APERTURA DELLE REGIONI. TOMEI INTERVIENE

Postato il: 16 marzo, 2015 | Lascia un commento

TOMEIGli assessori al Demanio e al Turismo, tra cui Gabriele Cascino – titolare al Demanio della Regione Liguria – e Giovanni Lolli – titolare al Turismo della Regione Abruzzo – nella riunione della Commissione congiunta Demanio – Turismo della Conferenza delle Regioni tenuta oggi – 16 marzo 2015 – a Roma, hanno chiesto un confronto urgente con il Governo sul progetto di riforma del Demanio marittimo a fini turistico-ricreativi. Nel corso della riunione è stato elaborato un documento che dopo essere stato approvato dalla Conferenza delle Regioni, nella riunione straordinaria del prossimo 25 marzo, sarà presentato alla Conferenza Stato-Regioni, nella seduta indetta per il giorno stesso.
Le Regioni si dichiarano “fiduciose che la costituzione del Tavolo con il Governo possa aiutare la collaborazione tra le istituzioni in una materia così strategica per il Paese” e chiedono che “si faccia chiarezza con la Commissione europea sulla possibilità di un regime transitorio delle attuali concessioni demaniali marittime e si stabilisca un congruo tempo di proroga”. In particolare, le Regioni si riferiscono al fatto che in altri Paesi dell’Ue le concessioni demaniali marittime sono state prorogate per lunghi periodi (75, 50 o 30 anni), come in Spagna e in Croazia, oppure sono state mantenute forme di preferenza a favore dei concessionari uscenti, come in Portogallo. La Commissione chiede anche “la possibilità di attivare il cosiddetto ‘doppio binario’, che distingue le concessioni attualmente in vigore da quelle nuove, con una proroga di lunga durata per le prime e con adeguati investimenti e procedure di evidenza pubblica subito applicate invece alle seconde”. Le Regioni, infine, ribadiscono la loro solidarietà agli operatori balneari in merito alla richiesta inoltrata alla Corte di Giustizia europea sulla validità della proroga al 31 dicembre 2020 e annunciano un incontro a breve con i rappresentanti sindacali degli operatori balneari.
Cristiano Tomei – presidente nazionale CNA Balneatori – precisa: “La prima importante apertura, oltre a quella effettuata dalla sottosegretario Barraciu, arriva oggi dalla Commissione Demanio e Turismo della Conferenza delle regioni. Già i primi segnali li abbiamo avuti venerdì, quando, come CNA Pescara, abbiamo incontrato il vice presidente Lolli (al quale il presidente Tomei ha consegnato il Memorandum Nesi – ndr). Ora possiamo affermare che le Regioni sono al nostro fianco per dare finalmente una scossa al Governo, affinché in Europa non si parli più di aste e di evidenze pubbliche per le attuali concessioni demaniali marittime.
Trent’anni di proroga e fuori dalla Direttiva servizi per cominciare!
Sono sempre più convinto che per avere attenzione dal Governo su questa vertenza, oltre a continuare a confrontarci costruttivamente con le nostre Istituzioni, dobbiamo organizzare una grande manifestazione sindacale unitaria pacifica, legittima e democratica, certi di avere al nostro fianco Regioni e Comuni. L’economia, gli investimenti, le eccellenze da noi messe in campo ci sono riconosciute da tutta Europa e probabilmente fanno anche gola a qualcuno. L’Italia ha il diritto-dovere di difendere questo sistema economico unico ed irripetibile in tutto il mondo.”



