COORDINAMENTO REGIONALE CNA BALNEATORI LIGURIA

Postato il: 23 maggio, 2013 | Lascia un commento

Giovanni Botta

Quando Comitato Balneari Liguria è sceso in campo – nel marzo 2011 – lo ha fatto per difendere i concessionari che lo avevano costituito dal rischio di perdere le rispettive aziende per la questione balneare italiana. Obiettivo ribadito giorno dopo giorno nella home page di questo blog (CHI SIAMO). Non ci sentivamo minimamente tutelati dal sindacato di riferimento (SIB) e neppure eravamo rassicurati dalla linea politica sindacale espressa delle altre confederazioni. Non conoscevamo CNA Balneatori, che stava prendendo forma in ambito nazionale. Con il tempo, per l’esattezza a partire dal convegno intersindacale del 18 aprile 2012 a Roma, abbiamo progressivamente individuato in questo sindacato di categoria – in persona di Cristiano Tomei, coordinatore nazionale,  e di G.B. Nulli, anima di CNA Balneatori Liguria – un interlocutore sindacale di tutto rispetto, solito ad affrontare i problemi del settore con lucidità, determinazione, nell’interesse degli operatori  e senza alcuna sudditanza psicologica. Il mio rapporto con Tomei si è progressivamente approfondito e, dopo avere aderito a CNA Balneatori, ho iniziato a collaborare, coinvolgendo il blog di Comitato Balneari Liguria per quanto necessario, senza perdere autonomia di valutazione e di azione. Con questo non intendo sminuire gli altri sindacati. Anzi, lavorare con loro li ha fatti divenuti ai miei occhi interlocutori essenziali, nei limiti in cui risulti possibile mantenere un dialogo che porti ad iniziative utili per la categoria e le rafforzi. Iniziative sindacali congiunte, appunto. Queste premesse spiegano il motivo per cui ieri, 22 maggio 2013,  sedevo al tavolo regionale di CNA Balneatori Liguria, al quale ha partecipato il coordinatore nazionale Cristiano Tomei. In quella sede abbiamo parlato delle strategia di sviluppo di CNA Balneatori in Liguria nel corso della soddisfacente fase iniziale che stiamo attraversando e anche delle iniziative concrete di carattere nazionale portate avanti. Molti i problemi di categoria affrontati. Troppi per contenerli in un solo post. Li diluiremo nel tempo. Qui mi limiterò ad esporre quello che ritengo essere il più importante in questo momento: i canoni pertinenziali. Nei confronti di questa vera e propria anomalia il tandem Monticelli – Tomei sta lavorando con sincronismo perfetto. Dopo gli incontri del 16 maggio a Pescara con l’Agenzia del Territorio e con l’Agenzia delle Entrate, i tecnici di CNA Balneatori stanno approfondendo la parte tecnica del provvedimento, mai adeguatamente esplorata, mentre Monticelli lavora per portare l’ANCI ad approfondire la questione presso l’Amministrazione finanziaria centrale. Nell’ambito di questa iniziativa Monticelli ha informato i sindaci delle città di mare con lettera 22 maggio 2013,  con la quale dà notizia dell’incontro sul tema in esame con l’Agenzia del Demanio di Roma, fissato per il prossimo 6 giugno. A questa lettera ha allegato  la nota 17 aprile 3013 a Stefano Scalera, Direttore centrale dell’Agenzia del Demanio in Roma, nota che Comitato Balneari Liguria ha pubblicato il 19 successivo e che qui opportunamente si ripropone.
Concludendo l’argomento, Tomei ha precisato: “Adesso diamo il massimo sostegno sindacale all’ANCI per risolvere l’eccessiva onerosità dei canoni pertinenziali. Le piccole imprese balneari non ce la fanno più a sostenere costi elevatissimi che si aggirano anche sui 90.000,00 euro annui di canone demaniale. E’ un fardello economico che rischia di far chiudere letteralmente le aziende balneari in questione. Anche le famiglie non ce la fanno più. Così come si fa a fare crescita e a creare lavoro? L’iniziativa del Delegato Anci al Demanio marittimo, Luciano Monticelli, è molto importante sotto il profilo sociale.”
Sì, è straordinariamente importante, penso io, pensiamo noi. Anche, o soprattutto, perché è uno dei pochissimi casi in cui un pubblico amministratore – un sindaco – dimostra reale interessamento per gli interessi della Comunità.



