E’ UFFICIALE: ANCHE L’AFIB NON PARTECIPERÀ ALLE FIERE

Postato il: 18 settembre, 2012 | Lascia un commento

Luca Marini – Presidente AFIB – a destra nella foto

La decisione già da tempo nell’aria è sostanzialmente determinata dalla gravità del vuoto legislativo creatosi dai Governi precedenti ed attuali nei confronti della Categoria, che così rimane appesa nel buio e senza prospettive per il futuro.Il blocco degli acquisti, che fisiologicamente ne deriva, ha fatto precipitare i fatturati delle principali Aziende Fornitrici del 65% e quindi, consapevoli di questa comprensibile vostra scelta, preferiamo essere solidali con la Categoria Balneare Italiana della quale abbiamo condiviso la storia e vogliamo condividere il presente ed il futuro, piuttosto che proteggere la nostra sola immagine.E’ evidente che questo nuovo impegno ci porta a rinsaldare con i Balneari ancora di più quelli che ieri ci sembravano confini labili e distanti dell’impegno e della lotta al fine di ottenere dal Governo maggiore attenzione e concrete soluzioni, che certamente non possono passare ambiguamente sotto la copertura della Direttiva Servizi Europea o nel nome della libera concorrenza: l’evidenza pubblica (o aste) appaiono sempre più solo uno strumento finalizzato a legittimare “l’esproprio” e la “svendita” di un fondamentale caposaldo della filiera dell’Industria Turistica della penisola Italiana, il Turismo Balneare appunto.La più totale e imbelle assenza sia di una responsabile cabina di regia del Turismo ed ancor più della inqualificabile mancanza di idee in materia da parte del Governo centrale e del Ministero competente, ci appaiono quindi solidali a un pericoloso “inchino” nei confronti del mercato globale, che oltre a farci perdere la rotta dello sviluppo della nostra preminente Industria nazionale, enormi fette di fatturato, presenze ed un costante arretramento nello scenario mondiale, ci mette soprattutto sulla vetrina dei saldi e della svendita più totale dei nostri territori e delle nostre economie su scala locale e Made in Italy.In tal senso diventa poi difficile non pensare che una così tale e inevitata lacerazione del tessuto delle pmi con specifiche caratteristiche e peculiarietà, tutelato dalla stessa Comunitaria e da interrogazioni parlamentari, non confluisca in un disperato tentativo di far quadrare forse anche i conti, ma in un disegno economico dove si perdono sia le prospettive di sviluppo che gli obiettivi finali stessi, a tutto vantaggio di “altri interessi”che non possono certamente ricollocarsi tra quelli definibili sani e del Paese.Decine di migliaia di Aziende balneari già esistenti e sostanzialmente corrette debbono ad ogni modo essere messe in grado di portare avanti cicli produttivi in linea con il costo del danaro, nel migliore rapporto con gli Istituti di credito e con le stesse Amministrazioni, trovando inoltre un modello ridefinibile di onere concessorio, al fine della ripresa degli investimenti e delle stesse attività, in un nuovo patto fiduciario basato su un passato Stato-Categoria positivo da ogni punto di vista e svolto con grande senso di responsabilità nei confronti della risorsa ambientale e del società civile stessa (sistema di salvataggio unico al mondo).Si ritiene, allora, che ci sia stato un mal recepimento ed una pessima implementazione delle Direttiva la quale applicata davvero alla lettera escluderebbe l’intera Categoria: la risorsa demaniale è lontana dall’esaurimento e solo negli ultimi 10 anni l’incremento delle concessioni ad uso ricreativo-balneare ha visto un aumento di circa almeno il 20% e quindi non c’è la minima traccia di un blocco alla concorrenza. Non c’è motivo di applicare distortamente la Direttiva alla Categoria attuale, semmai a quella futura.L’ indiscutibile riprova di un tale ingiustificato atteggiamento dei Governi centrali (che vediamo peggiorare in quelli periferici, tramite il federalismo demaniale) risiede nella sostanziale assenza di dialogo con il Governo Europeo: nessuna difesa o tutela o tavoli sono stati mai aperti dall’Italia a Bruxelles, laddove sappiamo tutti per certo si sono risolte, tra le maglie stesse della Bolkestein, molte altre situazioni.Un voltafaccia governativo che abbiamo subito anche nella promessa di aprire un tavolo tecnico, con le parti, nel nostro stesso paese.E’ per questo che invito le Sigle di Rappresentanza della Categoria Balneare Italiana ed l’intero corpo Balneare a sfoderare un più forte istinto alla sopravvivenza, alla tutela dei propri diritti e quindi alla difesa del proprie famiglie ed esistenze, doppiando definitivamente quei leader che incauti vanno verso il patibolo e spingendoci pure altri.Ritengo anche utile, visto il prezzo che noi Fornitori paghiamo per primi, rinsaldare ancora di più e all’unisono le strategie di lotta al fine del più repentino ed efficace raggiungimento degli obbiettivi preposti, della salvezza delle nostre Aziende e del nostro comune futuro.



