70 ANNI DI CNA, RIFORMA COSTITUZIONALE E REFERENDUM

Postato il: 7 luglio, 2016 | Lascia un commento

VOTONOPrendiamo atto degli interventi in merito alla proposta di riforma costituzionale effettuati da Daniele Vaccarino – presidente nazionale CNA – Confederazione nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa, nell’ambito delle celebrazioni del 70° della Confederazione. Altrettanto facciamo per gli interventi in merito alla proposta di riforma costituzionale di Giorgio Napolitano – presidente emerito della Repubblica italiana – e di Maria Elena Boschi – ministro per le Riforme costituzionali e i Rapporti con il Parlamento – presenti entrambi al convegno CNA del 5 luglio 2016.  Non li condividiamo, ma non vogliamo sprecare tempo ed energia in polemiche inutili. Chi desideri approfondire l’argomento lo faccia riferendosi al sito www.cna.it e, in particolare, ai link:

http://www.cna.it/notizie/oggi-lavvio-delle-celebrazioni-del-settantesimo-con-il-presidente-napolitano-e-il-ministro

http://www.cna.it/notizie/vaccarino-settanta-anni-di-storia-non-sono-solo-un-insieme-di-eventi-di-cui-avere-memoria

http://www.cna.it/notizie/vaccarino-su-corsera-e-lunita-la-risposta-dei-media, indirizzo, quest’ultimo, che evidenzia in particolare le interviste rilasciate da Vaccarino al Corriere della sera e all’Unità.

Noi di Comitato Balneari Liguria, microimprenditori balneari, associati CNA Balneatori e, soprattutto, cittadini italiani convinti assertori del NO al quesito referendario, voteremo liberamente NO e sosterremo l’opportunità di questa scelta con tutte le nostre forze. Vi invitiamo a fare altrettanto.



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REFERENDUM TRIVELLE: LA POLITICA DETERIORE INQUINA LA DEMOCRAZIA

Postato il: 16 aprile, 2016 | Lascia un commento

RENZI_NAPOLITANOAbbiamo osservato le manovre governative mirate a indebolire la consultazione referendaria di domani – domenica 17 aprile 2016 – ascoltato e letto le dichiarazioni di Matteo Renzi – presidente del Consiglio – e di Giorgio Napolitano – ex presidente della Repubblica – finalizzate ad orientare l’astensione dal voto, necessaria per vanificare gli esiti del referendum, ampiamente scontati nelle previsioni della vigilia.
Tutto come da copione, fin dai tempi di Craxi. La comunicazione peraltro si è affinata: non suggerisce più di andare al mare, ma parla di legittimità dell’astensione, avviso comunque inopportuno e vietato dalla legge a chi ricopra un incarico pubblico.
Mentre il PD fa quadrato intorno a Renzi, Radicali, Rifondazione e Movimento 5 stelle hanno inoltrato esposti alla Procura della Repubblica. Vedremo come andrà a finire, in ogni caso andiamo tutti a votare.



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Signor Presidente buongiorno: di Ale Riccomini

Postato il: 15 aprile, 2012 | Lascia un commento

Dal portale www.macaiadema.com – che trasmigra nel web la magia di antiche parole genovesi – la garbata e documentata lettera di Alessandro Riccomini al Presidente Napolitano. Si evidenzia cliccando sulla foto di Ale.





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Marcello: lettera al Presidente della Repubblica

Postato il: 28 marzo, 2012 | 2 Commenti

Signor Presidente,

sono il coordinatore di www.comitatobalneariliguria.it. Le ho scritto in passato, in relazione alla questione balneare, prima che essa esplodesse come è ormai avvenuto. Le scrivo ora per informarla del fatto che Marcello Di Finizio, concessionario demaniale marittimo della scogliera sulla quale ha edificato il prestigioso ristorante triestino “LA VOCE DELLA LUNA”, distrutto da un incendio e da due successive mareggiate, dal 26 marzo staziona a oltre 70 metri d’altezza, sullo storico pontone galleggiante ormeggiato all’interno del porto di Trieste. Rischia la vita a ogni movimento, a ogni sospensione dello stato di veglia, perché in loco non esistono ripiani, ma solo tralicci, ai quali è sommariamente assicurato.
Manifesta la sua disperazione. Marcello è stato un imprenditore di successo e ora, provato dalla sorte, ridotto in miseria, difende come gli è possibile la sua dignità di uomo che si trova nella assoluta impossibilità di riprendersi altrimenti, perché indebitamente espropriato di diritti che erano stati sanciti da leggi dello Stato e gli erano stati confermati da un contratto formale, stipulato con lo Stato, atti che sono stati di fatto cancellati dal Decreto Milleproroghe 2009 e dalla Legge Comunitaria 2010.
Marcello non è un pazzo o uno psicolabile. E’ solo disperato. Ha fatto sapere che non intende desistere fino a che la questione balneare non sia risolta positivamente, cioè fino a che i suoi diritti non siano riconfermati. Purtroppo il Governo Monti non dà segnali di voler affrontare la questione: ha incontrato i nostri rappresentanti il 23 febbraio a Roma, in persona di Moavero Milanesi e Gnudi, ma da allora tace o esprime giudizi inopportuni. Quanti altri casi come quello di Marcello Di Finizio dovremo registrare prima che le Istituzioni intervengano? Esistono mozioni del Senato favorevoli al mantenimento dello status quo, trasformate in ordine del giorno unitario votato all’unanimità. Esiste una preoccupata raccomandazione del Parlamento Europeo. Cosa si aspetta per intervenire?
Non vogliamo cavalcare il caso Di Finizio, ma la questione evidenzia un problema reale, la cui portata economica e sociale è sempre stata sottovalutata o usata strumentalmente. Questo problema deve essere affrontato e risolto in tempi brevi, Presidente, perché da troppo tempo costituisce una questione irrisolta. La nostra gente non ne può più. Il nostro settore, che è il volano dell’economia turistica balneare italiana, è ormai bloccato per mancanza di prospettive. L’indotto costituito dai nostri fornitori è in crisi conclamata. La questione che si è creata nei rapporti con l’Ue, frutto della scarsa conoscenza della situazione da parte della Comunità, deve essere chiarita senza ritardi.  Sappiamo che, nell’ambito stesso della Direttiva Servizi, esiste la possibilità di rendere le nostre aziende compatibili con la normativa europea. Possiamo affermare queste cose con sicurezza, perchè ce lo hanno confermato i nostri tecnici e perché la nostra delegazione, che si è confrontata a Bruxelles con i funzionari europei della Commissione, ha chiarito il problema ed ha avuto assicurazioni in merito. Sta al Governo italiano agire.
Non siamo una casta, Presidente, non vogliamo difendere privilegi. Vogliamo contribuire a raddrizzare le sorti del Paese facendo, come tutti, sacrifici sostenibili. Ma non vogliamo sparire dal mercato e crediamo che la cosa non sia utile a nessuno, particolarmente nel momento in cui si parla di esigenze di crescita economica. Più di tutto vogliamo riportare a terra Marcello Di Finizio. Incolume.
Presidente, lei è la massima carica dello Stato, ente che noi ci auguriamo continui ad essere fondato sul diritto, sulla solidarietà, sull’equità, valori espressi dalla Costituzione, che lei rappresenta. Intervenga, la prego.
Con ossequio.

Giovanni Botta



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    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
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