CONVERGENZA REGIONI, COMUNI, SINDACATO SULLA QUESTIONE BALNEARE ITALIANA – ALBA ADRIATICA 20 APRILE 2013

Postato il: 22 aprile, 2013 | Lascia un commento

Sabato 20 aprile 2013, ad Alba Adriatica, Teramo, terra d’Abruzzo, nell’ambito del terzo appuntamento di “Ybob 2013 – Work shop direttamente sulla spiaggia”, si è tenuto il convegno “Prospettive per il turismo balneare in Abruzzo”. Incontro significativo, per l’intervento di tre tra i più importanti protagonisti della questione balneare italiana: Mauro Di Dalmazio – coordinatore nazionale al turismo per le regioni; Luciano Monticelli – delegato ANCI al demanio marittimo; Cristiano Tomei – Coordinatore nazionale CNA Balneatori. Questa, in sintesi, la relazione dei principali interventi.

Franchino Giovannelli, sindaco uscente di Alba Adriatica, balneare e vicepresidente Fab/Cna, ha fatto gli onori di casa ed  ha espresso il suo rammarico per gli effetti devastanti della Direttiva Bolkestein sul comparto balneare, in Abruzzo e in Italia.

Monticelli – che ricopre il suo ruolo di delegato al Demanio marittimo con una continuità e un impegno che gli fanno onore – ha ribadito l’attenzione che l’ANCI dedica alla questione balneare italiana, problema annoso che, per ammissione dello stesso Monticelli,  non riguarda solo i concessionari demaniali marittimi, ma anche i 650 comuni costieri che vivono solo ed esclusivamente di turismo balneare. Oltre a questo, Monticelli ha riproposto il tema SID (Sistema Informativo Demanio) già affrontato lo scorso 27 marzo, in sede di Consulta delle Città del mare. Ha informato che è stata richiesta la ulteriore proroga degli adempimenti SID previsti per il 31 marzo, inevasi dalla quasi totalità dei comuni italiani, per impossibilità di esecuzione. Il rinvio dovrebbe servire per istituire un tavolo tecnico, attraverso il quale esaminare e chiarire le procedure di competenza dei Comuni.

Tomei ha sottolineato come la proroga al 2020, per quanto esigua, costituisca pur sempre un punto fermo per il settore balneare. La proroga è  legge, è quindi diritto che compete ad ogni concessionario balneare e che, in quanto tale, deve essere garantito ed attuato senza ritardi da tutte le città e da tutte le regioni costiere italiane. Finora, invece, la procedura amministrativa inerente è stata predisposta unicamente da Abruzzo, Liguria, Marche, Molise, Puglia e Basilicata. Tomei ha ricordato che l’8% del PIL (Prodotto interno lordo) nazionale viene assicurato dal turismo balneare. In un momento come quello presente, in cui la crisi, le politiche recessive in atto e le conseguenze che ne derivano, pongono un numero crescente di famiglie nella condizione di non riuscire ad arrivare a fine mese, il turismo balneare potrebbe dare un’importante boccata d’ossigeno. Ma servono certezze per il futuro delle concessioni demaniali in Italia e in Europa.

Da qui l’appello che Monticelli e Tomei hanno rivolto a Di Dalmazio: costituire un tavolo permanente  tra Regioni, Comuni e sindacati per affrontare direttamente la vertenza delle concessioni demaniali e riaprire immediatamente il confronto con Roma e con Bruxelles.

Di Dalmazio, per parte sua, riferendosi alla Direttiva Bolkestein e alla questione balneare italiana, ha affermato che l’obiettivo è difendere in Europa la peculiarità del sistema turistico balneare italiano, per ridare certezza agli operatori balneari e ai loro fornitori. Ha quindi convenuto sulla necessità di tornare ad affrontare con rinnovata energia  il tema delle concessioni demaniali, superando il vuoto di potere che si è venuto a creare in Italia. Quale coordinatore nazionale delle regioni  per il turismo, Di Dalmazio chiederà quindi con fermezza al Governo centrale di porre in essere un immediato confronto con Regioni costiere, Comuni e categorie interessate, prima di definire qualsiasi proposta normativa. Oltre a ciò chiederà che il Governo italiano riapra la trattativa in Europa sulla Direttiva servizi.

A quest’ultimo riguardo, aggiungiamo noi, non dimentichiamo che il presidente Barnier, a proposito dei rapporti tra Stati membri ed UE, si è espresso recentemente in questi termini: “Spetta agli Stati membri e non alla Commissione fissare opportunamente la durata delle autorizzazioni, qualora il numero di tali autorizzazioni sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili (articolo 12, paragrafo 1, della direttiva Servizi).”  Un parziale passo indietro dell’UE e l’invito a che ciascuno assuma le proprie responsabilità.