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MONTICELLI SPIEGA AL GOVERNO COME INTERAGIRE CON L’UE NELLA QUESTIONE BALNEARE ITALIANA

Postato il: 6 maggio, 2013 | Lascia un commento

Luciano Monticelli – delegato ANCI al Demanio marittimo – attento, come sempre, alle possibili implicazioni della questione balneare italiana, appena completata la squadra di Governo, scrive ad Enrico Letta – presidente del Consiglio dei ministri – e ai ministri in indirizzo, la lettera 6 maggio 2013 che pubblichiamo a lato. Potete ingrandirla e completarla con un click. Fatelo e leggetela con l’attenzione che merita, perché in questa nota Monticelli, da quel lucido amministratore pubblico che è, evidenzia temi che forse nessuno, prima di lui, ha espresso con altrettanta sintetica chiarezza: nell’ambito delle regole generali stabilite dalla UE, gli Stati membri possono e debbono salvaguardare gli interessi nazionali, soprattutto quando, come accade per il turismo balneare, questi interessi riguardino aspetti di pubblico servizio e interessi economici e sociali di carattere generale e di primaria importanza. 
I sindaci dei Comuni costieri sono consapevoli di queste realtà e preoccupati per quello che potrebbe accadere, se il quadro attuale mutasse, sostituendo ai micro imprenditori che hanno fatto la storia e la fortuna delle coste italiane – lavorando con la famiglia e per la famiglia – nuovi operatori, motivati impersonalmente dal profitto e dalla finanza, con le inevitabili implicazioni malavitose che questo comporta.
Il richiamo alla responsabilità di governo è chiaro e forte. Altrettanto netto il sostegno istituzionale. Auguriamoci che il nuovo Governo presti a questo messaggio la necessaria attenzione e sappia cogliere l’opportunità di rilancio a costo zero dell’economia turistica nazionale che il settore balneare potrebbe offrire lealmente, in cambio della necessaria stabilità.



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CONVERGENZA REGIONI, COMUNI, SINDACATO SULLA QUESTIONE BALNEARE ITALIANA – ALBA ADRIATICA 20 APRILE 2013

Postato il: 22 aprile, 2013 | Lascia un commento

Sabato 20 aprile 2013, ad Alba Adriatica, Teramo, terra d’Abruzzo, nell’ambito del terzo appuntamento di “Ybob 2013 – Work shop direttamente sulla spiaggia”, si è tenuto il convegno “Prospettive per il turismo balneare in Abruzzo”. Incontro significativo, per l’intervento di tre tra i più importanti protagonisti della questione balneare italiana: Mauro Di Dalmazio – coordinatore nazionale al turismo per le regioni; Luciano Monticelli – delegato ANCI al demanio marittimo; Cristiano Tomei – Coordinatore nazionale CNA Balneatori. Questa, in sintesi, la relazione dei principali interventi.

Franchino Giovannelli, sindaco uscente di Alba Adriatica, balneare e vicepresidente Fab/Cna, ha fatto gli onori di casa ed  ha espresso il suo rammarico per gli effetti devastanti della Direttiva Bolkestein sul comparto balneare, in Abruzzo e in Italia.

Monticelli – che ricopre il suo ruolo di delegato al Demanio marittimo con una continuità e un impegno che gli fanno onore – ha ribadito l’attenzione che l’ANCI dedica alla questione balneare italiana, problema annoso che, per ammissione dello stesso Monticelli,  non riguarda solo i concessionari demaniali marittimi, ma anche i 650 comuni costieri che vivono solo ed esclusivamente di turismo balneare. Oltre a questo, Monticelli ha riproposto il tema SID (Sistema Informativo Demanio) già affrontato lo scorso 27 marzo, in sede di Consulta delle Città del mare. Ha informato che è stata richiesta la ulteriore proroga degli adempimenti SID previsti per il 31 marzo, inevasi dalla quasi totalità dei comuni italiani, per impossibilità di esecuzione. Il rinvio dovrebbe servire per istituire un tavolo tecnico, attraverso il quale esaminare e chiarire le procedure di competenza dei Comuni.

