LA LINEA SINDACALE DI CNA BALNEATORI NEL RAPPORTO TRA GOVERNO E BASE ASSOCIATIVA

Postato il: 14 settembre, 2016 | Lascia un commento

tomei_dire_rielaboratoAbbiamo rivolto alcune domande a Cristiano Tomei, coordinatore nazionale CNA Balneatori:

D.: Dott. Tomei, vorremmo valutare con lei le prospettive della questione balneare italiana dopo gli incontri che CNA Balneatori ha avuto con il premier Renzi e con il sottosegretario alla presidenza del consiglio Lotti. Qual è la reale importanza di questi incontri?
R.: Ritengo che l’importanza di queste iniziative stia nel fatto che hanno inserito a pieno titolo la questione balneare italiana nell’agenda politica del governo. Ritengo che l’attenzione riservata alle nostre problematiche sia positiva perché consente di  iniziare un confronto che tenti di trovare una soluzione valida e sostenibile, che tuteli e salvaguardi il lavoro di 30 mila imprese e, allo stesso tempo, l’economia turistica costiera italiana. Per CNA Balneatori, tutto ciò si traduce nella proposta di riconoscere il legittimo affidamento delle attuali imprese e l’apertura al doppio binario, sistema di assegnazione delle aree demaniali marittime per finalità turistico-ricreative che prevede procedure comparative solo per le nuove concessioni e per gli arenili ancora ampiamente disponibili, al netto delle spiagge lasciate alla libera fruizione o destinate a riserve e ad aree marine protette.

D.: La sentenza UE del 14 luglio come incide nel confronto con il governo?
R.: La sentenza della Corte di Giustizia apre positivamente a due importanti punti della piattaforma sindacale di CNA Balneatori: legittimo affidamento e sovrabbondanza della risorsa spiaggia. Su queste premesse noi chiediamo di costruire, attraverso il confronto con il Governo, una normativa che riconosca il diritto di esistere delle 30 mila attuali imprese balneari, al fine di escluderle da procedure comparative.

D.: Molte categorie economiche sono a rischio a causa della direttiva Bolkestein. Lei ritiene che possa esistere una soluzione unitaria di questi problemi?
R.: Va anzitutto precisato che ogni categoria deve risolvere il proprio problema con norme specifiche che lo interpretino e lo risolvano. E’ peraltro vero che la Direttiva Servizi – la Bolkestein – assume una funzione di minimo comune denominatore per le sue ricadute negative sui settori e sulle categorie che ne sono interessate. Ribadiamo quanto abbiamo sempre sostenuto: in Europa, a suo tempo, non ci si è preoccupati di affrontare con la dovuta attenzione gli effetti negativi dovuti al recepimento e all’applicazione di una direttiva europea che rischia di mandare in liquidazione più di 300 mila imprese italiane. Se questo non fosse vero queste imprese non avrebbero motivo di lamentarsi, di protestare, di temere la perdita del lavoro di una vita. Ecco perché i concessionari aderenti a CNA Balneatori sono assolutamente vicini e pienamente solidali con le imprese di altri settori le quali, a causa della Direttiva Servizi, rischiano di vedere svanire i risultati di ogni loro fatica e sacrificio.

D.: Come prevede che si orienteranno i rapporti con il tavolo tecnico appena aperto?
R.: CNA Balneatori ha svolto il proprio lavoro sindacale attraverso un numero ponderoso di assemblee, che ha tenuto, nelle zone costiere dell’intero territorio nazionale, con la nostra base associativa, con i nostri organismi statutari e anche con i comitati costituiti nelle varie regioni. Pensate, ad esempio, alla sinergia che si è creata tra CNA  Balneatori e Comitato Salvataggio Imprese (Toscana) che ha consentito di realizzare l’incontro di Forte dei Marmi con il premier Matteo Renzi. Su queste basi abbiamo costruito una posizione sindacale giuridicamente fondata e ora intendiamo sostenerla di fronte al Governo, per contribuire a una positiva soluzione di questa annosa vertenza, che non avrebbe mai dovuto riguardate le imprese legittimamente affidate ed esistenti, titolari di diritti inderogabili, ma solo quelle che saranno costituite ex novo. Mi domando continuamente: come può una direttiva essere retroattiva? una norma guarda avanti nel momento in cui viene approvata e riguarda esclusivamente ciò che di nuovo deve essere fatto, tutelando tutto ciò che legittimamente esiste e che costituisce un momento significativo dell’economia nazionale.