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29 OTTOBRE 2012: ISTITUZIONI E BALNEARI MANIFESTANO INSIEME A PESCARA

Postato il: 29 ottobre, 2012 | Lascia un commento

Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori

Grande, grandissima partecipazione dei balneatori abruzzesi alla manifestazione tenutasi stamane a Pescara per protestare contro il decreto Gnudi che, se  dovesse venire presentato e approvato in Consiglio dei Ministri, manderebbe ad evidenza pubblica trentamila imprese balneari italiane e oltre seicento presenti in Abruzzo, demolendo un sistema economico costiero unico in Europa.

Ad aprire il corteo, a cui hanno aderito oltre mille persone, vi erano i sindaci di tutti comuni rivieraschi abruzzesi, con la fascia tricolore – in primis il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia e Luciano Monticelli delegato nazionale A.N.C.I. –  i presidenti delle  Province costiere e diversi esponenti del Consiglio regionale. Unico rappresentante del Parlamento il deputato Amedeo Ciccanti. Coloratissimo il corteo, tutto giallo rosso con i colori nazionali della bandiera della Spagna, per simboleggiare il provvedimento del Governo di quello Stato che addirittura ha esteso a ben 75 anni la durata delle concessioni marittime che insistono sul suolo demaniale spagnolo. Centinaia di bandiere con lo stemma dei quattro regni storici della penisola iberica hanno inondato con i propri colori rojo ed amarillo il centralissimo corso Umberto di Pescara.

Far valere le proprie ragioni in Europa, così come ha fattola Spagna, evitare che le nostre leggi siano scritte sotto dettatura di Bruxelles, è quanto chiedono unitariamente al  Governo i quattro  presidenti regionali di Sib Confcommercio, di Cna Balneatori, di Fiba Confesercenti e di Assobalneari Confindustria, con la piena approvazione dei manifestanti e delle Autorità locali. A piazza Italia, durante la prima sosta lunga, di fronte alla sede della Provincia e del Comune, intervengono il sindaco di Pescara e il presidente della Provincia, Guerino Testa. Intervengono anche i rappresentanti sindacali. Le parole sembrano essere le stesse, sembra di essere uniti da uno stesso modo di  sentire il problema. Le imprese balneari sono un’importante realtà socio-economica tipica del settore del turismo italiano e dei comuni non solo costieri che, nel corso ormai centenario della loro attività, hanno garantito un elevato livello di accoglienza e di servizi a favore dei cittadini e della clientela turistica nazionale e internazionale. Gli stabilimenti balneari presenti sulle coste della nostra penisola hanno raggiunto livelli di significatività economica paragonabile a quella di veri e propri distretti produttivi ed hanno forte rilevanza anche dal punto di vista occupazionale. Gravissimo il danno che si creerebbe per l’economia della nostra nazione e dei nostri comuni costieri con la scomparsa dal mondo produttivo di così tanti piccoli imprenditori e delle relative famiglie, andando a creare un vero e proprio problema sociale. Il risultato? non vedersi remunerare i capitali investiti, vedere dissolta l’attività peculiare e creativa che essi hanno realizzato e con cui hanno contribuito a costituire e conservare un patrimonio culturale e sociale tipico delle coste italiane. Per queste imprese, che non possono fare a meno dei beni pubblici del demanio marittimo, dove sono nate e perciò sono prive di qualsiasi mobilità territoriale, perdere la concessione demaniale significherebbe perdere la propria azienda, nei suoi fattori materiali e immateriali e quindi non poter più svolgere la propria attività. Sono concessionari di beni e non di servizi, non esiste il requisito della scarsità delle risorse naturali inesattamente utilizzato per motivare e  proporre la procedura d’infrazione in quanto appena il 25% degli arenili della  nostra penisola sono occupati da concessioni demaniali. Svolgono attività connesse con l’esercizio di pubblici poteri, compresi quelli di carattere sanitario e soprattutto non hanno nessuna attinenza con il concetto di diritto stabilimento indicato dal trattato europeo.

Un sentito momento di commozione si è vissuto quando il corteo dei manifestanti si è fermato in piazza della Marina, antistante la Direzione marittima e alla presenza del comandante Luciano Pozzolano e dei suoi ufficiali, è stata espressa solidarietà ai due marò detenuti impropriamente in India. In piazza Unione, sotto la sede della Giunta regionale, termina di sfilare il corteo dei manifestanti e iniziano gli interventi conclusivi, che  sono aperti da Enrico di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti.