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GIRO DI BOA NELLA QUESTIONE BALNEARE ITALIANA

Postato il: 13 marzo, 2015 | 1 commento

SUN_2014_TOMEI_NESIQuesto il testo integrale del “Memorandum sulla questione balneare italiana” predisposto dall’avvocato Ettore Nesi, in attuazione dei lavori svolti nell’ambito del Direttivo nazionale CNA Balneatori presieduto da Cristiano Tomei – presidente nazionale della Confederazione – il 23 febbraio scorso a Carrara. Documento ponderoso, aggiornato e puntuale, quello di Nesi, del quale dovrà tenere conto ogni organo istituzionale dello Stato italiano e dell’Unione europea. Oggi, 13 marzo 2015, al termine del forum organizzato da CNA ABRUZZO sul tema “Il Commercio e il Turismo in Abruzzo, un sistema economico per lo sviluppo” Tomei consegnerà il documento all’assessore Giovanni Lolli – coordinatore nazionale della Conferenza delle Regioni per il Turismo, assessore e vice presidente della Giunta regionale Abruzzo. Com’è noto Lolli e Gabriele Cascino – assessore al Demanio della Regione Liguria e coordinatore nazionale per il Demanio, hanno convocato la Conferenza delle Regioni per lunedì 16 marzo, a Roma. Un’occasione unica per prendere atto delle questioni puntualizzate nel Memorandum Nesi.
Sull’importanza del Memorandum Cristiano Tomei ci rilascia questa dichiarazione “Si tratta un documento fondamentale, frutto di un approfondito studio dell’Avv. Ettore NESI e della decisione del Direttivo nazionale Cna balneatori, indispensabile per dare forza alla lotta sindacale e strumenti giuridici alle istituzioni. Occorre cambiare la visione europea, negativa per le attuali imprese e penalizzante per l’intero sistema turistico costiero italiano. E’ ancora possibile evitare le aste e le evidenze pubbliche. Noi ci crediamo fermamente!”
Di questo documento basilare avremo occasione di riparlare. Per il momento leggetelo con l’attenzione che merita.




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QUESTIONE BALNEARE ITALIANA E REGIONI

Postato il: 10 marzo, 2015 | Lascia un commento

FORUM 13.03.2015Il prossimo 16 marzo, a Roma, tutti gli assessori regionali al Demanio e al Turismo si incontreranno per una riunione convocata dai coordinatori nazionali Gabriele Cascino e Giovanni Lolli, rispettivamente assessori al Demanio e al Turismo delle regioni Liguria ed Abruzzo. Fra i temi all’ordine del giorno un incontro con ANCI, per assumere un orientamento comune, in previsione dell’apertura del tavolo di lavoro con il Governo e dell’avvio di un confronto con i rappresentanti delle associazioni nazionali delle imprese balneari.
In relazione a tale incontro istituzionale, venerdì 13 marzo, al termine del forum organizzato da CNA Abruzzo sul tema “Il Commercio e il Turismo in Abruzzo, un sistema economico per lo sviluppo”, una delegazione di CNA Balneatori consegnerà all’assessore Lolli – che interverrà tra i relatori – il documento sindacale unitario approvato a Rimini 2014, con i quattro punti della piattaforma intersindacale e – come deliberato nel Direttivo nazionale CNA Balneatori a Carrara – il memorandum sulla questione balneare italiana – predisposto dall’avv. Ettore Nesi – aggiornato alle più recenti tesi elaborate a sostegno dell’attuale sistema balneare italiano e alla più significative tendenze giurisprudenziali (consideranda 14 e 15 della neo Direttiva concessioni, Trattato di Nizza, Carta di Lisbona, Ley de costas, pareri e sentenze, fino a quella 27 febbraio 2015 del TAR Toscana.)



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IMPERIA 10 FEBBRAIO 2015 INCONTRO CASCINO – BALNEARI

Postato il: 11 febbraio, 2015 | Lascia un commento

BARETTA_1SIB Confcommercio, CNA Balneatori, FIBA Confesercenti e OASI Confartigianato, in persona dei rispettivi rappresentanti regionali, preso atto dell’incontro concordato tra Gabriele Cascino – assessore alla Pianificazione Territoriale, Urbanistica e Demanio della Regione Liguria – e Pier Paolo Baretta – sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze – hanno precisato  all’assessore che la posizione assunta dai cinque maggiori sindacati di categoria in merito alla annosa questione balneare italiana è quella sintetizzata nella nota intersindacale 22 dicembre 2014 indirizzata proprio a Pier Paolo Baretta. Per ogni evenienza, una copia del documento è stata riconsegnata all’assessore, per chiarezza e per opportuna memoria.
Il comunicato stampa della Regione Liguria in merito all’incontro è reperibile all’indirizzo:
http://www.regione.liguria.it/argomenti/media-e-notizie/archivio-comunicati-stampa-della-giunta/item/42955-regioni–balneari–domani-gioved—12-febbraio-incontro-al-mef-su-demanio-e-bolkestein–con-sottosegretario-baretta–h15.html