D.: Quali saranno le prossime iniziative di CNA Balneatori?
R.: Non ci limiteremo al tavolo tecnico con il Governo. Il nostro modus operandi è quello di tenere costantemente aggiornata la nostra base, sia per far emergere nuove risorse: iniziative, idee, riflessioni; sia per creare consapevolezza e consenso. Questo ci porta alle assemblee che abbiamo programmato per settembre e ottobre:
– Lazio, assemblea regionale di Sperlonga: settembre 2016
– Calabria, assemblea provinciale di Tropea – Vibo Valentia: ottobre 2016
– Toscana, assemblea regionale di Viareggio: ottobre 2016
– Emilia Romagna, Direttivo Nazionale SUN di Rimini:  giovedì 13 ottobre 2016
– Emilia Romagna, Assemblea Nazionale SUN di Rimini: venerdì 14 ottobre 2016.



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RIFORMA CONCESSIONI: L’AGENZIA DIRE INTERVISTA CRISTIANO TOMEI

Postato il: 7 settembre, 2016 | 1 commento

dire_intervista_07_089_2016_a_tomeiPubblichiamo l’intervista rilasciata da Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – all’agenzia nazionale di stampa DIRE, immediatamente dopo la conclusione dell’incontro di oggi – 7 settembre 2016 – con il Governo:

D.: Parliamo di concessioni, di stabilimenti. Dopo l’iniziativa dell’Europa che ha chiesto una profonda riforma, possiamo dire che da oggi la questione dei balneatori è questione di Governo?
R.: Si possiamo affermare che, nell’agenda politica (del Governo), oggi la questione balneare italiana è entrata tra i punti di interesse che devono essere affrontati e risolti sia in Italia, sia soprattutto in Europa.
D.: Avete avuto un incontro a palazzo Chigi con il sottosegretario on.le Lotti?
R.: Questa mattina abbiamo avuto questo incontro, molto vicino a quello che abbiamo avuto qualche giorno fa a Forte dei Marmi con il premier Matteo Renzi.  Aspetto positivo, che denota l’interessamento e la forte attenzione del Governo su questa tematica, che riguarda 30 mila imprese balneari italiane.
D.: 30 mila imprese, quindi una realtà molto importante. C’è però, da parte dell’Europa, un’iniziativa che spinge a chiedere un cambiamento. Voi fate resistenza, non volete cambiare o bisogna cambiare?
R.: Noi diciamo all’Europa che il cambiamento si può fare anche con le attuali imprese, anzi soprattutto con queste imprese, che hanno investito e realizzato quello che si vede ora. Non devono essere per forza messe in liquidazione, anzi con queste imprese si può parlare e queste imprese vogliono fare ancora di più, anche per quanto riguarda l’integrazione sotto il profilo ambientale, ristrutturazione, riqualificazione, per un turismo che sia più a portata d’uomo. Noi su questo ci stiamo. Queste sono piccole e medie imprese che lavorano onestamente e su questo veramente si può creare qualcosa di importante. Noi riteniamo che il Governo voglia portare anche in Europa questa attenzione, questo interessamento legittimo.