Tomei ha sottolineato come la proroga al 2020, per quanto esigua, costituisca pur sempre un punto fermo per il settore balneare. La proroga è  legge, è quindi diritto che compete ad ogni concessionario balneare e che, in quanto tale, deve essere garantito ed attuato senza ritardi da tutte le città e da tutte le regioni costiere italiane. Finora, invece, la procedura amministrativa inerente è stata predisposta unicamente da Abruzzo, Liguria, Marche, Molise, Puglia e Basilicata. Tomei ha ricordato che l’8% del PIL (Prodotto interno lordo) nazionale viene assicurato dal turismo balneare. In un momento come quello presente, in cui la crisi, le politiche recessive in atto e le conseguenze che ne derivano, pongono un numero crescente di famiglie nella condizione di non riuscire ad arrivare a fine mese, il turismo balneare potrebbe dare un’importante boccata d’ossigeno. Ma servono certezze per il futuro delle concessioni demaniali in Italia e in Europa.

Da qui l’appello che Monticelli e Tomei hanno rivolto a Di Dalmazio: costituire un tavolo permanente  tra Regioni, Comuni e sindacati per affrontare direttamente la vertenza delle concessioni demaniali e riaprire immediatamente il confronto con Roma e con Bruxelles.

Di Dalmazio, per parte sua, riferendosi alla Direttiva Bolkestein e alla questione balneare italiana, ha affermato che l’obiettivo è difendere in Europa la peculiarità del sistema turistico balneare italiano, per ridare certezza agli operatori balneari e ai loro fornitori. Ha quindi convenuto sulla necessità di tornare ad affrontare con rinnovata energia  il tema delle concessioni demaniali, superando il vuoto di potere che si è venuto a creare in Italia. Quale coordinatore nazionale delle regioni  per il turismo, Di Dalmazio chiederà quindi con fermezza al Governo centrale di porre in essere un immediato confronto con Regioni costiere, Comuni e categorie interessate, prima di definire qualsiasi proposta normativa. Oltre a ciò chiederà che il Governo italiano riapra la trattativa in Europa sulla Direttiva servizi.

A quest’ultimo riguardo, aggiungiamo noi, non dimentichiamo che il presidente Barnier, a proposito dei rapporti tra Stati membri ed UE, si è espresso recentemente in questi termini: “Spetta agli Stati membri e non alla Commissione fissare opportunamente la durata delle autorizzazioni, qualora il numero di tali autorizzazioni sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili (articolo 12, paragrafo 1, della direttiva Servizi).”  Un parziale passo indietro dell’UE e l’invito a che ciascuno assuma le proprie responsabilità.



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PERTINENZE DEMANIALI MARITTIME: ANCI E CNA BALNEATORI SI IMPEGNANO PER RISOLVERE IL PROBLEMA

Postato il: 19 aprile, 2013 | Lascia un commento

In esecuzione degli accordi intercorsi con i principali sindacati del settore balneare, nella riunione della Consulta delle città di mare tenuta a Roma il 27 marzo 2013, l’ANCI è intervenuto, in persona del delegato nazionale al Demanio marittimo, Luciano Monticelli, con nota 17 marzo 2013 indirizzata a Stefano Scalera, direttore dell’Agenzia nazionale del Demanio. L’obiettivo è ottenere una più equa determinazione dei canoni pertinenziali. La lettera,  che pubblichiamo integralmente, sottolinea la complessità del problema e chiede un incontro urgente. Ringraziamo Monticelli per averci trasmesso copia del documento e Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – per averlo così commentato: “trovare una soluzione all’eccessiva onerosità dei canoni demaniali pertinenziali è  necessario e doveroso, per evitare che molte piccole e medie imprese balneari chiudano i propri battenti”.

Cliccare sull’immagine per evidenziare il testo della nota:










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L’ANCI PRENDE POSIZIONE SUL SID

