CONSIGLIO REGIONALE ABRUZZO: CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME E DIRITTO EUROPEO

Postato il: 5 agosto, 2015 | Lascia un commento

MONTICELLI_LOLLI_AGOSTO_2015Il 4 agosto, durante la seduta della IV Commissione Consiliare – Politiche Europee – presieduta da Luciano Monticelli, si è tenuta a L’Aquila l’audizione delle associazioni di categoria interessate al demanio marittimo. All’incontro hanno partecipato: Giovanni Lolli, vicepresidente della Giunta regionale e coordinatore delle Regioni italiane in materia di turismo; Cristiano Tomei, presidente nazionale CNA Balneatori; Giuseppe Susi, presidente regionale Fiba-Confesercenti; Riccardo Padovano, presidente SIB-Confcommercio Pescara.
Si è parlato della Direttiva servizi, con particolare riferimento al turismo balneare.
Monticelli ha sostenuto che la soluzione della questione balneare italiana debba essere ricercata all’interno di una proposta che assicuri la libera concorrenza, ma che tuteli la tradizionale realtà socio-economica, nella quale gli stabilimenti balneari, piccole e piccolissime imprese familiari, trovano collocazione positiva, attraverso l’esercizio di un’attività economica strettamente legata all’ambiente marino e che implica tutela, conservazione e miglioramento del demanio costiero. Una sfida politica che Monticelli ha raccolto da tempo.
Accordo sul doppio binario e su una lunga proroga a favore delle imprese balneari in attività anche da parte di Giovanni Lolli.
Cristiano Tomei ha commentato l’incontro con soddisfazione: “Si è trattato di un confronto positivo e costruttivo. Adesso è importante che la Conferenza delle Regioni dia un forte impulso a sostegno della proroga al 2020, fondamentale per il proseguimento del negoziato europeo sul doppio binario. E’ necessario prevedere un periodo transitorio lungo e adeguato per le attuali imprese balneari, durante il quale trovare soluzioni giuridiche che escludano aste ed evidenze pubbliche, senza abbandonare la lotta sindacale”.



Commenti

CARATTI – VICECOMMISSARIO EU A EXPO MILANO: I POTERI APPLICATIVI DELLA BOLKESTEIN COMPETONO ALL’ITALIA E NON ALL’UNIONE EUROPEA

Postato il: 22 maggio, 2015 | 2 Commenti

GIANCARLO_CARATTI_2MARKETING del territorio – che si qualifica come blog di scenari, storie di successo, modelli concreti per creare brand destination vincenti – nel post “CARATTI (VICECOMMISSARIO UE): SULLA BOLKESTEIN, I POTERI APPLICATIVI SONO DELL’ITALIA”, pubblicato il 21 maggio 2015, riporta una illuminante intervista a Giancarlo Caratti – vice commissario UE a EXPO Milano. Caratti concorda sul fatto che, nel mercato globale, l’offerta turistica europea non debba appiattirsi su una proposta omogenea ed indifferenziata. Anzi, la forza dell’Europa, secondo Caratti, sta proprio nel saper coniugare le diversità dei diversi paesi. E’ questo il motivo per il quale l’Unione, secondo il vicecommissario, cerca di mantenere un quadro di minima regolamentazione, per fare emergere quelle che sono le potenzialità e le particolari identità dei singoli Paesi. Quanto alla Bolkestein e alla applicazione che a questa direttiva si è voluto dare nel comparto balneare, Caratti riconosce che regole uniformi per realtà differenti possano creare gravi sperequazioni e spiega che in Europa esistono diversi tipi di normative: “Ci sono i regolamenti, che si applicano subito, dal momento in cui vengono promulgati, e ci sono le direttive, che lasciano spazio ai Paesi di applicarle secondo quelle che sono le necessità e le realtà dei territori. La Direttiva sui servizi, chiamata Bolkestein, è appunto una direttiva, quindi i poteri applicativi sono definiti dall’Italia e non dall’Unione Europea”. Peccato che questo concetto lineare, perfettamente compreso da tutti all’interno dell’Unione – come testimoniano le decisioni di Spagna, Portogallo, Croazia e le corrispondenti risposte degli organi europei, per limitarci al settore balneare, ma gli esempi in altri settori si sprecano – non sia stato recepito dai Governi italiani che si sono succeduti dal 2009 in poi. Complesso d’inferiorità o vergognosa strumentalizzazione?



Commenti

LA QUESTIONE BALNEARE ITALIANA? NASCE DA UN EQUIVOCO

Postato il: 30 ottobre, 2013 | Lascia un commento



Firenze, Leopolda, 25 ottobre 2013. Al tavolo presso il  quale si dibatte la questione balneare italiana interviene l’avvocato Roberto Righi. Una conferma autorevole alle tesi che i balneari in prima linea sostengono pubblicamente da anni.