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CNA BALNEATORI INCONTRA LOTTI, SKIPPER INCARICATO  DI  PILOTARE I BALNEARI FUORI DALLE SECCHE DELLA BOLKESTEIN

Postato il: 7 settembre, 2016 | Lascia un commento

cna_balneatori_lotti_07_09_2016Roma, 7 settembre: Luca Lotti – sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, incaricato di attuare il riordino della normativa demaniale marittima – ha ricevuto una delegazione di CNA Balneatori guidata dal coordinatore nazionale Cristiano Tomei.
L’incontro, che segue quello del 21 agosto a Forte dei Marmi tra il premier Renzi e CNA Balneatori, testimonia l’attenzione e la disponibilità del Governo nei confronti delle oltre 30mila imprese che operano nel settore, danno lavoro, creano ricchezza, contribuiscono alla tutela ambientale delle spiagge italiane e offrono servizi di qualità, garantendo l’immagine dell’Italia nel mondo.
Durante l’incontro sono state illustrate le linee di intervento che CNA Balneatori propone al Governo in vista del disegno di legge finalizzato alla riforma delle concessioni :
a.- riconoscimento del legittimo affidamento delle imprese in attività;
b.- doppio binario, ossia assegnazioni mediante evidenza pubblica per le sole nuove concessioni, mentre alle concessioni in essere è assicurata sostanziale stabilità, fino a che la risorsa spiaggia, valutata in ambito nazionale, non sia divenuta scarsa;
c.- mappatura delle spiagge litoranee ancora disponibili, necessaria per sostenere, di fronte alla Commissione europea, la specificità del nostro Paese che, con oltre 8mila chilometri di coste solo parzialmente utilizzate per attività turistico-riscreative, non registra carenze della risorsa spiaggia.
La discussione ha interessato la valutazione delle possibili alternative in grado di dare sicurezza e futuro al comparto, tra cui l’eventuale attività giurisdizionale, necessaria per affermare il legittimo affidamento di ogni singola impresa attiva, alla luce della recente sentenza UE.
Primo incontro tecnico di concreto interesse. Lotti, attento e collaborativo, ha aggiornato la riunione assicurando nuovi appuntamenti a breve.



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DOPO INCONTRO RENZI-CNA BALNEATORI: INTERVISTA CON TOMEI

Postato il: 23 agosto, 2016 | Lascia un commento

FORTE_DEI_MARMI_21_08_2016_04 - Copia D.: Presidente Tomei, che impressione ha riportato dal recente incontro di Forte dei Marmi con il presidente Renzi?
R.: L’incontro è stato positivo, con momenti di dialogo importanti. Non dimentichiamo che, senza nulla togliere agli incontri e ai tavoli tecnici che lo hanno preceduto negli scorsi sette anni, questa è la prima volta in cui siamo riusciti a portare la questione balneare italiana alla diretta attenzione del presidente del Consiglio in carica. Domenica 21 agosto ha rappresentato per noi un’opportunità unica: tentare di inserire la nostra questione nell’agenda del premier.

D.: Renzi le è sembrato informato circa le problematiche del settore?
R.: Si, Renzi è effettivamente preparato e informato. Conosce anche molti aspetti di dettaglio, sui quali ci siamo confrontati con la politica negli anni passati.

D.: Quali sono stati, a suo giudizio, i punti salienti evidenziati durante l’incontro con Renzi?

R.: Si è ripartiti dalla recente sentenza della Corte di Giustizia e si sono posti in luce aspetti importanti, quali il legittimo affidamento, anche legato alla ripartenza del doppio binario; la necessità di riconoscere il valore economico delle nostre imprese, riconducibile ai beni materiali e immateriali di proprietà dell’impresa; il diritto di continuare a svolgere il lavoro che è stato scelto, legittimamente impostato e sviluppato per decenni. A questo proposito abbiamo illustrato e consegnato al premier il documento sindacale approvato nel corso dell’Ufficio di presidenza CNA Balneatori del 2 agosto scorso, unitamente al magistrale memorandum giuridico predisposto dagli avvocati Righi e Nesi per CNA Balneatori.

D.: Quali saranno gli sviluppi, a questo punto?
R.: Noi riteniamo che i contenuti dell’istanza sindacale e del memorandum Righi-Nesi consentano soluzioni normative che possono essere inserite nel disegno di legge del Governo, per garantire il diritto di esistere delle attuali 30 mila imprese balneari italiane, dando loro certezza per il futuro e facendo così ripartire gli investimenti, necessari per il settore, per il Paese e in grado di dare un contributo importante agli obiettivi economico-finanziari che l’Esecutivo di Governo vuole cogliere in ambito europeo entro il 2017. Su questi aspetti chiederemo un incontro a breve.