Postato il: 13 aprile, 2013 | Lascia un commento

L’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani – facendo seguito alle deliberazioni assunte il 27 marzo scorso a Roma, in sede di Consulta delle città di mare – con garbata lettera 21 marzo 2013 del segretario generale – Veronica Nicotra – ha preso posizione in merito alla scadenza SID (Sistema informativo Demanio marittimo) posta a carico dei comuni costieri. Originaria_ mente fissata per il 31 dicembre 2012, questa scadenza è stata prorogata al 31 marzo 2013, con provvedimento dell’Agenzia delle entrate n. 2013/3331 del 10 gennaio 2013. E’ noto che il sistema in questione – progetto ambizioso e oneroso, rimasto, come molti altri, al palo – attualmente non è in grado di funzionare, per carenze strutturali centrali e periferiche di non poco conto. In conseguenza di ciò la scadenza di fine marzo è passata senza che la quasi totalità dei comuni abbia potuto adempiere e senza che sia stata diramata la ulteriore proroga necessaria per verificare se, o quando, il SID diverrà operativo. Nel frattempo il sistema, avviato dal 1993, ha contribuito in modo sostanziale al debito pubblico italiano. Dal resoconto stenografico della seduta 29 gennaio 2009 della VI Commissione (Finanze) della Camera dei deputati – pagina 19, risposta del presidente Gianfranco Conte (PDL) a Ignazio Messina (IDV), reperibile all’indirizzo http://www.camera.it/camera/ browse/470?stenog=/dati/leg16/lavori/ stencomm/06/audiz2/2009/0129&pagina =s010 – risulta che, nei 16 anni intercorsi dal 1993 al 2009 il SID sia costato ai cittadini italiani 350 miliardi di lire, circa 175 milioni di euro senza produrre alcunché. Sarebbe interessante sapere quale sia la soglia attuale, ma non abbiamo dati aggiornati e forse questi dati neppure esistono, come sembra accada per il debito dello Stato nei confronti delle imprese. Questo per la finanza pubblica, ma anche molti concessionari demaniali marittimi hanno contribuito al sistema a proprie spese, negli anni 2000 – 2001.
Ringraziamo Luciano Monticelli – delegato ANCI al demanio marittimo – e Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – per averci trasmesso la lettera ANCI di cui sopra, indirizzata al capo di Gabinetto del ministero dell’Economia e delle Finanze. Soprattutto li ringraziamo per la concretezza e la determinazione con cui, in questo momento di assoluto caos, portano avanti il loro lavoro.
Pubblichiamo la nota ANCI, scusandoci per la qualità dell’immagine. Cliccandoci sopra la leggibilità aumenta in modo esponenziale.



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ANCI – CONSULTA DELLE CITTA’ DI MARE – ROMA 27 MARZO 2013

Postato il: 28 marzo, 2013 | Lascia un commento

Unico organo collegiale italiano che, in questo difficilissimo momento, abbia saputo dimostrarsi all’altezza dei compiti istituzionali che gli competono, l’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani – con Luciano Monticelli, sindaco di Pineto e delegato al Demanio marittimo – ieri, a Roma, ha portato un contributo essenziale di chiarezza e di consapevolezza, nei complessi rapporti in essere tra le città costiere e la questione demaniale marittima italiana. Fuori dagli improbabili equilibri della politica, le concessioni demaniali marittime rimangono un argomento strategico nell’economia nazionale e l’ANCI ha confermato di non avere perso di vista la questione e di non intendere minimamente allentare l’attenzione, la tensione intellettuale, l’enorme impegno operativo necessario.

Proponiamo, in un successivo post, una sintesi dei molti argomenti discussi nel corso della riunione, alla quale ha partecipato un gruppo cospicuo di sindaci, delegati sindacali di categoria, associazioni, blogger, operatori del settore.

 

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L’ANCI – IL 27 MARZO 2013 – CONVOCA A ROMA LA CONSULTA DELLE CITTA’ DEL MARE, PER UN INCONTRO AD AMPIO RESPIRO

Postato il: 21 marzo, 2013 | Lascia un commento

Luciano Monticelli – delegato Anci al Demanio Marittimo – accoglie l’appello unitario lanciato a Carrara dai principali sindacati di categoria. Nel silenzio della politica, impegnata su temi di grande momento, ma molto lontani dalla concretezza del quotidiano, con il peso istituzionale che gli compete, Monticelli riprende il dibattito, irrisolto e trascurato, sulle concessioni demaniali. Il primo tra gli argomenti in discussione è la proroga al 2020, con ogni implicazione inerente, ma da comunicazioni di Cristiano Tomei, CNA Balneatori, apprendiamo che, il 27 marzo, si parlerà anche di altri nodi fondamentali inerenti i rapporti tra Comuni e imprese demaniali marittime: SID – Sistema Informativo Demanio Marittimo; IMU; erosione costiera; canoni e pertinenze demaniali; altro ancora.
Quello a lato è l’invito ufficiale Anci, indirizzato a sindacati e associazioni di categoria, ingrandibile con un clic.
Sosteniamo con ogni possibile energia l’azione dei sindaci: nessuno, tra le istituzioni della Repubblica, è vicino ai problemi reali del Paese quanto lo sono loro in questo difficile momento.



