ASSEMBLEA CNA BALNEATORI LAZIO. AUDITORIUM CENTRO STORICO DI SPERLONGA

Postato il: 29 settembre, 2016 | Lascia un commento

sperlonga_1img_3593SPERLONGA,  26 settembre 2016. Appuntamento CNA Balneatori con i balneari laziali, programmato in uno dei borghi più interessanti d’Italia. Natura, storia, archeologia e ora anche microimprenditoria balneare attenta e informata.
Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – precisa: “A Sperlonga abbiamo ribadito la nostra posizione sindacale. E’ stata una verifica importante effettuata insieme alle imprese, numerosissime, che sostengono e approvano la nostra linea sindacale.”
Di fronte ad un’assemblea oltremodo partecipata, Tomei ha ribadito gli argomenti che ha illustrato il 23 corrente al ministro Costa – Affari regionali ed Autonomie – al fine di accreditarli, nella prospettiva della normativa in elaborazione:
“doppio binario” – ossia adozione del criterio che prevede l’aggiudicazione mediante gara delle sole nuove concessioni insediate su aree disponibili, mentre alle concessioni in essere dovrebbe essere garantito un lungo periodo di stabilità, fondato sui diritti acquisiti prima dell’inizio della vicenda Bolkestein;
“legittimo affidamento” – ossia diritto alla completa e libera fruizione in proprietà dei beni materiali e immateriali, cioè dei diritti acquisiti legittimamente, sancito dall’articolo 17 della Carta di Nizza – la carta dei diritti fondamentali dell’UE. Riferito alle imprese attive su aree demaniali da prima della Bolkestein, significa irrinunciabilità del diritto di superficie, delle opere legittimamente autorizzate, dell’avviamento commerciale. In altri termini: irrinunciabilità del diritto di esistere, diritto che – dice la Carta – non può essere soppresso se non per motivi di pubblico interesse e in presenza di garanzie e di adeguati ammortizzatori.
Nell’occasione Tomei ha annunciato la predisposizione di un’azione di accertamento giuridico sul legittimo affidamento delle imprese associate a Cna Balneatori e il rinnovo dell’appello ai sindaci delle città di mare affinché si concluda rapidamente la mappatura delle coste italiane, necessaria per dimostrare che la risorsa spiaggia, attualmente, non è per nulla scarsa e anzi esiste un’ampia disponibilità per l’insediamento di nuove concessioni.
Tomei, infine, ha rinnovato l’appello alla partecipazione all’Assemblea nazionale di Cna Balneatori che si terrà a Rimini, in occasione del SUN 2016, la mattina di venerdì 14 ottobre. Lo appoggiamo anche noi. Stiamo attraversando un momento particolarmente delicato, nel quale e indispensabile essere sul pezzo, sempre, con la massima attenzione.