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INCONTRO TRA RENZI E CNA BALNEATORI

Postato il: 22 agosto, 2016 | Lascia un commento

FORTE_DEI_MARMI_21_08_2016_02FORTE_DEI_MARMI_21_08_2016_04FORTE_DEI_MARMI_21_08_2016_0321_08_2016_RENZI_E_BALNEARI_01FORTE_DEI_MARMI_21_08_2016_05Ieri – 21 agosto 2016 – CNA Balneatori, la più significativa e impegnata tra le associazioni nazionali di categoria, con il coordinatore nazionale Cristiano Tomei, il presidente regionale Toscana Lorenzo Marchetti e i vertici di CNA Lucca, Andrea Giannecchini – presidente – e Stephano Tesi – direttore – insieme con una qualificata delegazione di Comitato Salvataggio Imprese e Turismo Italiano, guidata da Emiliano Favilla e Fabrizio Maggiorelli, ha incontrato il premier Matteo Renzi nel giardino dell’Hotel Villa Roma Imperiale di Forte dei Marmi.
Pubblichiamo il comunicato stampa ufficiale di CNA nazionale:

22 Agosto 2016

BALNEATORI. IL PREMIER RENZI INCONTRA LA DELEGAZIONE CNA

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha incontrato ieri pomeriggio, a Forte dei Marmi, una delegazione di CNA Balneatori, che ha illustrato i temi relativi alla tutela e alla promozione delle imprese del turismo costiero.
Presenti all’incontro, che si è svolto presso l’Hotel Villa Roma Imperiale, il Coordinatore Nazionale di CNA Balneatori, Cristiano Tomei, i vertici della CNA di Lucca e Viareggio, e una delegazione del Comitato salvataggio imprese di balneazione, che aderisce completamente alle posizioni di CNA Balneatori.
“E’ stato un incontro positivo e molto importante” si legge in una nota di CNA Balneatori.
“La tutela del lavoro e degli investimenti di trentamila imprese balneari italiane – prosegue la nota – ha bisogno dell’appoggio pieno del Governo e delle Istituzioni. L’obiettivo è arrivare, in tempi brevi, alla costruzione e alla messa a punto di un disegno di legge che garantisca il diritto di continuare a lavorare per le attuali imprese e per gli imprenditori balneari.”



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TOMEI, CNA BALNEATORI, SOSTIENE A RADIO 24 IL DIRITTO DI ESISTERE DI 30 MILA IMPRESE BALNEARI ITALIANE

Postato il: 18 agosto, 2016 | Lascia un commento

ELISABETTA_FIORITO023Ritorniamo a “Ma che cos’è quest’estate”, programma di Radio 24 condotto da Elisabetta Fiorito. Due giorni fa – il 16 agosto – Fiorito ha trattato la questione balneare italiana intervistando, tra gli altri, Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori. Abbiamo segnalato l’intervento di Tomei nel nostro post di ieri, 17 agosto. Oggi proponiamo  la trascrizione dell’intera intervista:

18.04
D.: Cristiano Tomei, responsabile nazionale della CNA Balneatori.
Questa direttiva vi danneggia, questo è chiaro. Ma è anche lo spunto per riformare finalmente il settore?
R.: E’ sicuramente uno spunto per riformare il settore. La direttiva Bolkestein ci danneggia soprattutto perché al momento in cui questa direttiva è stata approvata, da parte dell’Italia, non sono state valutate le ricadute negative. Questa stessa sentenza riconosce un fatto importantissimo, che era stato citato anche in un intervento che ho sentito, ossia il “legittimo affidamento”. Come può oggi un’impresa, che ha confidato per tanti decenni su questo legittimo affidamento e ha fatto degli investimenti, pensare che il suo orizzonte di attività sia finito? che abbia pochi mesi per svolgere il proprio lavoro e quindi essere liquidata? Questo è un discorso che vale per 30 mila imprese italiane. Come si può pensare di continuare a lavorare senza sapere qual è il proprio tempo a disposizione? Se un’impresa non fallisce, non commette nessun tipo di abuso ed è legittimamente operativa, quindi non ci sono fatti illegittimi, perché deve concludere la propria attività. In base a che cosa?