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SIAMO IN CAMPAGNA ELETTORALE: ESSENZIALE ESSERE PRESENTI AD IMPERIA, ANCHE SE CHIARIRE IDEE TROPPO CONFUSE NEL CORSO DI UN INCONTRO PUBBLICO E’ PURA UTOPIA

Postato il: 4 febbraio, 2015 | Lascia un commento

CASCINOL’assessorato alla Pianificazione Territoriale, Urbanistica e Demanio della Regione Liguria ha diramato questo invito:

L’Assessorato alla Pianificazione Territoriale, Urbanistica e Demanio – Regione Liguria ha il piacere di informare che, in collaborazione a tutte le associazioni di categoria, ha organizzato un incontro pubblico con l’Assessore Gabriele Cascino e gli Imprenditori Balneari presso la Camera di Commercio di Imperia – Sala multimediale, Via T. Schiva 29 – IMPERIA, per il giorno

Martedì 10 febbraio 2015 ore 17:30

In quella sede verranno trattati i seguenti argomenti all’ordine del giorno:
1. Indicazioni e proposte da rappresentare all’Assessore regionale Gabriele Cascino in previsione dell’incontro con il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e Finanze On.le Pier Paolo Baretta relativamente alle problematiche degli stabilimenti balneari in visione della nuova legge quadro.
2. Varie ed eventuali.
Grati per l’attenzione l’occasione è utile (sic) per inviare cordiali saluti.
Regione Liguria
Segreteria Assessore Pianificazione Territoriale, Urbanistica
Gabriele Cascino
Via Fieschi 15 – 16121 Genova

Per la cronaca, la posizione dell’assessore Cascino è quella che risulta dal comunicato stampa della Regione Liguria – ripreso da innumerevoli testate giornalistiche on line e non – accessibile all’indirizzo:

http://www.regione.liguria.it/argomenti/media-e-notizie/archivio-comunicati-stampa-della-giunta/item/42837-regioni–balneari–governo-verso-una-legge-quadro-di-riforma-del-sistema-partire-da—-decreto-burlando—-per-superare-la-bolkestein.html

Cascino è fermamente convinto che gli stabilimenti balneari possano sostenere ogni e qualsiasi onere. Letteralmente li considera pozzi di denaro senza fondo. In passato questa assurda convinzione lo ha portato a proporre la decuplicazione della tassa regionale sui canoni demaniali (non si tratta di un refuso, il Nostro voleva realmente passare dal 10% al 100% del canone, adottando un moltiplicatore 10x. L’aumento è stato contenuto al “solo” – si fa per dire – raddoppio (2x) per l’opposizione delle associazioni di categoria, che in presenza della ferma propensione all’aumento dell’assessore non sono riuscite a fare di meglio). Cascino propone ora ai concessionari nuove e maggiori spese per investimenti su beni pubblici, dimenticando che:
a.- il Governo non considera valida la proroga al 2020, senza la quale le concessioni turistico-ricreative in genere scadrebbero e andrebbero a gara dal 1 gennaio 2016;
b.- la bozza di legge portata avanti con mille ambiguità dall’Esecutivo prevede di mandare a gara le concessioni demaniali marittime giunte a scadenza, breve o lunga che sia.
Investire in modo rilevante, quindi,  senza poter contare in futuro sulla utilizzazione economica del proprio investimento. Bella prospettiva davvero.



