia negativo per il futuro  delle attuali imprese balneari.
Ciò secondo quanto previsto all’art.11, comma 2) della Legge  Comunitaria 2010 (in cui si individua l’obbligo di sancire l’intesa in materia di riordino  della normativa sulle concessioni demaniali  marittime) e all’art.8 del D.Lgs. 28 agosto 1997, n°. 281, in cui si  attribuisce, all’interno della Conferenza Unificata, una  rappresentanza di quattordici Sindaci all’A.N.C.I.
Tomei ha chiesto la condivisione su tale appello anche alle altre  maggiori sigle sindacali presenti, al fine di raggiungere un’unica posizione sindacale unitaria.
Il Presidente Del Rio, soddisfatto dell’esito dell’incontro,  ha  annunciato l’istituzione di un tavolo tecnico,  sia per dare avvio al lavoro necessario per porre fine alla situazione di confusione e incertezza che si è determinata a seguito del provvedimento  comunitario e che si ripercuote pesantemente sul corretto svolgimento  delle attività degli Uffici comunali costieri, sia per attuare un pronto coinvolgimento della rappresentanza comunale  nelle attività di revisione della normativa vigente che, in  considerazione del dibattito odierno, appare non più differibile.
Di seguito si evidenzia il link con il comunicato stampa diramato dall’A.N.C.I.:

http://www.anci.it/index.cfm?layout=dettaglio&IdSez=810122&IdDett=38666

Alleghiamo l’appello C.N.A. Balneatori consegnato all’A.N.C.I., contenente le  principali argomentazioni sindacali unitarie, sulle quali si sta cercando convergenza e condivisione, ai fini dell’unitarietà, con le altre maggiori sigle sindacali di settore.”

L’appello, che nella versione qui pubblicata è firmato unicamente da Tomei, sarà ripresentato come documento unitario, dopo aver raccolto le adesioni e le eventuali osservazioni degli altri sindacati della coalizione. Nel Direttivo nazionale di lunedì 8 ottobre, CNA Balneatori predisporrà analogo documento – da sottoporre a SIB, FIBA e Assobalneari – indirizzato a Vasco Errani (presidente della Conferenza delle Regioni) e a  Giuseppe Castiglione (presidente UPI – Unione Province d’Italia). ANCI, UPI e Conferenza delle Regioni sono infatti tra i principali soggetti che, ai sensi della normativa menzionata nell’appello CNA, sono chiamati ad esprimere parere preventivo sull’emanando decreto.

 

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STRATEGIE CNA BALNEATORI

Postato il: 21 settembre, 2012 | Lascia un commento

Diamo notizia del Direttivo CNA Balneatori che si è tenuto in Ravenna il 19 settembre 2012, per le implicazioni che gli argomenti discussi in quella sede hanno avuto con il significativo intervento svolto la sera stessa da Cristiano Tomei – coordinatore nazionale della Confederazione – nell’ambito della Festa nazionale del Turismo – PD.
Il Direttivo CNA, in tema di questione demaniale marittima italiana, appreso con perplessità e preoccupazione che l’argomento non è stato minimamente trattato nel vertice Governo-Regioni tenuto a Roma in mattinata, ha analizzato il documento programmatico pubblicato dal PD nel pomeriggio del 18 settembre e lo ha ritenuto preoccupante, pericoloso per la categoria, per l’occupazione e per lo stesso turismo balneare italiano. Il documento PD non è stato ritenuto in linea con la nota quattrosigle al Governo del 12 gennaio 2012 e neppure con la volontà politica di evitare le evidenze pubbliche espressa all’unanimità dal Senato nel giugno 2011, ribadita recentemente da Regioni, Province e Comuni. CNA considera indispensabile che PD e tutte le forze politiche si attivino in ambito nazionale ed europeo per evitare le aste e salvaguardare famiglie, imprese e peculiarità del settore. Di questa posizione Tomei è stato incaricato di farsi portavoce.
Quanto alla decisione espressa da SIB-Confcommercio, FIBA-Confesercenti, Assobalneari-Confindustria di disertare il SUN di Rimini e ogni altra analoga fiera, contenuta nella dichiarazione congiunta 15 settembre 2012, il Direttivo CNA – manifestata la volontà di conservare e, per quanto possibile, di rafforzare l’unità dei quattro sindacati, nonché l’intenzione di contrastare, con la propria presenza, la accertata partecipazione di alcune associazioni di categoria schierate su posizioni conflittuali rispetto a quelle proprie della coalizione quattrosigle – ha deliberato quanto segue:
1.- la riunione mensile del direttivo CNA Balneatori si terrà nell’ambito del SUN di Rimini;
2.- CNA Balneatori parteciperà alla manifestazione intersindacale che SIB, FIBA e Assobalneari hanno preannunciato per l’inizio del mese di ottobre, in concomitanza con il SUN.



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ANTICIPAZIONI SULL’INCONTRO 19 SETTEMBRE 2012 GOVERNO-REGIONI

Postato il: 15 settembre, 2012 | Lascia un commento

Cristiano Tomei, coordinatore nazionale CNA Balneatori, ci comunica che mercoledì 19 settembre, presso la sede C.N.A. di Ravenna, si terrà la riunione dei responsabili nazionali, regionali e territoriali di C.N.A. Balneatori, per analizzare, tra l’altro, l’esito dell’incontro che si sarà tenuto nella mattinata stessa a Roma tra Regioni e Governo, in materia di concessioni demaniali marittime.
Tomei informa che Mauro Di Dalmazio, coordinatore degli assessori regionali al turismo, gli ha personalmente precisato che, in assenza di una qualsiasi bozza di provvedimento sulla quale sia possibile discutere e procedere ad intese, nell’occasione le Regioni manterranno le posizioni assunte il 26 giugno 2012 (cfr. documento sottoscritto in quella data dai coordinatori regionali al Turismo e al Demanio e dai delegati nazionali al Demanio UPI ed ANCI).
Tomei condivide la posizione di Di Dalmazio e ribadisce la propria assoluta convinzione che la soluzione della questione balneare italiana debba essere preventivamente discussa e concertata con Regioni, Comuni e associazioni di categoria. La sua comunicazione sintetizza il significativo lavoro fin qui svolto da CNA Balneatori nei confronti degli assessori regionali accreditati al vertice di martedì 19 settembre. Appuntamento da seguire con la massima attenzione, perché, dopo mesi di sostanziale silenzio, in quella sede il Governo dovrà necessariamente esprimersi.



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