ABRUZZO – CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME: DEPOSITATO PRIMO PROGETTO DI LEGGE REGIONALE SUL LEGITTIMO AFFIDAMENTO

Postato il: 23 novembre, 2016 | Lascia un commento

legge_regionale_abruzzo_1legge_regionale_abruzzo_2legge_regionale_abruzzo_3legge_regionale_abruzzo_4Nasce in Abruzzo la prima proposta di legge regionale sul legittimo affidamento delle concessioni demaniali marittime. L’iniziativa, promossa da Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – è stata approvata all’unanimità, il 14 ottobre 2016, dall’assemblea nazionale aperta di CNA Balneatori in ambito SUN. Fondata su solide basi giuridiche, la proposta è stata successivamente portata avanti con determinazione da Tomei e da Giovanni Lolli – vicepresidente della Giunta abruzzese e coordinatore nazionale per il Turismo delle Regioni – fino alla formulazione del documento, depositato il 23 novembre presso il Consiglio regionale Abruzzo da una forte compagine politico-istituzionale. Primo firmatario Luciano Monticelli – presidente IV Commissione (Politiche europee e internazionali, programmi della Commissione europea, partecipazione ai processi normativi dell’Unione europea). Con lui sottoscrivono: Dino Pepe – assessore al Demanio marittimo ed Economia del mare;  Lorenzo Berardinetti – presidente III Commissione (Agricoltura, sviluppo economico e attività produttive); Alberto Balducci – segretario  I Commissione (Bilancio, affari generali e istituzionali) e III Commissione; Lucrezio Paolini – I e III Commissione; Alessio Monaco – I Commissione.
Il commento di Tomei: “Oggi è stato depositato in Consiglio Regionale a L’Aquila, il progetto di legge sul legittimo affidamento delle concessioni demaniali, frutto di un intenso lavoro delle sigle sindacali del settore balneare e della volontà politico-istituzionale della Giunta e dei rappresentanti del Consiglio.  Una legge fondamentale per dare certezza alle attuali imprese balneari e per rilanciare lo sviluppo socio-economico del turismo costiero.  E’ un primo fondamentale atto istituzionale che chiederemo di portare in approvazione anche alle altre Regioni costiere. Si continua a lavorare, sempre in Abruzzo, anche sugli atti conseguenti le procedure per il riconoscimento del legittimo affidamento nei Comuni costieri.”
Peccato che la Regione Liguria abbia snobbato l’iniziativa, almeno per il momento. Il legittimo affidamento non è solo il cavallo di battaglia di una sigla sindacale – CNA Balneatori – che pure ha dimostrato negli anni e nei fatti di saper svolgere un ruolo sindacale lineare, giuridicamente sostenibile, leale rispetto alla categoria ed aderente ai suoi legittimi interessi. Allo stato dei fatti, alla luce delle posizioni europee e della stessa sentenza della Corte di Giustizia, il legittimo affidamento è l’unico possibile baluardo della micro imprenditoria balneare italiana in attività. Quella che ha il proprio punto di forza nelle famiglie dei concessionari. Quella che da sola, senza aiuti di Stato e anzi soggetta a forti penalizzazioni di Stato, ha saputo fare delle regioni costiere italiane un luogo dove nonostante la crisi, la globalizzazione, l’incapacità della politica di governare nell’interesse comune, è stato possibile lavorare e vivere dignitosamente. Almeno finora.



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MARTINSICURO, BOLKESTEIN E CONCESSIONI DEMANIALI. PARLIAMOCI CHIARO

Postato il: 4 ottobre, 2016 | Lascia un commento

martinsicuromartinsicuro_1Martinsicuro 30 settembre 2016.
Non eravamo presenti e non abbiamo potuto valutare direttamente la portata di quasi tutti gli interventi effettuati, ma, a giudicare dai documenti disponibili, sembra che ci sia ancora molto lavoro da fare in ambito locale, anche se l’Abruzzo, senza alcun dubbio, è una delle aree costiere più attente all’importanza dell’impresa balneare così come la conosciamo.
La lettera dell’assessore Dino Pepe ne è un chiaro esempio, nonostante gli si debba riconoscere la significativa funzione propulsiva svolta nell’ambito del Coordinamento tecnico nazionale del Turismo e del Demanio marittimo.
Le imprese balneari, che certo non guadagnano cifre iperboliche; che, nella generalità dei casi, pagano canoni esigui, ma sono tassate come nessun altro settore, soggette come sono a corvées medioevali – se non abbiamo capito male – per disporre della continuità indispensabile al loro processo produttivo, in base al locale Piano demaniale marittimo, dovrebbero partecipare a “programmi di investimento mirati ad obiettivi di carattere collettivo (recupero ambientale, valorizzazione del territorio, incremento delle unità operative in termini occupazionali)”. Cioè a vere e proprie opere pubbliche. Interventi extra aziendali.
Com’è possibile, in queste condizioni, conseguire un accettabile equilibrio economico – finanziario che, al netto della tassazione esistente e delle prestazioni d’opera a carattere obbligatorio (sorveglianza alla balneazione, pulizia invernale della spiaggia e altro ancora), consenta all’imprenditore balneare di raggiungere un equo profitto nel medio – lungo periodo?
Se poi si arriva a concludere – come fa Pepe con garbo – che, se sarà inevitabile, si dovrà mettere in conto il ricorso a procedure di evidenza pubblica, si è chiarito come, in realtà, le convinzioni profonde di chi governa localmente sono allineate, rassegnate e orientate al peggio.
Signori, stiamo parlando di una delle principali industrie nazionali attive in un momento di crisi grave, in cui la crescita economica del Paese ristagna, così come l’occupazione. Vogliamo migliorare la situazione o peggiorarla? E’ essenziale che la politica prenda seriamente in considerazione la questione balneare, la approfondisca negli aspetti normativi, fiscali, economico-finanziari e comprenda che solo la micro impresa familiare, capace di lavoro diretto e di grandi sacrifici personali, può garantire la continuità del settore e l’offerta di servizi di qualità a prezzi accettabili per la famiglia italiana media, che ne è il fruitore principale.
All’incontro era presente Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori. Tomei – senza sbavature – ha riequilibrato i contenuti del convegno ribadendo la linea sindacale che ci appartiene e che gli appartiene, illustrata a Roma al tavolo negoziale del ministro Costa e basata su legittimo affidamento e doppio binario. Tali criteri normativi, compatibili con l’articolato generale europeo e necessari per scongiurare le evidenze pubbliche e consentire alle attuali imprese di continuare a svolgere efficacemente il proprio lavoro, devono essere inseriti nella legge di riforma del settore oggetto del negoziato con il Governo.
Oltre a ciò, ha precisato Tomei, il disegno di legge in gestazione deve prevedere la soppressione del moltiplicatore O.M.I. e la definitiva neutralizzazione dei procedimenti amministrativi pendenti a carico di circa 1000 imprese pertinenziali, 200 delle quali non riescono più a far fronte ai pagamenti.
Inoltre – aggiungiamo noi – è necessario che la rideterminazione dei canoni demaniali della quale sempre più insistentemente si parla, sia valutata nel contesto delle prestazioni obbligatorie complessive poste a carico del comparto.



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