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MISSIONE GOVERNATIVA A BRUXELLES: MONTICELLI CHIEDE DI PARTECIPARE

Postato il: 31 ottobre, 2012 | Lascia un commento

Luciano Monticelli, sindaco di Pineto e delegato nazionale ANCI al Demanio marittimo, sempre seriamente impegnato sulla questione balneare italiana, chiede ai ministri Gnudi e Moavero Milanesi di partecipare all’incontro con la Commissione europea, programmato per i primi giorni di novembre, quale rappresentante degli enti territoriali.
La lettera è del 27 ottobre, oggi è il 31. Per il momento non ci risulta che sia pervenuta risposta.





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29 OTTOBRE 2012: ISTITUZIONI E BALNEARI MANIFESTANO INSIEME A PESCARA

Postato il: 29 ottobre, 2012 | Lascia un commento

Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori

Grande, grandissima partecipazione dei balneatori abruzzesi alla manifestazione tenutasi stamane a Pescara per protestare contro il decreto Gnudi che, se  dovesse venire presentato e approvato in Consiglio dei Ministri, manderebbe ad evidenza pubblica trentamila imprese balneari italiane e oltre seicento presenti in Abruzzo, demolendo un sistema economico costiero unico in Europa.

Ad aprire il corteo, a cui hanno aderito oltre mille persone, vi erano i sindaci di tutti comuni rivieraschi abruzzesi, con la fascia tricolore – in primis il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia e Luciano Monticelli delegato nazionale A.N.C.I. –  i presidenti delle  Province costiere e diversi esponenti del Consiglio regionale. Unico rappresentante del Parlamento il deputato Amedeo Ciccanti. Coloratissimo il corteo, tutto giallo rosso con i colori nazionali della bandiera della Spagna, per simboleggiare il provvedimento del Governo di quello Stato che addirittura ha esteso a ben 75 anni la durata delle concessioni marittime che insistono sul suolo demaniale spagnolo. Centinaia di bandiere con lo stemma dei quattro regni storici della penisola iberica hanno inondato con i propri colori rojo ed amarillo il centralissimo corso Umberto di Pescara.

Far valere le proprie ragioni in Europa, così come ha fattola Spagna, evitare che le nostre leggi siano scritte sotto dettatura di Bruxelles, è quanto chiedono unitariamente al  Governo i quattro  presidenti regionali di Sib Confcommercio, di Cna Balneatori, di Fiba Confesercenti e di Assobalneari Confindustria, con la piena approvazione dei manifestanti e delle Autorità locali. A piazza Italia, durante la prima sosta lunga, di fronte alla sede della Provincia e del Comune, intervengono il sindaco di Pescara e il presidente della Provincia, Guerino Testa. Intervengono anche i rappresentanti sindacali. Le parole sembrano essere le stesse, sembra di essere uniti da uno stesso modo di  sentire il problema. Le imprese balneari sono un’importante realtà socio-economica tipica del settore del turismo italiano e dei comuni non solo costieri che, nel corso ormai centenario della loro attività, hanno garantito un elevato livello di accoglienza e di servizi a favore dei cittadini e della clientela turistica nazionale e internazionale. Gli stabilimenti balneari presenti sulle coste della nostra penisola hanno raggiunto livelli di significatività economica paragonabile a quella di veri e propri distretti produttivi ed hanno forte rilevanza anche dal punto di vista occupazionale. Gravissimo il danno che si creerebbe per l’economia della nostra nazione e dei nostri comuni costieri con la scomparsa dal mondo produttivo di così tanti piccoli imprenditori e delle relative famiglie, andando a creare un vero e proprio problema sociale. Il risultato? non vedersi remunerare i capitali investiti, vedere dissolta l’attività peculiare e creativa che essi hanno realizzato e con cui hanno contribuito a costituire e conservare un patrimonio culturale e sociale tipico delle coste italiane. Per queste imprese, che non possono fare a meno dei beni pubblici del demanio marittimo, dove sono nate e perciò sono prive di qualsiasi mobilità territoriale, perdere la concessione demaniale significherebbe perdere la propria azienda, nei suoi fattori materiali e immateriali e quindi non poter più svolgere la propria attività. Sono concessionari di beni e non di servizi, non esiste il requisito della scarsità delle risorse naturali inesattamente utilizzato per motivare e  proporre la procedura d’infrazione in quanto appena il 25% degli arenili della  nostra penisola sono occupati da concessioni demaniali. Svolgono attività connesse con l’esercizio di pubblici poteri, compresi quelli di carattere sanitario e soprattutto non hanno nessuna attinenza con il concetto di diritto stabilimento indicato dal trattato europeo.

