COMPARTO BALNEARE? IRRILEVANTE PER LA BLUE ECONOMY MADE IN ITALY

Postato il: 5 aprile, 2014 | Lascia un commento

BLUE_ECONOMY_03.04.2014_PALCOBLUE_ECONOMY_03.04.2014_GRANAIOLABLUE_ECONOMY_03.04.2014_TOMEIBLUE_ECONOMY_03.04.2014_VALENTINIIl 3 aprile 2014 – nello splendore di Palazzo Giustiniani – sala Zuccari – Senato della Repubblica – si è tenuto il Convegno nazionale “Il semestre di Presidenza Italiano del Consiglio dell’Unione Europea – la BLUE ECONOMY – opportunità e prospettive per l’Italia”. Evento formalmente finalizzato alla presentazione della mozione “Strategia per una Crescita Blu (Blue Growth) e la sua rilevanza nel quadro italiano”. La mozione è stata sottoscritta da un prevalente gruppo di senatori PD – tra cui Daniela Valentini, segretario del gruppo PD al Senato e Manuela Granaiola – e, a quanto risulta dal comunicato stampa 1° aprile 2014, è stata condivisa da FI – NCD – SEL – PI. Iniziativa importante, quindi, ma per il momento molto, molto confusa. La mozione evita di menzionare il comparto balneare in quanto tale. Si parla ripetutamente e genericamente di “turismo marittimo e costiero” e l’impressione che si ricava è che il comparto balneare in senso stretto, per gli autori del documento, conti poco o nulla rispetto a trasporti marittimi, armamento, servizi di logistica portuale, porti, cantieristica, nautica, pesca e acquacoltura. In ogni caso la mozione esclude il comparto balneare dal cluster italiano – cioè dal distretto industriale marittimo nazionale (si veda pagina 3 della mozione, quarto punto considerato) – laddove la risoluzione 2 luglio 2013 del Parlamento europeo, alla quale il testo della mozione si ispira, al punto 62, parla esplicitamente di “… importanza del turismo balneare come peculiarità di alcune regioni costiere europee”. Per riportare il convegno in una corretta prospettiva socio-economico-politica sono stati necessari gli interventi della senatrice Granaiola – che evidentemente ha firmato il documento sulla fiducia e che ha dovuto precisare il suo punto di vista a voce – e di Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori, che ha sviluppato una puntuale e documentata analisi del comparto balneare italiano,  ha ricordato gli argomenti contenuti nel documento sindacale unitario 27 marzo 2014 e ha chiesto la esplicita inclusione del settore nella mozione e nel cluster marittimo nazionale.
Svista non da poco quella dei redattori del documento, alla luce degli incontri del 10 e 12 marzo 2014, alla quale sembra aver posto riparo l’imbarazzato intervento della senatrice Valentini. Vedremo gli sviluppi in aula.
Non è la prima volta che il Senato prende posizione nei confronti della questione balneare italiana: ricordiamo l’autorevole ordine del giorno Finocchiaro, Cursi, D’Alia, Di Nardo, Cagnin, Grillo, Mercatali, Sbarbati, De Toni, Baldini, Granaiola, Gustavino, Armato, Bubbico, Stiffoni, Legnini, Fioroni, Andria, Tomaselli, Serra, Piscitelli, Milana, approvato nel maggio 2011 e finito nel nulla. Auguriamoci che quello di prossima discussione abbia sorte migliore.

Filmati e fotografie dell’evento sul sito http://www.cnabalneatori.it/



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