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23 SETTEMBRE: DELUDE L’INCONTRO COSTA-BALNEARI

Postato il: 24 settembre, 2016 | Lascia un commento

roma_via_della_stamperiaL’incontro tra il ministro Enrico Costa e i vertici sindacali dei balneari, convocato per ieri, 23 settembre 2016, si è chiuso con un nulla di fatto.
Non è stata presentata una nuova proposta di legge e neppure è stato reso noto il testo delle linee guida elaborate mesi fa da Costa. Il ministro ha ribadito il concetto che “non si può tirare una riga su lavoro degli attuali concessionari” e ha precisato che la sentenza UE lascia lo spazio necessario per difenderli, riconoscendone la professionalità, il diritto alla tutela degli investimenti e del valore dell’impresa. Ha parlato anche della necessità di un imprecisato periodo transitorio “adeguato”, che dovrà essere motivato in base a indeterminati “elementi innovativi” del provvedimento di riordino. Ha avvisato che sarà attuata una revisione dei canoni e ha convenuto sul fatto che, per fare ripartire gli investimenti, sia necessaria una normativa di riferimento stabile. Un intervento breve, concetti già manifestati da Costa, pure ipotesi di lavoro, fortemente smorzate nei loro contenuti attuativi dalle osservazioni espresse dal commissario UE Lowri Evans durante l’incontro del 20 luglio 2016 con il sottosegretario Gozi.
Le associazioni presenti, con l’eccezione di CNA Balneatori, ITB Italia e ASSOBALNEARI, concordi nel respingere esplicitamente le aste, anche se su linee sindacali diverse, si sono allineate alle posizioni del ministro. SIB e FIBA hanno assunto posizioni fotocopia, vaghe e prive di qualsiasi significativa rivendicazione di categoria. OASI ha condiviso esplicitamente le posizioni del ministro. FEDERBALNEATORI ha chiesto un periodo transitorio di 30 anni e una “buona legge”, che assegni le concessioni in base all’entità degli investimenti programmati e consenta di conservare il titolo concessorio nonostante le evidenze pubbliche. Oasi e Federbalneatori hanno dichiarato che le gare sono ineludibili nella vicenda balneare italiana.
Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – ha ribadito i concetti espressi in tutti i tavoli istituzionali e alla categoria:
1.- doppio binario, ossia evidenza pubblica limitata alle sole nuove concessioni e stabilità per quelle in essere, previa verifica della enorme disponibilità di coste libere, attraverso la immediata mappatura dello stato di fatto;
2.- legittimo affidamento delle imprese in attività, in relazione alla quale ha annunciato un’azione di accertamento giuridico, da intraprendere per conto delle imprese associate, al fine di affermare il loro incontestabile diritto.



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CNA BALNEATORI INCONTRA LOTTI, SKIPPER INCARICATO  DI  PILOTARE I BALNEARI FUORI DALLE SECCHE DELLA BOLKESTEIN

Postato il: 7 settembre, 2016 | Lascia un commento

cna_balneatori_lotti_07_09_2016Roma, 7 settembre: Luca Lotti – sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, incaricato di attuare il riordino della normativa demaniale marittima – ha ricevuto una delegazione di CNA Balneatori guidata dal coordinatore nazionale Cristiano Tomei.
L’incontro, che segue quello del 21 agosto a Forte dei Marmi tra il premier Renzi e CNA Balneatori, testimonia l’attenzione e la disponibilità del Governo nei confronti delle oltre 30mila imprese che operano nel settore, danno lavoro, creano ricchezza, contribuiscono alla tutela ambientale delle spiagge italiane e offrono servizi di qualità, garantendo l’immagine dell’Italia nel mondo.
Durante l’incontro sono state illustrate le linee di intervento che CNA Balneatori propone al Governo in vista del disegno di legge finalizzato alla riforma delle concessioni :
a.- riconoscimento del legittimo affidamento delle imprese in attività;
b.- doppio binario, ossia assegnazioni mediante evidenza pubblica per le sole nuove concessioni, mentre alle concessioni in essere è assicurata sostanziale stabilità, fino a che la risorsa spiaggia, valutata in ambito nazionale, non sia divenuta scarsa;
c.- mappatura delle spiagge litoranee ancora disponibili, necessaria per sostenere, di fronte alla Commissione europea, la specificità del nostro Paese che, con oltre 8mila chilometri di coste solo parzialmente utilizzate per attività turistico-riscreative, non registra carenze della risorsa spiaggia.
La discussione ha interessato la valutazione delle possibili alternative in grado di dare sicurezza e futuro al comparto, tra cui l’eventuale attività giurisdizionale, necessaria per affermare il legittimo affidamento di ogni singola impresa attiva, alla luce della recente sentenza UE.
Primo incontro tecnico di concreto interesse. Lotti, attento e collaborativo, ha aggiornato la riunione assicurando nuovi appuntamenti a breve.