Forte anzi fortissimo è l’appello dei sindacati, raccolto da Luciano Monticelli e dal coordinatore delle regioni Mauro Di Dalmazio, che hanno dichiarato di aver già avanzato – in rappresentanza di comuni e regioni – la richiesta al Governo di far parte della delegazione che si recherà, con ogni probabilità la prossima settimana, a Bruxelles.

Il decreto Gnudi va accantonato definitivamente, mentre in Europa bisogna chiedere l’esclusione per i concessionari balneari dall’applicazione della Direttiva Bolkestein!



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RIMINI 8 OTTOBRE 2012: IL DIRETTIVO CNA BALNEATORI E’ ONORATO DALLA PRESENZA DI MONTICELLI

Postato il: 9 ottobre, 2012 | Lascia un commento

Breve relazione circa il direttivo nazionale di CNA Balneatori, che si è riunito a Rimini, in occasione del SUN, per testimoniare in quella sede la propria opposizione alle evidenze pubbliche e il proprio dissenso nei confronti delle tesi sostenute da OASI – Confartigianato nel corso dello stesso convegno, il giorno precedente (7 ottobre).
La presenza di Luciano Monticelli, delegato ANCI al demanio marittimo, ha dato particolare rilievo all’incontro. Monticelli, evidenziata la competenza specifica dei Comuni in tema di demanio marittimo, ha ribadito l’impegno dei sindaci nei confronti degli attuali imprenditori balneari; ha precisato la funzione istituzionale di difesa che i sindaci devono svolgere rispetto alle attività produttive del loro territorio; ha evidenziato le enormi difficoltà che le amministrazioni locali dovrebbero affrontare se nel 2015 si andasse a gara. Ha informato che l’ANCI – che, nell’ambito del proprio mandato istituzionale, si trova su posizioni allineate a quelle degli imprenditori balneari – ha promosso un’indagine conoscitiva, in corso tra i comuni costieri, tendente ad accertare il reale stato di utilizzazione delle coste italiane, obiettivamente lontane dalla saturazione.
Cristiano Tomei, coordinatore nazionale CNA Balneatori, puntualizzata l’opportunità della presenza di CNA Balneatori al SUN, ha svolto un intervento critico nei confronti dei temi sviluppati durante il convegno OASI del 7 ottobre. Ha sottolineato la scarsa conoscenza delle problematiche di settore dimostrata da alcuni amministratori locali – preoccupante in una zona ad elevatissima densità balneare qual è l’Emilia-Romagna – e ha chiarito che i concetti di “premialità” e di “indennizzo”, lungi dal rappresentare la soluzione del problema, porterebbero all’apertura di un contenzioso generalizzato. Anche la proroga può essere pericolosa, se adottata successivamente all’approvazione delle evidenze e motivata dalla accertata impossibilità di organizzarle entro il 2015.
In ambito nazionale, il settore e le problematiche che lo riguardano sono inspiegabilmente sottovalutati. Non c’è stata una ferma presa di posizione nei confronti dell’UE ed è stato necessario attendere lunghi mesi per ottenere la convocazione del prossimo 10 ottobre, rispetto alla quale è noto unicamente il generico ordine del giorno: “Concessioni demaniali a uso turistico-ricreativo”, tema che non chiarisce la reale portata dell’incontro.
Conclusi gli interventi dei relatori e dei consiglieri presenti, il direttivo ha deliberato:

1.- la netta contrarietà di CNA Balneatori ad ogni forma di evidenza pubblica;

2.- l’estensione alla Conferenza delle Regioni e all’UPI (Unione Province Italiane) dell’istanza – già inoltrata ad Anci – di negare l’assenso prescritto dall’articolo 11 della legge Comunitaria 2010, qualora il contenuto del decreto legislativo in itinere preveda aste e/o evidenze pubbliche. Iniziativa da proporre alla firma congiunta di SIB, FIBA e Assobalneari;

3.- la richiesta ai sindaci dei comuni costieri – con iniziativa sindacale congiunta, ancora da definire – di aderire al documento 26 giugno 2012 sottoscritto dal Coordinatore nazionale al Turismo – Mauro Di Dalmazio; dal Coordinatore nazionale al Demanio marittimo – Marylin Fusco; dal Delegato nazionale UPI al demanio marittimo – Angelo Vaccarezza, dal Delegato nazionale ANCI al demanio marittimo – Luciano Monticelli.