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LEGAMBIENTE: LE AZIENDE BALNEARI TUTELANO L’AMBIENTE MARINO E COSTIERO

Postato il: 15 marzo, 2012 | Lascia un commento

Secondo incontro con Legambiente. Colloquio di quelli che pesano: le aziende balneari sono riconosciute elemento funzionale di tutela dell’ambiente marino e costiero. Noi lo sapevamo, ma detto da Legambiente è storia. Grazie a tutti quelli che c’erano e che hanno fatto ancora una volta chilometri per esserci. Sebastiano Venneri, lei è una persona onesta.



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“Onda d’urto”: Assemblea di Movimento balneare & C.

Postato il: 8 marzo, 2012 | Lascia un commento

Pubblichiamo il puntuale resoconto di Mondo Balneare a proposito dell’assemblea di Comitato Salvataggio Imprese, tenuta in corso di Balnearia, il 7 marzo 2011. Solo una cosa contestiamo ad Alex Giuzio: i balneari, almeno quelli della nostra zona, hanno difeso l’ambiente da sempre, più e meglio della Pubblica Amministrazione, che troppo spesso, con provvedimenti a dir poco vergognosi, ha vanificato tale nostra attività.



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Afib: lettera aperta al Governo

Postato il: 21 febbraio, 2012 | Lascia un commento

Pubblichiamo la lettera dell’AFIB inviata a nostro sostegno al governo, in vista dell’incontro del 23 febbraio. Nel farlo ringraziamo i nostri fornitori per esserci stati vicini in questa lotta, consapevoli del fatto che rischiano come noi nel non vedere risolto il problema a breve.

“ILLUSTRE GOVERNO ITALIANO
Pregiatissimo Presidente del Consiglio Senatore Professore Mario Monti
Eccellenti Ministri
Egregio Ministro del Turismo
Egregio Ministro del Lavoro