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REGIONE LIGURIA 19 NOVEMBRE 2013: PRESIDIO E TALK SHOW

Postato il: 19 novembre, 2013 | Lascia un commento

REGIONE_LIGURIAGiovanni Botta

Il presidio dei balneari liguri anti aumento 1.000% dell’imposta regionale sul canone demaniale, attuato all’ingresso dell’aula consiliare della Regione Liguria, nella mattinata del 19 novembre, in via Fieschi 15, ha sortito l’effetto visibilità e protesta che si proponeva.
L’incontro con l’assessore Cascino, invece, tenuto al quinto piano di piazza De Ferrari, nel primo pomeriggio, si è concluso con un deludente nulla di fatto. Né avrebbe potuto essere diversamente. Spiace dirlo, ma si è trattato di un evento di immagine, più che dell’atteso tavolo tecnico. Troppi gli intervenuti, molti dei quali non qualificati per un incontro di questa portata. Atmosfera da talk show. Discorsi spesso dispersivi e per nulla mirati allo specifico argomento in discussione.
Evidenti l’imbarazzo e il nervosismo dell’assessore, che ha fortissimamente voluto l’articolo 19 della Legge finanziaria ligure 2014, ma che, durante l’incontro, ha parlato di questa contestatissima norma come se l’intero suo impianto costruttivo potesse essere speditamente e disinvoltamente smontato e stravolto, in forme e modi differenti, per adattarlo alle obiezioni e ai desiderata dei suoi interlocutori. Lo abbiamo ascoltato falsare la verità dei fatti, quando ha negato il contenuto degli accordi intercorsi con le associazioni di categoria lo scorso 24 settembre, accordi che prevedevano il congelamento della proposta di incremento tributario, in attesa di chiarimenti sul destino della categoria. Lo abbiamo visto confuso, Cascino, quando ha sostenuto che il tributo regionale proposto deve essere qualificato come tassa (tributo finalizzato), nel caso specifico mirato ad interventi di tutela ambientale, e non come imposta (tributo non finalizzato), laddove il testo dell’articolo 19 parla sempre, unicamente ed inequivocabilmente, d’imposta. Lo abbiamo visto lasciare la sala prima del termine annunciato per l’incontro e lo abbiamo visto ripensarci e ritornare, per concludere in qualche modo la riunione.
Restano alcune domande inquietanti. Come è stato possibile che l’articolo 19, nella sua formulazione attuale – rigida, assurda, inaccettabile per qualsiasi imprenditore balneare capace di intendere e di volere – sia stato approvato all’unanimità dalla Giunta consiliare ligure? Nemmeno un distinguo? L’unanimità cosa può significare? Che è stato gabellato in Giunta come concordato con le associazioni di categoria? Se così fosse, si abbia almeno il coraggio di rimediare.
Quanto ai balneari, la posizione comune è stata quella della fermezza. Irricevibile la proposta Cascino – se di proposta si tratta, ma a me sembra invece una deliberazione di Giunta – fino a che non siano chiarite le prospettive delle imprese in attività. Come si può chiedere loro di finanziare eventuali imprecisati miglioramenti del litorale, se questi ultimi potrebbero essere goduti da chi, tra breve, potrebbe sostituirle?



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LIGURIA: IMPOSTA SULLA CONCESSIONE DEMANIALE DAL 10 AL 100% CON CONTORNO DI CASCINO

Postato il: 16 novembre, 2013 | Lascia un commento

REGIONE_LIGURIA_GIUNTA_08.11.2013Gabriele Cascino – assessore Pianificazione territoriale, urbanistica della Regione Liguria – vuole lasciare il segno. Ha iniziato proponendo una tassa di scopo in misura fissa – 1.000 o 1.500 euro annui – una sciocchezza, a suo parere, da destinare alla tutela e al ripascimento della costa. Intanto “le spiagge sono vostre”, ha sostenuto in Regione il 24 settembre, durante l’incontro con i balneari. Quel giorno ha incassato la ferma richiesta di rinvio della discussione da parte dei sindacati di categoria, motivata dall’esigenza di conoscere il destino del settore, tutt’altro che roseo. Ma l’8 novembre – fedele alla parola data – ha portato in Giunta e ha fatto votare la decuplicazione della tassa regionale sulla concessione demaniale. Non è tutto merito suo, bisogna riconoscerlo. Pippo Rossetti lo ha sostenuto e tutti gli altri hanno votato con loro senza batter ciglio.
Il resto, invece, è solo opera sua. Per giustificare l’iniziativa ha spedito ai giornali l’elenco dei canoni di tutti gli stabilimenti liguri, da Ventimiglia a Lerici. Dice che glieli hanno chiesti i giornali … come faceva a non darli … sono pubblici … Dopo di che, ha dichiarato alla stampa: come fanno i balneari a sostenere che non riescono a pagare, per imposta regionale, la stessa cifra che pagano per un canone demaniale così vergognosamente basso? L’opinione pubblica, su queste cose, ci va a nozze. I balneari meno. Qualcuno si è arrabbiato.
Uno dei sindacati di categoria, CNA Balneatori Liguria, pur non indignandosi per la divulgazione degli elenchi – i dati sono realmente pubblici – ma perché il discorso strumentale di Cascino non viene dal portinaio, bensì dall’assessore al demanio, un pubblico amministratore al quale sono affidate responsabilità regionali, uno che dovrebbe sapere come stanno realmente le cose e dovrebbe evitare di gettare benzina sul fuoco di una situazione esplosiva. La verità è che i canoni – determinati da organi di Stato e non dai balneari – sono realmente esigui, ma sono solo una voce, la più piccola, degli oneri che si sostengono obbligatoriamente per acquisire e conservare la titolarità di una concessione demaniale. Le prestazioni in natura, imposte dalle ordinanze e dai fatti, integrano il canone fino a livelli esponenziali. E’ tutto spiegato nella lettera a Cascino che pubblichiamo. Quella che Alessandro Riccomini, presidente regionale CNA Balneatori, gli ha scritto, chiedendogli una dichiarazione integrativa, necessaria per ristabilire la realtà dei fatti. Nessuna risposta dall’assessore. Ovviamente. Il dialogo è il suo punto forte.



