EMENDAMENTI IN SENATO: COMUNICATO STAMPA SINDACATI QUATTROSIGLE

Postato il: 10 novembre, 2012 | Lascia un commento

da Cristiano Tomei – CNA Balneatori

Questo il comunicato stampa della coalizione sindacale.
I senatori firmatari degli emendamenti, appartenenti a molti gruppi politici, hanno dimostrato di capire le ragioni delle imprese balneari. Segnale politico forte, che rinnova i consensi ben più ampi espressi in passato dal Senato ed evidenzia precise responsabilità nei confronti di chi non ha aderito. Auguriamoci ora che il Governo, che ha già fatto sentire qualche distinguo per bocca del ministro agli Affari europei, non si metta di mezzo.



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EMENDAMENTI FILOBALNEARI IN SENATO

Postato il: 9 novembre, 2012 | Lascia un commento

da Alessandro Riccomini ed Emiliano Favilla

Ieri, 8 novembre 2012 – ultimo giorno utile per la presentazione di emendamenti al Decreto Sviluppo in Senato – PDL, LEGA, UDC, PRI, FLI, IOSUD, hanno proposto:

1.- la revoca della delega a legiferare in tema di demanio marittimo, conferita al Governo attraverso l’articolo 11, comma 2, della Comunitaria 2010;

2.- una proroga di 30 anni, ossia al 31 dicembre 2045;

primo firmatario dell’emendamento l’on.le Gasparri.

IL TIRRENO – edizione cartacea, con articolo che riportiamo a lato – informa, con qualche oscurità, che anche la senatrice Emanuela Granaiola avrebbe presentato: “emendamenti per favorire l’allungamento delle concessioni per un periodo che vada da 30 a 75 anni, con proroga della scadenza dal 2015 al 2020.”
Oltre a ciò, circolano voci su un ulteriore emendamento portatore di proroga presentato da IDV.  Mancano per ora i documenti originari, che pubblicheremo non appena ne saremo in possesso.
Tutto come da copione, in presenza di una campagna elettorale ormai ampiamente avviata. Il grande assente, su questo palcoscenico, rimane il PD, sul quale evidentemente continua a pesare la posizione di Vasco Errani, presidente della Regione Emilia Romagna, che ci vuole alle aste. A lui e all’assessore Melucci è dedicata la manifestazione che sindacati e comitati stanno preparando a Bologna, poco oltre la metà del mese.

Tutte le immagini a lato sono interattive: cliccateci sopra per richiamare gli articoli e ingrandire.



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Decreto sviluppo: riflessioni

Postato il: 16 giugno, 2011 | Lascia un commento

Lo stralcio dei commi 1, 2 e 3 del Decreto sviluppo, che azzerano quasi completamente le disposizioni inerenti il nostro settore nell’ambito dell’articolo 3 del decreto stesso, costituisce il primo passo  per dare definitiva soluzione a una normativa quanto mai inadeguata e intricata, ma non risolve la situazione e, soprattutto, non chiarisce le strategie della maggioranza di governo e della stessa opposizione. Restano in piedi:

1.- la scadenza del 31 dicembre 2015;
2.- la normativa Ue, la quale, in assenza di una precisa e decisa presa di posizione italiana, prescrive che, quando il numero della autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitata per scarsità delle risorse naturali, il rinnovo delle concessioni debba essere effettuato attraverso gare ad evidenza pubblica nelle quali nessun particolare vantaggio può essere accordato al concessionario uscente o a persone che con esso abbiano particolari legami (cfr. articolo 12 della Direttiva Bolkestein, secondo comma).

Inoltre – fino a conversione in legge del Decreto sviluppo, che non sappiamo ancora con esattezza come evolverà – non dobbiamo dimenticare le disposizioni che prevedono concessioni della durata di sei anni, rinnovabili automaticamente per sei anni alla scadenza, normativa mai esplicitamente abrogata (si veda l’articolo 10 legge 88/2001, il quale prescrive: Il comma 2 dell’articolo 01 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, è sostituito dal seguente: «2. Le concessioni di cui al comma 1, indipendentemente dalla natura o dal tipo degli impianti previsti per lo svolgimento delle attività, hanno durata di sei anni. Alla scadenza si rinnovano automaticamente per altri sei anni e così successivamente ad ogni scadenza, fatto salvo il secondo comma dell’articolo 42 del Codice della navigazione»).