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RADIO 24 E LA QUESTIONE BALNEARE ITALIANA

Postato il: 17 agosto, 2016 | Lascia un commento

RADIO_24Radio 24 – la radio de Il Sole 24 ORE – nel programma “Ma cos’è questa estate” di ieri, 16 agosto, rubrica “Ferragosto spiaggia mia non ti conosco, le spiagge italiane tra polemiche sulle concessioni e vacanze di Ferragosto” – servizio che pubblichiamo – ha intervistato Anna Giacobbe (deputato PD), Walter Rizzetto (deputato FDI), Romano Beda (giornalista), Cristiano Tomei (coordinatore nazionale CNA Balneatori), unico autorevole portavoce, in quella sede, degli imprenditori balneari (suoi interventi ai minuti 18:04, 26:55, 33:26) e altri.
Trasmissione snella e incalzante, quella di Radio 24, che se ha avuto il merito di assegnare alla questione balneare italiana il rilievo che le compete, talora accennando aperture inattese, non è andata esente da inesattezze, parzialità e luoghi comuni, non certo per colpa della conduttrice: Elisabetta Fiorito.
La realtà e le prospettive del comparto balneare italiano, recentemente legalizzato attraverso una norma ponte, in attesa dell’annunciato riordino complessivo, alla luce della sentenza del 14 luglio scorso e di alcune fondamentali considerazioni inerenti i diritti dell’individuo, possono essere sintetizzate in questi due punti:
1.- gli imprenditori balneari in attività, per esplicito riconoscimento della Corte di Giustizia, hanno diritto alla tutela del legittimo affidamento maturato a loro favore sulla base della normativa nazionale che ha regolato il settore prima dei provvedimenti conseguenti la procedura di infrazione 2008/4908;
2.- oltre a ciò, i titolari degli stabilimenti balneari in questione, in base alla Carta di Nizza, al Primo protocollo addizionale CEDU e a conformi sentenze CEDU, hanno il diritto di conservare la proprietà dei beni e delle utilità acquisiti legittimamente, di usarli e di disporne nel modo più ampio possibile. Proprietà che non possono essere sottratte se non per motivi di pubblico interesse, garantendo un giusto equilibrio tra esigenze di carattere generale e obbligo di salvaguardia dei diritti individuali. Condizione che viene a mancare se si pretende di annullare i diritti di proprietà dei concessionari in nome della concorrenza, in quanto la tutela della concorrenza rispetto all’utilizzo privato del bene demaniale non costituisce un’esigenza pubblica tale da giustificare il trasferimento forzoso di beni ed utilità da un imprenditore ad un altro imprenditore.
Questo particolare aspetto interpretativo, essenziale ai fini della questione balneare italiana, non è stato trattato nella sentenza del 14 luglio perché estraneo alle questioni pregiudiziali proposte dai TAR ed inerenti il rinnovo automatico, ma costituisce pur sempre un elemento irrinunciabile, che deve essere tutelato in ambito nazionale e comunitario, attraverso opportune iniziative di carattere politico. Governo italiano e Unione europea non dovrebbero perdere di vista queste considerazioni e, soprattutto, dovrebbero evitare di perdere ulteriormente tempo.
Aggiungiamo due osservazioni, che si ripropongono puntualmente ad ogni intervista:
a.- assegnare all’investimento un carattere burocratico obbligatorio significa avere idee pericolosamente confuse. Investire costituisce un’esigenza concreta e costante per qualsiasi impresa che intenda mantenere la propria efficienza, il proprio avviamento commerciale e si proponga di rimanere sul mercato sostenendo la concorrenza di soggetti analoghi. La decisione di investire è soggetta a proprie dinamiche e propri ritmi, che non possono essere imposti dall’esterno. Questo assunto vale per chiunque, quindi anche per l’impresa balneare, che vive problematiche proprie, tra le quali – imprescindibili – quelle della tutela del sito in concessione, del mantenimento della sua integrità naturale e della sua fruibilità;
b.- la durata delle autorizzazioni è un fatto funzionale insopprimibile, che deriva da esigenze gestionali estranee alla supposta tutela di rendite di posizione. Non è possibile gestire in modo ottimale una realtà aziendale complessa qual è uno stabilimento balneare se non programmando, senza limiti di tempo, nel breve, medio e lungo termine. Lo stesso Manuale per l’attuazione della Direttiva servizi, redatto dalla DG Mercato interno e servizi, documento ufficiale UE che precisa di non essere vincolante per la Commissione europea in quanto istituzione, esprime tuttavia una precisa consapevolezza dell’Unione, basata sull’esperienza e su ineccepibili valutazioni economico-aziendali. Al paragrafo 6.1.4 (Durata delle autorizzazioni), il Manuale precisa: “Un’autorizzazione limitata nel tempo ostacola l’esercizio delle attività di servizi, in quanto può impedire al prestatore di servizi di sviluppare una strategia di lungo termine, anche in relazione agli investimenti, e introduce, in generale, un elemento di incertezza per le imprese.
Una volta che il prestatore di servizi abbia dimostrato di soddisfare i requisiti relativi alla prestazione di servizi, normalmente non vi è alcuna necessità di limitare la durata delle autorizzazioni. Sulla scorta di tali considerazioni, l’articolo 11 (della Direttiva servizi – ndr) dispone che l’autorizzazione debba essere rilasciata, di regola, per una durata illimitata.”
Sappiamo di ripeterci, ma questa è la pura realtà delle cose. Girarci intorno serve unicamente per dare spazio a chi vuole smantellare e svendere per quattro soldi un comparto funzionante, dal quale dipende una parte cospicua dell’economia nazionale.



