EMERGENZA BALNEARE: TUTTI A BALNEARIA LUNEDI’ 20 FEBBRAIO ORE 15:00

Postato il: 18 febbraio, 2017 | Lascia un commento

ATTENZIONEIl presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ieri, 17 febbraio 2017, ha firmato il disegno di legge per la riforma delle concessioni balneari, dando il via all’iter parlamentare inerente.
Ci informa Mondo Balneare, che cita la nota con cui Tiziano Arlotti – deputato PD non certo amico delle attuali imprese balneari – rivendica a se stesso il merito della rapidità con cui è stato avviato il procedimento.
Ora la palla passa al Parlamento: se approverà la legge delega, il Governo avrà sei mesi di tempo per scrivere i decreti attuativi, che ci porteranno ad evidenze pubbliche, dopo un breve periodo transitorio, tenuti buoni dal miraggio di ammortizzatori illusori.
La situazione ha avuto una brusca accelerazione e il tempo stringe. A Carrara, a giorni, dovremo prendere decisioni importanti e indifferibili. Balnearia 2017 è un’occasione da non perdere, dopo sarà tutto più difficile, se non impossibile, con l’estate alle porte. Dobbiamo muoverci ora. Se vi premono la continuità e il valore del vostro stabilimento venite a Balnearia lunedì 20, alle ore 15:00, sala Bernini, e partecipate all’assemblea di CNA Balneatori, che siate iscritti o aderenti ad altri sindacati. Per ascoltare, capire e decidere insieme cosa possiamo e dobbiamo fare per superare questo dannato problema. Vi aspettiamo. Nel frattempo pensate con la vostra testa. Chi vi racconta che il ddl demanio è stato finalmente varato – evviva! – e sostiene che la riforma che verrà sarà equilibrata, mente, sapendo di mentire. Se non ci muoviamo rapidamente e nel modo giusto per parare il colpo finiremo tutti in mezzo a una strada.



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QUESTIONE BALNEARE: INCONTRI PRELIMINARI AL VERTICE

Postato il: 17 febbraio, 2017 | Lascia un commento

MINISTRO_COSTAGiovedì 16 febbraio, conferenza stampa in Senato per la presentazione del ddl inerente il riordino delle concessioni balneari. Nessuna novità di rilievo: il ministro Enrico Costa, relatore del decreto legge, con parole gentili ha confermato l’intenzione del Governo di mandare a gara l’intero comparto balneare italiano, dopo un indeterminato periodo transitorio, che tendenzialmente sarà molto breve. Sono previsti il riconoscimento del valore commerciale dell’impresa e della professionalità acquisita, criteri fermamente contestati in Europa e introdotti in questa fase unicamente per tranquillizzare i disinformati e gli illusi, che purtroppo costituiscono la maggioranza degli operatori del settore. Costa ha assicurato che la nuova normativa sarà scritta “di concerto con tutti gli attori coinvolti, compresi coloro che non sono d’accordo”, il che ovviamente significa che, a meno di un ribaltamento degli equilibri esistenti e crisi politica permettendo, il Governo andrà dritto per la sua strada.
TOMEI_ROMA_17_02_2017Nello stesso giorno le Regioni costiere, convocate a Roma dal coordinatore nazionale Marco Scajola – assessore al Demanio della Regione Liguria – al termine di una riunione alla quale hanno partecipato anche i rappresentanti delle associazioni balneari, hanno diramato un comunicato nel quale sollecitano un incontro urgente con il Governo, per definire la portata del ddl 27 gennaio 2017 e per discutere il contenuto dei decreti attuativi che ne conseguiranno.
Gli interventi dei sindacati di categoria, nel corso delle due riunioni, hanno fatto emergere posizioni ancora molto lontane tra loro. Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti esprimono idee ancora confuse; Federbalneari, come gli è consueto, si muove su un altro pianeta, mentre Oasi-Confartigianato si spinge ad affermare che il silenzio della categoria costituisce un sostanziale assenso alla riforma. Peraltro anche le sigle che guardano concretamente agli effettivi contenuti del ddl e li contestano con fermezza – CNA Balneatori, ITB Italia e Assobalneari-Confindustria (assente nell’occasione) – non hanno ancora proposto una strategia che offra concreti spiragli di successo. Vedremo a Carrara.
A chi desideri approfondire l’argomento, suggeriamo il puntuale articolo di Alex Giuzio, di Mondo balneare. Qui ci limitiamo a riportare la significativa dichiarazione di Giuseppe Ricci – balneare di razza, presidente nazionale ITB Italia – raccolta sul campo da Alex, e una sintetica quanto eloquente affermazione di Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – pubblicata sul sito di CNA Balneatori.
DSCN0468 - CopiaRicci: “Sono in linea con Tomei: non dobbiamo andare alle evidenze pubbliche, o come le vogliate chiamare. Abbiamo investito soldi e vita, siamo nati su quel pezzo di sabbia e diciamo “no alle aste”. Non ci dobbiamo andare. Vogliamo che le nostre imprese siano trattate come tutte le altre imprese: senza una scadenza. Non ci dobbiamo confrontare con nessuno, questa industria l’abbiamo costruita noi”.
Tomei: “Linea ferma e chiara: legittimo affidamento, doppio binario e periodo transitorio. Le procedure selettive e le aste non riguardano e non riguarderanno (mai) le attuali imprese balneari”.
Ci permetta, dottor Tomei, la puntualizzazione che abbiamo inserito tra parentesi. Viene dal cuore.