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LIGURIA: ALLE STELLE DAL 2014 L’IMPOSTA REGIONALE SULLE CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME

Postato il: 9 novembre, 2013 | Lascia un commento

CASCINO_&_ROSSETTILa giunta della Regione Liguria, nella seduta di venerdì 8 novembre 2013, ha deliberato di aumentare l’imposta regionale sulle concessioni demaniali marittime dal 10% al 100% del canone demaniale. Destinazione dichiarata del nuovo balzello: difesa della costa.
Fino al 2013 la Regione Liguria ha applicato alle concessioni demaniali un’imposta pari al 10% dell’ammontare del canone. In termini assoluti, considerato un ipotetico canone di 3.000 euro, l’imposta regionale ammontava a 300 euro, con un addebito totale di 3.300 euro. A parità di canone, se la proposta divenisse legge, l’ammontare dell’imposta regionale passerebbe a 3.000 euro (il 100% del canone demaniale), con un esborso complessivo annuo di 6.000 euro e con un incremento rispetto all’anno precedente dell’81,81%. Se invece il canone dovesse essere rivalutato, poniamo del doppio,  il totale a debito del concessionario passerebbe a 12.000 euro. Un incremento del 263,64%.
Notizie stampa (AGI e IL SECOLO XIX) indicano quali promotori dell’iniziativa Pippo Rossetti – assessore al Bilancio – e Gabriele Cascino – assessore all’Urbanistica – a quanto risulta concordi nel ritenere che l’incremento in questione sia economicamente sostenibile per gli imprenditori del settore. Curioso punto di vista, sia perché il comparto balneare marittimo non deve essere considerato un tesoretto dal quale la P.A. è autorizzata ad attingere a volontà, sia perché, nonostante le sue indubbie potenzialità, il settore è fin d’ora in stato di grave sofferenza, se non si provvederà a normalizzare il contesto contrattuale, normativo, fiscale all’interno del quale opera ormai da anni. Non conosciamo le idee di Rossetti, ma ricordiamo perfettamente Cascino quando, nell’incontro del 24 settembre 2013 in Regione, presenti i sindacati di categoria, sostenne la proposta di addebitare alle aziende balneari –  a suo dire proprietarie delle spiagge –  un’imposta addizionale annuale in misura fissa. Mille o duemila euro, indipendente dalle dimensioni dello stabilimento. Spiccioli, per le aziende balneari, nelle convinzioni del proponente. Fondi da destinare ad opere di difesa del litorale. In quell’occasione, di fronte alla compatta levata di scudi dei sindacati – OASI Confartigianato esclusa – Cascino si impegnò a non adottare nessuna misura prima che la questione balneare fosse definitivamente chiarita. Cosa che ovviamente non ha fatto.
Dopo la deliberazione di ieri, SIB Confcommercio, FIBA Confesercenti e CNA Balneatori hanno chiesto al presidente Burlando un incontro chiarificatore congiunto. Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – ci ha dichiarato:
“Se questo provvedimento dovesse essere confermato diventerebbe inutile qualunque tentativo di riordino normativo sui canoni attuato a livello centrale, obiettivo che si sta perseguendo da mesi al tavolo tecnico aperto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Non oso pensare quanto dovrebbero pagare i concessionari cosiddetti “pertinenziali” della Liguria con l’aumento dell’imposta regionale al 100 % del canone demaniale. Subirebbero la mazzata definitiva, che farebbe il paio con il canone demaniale eccessivo e improponibile al quale sono soggetti e per il quale si sta tentando di trovare soluzioni adeguate con emendamenti alla legge di stabilità.
Ricordo all’assessore Cascino che nel 1999, in Abruzzo, fu applicata un’imposta regionale pari al 300% del canone demaniale e che il provvedimento, impugnato presso il Tribunale ordinario, fu sospeso, per essere sostituito, nell’anno successivo (2000), da un’imposta regionale commisurata al 10% del canone. L’aliquota fu decisa nel corso di  una conferenza regioni, comuni, sindacati di categoria. 
Un conto è  applicare un’imposta pari al 10% del canone, destinata al potenziamento degli uffici comunali, e un conto è aumentare l’imposta al 100%, finalizzando l’aumento a progetti di difesa del litorale che non si conoscono e che anzi è praticamente certo che, a tutt’oggi, non esistono.
A una prima lettura, credo che questo provvedimento sia un’amara anteprima di quello che potrebbe significare il federalismo demaniale regionale. CNA Balneatori, insieme agli altri sindacati della categoria, chiede un incontro urgente con il presidente della Regione Liguria, per illustrare la situazione del settore, che non sembra essere adeguatamente conosciuta, e per indurre un ripensamento e una riformulazione del provvedimento in questione.”

