FERMO RICHIAMO DI REGIONI E PROVINCE AUTONOME ALL’ESECUTIVO SULLE RESPONSABILITA’ DELL’AZIONE DI GOVERNO

Postato il: 8 luglio, 2012 | Lascia un commento

Questo è l’ODG della conferenza Regioni e Province autonome, che si è tenuta a Roma il 5 luglio 2012. Un documento interessante,  che esprime una posizione ferma e critica nei confronti del Governo:
1.- gli si chiede come intenda agire nei confronti della Commissione europea, per valutare la possibilità di escludere le concessioni demaniali marittime dall’applicazione della Direttiva Servizi e quali siano gli ostacoli eventuali;
2.- lo si invita ad avviare in tempi rapidi un confronto con le Regioni e gli altri livelli istituzionali rispetto ai contenuti di eventuali provvedimenti normativi in itinere, prima che essi vengano presentati formalmente per le intese richieste.
Domande e istanze pienamente giustificate, per un Esecutivo che ha dimostrato di capire poco o nulla della questione balneare; che non è in grado di valutarne la portata e neppure le rilevanti implicazioni sociali, economiche e giuridiche; che non ha ancora deciso quali siano gli obiettivi da perseguire e che, rispetto alle soluzioni possibili, dimostra di avere poche idee, inappropriate e confuse; che risente di una sostanziale sudditanza psicologica nei confronti dell’UE. Quella indicata da Regioni e Province autonome è la strada giusta. I sindacati di categoria,  con qualche esitazione, hanno dimostrato di condividerla. Movimenti, comitati e singoli concessionari ora devono fare, senza sbavature né tentennamenti, la loro importantissima parte.



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PRIME INDISCREZIONI DOCUMENTALI AL DECRETO AMMAZZABALNEARI

Postato il: 8 luglio, 2012 | Lascia un commento












Il documento a lato, verbale della seduta 28 giugno 2012 della Commissione X della Camera (Attività produttive, commercio e turismo), ripreso dal pdf di 104 pagine consultabile all’indirizzo:

http://documenti.camera.it/leg16/resoconti/commissioni/bollettini/ pdf/2012/06/28/ leg.16.bol0674.data20120628.pdf

– pagine da 63 a 65 – è stato trascritto e reimpaginato, per consentirne la presentazione in sole tre pagine, e quindi una agevole consultazione, mantenendone la perfetta leggibilità. Vi invitiamo ad esaminarlo con la dovuta attenzione. Parla tra l’altro, in termini piuttosto vaghi e opinabili, della soluzione che il Governo Monti, e per esso il ministro Gnudi, intenderebbero dare alla questione balneare. Una velata anteprima del decreto che l’Esecutivo ha predisposto in assolta autonomia, incurante delle prescrizioni contenute nell’articolo 11 della legge Comunitaria 2010, che al comma 2, dispone: ” Il Governo è delegato ad adottare, entro quindici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale, di concerto con i Ministri delle infrastrutturee dei trasporti, dell’economia e delle finanze, dello sviluppo economico, per la semplifi cazione normativa, per le politiche europee e per il turismo, previa intesa da sancire in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successivemodifi cazioni, un decreto legislativo avente ad oggetto la revisione e il riordino della legislazione relativa alle concessioni demaniali marittime.” Relatore – forse volutamente lacunoso – il sottosegretario Claudio De Vincenti. Evitiamo di commentare, riservandoci di pubblicare la valutazione che ci è stata promessa da Cristiano Tomei, coordinatore nazionale CNA Balneatori.