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MONDO BALNEARE: GOVERNO E RIFORMA DEMANIO

Postato il: 28 gennaio, 2017 | Lascia un commento

BALNEARI_2017Per capire a fondo la criticità del momento che il comparto balneare italiano sta attraversando, suggeriamo la lettura dell’articolo di Alex Giuzio pubblicato ieri, 27 gennaio 2017, su mondobalneare.com, nell’aggiornamento delle ore 17:19. Potete farlo direttamente da questo blog, cliccando sul link che abbiamo predisposto alcune righe sopra.
Noterete che poche sono le voci critiche nei confronti di un disegno di legge che, per quanto sia generico nella sua originaria formulazione, lascia intendere la precisa intenzione di portare il comparto balneare alle aste e di non tenere in nessun conto il legittimo affidamento delle imprese in attività, questione che va ben oltre l’entità degli investimenti effettuati e che riguarda fondamentali scelte di vita, maturate da migliaia di nuclei familiari, nonché le sconvolgenti conseguenze economiche, patrimoniali e sociali che potranno discenderne.
Governare male non è reato, se non è possibile dimostrare dolo, così come non sembra costituire reato sostenere o approvare una decisione governativa devastante per i propri associati, se si è portatori di importanti responsabilità di categoria. Accettare lo scollamento sostanziale che esiste tra alcuni vertici sindacali e gli interessi vitali della base associativa senza battere ciglio, invece, è pura stupidità.



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ASPETTANDO COSTA: GIUZIO – MONDO BALNEARE – INTERVISTA TOMEI – CNA BALNEATORI

Postato il: 21 settembre, 2016 | Lascia un commento

007-copia-2Pubblichiamo l’intervista  rilasciata da Cristiano Tomei –  coordinatore nazionale CNA Balneatori – ad Alex Giuzio – redattore capo di Mondo Balneare – nell’immediata antivigilia dell’incontro di venerdì 23 settembre con il ministro Costa:

Giuzio: Venerdì il ministro agli affari regionali Enrico Costa incontrerà tutte le associazioni balneari per discutere sulla riforma delle concessioni di spiaggia. Quale sarà la posizione di Cna Balneatori?
Tomei: Ribadiremo ciò in cui crediamo e che abbiamo sempre sostenuto: occorre tutelare le attuali trentamila aziende balneari italiane scongiurando le procedure comparative. Per farlo, l’imminente riforma deve contenere due elementi necessari, ossia il doppio binario di procedure per mandare a gara solo le spiagge libere e il legittimo affidamento che affermi in modo definitivo la non inerenza delle imprese balneari nella direttiva Bolkestein.

G.: L’orientamento del governo non sembra però andare in questa direzione; anzi considera le gare inevitabili. Se la riforma non rispecchierà le posizioni di Cna, come reagirete?
T.: Qualora la riforma non fosse positiva, convocheremo gli Stati generali del turismo balneare italiano. E non escludo un’azione di accertamento giuridico da parte di ognuna delle trentamila imprese per affermare il legittimo affidamento della propria azienda.

G.: Perché Cna Balneatori è rimasta l’unica associazione a sostenere l’esclusione dalle procedure comparative?
T.: Sulla posizione di Cna Balneatori converge la quasi totalità dei concessionari balneari italiani, e questo è l’importante. Le imprese balneari non possono essere messe a gara e occorre costruire una norma che scongiuri questo pericolo. Una legge scritta diversamente non rispetterebbe il sentimento delle trentamila aziende che operano sul demanio marittimo e che hanno realizzato con investimenti, sudore e fatica qualcosa che è unico in Europa e ci è riconosciuto in tutto il mondo.

G.: Per dimostrare le vostre posizioni, l’Europa sembra un ostacolo ancora più difficile rispetto al governo italiano. Quali sono le basi giuridiche su cui vi basate per smentire l’UE e sostenere l’esclusione dalle evidenze pubbliche?
T.: Il primo punto è l’articolo 17 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea: “Ogni individuo ha il diritto di godere della proprietà dei beni che ha acquistato legalmente, di usarli, di disporne e di lasciarli in eredità. Nessuno può essere privato della proprietà se non per causa di pubblico interesse, nei casi e nei modi previsti dalla legge e contro il pagamento in tempo utile di una giusta indennità per la perdita della stessa”. Questo riguarda anche il lavoro delle imprese balneari che, confidando fin qui sul rinnovo automatico delle concessioni, hanno costruito la propria esistenza. Il secondo punto è che la risorsa costiera in Italia non è scarsa, perciò le procedure comparative possono procedere sul doppio binario: gare immediate per nuove concessioni su arenili disponibili fino all’esaurimento della risorsa spiaggia; il tempo necessario alle attuali imprese per continuare a svolgere la propria attività, ma soprattutto per dimostrare in Europa che la corretta applicazione della direttiva Bolkestein non può prevedere le evidenze pubbliche laddove si riconosce il legittimo affidamento.