Nella foto, da sinistra, Cascino e Rossetti.



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IPOTESI TASSA DI SCOPO REGIONE LIGURIA – LETTERA APERTA DI VACCAREZZA A CASCINO

Postato il: 25 settembre, 2013 | Lascia un commento

VACCAREZZA_3Angelo Vaccarezza – vice presidente UPI con delega al Demanio marittimo, esprime a Gabriele Cascino – assessore Pianificazione territoriale, urbanistica della Regione Liguria – le sue perplessità in merito alla proposta di aumentare l’imposta regionale, al fine di costituire un fondo da destinare ad opere di tutela della costa:

“Assessore Cascino,

con il tuo predecessore avevamo iniziato quel percorso che ci ha visto sostenere e difendere i diritti delle Associazioni Balneari dall’applicazione della Direttiva Bolkestein.
Un grande impegno comune che si è poi concretizzato da parte mia, convinto dell’efficacia di agire come squadra, nell’accettare la carica di Vice Presidente Upi e di creare ad hoc la delega al Demanio marittimo. Delega che ha permesso alle Province di poter intervenire in un ambito che non era di competenza diretta, dando loro la possibilità di poter partecipare a tutte le riunioni aventi come oggetto la direttiva Bolkestein e quindi agire a tutela di migliaia di aziende.
Le Province, grazie al mio impegno, sono state sempre in prima linea nella difesa dei balneari, sono andato di persona più volte a Bruxelles, Bologna, Roma, Viareggio, Fiumicino, Rimini, Genova, Cogoleto, Rapallo, Imperia ed in tutti i comuni costieri della provincia savonese, ovvero ovunque la causa dei balneari richiedesse la mia presenza.
Come avrai avuto modo di vedere, anche in questi ultimi giorni, l’azione del Governo risulta ancora confusa ed incerta e rischia di prendere provvedimenti ancora più restrittivi rispetto alla peggiore applicazione della Bolkestein. Ed è quindi proprio in questo momento che occorre più che mai unità fra di noi e forte opposizione contro chi, in Italia ed in Europa, sposa una direttiva la cui applicazione potrebbe generare l’esproprio delle nostre spiagge. Una unità dicevo che però, in considerazione dell’ennesima esclusione della Provincia e del sottoscritto agli incontri da Te promossi, è diventata ormai storia. Se in tempi non sospetti tutto questo poteva essere riconducibile ad una semplice dimenticanza oggi appare una scelta consapevole.
Prendo quindi tristemente atto di tale comportamento, la mia assenza alla riunione di oggi non mi impedirà comunque di esprimere profondo dissenso anche per la strategia che vuoi portare avanti, una strategia priva di soluzioni, senza risposte ma con balzelli che impatteranno su un settore già vessato e con conseguenze devastanti.
Mi chiedo: quando proponi ai nostri imprenditori balneari contributi per il mantenimento delle scogliere o per i ripascimenti delle spiagge sei consapevole che ti rivolgi a chi è in procinto di perdere la propria azienda?.
Meglio quindi non essere stato coinvolto in un incontro ove l’unica protagonista è una politica miope ed egocentrica. Dispiace per coloro che perdono tempo, riponendo speranze in chi, paradossalmente, ben poco conosce l’universo balneare.
Tuttavia ciò che deve prevalere non è l’amarezza o la delusione, ma il senso della responsabilità. 30 mila aziende hanno bisogno dell’impegno di tutti, in virtù dell’unico interesse che veramente conti: la sopravvivenza ed il futuro del mondo balneare. Mi auguro quindi che la Regione Liguria torni ad essere un aiuto, non un ostacolo, al raggiungimento di quello che deve essere il nostro comune obiettivo di tutela e difesa delle imprese balneari italiane.