In ambito sindacale c’è chi  pensa con apparente interesse di ritornare al Tavolo Fitto, ipotesi che – lo sappiamo bene – significa solo arroganza; apertura alle gare;  trattative su parametri  illusori, pseudo “buona uscita” e simili fandonie, risultati che dal 2016 ci costringerebbero ad inaugurare la stagione infinita dei ricorsi e controricorsi, distruggendo un sistema strategico. Al Tavolo Fitto non si parlerebbe di deroghe Ue. Un passo indietro di mesi. Alcuni colleghi, invece, sicuramente in buona fede, si dolgono che non siano stati immediatamente accolti i possibili emendamenti al decreto, emendamenti che peraltro – purtroppo, secondo noi – non sono affatto spariti. Chi  li ha elaborati pensa di  utilizzarli attraverso un nuovo strumento –  che potrebbe essere la cosiddetta Legge comunitaria – circostanza che vanificherebbe  lo stralcio dei tre commi dell’articolo 3. Si pensa forse che acquisire un risultato parziale e insoddisfacente sia meglio di niente? Queste, amici, sono le premesse per un piano B e, con tutto il rispetto, noi pensiamo che  sia un ragionamento sbagliato, perché difficilmente la situazione  potrebbe essere modificata a nostro favore dopo che è stata definita. C’è troppo poco tempo prima del fatidico 31 dicembre 2015 e, per di più, mancano le condizioni per poter operare: il problema delle spiagge è percepito come un problema di nicchia; l’opinione pubblica e una parte significativa delle forze politiche non ci sono favorevoli; la categoria non è adeguatamente informata, non è compatta ed è stato ampiamente dimostrato nei fatti che la strategia delle trattative separate, condotte da parte di gruppi regionali, non solo non paga, ma rischia di frazionare ulteriormente il fronte dei concessionari; in ultima analisi il solo vero potenziale che possediamo. Conviene attivarsi adesso, cavalcando la totale incertezza normativa come fattore di coesione.

Il Governo, che dispone ancora di una maggioranza e che vuole continuare a governare (si fa per dire), è troppo debole, troppo coinvolto in questioni di sopravvivenza, troppo arroccato sulle sue posizioni – che certo non sono le nostre – per poter sperare che si faccia  promotore  di una efficace richiesta di deroga alla Bolkestein. E’ invece determinato a dare attuazione alle idee di Tremonti, mimetizzate ora da emendamenti che sostanzialmente  ricalcano queste idee, il che – a noi che questi emendamenti e queste idee non abbiamo apprezzato per nulla – sembra estremamente pericoloso. E’ prevedibile che il Governo intenda procedere a colpi di fiducia, fatto che, a meno di una decisa presa di posizione della Lega nord, chiuderebbe malamente la questione e con essa ogni possibile via d’uscita a breve termine.

Si tratta di una situazione maledettamente bloccata, nella quale l’unica possibile soluzione consiste nel chiedere ai sindacati coesione,  fermezza e una mobilitazione generale della categoria. Non siamo più nella situazione politica ante amministrative ed ante referendum e il fatto che la stagione estiva sia ormai iniziata non significa nulla, perché si tratta di un problema vitale per la categoria, un problema che va affrontato prima che si ponga mano alla legge comunitaria. Non lasciamoci condizionare dai discorsi altrui. I nostri obiettivi, non ci stancheremo mai di ripeterlo, sono:

1.- stralcio delle concessioni dal Decreto sviluppo (risultato provvisoriamente acquisito);
2.- deroga dalla direttiva Bolkestein;
3.- legge quadro, nell’ambito della quale i punti fermi siano: continuità delle concessioni e tutela assoluta dell’ambiente.

Obiettivi, questi,  difficili  ma irrinunciabili.

Dobbiamo indurre uno sponsor politico a darci una mano.

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