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ANTICIPAZIONI SULL’INCONTRO 19 SETTEMBRE 2012 GOVERNO-REGIONI

Postato il: 15 settembre, 2012 | Lascia un commento

Cristiano Tomei, coordinatore nazionale CNA Balneatori, ci comunica che mercoledì 19 settembre, presso la sede C.N.A. di Ravenna, si terrà la riunione dei responsabili nazionali, regionali e territoriali di C.N.A. Balneatori, per analizzare, tra l’altro, l’esito dell’incontro che si sarà tenuto nella mattinata stessa a Roma tra Regioni e Governo, in materia di concessioni demaniali marittime.
Tomei informa che Mauro Di Dalmazio, coordinatore degli assessori regionali al turismo, gli ha personalmente precisato che, in assenza di una qualsiasi bozza di provvedimento sulla quale sia possibile discutere e procedere ad intese, nell’occasione le Regioni manterranno le posizioni assunte il 26 giugno 2012 (cfr. documento sottoscritto in quella data dai coordinatori regionali al Turismo e al Demanio e dai delegati nazionali al Demanio UPI ed ANCI).
Tomei condivide la posizione di Di Dalmazio e ribadisce la propria assoluta convinzione che la soluzione della questione balneare italiana debba essere preventivamente discussa e concertata con Regioni, Comuni e associazioni di categoria. La sua comunicazione sintetizza il significativo lavoro fin qui svolto da CNA Balneatori nei confronti degli assessori regionali accreditati al vertice di martedì 19 settembre. Appuntamento da seguire con la massima attenzione, perché, dopo mesi di sostanziale silenzio, in quella sede il Governo dovrà necessariamente esprimersi.



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QUESTIONE BALNEARE: L’AUDIZIONE DELL’11 SETTEMBRE CHIARISCE L’ATTEGGIAMENTO DI GOVERNO E REGIONI

Postato il: 12 settembre, 2012 | Lascia un commento

L’assenza del ministro Gnudi e quelle, del tutto scontate, di Monti e Passera, fatti che riflettono e sottolineano le innumerevoli incertezze dell’Esecutivo in tema di turismo – uno dei principali motori dell’economia nazionale – hanno svuotato di contenuti l’audizione della Conferenza Regioni e Province autonome presso la Commissione 10° del Senato.
Non mancano tuttavia i possibili spunti interpretativi. Del Governo si è detto. Quanto alle Regioni, i resoconti ufficiali, pubblicati nel loro sito istituzionale, lasciano intendere che, nel probabile imbarazzo generale per le defezioni del Governo – ricordiamo che l’appuntamento di ieri era finalizzato alla valutazione del settore turismo nell’ambito dell’indagine conoscitiva “sulla condizione competitiva delle imprese industriali italiane” – nell’incontro dell’11 sono stati sommariamente anticipati i temi che saranno discussi nell’incontro del 19 settembre. Quanto alla questione balneare, Mauro Di Dalmazio – Coordinatore vicario della Commissione Beni e attività della Conferenza delle Regioni – ha dichiarato che la soluzione sia non più procrastinabile, in quanto pone a rischio la sopravvivenza di oltre trentamila imprese di settore. Notizie d’agenzia riferite a Di Dalmazio informano tuttavia che, dopo l’incontro di Bruxelles del 19 giugno scorso, le Regioni abbiano molto diligentemente recepito le indicazioni UE e siano orientate per una soluzione di compromesso che, nel rispetto della Direttiva europea, preveda “giuste tutele per gli operatori”. In altri termini le Regioni, se pure sono consapevoli della portata, dell’urgenza e delle implicazioni del problema, allo stato, non sembra intendano farsi carico di una reale, radicale, definitiva proposta di soluzione.



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PRIME PERSONALITA’ POLITICHE INVITATE AGLI STATI GENERALI UNITARI DELLE IMPRESE BALNEARI

Postato il: 5 luglio, 2012 | Lascia un commento

Primi inviti diramati da CNA a personalità politiche:












Marylin Fusco, Coordinatore nazionale delle Regioni al demanio marittimo












Mauro Di Dalmazio, Coordinatore nazionale delle Regioni al Turismo












Luciano Monticelli, Delegato Nazionale A.N.C.I. al Demanio marittimo












Angelo Vaccarezza, Delegato nazionale U.P.I. al Demanio marittimo












Angelo Berlangieri, Assessore al turismo della Regione Liguria

Il testo dell’invito:

Saremmo particolarmente lieti di poter contare sul suo intervento nell’ambito della riunione dei consigli direttivi congiunti di Sib Confcommercio, Cna Balneatori, Fiba Confesercenti e Assobalneari Confindustria. L’incontro si terrà giovedì  prossimo, 12 luglio,  a Roma, con inizio alle ore 12:00, presso la sede nazionale di Confcommercio (sala Casaltoli), in Piazza G. G. Belli, n. 2. In quella sede ci confronteremo sulle problematiche relative allo stato di agitazione dei balneari italiani e sulle iniziative che si renderà necessario assumere se l’Esecutivo darà corso al decreto legislativo che ha annunciato e che riguarda la futura disciplina delle concessioni demaniali marittime. Questo decreto, come lei ben sa, è stato predisposto dal Governo senza che sia stato avviato un qualsiasi confronto con le Regioni, con gli Enti locali e con i sindacati delle imprese.
A causa di questo temuto provvedimento, la categoria, per la prima volta nella sua storia, sta vivendo un vero e proprio stato di allarme generalizzato, con fondati timori per il futuro delle imprese e delle famiglie. In questi momenti è più che mai necessario rimanere vicini a questi piccoli imprenditori e preordinare, a tutela loro e del turismo balneare che rappresentano, ogni possibile legittima iniziativa in grado di bloccare la presentazione del decreto e di avviare finalmente un confronto costruttivo con il Governo. In questo contesto è nata la decisione di convocare, per la prima volta in piena estate, i direttivi congiunti dei sindacati balneari e, dopo il suo magistrale e autorevolissimo intervento del 26 giugno scorso, durante la riunione della Conferenza delle regioni in materia di turismo, siamo convinti che la sua presenza all’incontro del  prossimo 12 luglio sia essenziale e possa contribuire in modo determinante a elaborare una strategia efficace. Ci contiamo. La preghiamo, non ci deluda.
A sua disposizione per ogni ulteriore chiarimento e in attesa di un cortese cenno di assenso, la salutiamo cordialmente.

Il Coordinatore nazionale
Cna Balneatori
Cristiano Tomei




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TAVOLO REGIONI, PROVINCE, COMUNI DEL PROSSIMO 26 GIUGNO – RICHIESTE CNA BALNEATORI

Postato il: 22 giugno, 2012 | Lascia un commento

Cristiano Tomei – Coordinatore nazionale CNA Balneatori

Dopo l’annuncio presso la Commissione industria del Senato, da parte del ministro per il turismo Piero Gnudi, dell’imminente presentazione di un decreto legislativo in materia di concessioni demaniali – ho più di un motivo per immaginare contempli la procedura per mandare ad evidenza pubblica le attuali trentamila imprese balneari italiane e dissolvere in un sol colpo l’intero sistema turistico costiero della nostra nazione – condivido quanto oggi richiesto al presidente del consiglio dal delegato nazionale Anci per il demanio, Luciano Monticelli: fermare l’emanazione di un siffatto decreto. Alla luce delle risoluzioni approvate dai consigli regionali della Liguria e dell’Abruzzo, mi appello ai coordinatori nazionali degli assessori per il turismo e il demanio delle Regioni, rispettivamente Mauro Di Dalmazio e Marylin Fusco, affinché, nel corso della riunione indetta per il prossimo 26 giugno tra Regioni, Comuni e Province siano ufficialmente poste le seguenti questioni:

• diniego all’intesa tra Stato e Regioni sul decreto legislativo annunciato ieri in Commissione industria del Senato, qualora nello stesso decreto si contemplino le procedure di evidenza pubblica;
• sostegno a quanto riportato all’emendamento di modifica all’art. 7 del decreto n. 59 del 26 marzo 2010, in cui, tra i settori esclusi dalla direttiva servizi, si includa anche quello turistico balneare;
• condivisione di un percorso istituzionalmente forte tra Regioni e Governo per la riapertura in commissione Ue del tavolo di negoziato sulla direttiva;
• richiesta di ritiro del decreto legislativo ieri annunciato senza che le imprese, gli enti locali e le Regioni siano state sentite e soprattutto senza che si sia svolto il benché minimo confronto sul merito;
• riapertura del tavolo tecnico istituito e mai convocato tra governo, enti locali e sindacati per giungere, con il confronto, alla stesura di una legge quadro che interpreti normativamente i principi europei, nel senso della tutela del sistema turistico costiero costituito dalle attuali imprese balneari, escludendo le procedure di evidenza pubblica.

Non credo sia necessario aggiungere ulteriori argomentazioni alle richieste anticipate e contenute in questo comunicato, che trasmetterò agli assessori Di Dalmazio e Fusco perché le motivazioni a supporto di carattere sindacale, economico, sociale e giuridico sono state espresse in innumerevoli documenti. Adesso è il momento dei fatti, da esprimere attraverso gli atti. La riunione del 26 giugno assume una fondamentale importanza in tal senso.



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