Gentili Onorevoli,
in vista dell’imminente incontro tra la Categoria Balneare ed il Governo, la nostra Associazione Nazionale, l’AFIB, la quale raggruppa oltre 500 Aziende fornitrici dell’indotto, vuole comunicarVi che il protrarsi del blocco degli investimenti causato da una prospettiva futura (la proroga al 2015) davvero poco rosea per il Balneare Italiano, stà definitivamente e rovinosamente abbattendosi sulle nostre attività altamente specializzate, senza lasciare nessun dubbio sull’imminente e fatale esito.
Le nostre produzioni atte a servire l’Impresa Balneare dei migliori strumenti professionali oggi reperibili sul mercato, rappresentano senza dubbio una punta di diamante tra le tipiche eccellenze nel mare nostrum del Made in Italy.
E’ infatti ammirabile come sia il Balneare sia il Fornitore si siano dati silenziosamente e dignitosamente appuntamento alla fine dell’800, per incamminarsi in una apprezzabile avventura, che ha contraddistinto così larga parte della nostra storia recente ed attuale nei costumi, nella società, come nel cinema Italiano: la spiaggia italiana.
Con audacia, indipendenza ed autonomia economica e con il più largo assenso dell’opinione pubblica e delle Amministrazioni competenti, Balneari e Fornitori si sono immersi nel generare la più importante offerta turistico-balneare del nostro paese e del Mondo intero.
E’ solo da questa prospettiva che possiamo notare l’avvento dell’era del Tessuto Acrilico (il post-cotone), dell’Alluminio A nodizzato e di numerosi macchinari di alta tecnologia e qualità, capaci di resistere per decine di anni ad agenti atmosferici davvero avversi, come le condizioni meteomarine.
Molti di questi Fornitori sono oggi Brand che hanno sviluppato tecnologie e primati di alta qualità ampiamente riconosciuti in tutto il mondo, offrendo soluzioni a maggior ragione considerate insuperabili per tutti gli ambienti esterni.
Ad ogni esigenza del Balneare ha sempre corrisposto una immediata risposta di noi Fornitori i quali, anch’esse come il Bagnino, sono Aziende che hanno filato la trama dell’intrinseco tessuto economico Italiano della piccola-media impresa a carattere familiare.
Un’altra fetta di famiglie, allora, che si aggiunge al totale di oltre 30 mila unità davvero spinte verso l’ignoto: qualcosa di più che una goccia nel mare dell’economia turistica e di scala del nostro paese.
Rimanendo nell’ambito della sicurezza sociale delle famiglie italiane, nel naturale scenario di quasi 8 mila km. di coste della nostra meravigliosa penisola i Balneari, con i più adeguati mezzi e strumenti, hanno dato vita alla più fitta rete di salvamento e alla più resistente linea difensiva per la salvaguardia della sicurezza in ambito costiero, utilizzando a proprie spese e responsabilità, un sistema basato sulla singola figura professionale dell’Assistente Bagnante e facendo così retrocedere il paese dal fatidico codice rosso a quello verde di mare sicuro, con decine di migliaia di vite salvate tramite interventi da riva e postazioni messe a disposizione del concessionario balneare nella sua attività e nell’esercizio del suo bene.
Una chiara risposta alla comunità in termini del miglior utilizzo del demanio pubblico, non c’è dubbio.
Il ricchissimo plafon dei servizi balneari ideati e sviluppatesi in questi anni completano la risposta ad una domanda ancorata profondamente nello scenario di una naturale vocazione alla vita marinara nella cultura del nostro popolo, fin dai tempi più remoti: un’importante risorsa di benessere naturale e sociale con evidenti ricadute positive sul tema della salute e nella strutturazione del prodotto prettamente turistico.
Un vetrina e una rete capillare di diffusione culturale delle nostre risorse ambientali, enogastronomiche, storico-artistiche e marinare.
Un altro fattore a testimonianza che il balneare ha saputo bene mescolare quegli ingredienti di fondo che fanno la ricetta finale dell’economia costiera.
Tutti fattori i quali evidenziano di certo che l’Impresa Balneare è riuscita a strutturarsi in un modello vincente e accreditato in tutti i strati della società, dando vita a un esercizio d’impresa complesso e correlato ovviamente ad un proporzionale e costante im pegno economico e di investimento.
La riprova è proprio l’esistenza del robusto circuito dei Fornitori oggi esistenti e domani non di certo, se le Direttive o i processi di liberalizzazione, che devono farsi largo nel paese, non mettono al riparo la categoria, al netto del potenziale delle concessioni demaniali il quale è molto lontano dall’esaurimento della risorsa e di una storica mancanza di richiesta privilegiata del numero chiuso da parte della categoria: ambedue fattori di fondo nella natura intrinseca del tema della concorrenzialità e quindi anche del processo di liberalizzazione.