Angelo Vaccarezza”



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MANUTENZIONE COSTIERA IN LIGURIA? LA FINANZINO I BALNEARI. CARTEGGIO PRELIMINARE CASCINO-RICCOMINI (CNA BALNEATORI)

Postato il: 6 settembre, 2013 | Lascia un commento

GABRIELE_CASCINOALESSANDRO_RICCOMINIGabriele Cascino – assessore alla Pianificazione territoriale, Urbanistica della Regione Liguria, capofila delle Regioni italiane per i Demanio – passa dalle dichiarazioni programmatiche del 31 luglio e 22 agosto ai fatti, convocando le associazioni balneari di categoria con mail 4 settembre 2013. Questo il testo:

” Buongiorno a tutti,
La Liguria ha nel suo litorale un patrimonio prezioso ma fragile, che necessita di interventi di manutenzione continua per garantire la sicurezza e prevenire l’erosione. Per il mantenimento di opere quali pennelli e scogliere e per i ripascimenti sono necessari investimenti importanti e reperire fondi nel bilancio regionale in questo momento non è facile.
Come già anticipato dalla stampa è mia intenzione coinvolgere i concessionari del demanio marittimo, che sono i primi beneficiari di un sistema costiero più sicuro e curato, perché collaborino al finanziamento di questi interventi.
Per discutere della questione nel dettaglio e capire quali possano essere le migliori modalità perché questa proposta possa concretizzarsi, le Associazioni in indirizzo sono invitate MARTEDI 24 SETTEMBRE ORE 15.00 presso la sede di Regione Liguria in via Fieschi a Genova, Sala riunioni all’11^ piano torre A.
Per ragioni organizzative si chiede cortesemente di riscontrare questa mail, segnalando i nominativi delle persone che interverranno in rappresentanza delle diverse associazioni.
Cordiali saluti
L’Assessore
Gabriele CASCINO”

CNA Balneatori, in persona del presidente regionale Alessandro Riccomini, risponde in modo critico all’assessore il giorno successivo, 5 settembre. Immediata la replica di Cascino.

Il discorso è perfino troppo chiaro: l’assessore ritiene che i balneari debbano contribuire in modo sostanziale al nuovo fondo per la manutenzione della costa, area demaniale marittima dalla quale gli attuali concessionari sono stati invitati a sloggiare al 31 dicembre 2020. La decisione di aumentare l’addizionale regionale è già stata presa e la convocazione serve unicamente per poter sostenere che le associazioni di categoria sono state “sentite”. Sentire, ovviamente, non significa ascoltare. Una vecchia storia che si ripete puntualmente. I balneari liguri, comunque, all’incontro del 24 settembre ci saranno, agguerriti come non mai.



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    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
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