Filmato di Emiliano Favilla.



Commenti

DIRETTIVA BOLKESTEIN E CONSIGLIO EUROPEO OTTOBRE 2013

Postato il: 30 ottobre, 2013 | Lascia un commento

BANDIERA_EUROPEAFonte: Antonio Smeragliuolo

Dal portale ufficiale della Camera, nota inerente i lavori svolti in sede di Consiglio europeo il 24 e 25 ottobre 2013, pubblichiamo – senza commentare – lo stralcio inerente la voce Servizi:

“Con riguardo al completamento del mercato interno dei servizi, il Consiglio europeo si è soffermato sulla modernizzazione della direttiva sulle qualifiche professionali, con particolare riferimento alla proposta di direttiva relativa al reciproco riconoscimento, il cui iter di approvazione si prevede venga completato nel mese di novembre 2013. L’obiettivo è di individuare gli ostacoli che ancora si frappongono all’accesso alle professioni e di suggerire gli interventi opportuni.
Per quanto riguarda più in generale il completamento del mercato interno dei servizi, si segnala la comunicazione “Un partenariato per la nuova crescita nei servizi 2012-2015” dell’8 giugno 2012, nella quale la Commissione illustra lo stato di attuazione della c.d. direttiva Bolkestein (recepita dall’Italia con il decreto legislativo 26 marzo 2010, n.59), che mira a facilitare la libertà di stabilimento e la libertà di prestazione di servizi nell’UE.
Al riguardo, il Consiglio europeo invita la Commissione e il Consiglio a presentare relazioni annuali che diano conto dei progressi effettuati nell’attuazione delle riforme nazionali nel settore dei servizi, inclusi i settori individuali, e invita la Commissione a presentare delle proposte in materia entro marzo 2014.”



Commenti

NEL 2013 VERRA’ IN ITALIA LA SIGNORA LUSSEMBURGHESE CHE HA OSATO ANTICIPARE BARNIER SULLA QUESTIONE DEMANIALE SPAGNOLA

Postato il: 30 dicembre, 2012 | Lascia un commento

E’ di questi giorni la notizia che Viviane Reding – vicepresidente della Commissione europea, con incarico alla giustizia, ai diritti fondamentali, alla cittadinanza – sarà in Italia nei primi mesi del prossimo anno, per un giro di incontri pubblici. Nonostante l’importanza istituzionale della sua figura, la circostanza non avrebbe forse avuto il rilievo che assume per il fatto che la vicepresidente – il 3 agosto 2012 – ha emanato un comunicato stampa nel quale afferma di avere “accolto con favore l’intenzione annunciata dalla Spagna di migliorare la certezza giuridica per i proprietari di beni immobili lungo la costa spagnola soggetti alla Ley de Costas ”. Una vera e propria bomba, che probabilmente ha indotto Michel Barnier – commissario europeo al Mercato interno e ai servizi finanziari, che tiene nel mirino perfino le intenzioni dell’Italia – a ritardare la sua decisione circa la compatibilità tra la direttiva Bolkestein e la proposta di  legge spagnola, che nel frattempo è divenuta legge.
Scontro di potere? Sembrerebbe logico affermarlo. Ma chi è questa elegante signora lussemburghese e come ha potuto osare tanto? Figura di spicco nel panorama politico europeo, Viviane Reding vanta un curriculum di tutto rispetto. Dottorato in scienze umanistiche alla Sorbona, giornalista e presidente dell’ordine in Lussemburgo, parlamentare in patria a soli 28 anni, titolare di importanti incarichi in ambito internazionale, approda in Europa nel 1989, dove percorre con autorevolezza la parte più significativa della sua carriera, fino all’incarico attuale. Nel suo sito ufficiale dichiara di essersi prefissata obiettivi di altissimo profilo, tra i quali una giustizia di portata realmente europea e l’assunzione del ruolo di garante della Carta dei diritti fondamentali UE. Una interlocutrice molto interessante,  che sarà opportuno coinvolgere nella questione balneare italiana, durante i  suoi prossimi appuntamenti tra noi: Torino 21 febbraio, Pisa 5 aprile, Trieste 7 maggio.