Ci appare, oggi più chiaro, che è la natura di certi privilegi la questione sul tavolo, quelli poi radicati tra le pieghe nascoste dell’ereditarietà che possono trasmettersi di volta in volta e non tanto il diritto d’insistenza e il rinnovo automatico che sono soglie minime di sicurezza per chi investe davvero e salva addirittura l’altrui vita. Tuttavia l’evidente attenzione oggi sul tema, da parte del nuovo Governo, testimonia una chiara capacità ad risettare il paese secondo normative evidentemente già in uso negli altri stati ed a cogliere purtuttavia, siamo convinti, le opportune differenze tra i diversi ambiti e comparti della nostra società e del nostro tessuto imprenditoriale ed economico.
Una rinnovata e disponibile attenzione, che abbiamo avuto modo di apprezzare anche a Bruxelles nella nostra recente visita nel mese di dicembre e ribadita dalla Comunitaria, a tutto il mondo delle pmi a forte caratterizzazione territoriale, tessuto nostrano nel quale abbiamo già visto (gli studi di settore lo confermano) ampiamente rientrare il balneare sia per misure che per etica di comportamento.
In altre parole una categoria sana, capace di rigenerarsi ancora ed in attesa di un nuovo patto generazionale con lo Stato e la comunità al fine di riqualificare l’offerta e dare impulso all’economia locale e turistica nazionale, anche in un momento difficile come questo.
Un settore strategico, un organo fondamentale nella fisiologia ed anatomia dell’intero corpo turistico e anche a tutela, in base alla comprovata onestà storica, delle nostre appetibili coste.
Riteniamo perciò che la Direttiva Bolkestein, lungimirante a riguardo della liberalizzazione dei servizi, sia cucita troppo stretta sul titolare e sul bene più complesso dell’attività balneare, strutturatasi e stratificatasi nel tempo, con evidenti sacrifici ed esposizioni economiche di tutto rilievo da parte del concessionario stesso.
E’ per tutti questi motivi che la nostra Associazione (A.F.I.B.) si allinea con fermezza alla richiesta di Deroga per la categoria, pervenutavi unitariamente dalle Sigle Sindacali e afferma di essere contraria al sistema delle aste (evidenza pubblica) come destino imprescindibile e macigno appeso al collo del Balneare italiano per il 2015, anno dove nessuna delle nostre Aziende fornitrici sarà ancora viva.
Chiediamo piuttosto il definitivo riconoscimento dell’Imprenditore Balneare come elemento organico nel corpo del Turismo nazionale della nostra penisola al fine del più imminente rilancio nel mercato interno ed estero e sullo scenario della competizione turistica globale, al fine di sostenere la nostra economia e fare così anche la nostra parte nell’attuale periodo di crisi, in linea con gli umori della società civile. Chiediamo altresì una risoluzione dell’annosa vicenda in tempi rapidi ed utili alla ripresa degli investimenti, per la tutela di tutte le Aziende coinvolte e dell’intero indotto stesso.
I Balneari non chiedono, e noi con loro, privilegi ma solo di potere continuare a lavorare nel libero esercizio d’impresa, senza regime d’esclusiva, così come sancito dalla nostra Costituzione, nell’umano diritto a definire il proprio destino e con la propria volontà a poter vivere secondo le leggi scritte dalla mano dell’uomo e a sostegno della società civile. Quello che era nel cuore e nella mente dei nostri Italiani padri fondatori sia del nostro Paese che dell’Europa.
In attesa di vedere risolta l’annosa vicenda intorno alla nostra categoria imprenditoriale,siamo a porVi con stima e fiducia i nostri più cordiali e rispettosi saluti, ed un augurio che il Vs grande impegno insieme ad una nuovo riscatto degli italiani guidi al più presto il nostro Paese verso una sicura ripresa.

AFIB
Il Presidente Luca Marini
Il Vicepresidente Claudio Gaeta”



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Riflessioni di Luca Marini – presidente AFIB – sulla spedizione a Bruxelles

Postato il: 30 novembre, 2011 | Lascia un commento

Luca Marini, presidente AFIB, Associazione Fornitori Italiani Balneari, combatte al nostro fianco. Le sue riflessioni al rientro da Bruxelles sono sintetizzate nella nota che ci ha trasmesso e che pubblichiamo. Cliccate sull’icona per richiamate il testo completo:






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