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SITUAZIONE CRITICA: I BALNEARI CONVOCANO GLI STATI GENERALI – INTERVISTA A TOMEI

Postato il: 5 luglio, 2012 | Lascia un commento

La prossima settimana – per l’esattezza giovedì 12 luglio – si riuniranno a Roma i direttivi congiunti della coalizione Assobalneari Confindustria – Cna Balneatori – Fiba Confesercenti – Sib Confcommercio e gli Stati Generali unitari delle imprese balneari.
Cristiano Tomei, che ha promosso e voluto fortemente questi incontri, ci ha detto: “E’ la prima volta che una convocazione unitaria riunisce, in piena estate, i direttivi sindacali e gli Stati generali dei balneari. Tenerli è assolutamente essenziale e così abbiamo deciso di fare. Di fronte all’annuncio, da parte dell’Esecutivo, di un decreto legislativo di cui si possono immaginare i contenuti negativi, i sindacati si riuniscono per stabilire le iniziative urgenti e indispensabili per tutelare i diritti della categoria. Il decreto è un provvedimento annunciato, ma nei termini che sono trapelati non può essere condiviso. Oltre a ciò non è stato oggetto del benché minimo confronto: non se ne è parlato neppure con Regioni ed enti locali.”

Durante l’incontro di giovedì saranno trattati argomenti vitali per la questione balneare marittima italiana. In sintesi:

1.- iniziative di lotta della categoria, da realizzare se sarà emanato il temuto decreto legislativo;
2.- risposte del Governo alle domande formulate da Regioni, Province e Comuni durante l’incontro del 26 giugno;
3.- esito della conferenza Regioni e Province autonome in programma per oggi, 5 luglio;
4.- rapporti con l’Esecutivo perché agisca sulla UE a tutela delle imprese balneari in attività;
5.- richiesta del tavolo tecnico – allargato a Regioni, Comuni e sindacati – finalizzato alla stesura di un nuovo quadro normativo, che assicuri continuità e stabilità alle aziende balneari in essere;
6.- iter della proposta di legge sul riequilibrio dei canoni di concessione demaniale marittimi.

Sono stati invitati alcuni tra i più significatici esponenti politici interessati alla questione balneare italiana. Il momento è molto, molto caldo. Invitiamo tutti alla massima attenzione.




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RIFLESSIONI

Postato il: 10 giugno, 2012 | Lascia un commento

Quella a lato è la nota che Comitato Salvataggio Imprese ci ha inviato oggi, insieme con l’articolo 9 giugno 2012 de il Tirreno: Bagni, il ministro Gnudi offre un compromesso. Ne prendiamo atto. Il nostro punto di vista al riguardo è che la deroga, o comunque si voglia chiamarla, se non si accompagna a una proposta contrattuale destinata a regolamentare il periodo post 2015, non costituisce una soluzione accettabile per un piccolo imprenditore balneare. Qualcuno era convinto del contrario? Per chi non ne fosse ancora informato, si sappia che, venuti meno il diritto di insistenza e il rinnovo automatico dei contratti, dopo il 31 dicembre 2015 saremo tutti fuori e se vorremo concorrere all’assegnazione di nuove concessioni, nostre o altrui, dovremo andare a gara con nuove regole, cioè sapendo che, bene che vada e solo dopo esserci svenati, avremo davanti a noi una serie di scadenze costellate da gare. Una prospettiva insostenibile per un piccolo imprenditore balneare che viva del suo lavoro e non fruisca di finanziamenti e/o di incentivi di Stato, oppure non si sostenga attraverso ricavi illeciti. L’Esecutivo ha già una delega specifica a legiferare sul settore (si veda Comunitaria 2010, articolo 11, comma 2); finora non ha fatto nulla di conclusivo ma, se lo riterrà utile od opportuno, procederà senza curarsi di noi, né dell’opinione pubblica, se noi lasceremo fare. Gli imprenditori balneari, invece, hanno urgenza di una soluzione praticabile. Noi di Comitato Balneari Liguria consideremmo ottimale l’esclusione dalla Direttiva Bolkestein e il ripristino della situazione ante decreto Milleproroghe 2009 – cioè ritorno al diritto di insistenza con rinnovo automatico, vera utopia. Ciò premesso, se la soluzione che il Governo dovesse proporci prevedesse il ricorso a un diritto reale, per esempio il diritto di superficie, applicato in modo da consentire il mantenimento dell’unità aziendale, esamineremmo la proposta, la valuteremmo dal punto di vista dei diritti del concessionario e non ne saremmo scandalizzati.

 

 

 

 

 

 

 

 

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