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SALIMBENI – CNA BALNEATORI RAVENNA E CERVIA: ESSENZIALE TUTELARE LEGITTIMO AFFIDAMENTO CONCESSIONARI IN ATTIVITA’

Postato il: 13 agosto, 2016 | Lascia un commento

021Riprendiamo la dichiarazione rilasciata a ravennanotizia.it e ad altri media da Nevio Salimbeni – responsabile di CNA Balneatori di Ravenna e Cervia, il 12 agosto 2016:
«Alla luce delle osservazioni sulla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, predisposte dagli Avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi, con particolare riferimento ai suoi effetti sui rapporti concessori in atto, CNA Balneatori ritiene compatibile imperniare i contenuti della riforma normativa inerente le concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative sulla tutela del legittimo affidamento dei concessionari in attività, in quanto ciascuno di essi ha investito nella propria azienda e ha capitalizzato nel tempo il valore commerciale che ad essa compete, confidando nel regime giuridico vigente, posto in essere da specifiche norme dello Stato italiano.
Il diritto al riconoscimento della proprietà superficiaria del concessionario demaniale marittimo è definito dall’art.17 della Carta di Nizza, il quale stabilisce che “ogni individuo ha il diritto di godere della proprietà dei beni che ha acquisito legalmente, di usarli, di disporne e di lasciarli in eredità. Nessuno può essere privato della proprietà se non per causa di pubblico interesse, nei casi e modi previsti dalla legge e contro il pagamento in tempo utile di una giusta indennità“.
Dalla nozione di diritto di proprietà desumibile dalla Carta di Nizza e dalle sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si ricava il concetto che ci si debba riferire non solo a diritti reali, ma anche a utilità che scaturiscono da un rapporto conforme a quello concessorio in questione. Al Governo chiediamo di partire da questo punto nella sua attività di riordino della questione balneare italiana.
CNA Balneatori è disponibile a lavorare di concerto con il Governo a patto che si parta dalle esigenze economiche e politiche del nostro paese e non dalle richieste dei burocrati di Bruxelles.
Salimbeni conclude: «Sarà un autunno molto caldo per il mondo balneare e dovremo prima di tutto spiegare all’opinione pubblica le ragioni dei balneatori e del perché la richiesta di legittimo affidamento ai concessionari in attività sia giusta e praticabile. Con le forme singole o collettive che in ogni comune si possono trovare.
Ritengo inoltre che sia il momento di essere fermi e forti, ma che non servano provocazioni tipo l’esposizione della bandiera inglese, legata alla BREXIT dall’UE, ma che occorra che il Governo italiano si faccia sentire ai massimi livelli, invece di continuare a parlare con burocrati – come appunto l’inglese Evans della DG Sviluppo – che non conoscono nulla della realtà mediterranea e che sono incapaci di immaginare una soluzione diversa che non mortifichi né la concorrenza né il diritto d’impresa».
Il comunicato di Salimbeni riprende le linee d’indirizzo elaborate durante l’Ufficio di presidenza CNA Balneatori del 2 agosto a Roma, sostenute e diffuse in ambito nazionale da Cristiano Tomei.
Le condividiamo e ricordiamo che il presidio permanente nelle spiagge italiane indetto da CNA Balneatori continua.