26:55
D.: Molti radio ascoltatori dicono che le spiagge vengono subaffittate a caro prezzo. Chiedono libera concorrenza. (Dicono) sembrano mandarini cinesi, altro che 50 anni di concessione. Insomma c’è una parte del Paese che invece vede questa direttiva Bolkestein come innovativa. Cosa risponde a questi radio ascoltatori?
R.: Questo è un falso problema. La direttiva, interpretata nel senso che si possa andare verso la collettività senza regole precise e scelte politiche di indirizzo ben precise, avvantaggia solo le multinazionali. Le regole sulle spiagge ci sono, perché ci sono ordinanze balneari regionali e della Capitaneria di porto. Ci sono leggi che vanno a disciplinare a livello regionale e comunale l’indirizzo e la programmazione che deve essere effettuata sulle spiagge. Ci sono regole che devono rispettare tutti, a partire dai gestori degli stabilimenti balneari. Chi non le rispetta, naturalmente, paga. Ma questo sistema di regole già esiste da decenni. Noi chiediamo al Governo e al Parlamento di fare una cosa semplice: rispettare la sentenza. La sentenza ha detto un fatto importante: gli stabilimenti balneari hanno diritto al legittimo affidamento; hanno fatto degli investimenti; devono continuare a vivere e ad esistere lì dove sono nati e si sono realizzate queste fantastiche imprese che ci invidiano in tutto il mondo. Un sistema così non si riscontra in nessun altro paese del continente europeo. Non riusciamo a capire perché la politica voglia sempre girare intorno, quando dovrebbe affrontare direttamente il problema.

33.26
D.: Abbiamo sentito anche il problema delle spiagge libere, perché gli italiani hanno la sensazione che poi i concessionari di spiagge occupino tutti gli spazi e non si lasci nemmeno un pezzettino per le spiagge libere. E’ così?
R.: Ma no, non è così, perché i piani demaniali marittimi regionali e i piani di spiaggia comunali lasciano una percentuale importante (di spiagge libere), ma poi su quelle spiagge il servizio di pulizia e soprattutto quello di salvamento vengono svolti dagli stabilimenti balneari contigui, che si sostituiscono a una funzione pubblica. E’ un sistema questo che opera da sempre su spiagge pubbliche, che sono anche quelle fruite dagli stabilimenti balneari. E questo equilibrio, con delle regole, da decenni esiste. Su questo equilibrio e su queste regole si è creato ciò che vediamo oggi. E’ qualcosa che funziona, di cui oggi la politica si sta accorgendo, perché fino a poco tempo fa è stato un sistema con regole gestite dalla Guardia costiera e ha funzionato. Oggi ci stiamo occupando di qualcosa che esiste da almeno 30 – 40 anni e ci stiamo accorgendo di qualcosa che invece funziona. Bisogna solamente, in questo momento, capire come aderire ai principi europei, ma non solamente a quelli che vengono imposti dall’alto, ma come interpretare in Italia questi principi.
Noi vogliamo state in Europa, però vogliamo starci in modo autorevole. Un modo che rappresenti in Europa cos’è l’impresa italiana. Non vogliamo che siano delle sentenze a dirci cosa dobbiamo fare. Quando interviene una sentenza vuol dire che la politica non ha fatto bene il suo dovere. C’è un vuoto. Noi oggi, comunque, chiediamo alla politica di rispettare il legittimo affidamento, che è stato sancito dalla sentenza della Corte di Giustizia europea. Ossia il diritto di esistere di 30 mila imprese italiane.



