IN EUROPA – ANZI IN ITALIA – C’E’ CHI HA SAPUTO DIRE “NO”

Postato il: 2 ottobre, 2012 | Lascia un commento

L’Europa proprio non riesce a capire quanto valgano le tipicità locali in termini reali. L’inevitabile ottusità dei commissari e dei funzionari UE, chiamati a livellare tutto e tutti senza conoscere a fondo, si riflette sulle direttive: giocattoli pericolosi, quando la classe politica nazionale non abbia saggezza, lungimitanza, spirito di servizio. Così possono sparire nel nulla fattori fondamentali di sviluppo e di stabilità locale, producendo ripercussioni irreversibili sull’ambiente, prima ancora che sull’economia e sulla società. E’ successo sulle nostre montagne, quando sono state seguite alla lettera le indicazioni UE e modalità di lavoro e di vita tradizionali sono state abbandonate per il miraggio dell’efficienza. Succederebbe anche sulle nostre spiagge, se la consolidata esperienza di chi le conosce intimamente fosse sostituita da operatori orientati esclusivamente alla logica del profitto.
C’è chi ha saputo opporsi efficacemente a questa logica. Report e Casalini – quella stessa trasmissione e quello stesso giornalista che ci hanno massacrati in passato, facendo di tutte l’erbe un fascio – ci illuminano ora sui masi: realtà tipiche della montagna altoatesina – case, stalle, fienile e prato – ma soprattutto avamposti umani, elementi di continuità e di tutela del territorio, fattori di occupazione, sviluppo, benessere. Modelli di vita diversi, apparentemente arcaici, in realtà efficienti, solidali, moderni, in grado di superare con successo qualsiasi esame econometrico, statistico, sociologico. Due indici tra tutti: disoccupazione 3,3 per cento, la più bassa d’Europa; Pil pro capite 34.700 euro, il più alto d’Italia. L’UE non li voleva, i masi. Gli altoatesini hanno tenuto duro, rappresentati da una classe politica locale intelligente, concreta e onesta. Come dicono loro, parlando di Sicco Mansholt, commissario europeo di molti anni fa, il quale, a proposito di quel particolare territorio, aveva ipotizzato tuttalpiù la possibilità di realizzare una “riserva di cervi” : “lui è andato, noi siamo rimasti”.
Anche i balneari rimarranno sulle spiagge, con l’aiuto di quella parte delle istituzioni che ha capito le funzioni essenziali svolte dai balneari sul territorio e nel Paese: Comuni, Province, Regioni.
Se ancora non lo avete fatto, guardate il servizio di Report. Vale la pena e aiuta a capire, per analogia, il reale valore aggiunto dell’economia balneare. Il link è questo:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-548d26f9-f07e-4577-bff7-f1019ef17ad3.html

L’intervallo da visionare è compreso tra 1:29:37 e 1:37:11.



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