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RICONOSCERE IL LEGITTIMO AFFIDAMENTO PER LE ATTUALI CONCESSIONI E LA NON SCARSITÀ DEL BENE SPIAGGIA

Postato il: 19 luglio, 2016 | Lascia un commento

CRISTIANO_TOMEITomei, Cna Balneatori: “Dopo la norma-ponte ‘salva imprese’ è necessario approvare un ordine del giorno che riconosca il legittimo affidamento per le attuali imprese balneari e riavvii immediatamente la ricognizione – tramite regioni e comuni costieri – sulla la disponibilità degli arenili, per asserire la non scarsità del bene spiaggia e la conseguente possibilità di assegnare nuove concessioni demaniali marittime italiane.
In particolare Cna Balneatori ritiene necessario sostenere quanto riportato ai punti 43 e 71 della citata sentenza, che riproponiamo di seguito:
« 43.- Per quanto riguarda, più specificamente, la questione se dette concessioni debbano essere oggetto di un numero limitato di autorizzazioni per via della scarsità delle risorse naturali, spetta al giudice nazionale verificare se tale requisito sia soddisfatto. A tale riguardo, il fatto che le concessioni di cui ai procedimenti principali siano rilasciate a livello non nazionale bensì comunale deve, in particolare, essere preso in considerazione al fine di determinare se tali aree che possono essere oggetto di uno sfruttamento economico siano in numero limitato.»
« 71.- Infine, nei limiti in cui il governo italiano fa valere che le proroghe attuate dalla normativa nazionale mirano a consentire ai concessionari di ammortizzare i loro investimenti, occorre precisare che una siffatta disparità di trattamento può essere giustificata da motivi imperativi di interesse generale, in particolare dalla necessità di rispettare il principio della certezza del diritto (v., in tal senso, sentenze del 17 luglio 2008, ASM Brescia, C 347/06, EU:C:2008:416, punto 64, nonché del 14 novembre 2013, Belgacom, C 221/12, EU:C:2013:736, punto 3.»
Anche il comunicato stampa n. 77/16 diramato il 14 luglio a seguito della citata sentenza della Corte di giustizia un Lussemburgo dell’Unione europea, sembra confortarci nelle nostre tesi nel momento in cui in due suoi “passaggi” espone che:
« Con l’odierna sentenza, la Corte sottolinea, anzitutto, che spetta al giudice nazionale verificare, ai fini dell’applicazione della direttiva, se le concessioni italiane debbano essere oggetto di un numero limitato di autorizzazioni per via della scarsità delle risorse naturali.»
« Certamente l’articolo 12 della direttiva consente agli Stati membri di tener conto, nello stabilire la procedura di selezione, di motivi imperativi di interesse generale, quali, in particolare, la necessità di tutelare il legittimo affidamento dei titolari delle autorizzazioni di modo che essi possano ammortizzare gli investimenti effettuati. Tuttavia, considerazioni di tal genere non possono giustificare una proroga automatica, qualora al momento del rilascio iniziale delle autorizzazioni non sia stata organizzata alcuna procedura di selezione.
L’articolo 12 della direttiva osta, pertanto, a una misura nazionale che, in assenza di qualsiasi procedura di selezione tra i potenziali candidati, prevede la proroga automatica delle autorizzazioni di sfruttamento del demanio marittimo e lacustre per attività turistico-ricreative.»



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