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RADIO 24 E LA QUESTIONE BALNEARE ITALIANA

Postato il: 17 agosto, 2016 | Lascia un commento

RADIO_24Radio 24 – la radio de Il Sole 24 ORE – nel programma “Ma cos’è questa estate” di ieri, 16 agosto, rubrica “Ferragosto spiaggia mia non ti conosco, le spiagge italiane tra polemiche sulle concessioni e vacanze di Ferragosto” – servizio che pubblichiamo – ha intervistato Anna Giacobbe (deputato PD), Walter Rizzetto (deputato FDI), Romano Beda (giornalista), Cristiano Tomei (coordinatore nazionale CNA Balneatori), unico autorevole portavoce, in quella sede, degli imprenditori balneari (suoi interventi ai minuti 18:04, 26:55, 33:26) e altri.
Trasmissione snella e incalzante, quella di Radio 24, che se ha avuto il merito di assegnare alla questione balneare italiana il rilievo che le compete, talora accennando aperture inattese, non è andata esente da inesattezze, parzialità e luoghi comuni, non certo per colpa della conduttrice: Elisabetta Fiorito.
La realtà e le prospettive del comparto balneare italiano, recentemente legalizzato attraverso una norma ponte, in attesa dell’annunciato riordino complessivo, alla luce della sentenza del 14 luglio scorso e di alcune fondamentali considerazioni inerenti i diritti dell’individuo, possono essere sintetizzate in questi due punti:
1.- gli imprenditori balneari in attività, per esplicito riconoscimento della Corte di Giustizia, hanno diritto alla tutela del legittimo affidamento maturato a loro favore sulla base della normativa nazionale che ha regolato il settore prima dei provvedimenti conseguenti la procedura di infrazione 2008/4908;
2.- oltre a ciò, i titolari degli stabilimenti balneari in questione, in base alla Carta di Nizza, al Primo protocollo addizionale CEDU e a conformi sentenze CEDU, hanno il diritto di conservare la proprietà dei beni e delle utilità acquisiti legittimamente, di usarli e di disporne nel modo più ampio possibile. Proprietà che non possono essere sottratte se non per motivi di pubblico interesse, garantendo un giusto equilibrio tra esigenze di carattere generale e obbligo di salvaguardia dei diritti individuali. Condizione che viene a mancare se si pretende di annullare i diritti di proprietà dei concessionari in nome della concorrenza, in quanto la tutela della concorrenza rispetto all’utilizzo privato del bene demaniale non costituisce un’esigenza pubblica tale da giustificare il trasferimento forzoso di beni ed utilità da un imprenditore ad un altro imprenditore.
Questo particolare aspetto interpretativo, essenziale ai fini della questione balneare italiana, non è stato trattato nella sentenza del 14 luglio perché estraneo alle questioni pregiudiziali proposte dai TAR ed inerenti il rinnovo automatico, ma costituisce pur sempre un elemento irrinunciabile, che deve essere tutelato in ambito nazionale e comunitario, attraverso opportune iniziative di carattere politico. Governo italiano e Unione europea non dovrebbero perdere di vista queste considerazioni e, soprattutto, dovrebbero evitare di perdere ulteriormente tempo.
Aggiungiamo due osservazioni, che si ripropongono puntualmente ad ogni intervista:
a.- assegnare all’investimento un carattere burocratico obbligatorio significa avere idee pericolosamente confuse. Investire costituisce un’esigenza concreta e costante per qualsiasi impresa che intenda mantenere la propria efficienza, il proprio avviamento commerciale e si proponga di rimanere sul mercato sostenendo la concorrenza di soggetti analoghi. La decisione di investire è soggetta a proprie dinamiche e propri ritmi, che non possono essere imposti dall’esterno. Questo assunto vale per chiunque, quindi anche per l’impresa balneare, che vive problematiche proprie, tra le quali – imprescindibili – quelle della tutela del sito in concessione, del mantenimento della sua integrità naturale e della sua fruibilità;
b.- la durata delle autorizzazioni è un fatto funzionale insopprimibile, che deriva da esigenze gestionali estranee alla supposta tutela di rendite di posizione. Non è possibile gestire in modo ottimale una realtà aziendale complessa qual è uno stabilimento balneare se non programmando, senza limiti di tempo, nel breve, medio e lungo termine. Lo stesso Manuale per l’attuazione della Direttiva servizi, redatto dalla DG Mercato interno e servizi, documento ufficiale UE che precisa di non essere vincolante per la Commissione europea in quanto istituzione, esprime tuttavia una precisa consapevolezza dell’Unione, basata sull’esperienza e su ineccepibili valutazioni economico-aziendali. Al paragrafo 6.1.4 (Durata delle autorizzazioni), il Manuale precisa: “Un’autorizzazione limitata nel tempo ostacola l’esercizio delle attività di servizi, in quanto può impedire al prestatore di servizi di sviluppare una strategia di lungo termine, anche in relazione agli investimenti, e introduce, in generale, un elemento di incertezza per le imprese.
Una volta che il prestatore di servizi abbia dimostrato di soddisfare i requisiti relativi alla prestazione di servizi, normalmente non vi è alcuna necessità di limitare la durata delle autorizzazioni. Sulla scorta di tali considerazioni, l’articolo 11 (della Direttiva servizi – ndr) dispone che l’autorizzazione debba essere rilasciata, di regola, per una durata illimitata.”
Sappiamo di ripeterci, ma questa è la pura realtà delle cose. Girarci intorno serve unicamente per dare spazio a chi vuole smantellare e svendere per quattro soldi un comparto funzionante, dal quale dipende una parte cospicua dell’economia nazionale.