Commenti

DECRETO SVILUPPO: BRUXELLES BOCCIA LA PROROGA DEI 30 ANNI PRIMA CHE VEDA LA LUCE

Postato il: 3 dicembre, 2012 | 3 Commenti

“La Commissione europea boccia l’idea di prorogare di 30 anni le concessioni per le spiagge che è stata inserita nell’ultima versione del “Decreto sviluppo”. Un rinnovo automatico di 30 anni non sarebbe compatibile con il diritto comunitario.” Così radio24.ilsole24ore, in un lapidario comunicato.
RiminiToday, che riprende un comunicato ANSA, è più esauriente. Stefaan De Rinck, portavoce del commissario per il Mercato interno Barnier, nella sua dichiarazione, ripercorre quanto disposto della Direttiva servizi, all’articolo 12. Storia vecchia, interpretazione inadeguata della Commissione europea, che all’epoca decise l’infrazione senza neppure conoscere la complessa realtà del comparto su cui stava deliberando, nel colpevole silenzio del Governo Berlusconi. Quella di oggi è l’ennesima entrata a gamba tesa nella questione balneare italiana di questo potente organo europeo, intervento aggravato dal fatto che viene effettuato in un momento in cui la decisione contestata non è ancora stata assunta. Indebita e inaccettabile ingerenza rispetto all’autonomia di uno Stato sovrano. Vedremo quali saranno  le reazioni del Parlamento, che non potrà far finta di niente.  Quanto al Governo ci permettiamo di suggerirgli che se 30 anni di proroga all’Europa non vanno bene, 75 andrebbero meglio. Spagna insegna.



Commenti

2 – 3 OTTOBRE: MARCELLO DI FINIZIO RITORNA SULLA CUPOLA DI SAN PIETRO

Postato il: 3 ottobre, 2012 | Lascia un commento

Bettina Bolla, con intervento successivo di Giovanni Botta

Marcello di Finizio è tornato sulla cupola di San Pietro, senza protezioni e rischiando la vita, per chiedere ancora al Governo di intervenire per risolvere positivamente la questione dei balneari.
Comitato Balneari Liguria non condivide l’iniziativa di Marcello, come non ha condiviso in passato le sue scelte quando lo hanno portato a rischiare la vita. Per questo Comitato ha evitato di prendere posizione sul blog in questa giornata difficile e drammatica, che proseguirà, è ormai certo. Ma, per chiarezza e per rispetto nei confronti di Marcello, non possiamo accettare in silenzio che i media continuino a stravolgere la ragione della sua protesta disperata, che non è una “messa in scena” e non ha una matrice fiscale. Marcello Di Finizio non è un “disoccupato”, con tutto rispetto per chi ha perso il proprio posto di lavoro. E’ un piccolo imprenditore, capace ma sfortunato, concessionario demaniale marittimo del famoso ristorante-bar-stabilimento balneare triestino “La Voce della Luna”, distrutto circa due anni fa da un incendio e da due successive mareggiate. Marcello non è più in grado di  ricostruire il suo locale perché, ormai privo di mezzi e con le concessioni in scadenza al 31/12/2015, non gli è possibile finanziare l’operazione ricorrendo al credito bancario. Oggi, mercoledì 3 ottobre 2012, Marcello si trova da ore sul tetto della cupola di San Pietro, rischiando di cadere nel vuoto, per protestare contro il sistema delle evidenze pubbliche, attraverso le quali si teme che siano assegnate le concessioni demaniali su cui operano le imprese balneari in attività. Questa procedura spietata, frutto di una errata quanto strumentale applicazione della Direttiva servizi, la “Bolkestein”, rischia di distruggere 30 mila imprese e di penalizzare gravemente lo stesso turismo balneare italiano. 
Ma mettere a repentaglio la propria vita non può diventare una modalità normale e condivisibile di lotta, per quanto miopi, ottuse e addirittura sospette possano essere le scelte di chi ci governa. Questo non significa rinnegare l’amico, al quale siamo vicini con affetto e apprensione, ma dissociarsi dal metodo.



Commenti

MAGDI ALLAM A SAN BENEDETTO DEL TRONTO

Postato il: 16 luglio, 2012 | Lascia un commento

 

 

 

RIVIERA oggi.it registra l’incontro che si è tenuto il 13 luglio scorso a San benedetto del Tronto tra Magdi Allam, noto giornalista e parlamentare europeo e i balneari marchigiani.
Nel corso dell’evento, organizzato da Giuseppe Ricci, presidente di ITB Italia, Allam – che ha espresso pareri molto personali a proposito della Direttiva Bolkestein – ha accolto con interesse la tesi della sdemanializzazione, propugnata da Ricci.
Per ingrandire l’articolo, cliccare all’interno del riquadro. Per visionare il video dell’intervista, registrato da RIVIERA oggi.it, cliccare su questo indirizzo:

http://www.rivieraoggi.it/2012/07/15/147533/anche-magdi-cristiano-allam-dice-no-alla-bolkestein/