Un sentito momento di commozione si è vissuto quando il corteo dei manifestanti si è fermato in piazza della Marina, antistante la Direzione marittima e alla presenza del comandante Luciano Pozzolano e dei suoi ufficiali, è stata espressa solidarietà ai due marò detenuti impropriamente in India. In piazza Unione, sotto la sede della Giunta regionale, termina di sfilare il corteo dei manifestanti e iniziano gli interventi conclusivi, che  sono aperti da Enrico di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti.

Forte anzi fortissimo è l’appello dei sindacati, raccolto da Luciano Monticelli e dal coordinatore delle regioni Mauro Di Dalmazio, che hanno dichiarato di aver già avanzato – in rappresentanza di comuni e regioni – la richiesta al Governo di far parte della delegazione che si recherà, con ogni probabilità la prossima settimana, a Bruxelles.

Il decreto Gnudi va accantonato definitivamente, mentre in Europa bisogna chiedere l’esclusione per i concessionari balneari dall’applicazione della Direttiva Bolkestein!



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LA POLITICA DISSENTE E BLOCCA IL DECRETO AMMAZZABALNEARI

Postato il: 24 ottobre, 2012 | Lascia un commento



Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – trasmette due agenzie ANSA che trascriviamo integralmente.

La prima: BALNEARI: PDL, PD E UDC, DECRETO SU CONCESSIONI NON VA BENE (2) (ANSA) – ROMA, 24 OTT – ”Per queste ragioni – affermano i tre esponenti di Pdl, Pd e Udc – abbiamo ribadito al ministro la necessità di non presentare il Decreto nel prossimo Consiglio dei Ministri, per tornare ad un confronto con l’Europa e per poter avviare un’analisi tecnico-politica con le associazioni di categoria. Perché deve essere chiaro, ciò che dovesse essere concesso alla Spagna non potrà non essere consentito all’Italia”. ”Il ministro – concludono Pizzolante, Marchioni e Ciccanti – ha dichiarato che non presenterà il decreto al prossimo Consiglio dei ministri e che ha già pianificato, nei prossimi giorni, una missione a Bruxelles per valutare, sulla base anche delle ultime novità, ogni possibile misura a tutela di questo fondamentale settore economico”.

La seconda: BALNEARI: GASPARRI, NO A PENALIZZAZIONI INACCETTABILI (ANSA) – ROMA, 24 OTT – ”Bene hanno fatto i parlamentari che hanno incontrato il ministro Gnudi a dire con chiarezza che il provvedimento in preparazione sul riordino delle concessioni demaniali non e’ assolutamente condivisibile. Le nostre attività balneari e turistiche rischierebbero un danno fortissimo, proprio mentre in Spagna si va in una direzione del tutto diversa e favorevole a quanti hanno concessioni sulle coste. Il provvedimento deve essere definitivamente archiviato e bisogna pretendere in tutta Europa una par condicio”. Lo sostiene il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri che ha ricevuto le associazioni di categoria degli operatori balneari a cui ha confermato che ”il Pdl non accetterà alcun provvedimento che ne penalizzi l’attività”.

Il provvedimento in questione, al quale il ministro Gnudi e i tecnici del suo dicastero hanno lavorato ininterrottamente dall’insediamento del Governo ai primi giorni di ottobre, è considerato “totalmente inaccettabile” da SIB Confcommercio, CNA Balneatori, Fiba Confesercenti e Assobalneari Confindustria, mentre Luciano Monticelli, sindaco di Pineto e delegato nazionale ANCI al demanio marittimo lo definisce “uno scempio”. Noi “una vera porcata”. Sembra che persino Mussoni –  OASI – Confartigianato, quello che voleva aste con paletti – stia prendendo le distanze.



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  • CHI SIAMO

    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
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  • AMMINISTRAZIONE

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