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CNA BALNEATORI DEFINISCE LA PROPRIA LINEA SINDACALE DOPO LA SENTENZA UE

Postato il: 1 agosto, 2016 | Lascia un commento

100_6766Rilanciamo l’appello di Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – alla massima possibile partecipazione dei componenti l’Ufficio di presidenza dell’Associazione all’incontro che si terrà a Roma, martedì 2 agosto 2016, alle ore 14:00, presso la sede nazionale di CNA – Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, p.zza Mariano Armellini 9/A.
Nell’occasione sarà esaminato e discusso il memorandum redatto dagli avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi per CNA Balneatori, poderosa nota tecnico-giuridica pervenuta il 30 luglio, nella quale si fotografa lo stato di fatto e di diritto della questione balneare italiana e si evidenziano le opzioni operative concretamente percorribili, dopo la recente sentenza della Corte di Giustizia europea e i negativi esiti dell’incontro tra Governo e DG Dipartimento Crescita dell’Unione.
L’Ufficio di presidenza è inoltre chiamato ad approvare il documento sindacale destinato a sensibilizzare Governo, Parlamento, Regioni e Comuni, circa le legittime richieste della categoria, istanze che presentano fondamentali risvolti economici, sociali, occupazionali, ambientali, che saranno puntualmente giustificati e sostenuti dal punto di vista giuridico. Il documento approvato sarà opportunamente diffuso a mezzo stampa e integralmente trasmesso gli associati CNA Balneatori.
L’appuntamento, strettamente legato agli eventi europei che lo hanno preceduto, cade in un periodo cruciale rispetto agli impegni lavorativi della categoria, ma l’importanza dell’obiettivo proposto è tale da giustificare lo sforzo che si richiede. Partecipare alla definizione della linea sindacale, nel difficilissimo momento che stiamo attraversando, cruciale per il futuro delle attuali imprese balneari, è essenziale ed irrinunciabile. Tomei ci chiama.