Commenti

RIFLESSIONI

Postato il: 10 giugno, 2012 | Lascia un commento

Quella a lato è la nota che Comitato Salvataggio Imprese ci ha inviato oggi, insieme con l’articolo 9 giugno 2012 de il Tirreno: Bagni, il ministro Gnudi offre un compromesso. Ne prendiamo atto. Il nostro punto di vista al riguardo è che la deroga, o comunque si voglia chiamarla, se non si accompagna a una proposta contrattuale destinata a regolamentare il periodo post 2015, non costituisce una soluzione accettabile per un piccolo imprenditore balneare. Qualcuno era convinto del contrario? Per chi non ne fosse ancora informato, si sappia che, venuti meno il diritto di insistenza e il rinnovo automatico dei contratti, dopo il 31 dicembre 2015 saremo tutti fuori e se vorremo concorrere all’assegnazione di nuove concessioni, nostre o altrui, dovremo andare a gara con nuove regole, cioè sapendo che, bene che vada e solo dopo esserci svenati, avremo davanti a noi una serie di scadenze costellate da gare. Una prospettiva insostenibile per un piccolo imprenditore balneare che viva del suo lavoro e non fruisca di finanziamenti e/o di incentivi di Stato, oppure non si sostenga attraverso ricavi illeciti. L’Esecutivo ha già una delega specifica a legiferare sul settore (si veda Comunitaria 2010, articolo 11, comma 2); finora non ha fatto nulla di conclusivo ma, se lo riterrà utile od opportuno, procederà senza curarsi di noi, né dell’opinione pubblica, se noi lasceremo fare. Gli imprenditori balneari, invece, hanno urgenza di una soluzione praticabile. Noi di Comitato Balneari Liguria consideremmo ottimale l’esclusione dalla Direttiva Bolkestein e il ripristino della situazione ante decreto Milleproroghe 2009 – cioè ritorno al diritto di insistenza con rinnovo automatico, vera utopia. Ciò premesso, se la soluzione che il Governo dovesse proporci prevedesse il ricorso a un diritto reale, per esempio il diritto di superficie, applicato in modo da consentire il mantenimento dell’unità aziendale, esamineremmo la proposta, la valuteremmo dal punto di vista dei diritti del concessionario e non ne saremmo scandalizzati.

 

 

 

 

 

 

 

 

Commenti

IL TIRRENO, CON ARTICOLO 9 GIUGNO, SUSCITA PERPLESSITA’ E CONTRAPPOSIZIONI

Postato il: 9 giugno, 2012 | Lascia un commento

Giovanni Botta

IL TIRRENO, in data odierna, riporta la notizia, informale e indeterminata, che ritengo possa essere sintetizzata in questo assunto: esiste l’ipotesi governativa di trasferire alle regioni le parti delle concessioni demaniali marittime sulle quali gravano le strutture dello stabilimento balneare. Stabilimento per stabilimento, la restante parte dell’area in concessione potrebbe essere “necessariamente” collegata alla prima attraverso il diritto di superficie. Una sorta di pertinenza, cioè di bene secondario connesso funzionalmente e giuridicamente a un cespite principale. Così almeno l’ho capita io.
La notizia di questo orientamento governativo – non priva di fondamento, perché circola da tempo in ambiti politici ristretti, anche se in termini non esattamente sovrapponibili – ha creato sconcerto e valutazioni divergenti, tra gli imprenditori balneari.
Personalmente la ritengo una possibile apertura, in un quadro politico complesso e bloccato da mesi. Un’ipotesi di lavoro sulla quale confrontarsi, da valutare con attenzione e sicuramente da discutere e da precisare. Nei termini sopra riportati, infatti, non è certo priva di incognite e di rischi. Tuttavia occorre considerare il fatto che andare in deroga alla direttiva Bolkestein, senza definire il rapporto contrattuale successivo e senza prevedere un adeguato regime di garanzia per gli attuali concessionari, significa andare all’evidenza pubblica. Almeno sulle conseguenze di questa iattura siamo tutti d’accordo, salvo qualche posizione isolata che ben conosciamo.
Altra possibile chiave interpretativa – considerando le modalità del tutto anomale attraverso le quali la notizia è trapelata, nonché la sua fonte principale, il ministro Gnudi – è quella che si tratti unicamente di un ballon d’essai governativo: un puro e semplice sondaggio, lanciato per valutare le reazioni degli operatori del settore e quelle della stessa maggioranza di governo.



Commenti

  • CHI SIAMO

    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
  • DISCLAIMER

    www.comitatobalneariliguria.it non è una testata giornalistica, perché non si pubblica con periodicità regolare, non produce ricavi, non richiede né ottiene sostegno finanziario dallo Stato (né da chiunque), non ha in organico giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti. Non è neppure un nuovo sindacato di categoria e non presta attività di consulenza. Chi collabora con il blog lo fa a titolo gratuito, si occupa dei problemi della propria categoria come qualsiasi imprenditore avveduto e ne parla nell’ambito di un amichevole scambio di opinioni, senz'altra contropartita che non sia quella dell'interesse comune. Leggeteci e valutateci con obiettività, con la stessa cautela che usate normalmente per navigare in rete.
  • AMMINISTRAZIONE

  • Pagina 1 di 3123