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CNA BALNEATORI: INIZIATIVE DOPO LA SENTENZA

Postato il: 29 luglio, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_11.07.2013Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – è stato ammesso come uditore all’incontro del 27 luglio tra Governo e Regioni.
Gli chiediamo un commento:  «Purtroppo avevamo visto giusto, quando, in passato, abbiamo sostenuto che “indennizzo” e “professionalità” non erano elementi forti idonei a tutelare gli imprenditori balneari italiani. Attraverso le motivazioni della sentenza, abbiamo capito che si deve lavorare sul “legittimo affidamento” dei concessionari e sulla “scarsità” della risorsa spiaggia, declinata  in ambito nazionale e territoriale.  
Nell’ufficio di presidenza CNA Balneatori indetto per martedì 2 agosto, discuteremo due distinte relazioni: una sindacale e una giuridica, necessarie per  aprire nell’immediato un confronto diretto con Governo, Parlamento, Regioni e Comuni.
Riteniamo che esistano ampi margini per trovare soluzioni normative adeguate al fine di garantire la continuità aziendale delle attuali imprese balneari italiane.
Durante i lavori dell’Ufficio, esamineremo in dettaglio le due relazioni e ne faremo una sintesi utile per informare i balneari e per interloquire con i livelli istituzionali coinvolti nella soluzione della questione balneare italiana.
Considerando l’importanza dell’argomento in discussione, esortiamo i componenti l’ufficio di presidenza alla massima partecipazione possibile.»




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RICONOSCERE IL LEGITTIMO AFFIDAMENTO PER LE ATTUALI CONCESSIONI E LA NON SCARSITÀ DEL BENE SPIAGGIA

Postato il: 19 luglio, 2016 | Lascia un commento

CRISTIANO_TOMEITomei, Cna Balneatori: “Dopo la norma-ponte ‘salva imprese’ è necessario approvare un ordine del giorno che riconosca il legittimo affidamento per le attuali imprese balneari e riavvii immediatamente la ricognizione – tramite regioni e comuni costieri – sulla la disponibilità degli arenili, per asserire la non scarsità del bene spiaggia e la conseguente possibilità di assegnare nuove concessioni demaniali marittime italiane.
In particolare Cna Balneatori ritiene necessario sostenere quanto riportato ai punti 43 e 71 della citata sentenza, che riproponiamo di seguito:
« 43.- Per quanto riguarda, più specificamente, la questione se dette concessioni debbano essere oggetto di un numero limitato di autorizzazioni per via della scarsità delle risorse naturali, spetta al giudice nazionale verificare se tale requisito sia soddisfatto. A tale riguardo, il fatto che le concessioni di cui ai procedimenti principali siano rilasciate a livello non nazionale bensì comunale deve, in particolare, essere preso in considerazione al fine di determinare se tali aree che possono essere oggetto di uno sfruttamento economico siano in numero limitato.»
« 71.- Infine, nei limiti in cui il governo italiano fa valere che le proroghe attuate dalla normativa nazionale mirano a consentire ai concessionari di ammortizzare i loro investimenti, occorre precisare che una siffatta disparità di trattamento può essere giustificata da motivi imperativi di interesse generale, in particolare dalla necessità di rispettare il principio della certezza del diritto (v., in tal senso, sentenze del 17 luglio 2008, ASM Brescia, C 347/06, EU:C:2008:416, punto 64, nonché del 14 novembre 2013, Belgacom, C 221/12, EU:C:2013:736, punto 3.»
Anche il comunicato stampa n. 77/16 diramato il 14 luglio a seguito della citata sentenza della Corte di giustizia un Lussemburgo dell’Unione europea, sembra confortarci nelle nostre tesi nel momento in cui in due suoi “passaggi” espone che:
« Con l’odierna sentenza, la Corte sottolinea, anzitutto, che spetta al giudice nazionale verificare, ai fini dell’applicazione della direttiva, se le concessioni italiane debbano essere oggetto di un numero limitato di autorizzazioni per via della scarsità delle risorse naturali.»
« Certamente l’articolo 12 della direttiva consente agli Stati membri di tener conto, nello stabilire la procedura di selezione, di motivi imperativi di interesse generale, quali, in particolare, la necessità di tutelare il legittimo affidamento dei titolari delle autorizzazioni di modo che essi possano ammortizzare gli investimenti effettuati. Tuttavia, considerazioni di tal genere non possono giustificare una proroga automatica, qualora al momento del rilascio iniziale delle autorizzazioni non sia stata organizzata alcuna procedura di selezione.
L’articolo 12 della direttiva osta, pertanto, a una misura nazionale che, in assenza di qualsiasi procedura di selezione tra i potenziali candidati, prevede la proroga automatica delle autorizzazioni di sfruttamento del demanio marittimo e lacustre per attività turistico-ricreative.»



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