G.: E come convincere l’opinione pubblica avversa ai presunti “privilegi” degli imprenditori balneari?
T.: Con l’opinione pubblica bisogna confrontarsi e spiegare le nostre ragioni: qualsiasi impresa, compresa quella balneare, non può avere una scadenza. Le imprese balneari hanno contribuito allo sviluppo della qualità, dell’innovazione, della tutela ambientale e della sicurezza di intere località costiere. Per questo vanno assolutamente tutelate, e come Cna Balneatori stiamo lavorando per farlo capire: se si chiede un cambiamento, perché questo deve avvenire con nuovi imprenditori e non con quelli esistenti? Le imprese balneari sono sempre state in grado di stare al passo con i tempi e sono pronte anche oggi a costruire un nuovo cambiamento, confrontandosi a tutti i livelli con Comuni, Regioni, Stato e Unione europea.

G.: La vostra è una posizione di “estremismo” come altri sindacati la definiscono?
T.: La nostra prima preoccupazione è sempre stata quella di assicurarci che le posizioni sindacali di Cna Balneatori possano fornire una reale soluzione al problema, confrontandoci continuamente con la nostra base associativa. Inoltre, siamo ampiamente confortati dai memorandum giuridici dei nostri legali, che dimostrano la compatibilità giuridica delle nostre posizioni riuscendo ad aprire importanti e significativi spiragli sul legittimo affidamento e sulla verifica della disponibilità del bene spiaggia, riportati anche nella recente sentenza della Corte di giustizia europea; il che ha riportato le nostre argomentazioni al centro dell’agenda politica del governo.



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BALNEARI: APPROVATA NORMA PONTE CHE RIPRISTINA LEGITTIMITA’ CONCESSIONI 

Postato il: 19 luglio, 2016 | Lascia un commento

010Nel tardo pomeriggio di ieri è stato approvato l’emendamento al decreto Enti locali che ripristina la legittimità delle concessioni in essere, pendenti dopo la sentenza 14 luglio della Corte di Giustizia europea. Questo il testo approvato dalla Commissione Bilancio della Camera:

Dopo il comma 3, aggiungere i seguenti:

3-bis. Nelle more della revisione e del riordino della materia in conformità ai principi di derivazione comunitaria per garantire certezza alle situazioni giuridiche in atto, ed assicurare l’interesse pubblico all’ordinata gestione del demanio senza soluzione di continuità, conservano validità i rapporti già instaurati e pendenti in base all’art. 1, comma 18, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25. 3-ter. All’art. 1, comma 484, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, al primo periodo, sono soppresse le parole “alla data del 30 settembre 2016, entro la quale si provvede” e le parole “il rilascio,”. Conseguentemente, sostituire la rubrica con la seguente: “Misure urgenti per il patrimonio, le attività culturali e turistiche”.

Fonte: Mondobalneare.com, al quale rinviamo per ulteriori notizie.

L’emendamento in questione, che salva anche le imprese pertinenziali, consente agli imprenditori balneari di lavorare con relativa tranquillità, fino a che il Governo non abbia attuato la riforma del comparto balneare marittimo, procedura complessa, che non dovrebbe entrare in vigore prima del 2018.
Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – ci aveva dichiarato al riguardo:
«Dopo il provvedimento salva-spiagge, necessario per mantenere la legittimità per le attuali concessioni, si lavori per evitare procedure comparative per le 30.000 imprese balneari in attività. Le motivazioni a supporto della sentenza della Corte di giustizia europea aprono uno scenario importante sul legittimo affidamento e sull’attivazione della procedura del “doppio binario” su scala regionale e comunale. È ora necessaria un’immediata convocazione del tavolo tecnico tra Governo, Regioni, Comuni e sindacati per arrivare a una proposta forte e condivisa che, dopo la norma-ponte, assicuri continuità aziendale alle attuali imprese ed escluda le procedure comparative.
Lo stesso discorso vale per le imprese pertinenziali, soggette a canoni insostenibili, per le quali bisognerà ottenere l’abolizione del moltiplicatore OMI.»




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REFERENDUM TRIVELLE 17 APRILE: QUANDO, DOVE E COME SI VOTA

Postato il: 12 aprile, 2016 | Lascia un commento

TRIVELLEParliamo di petrolio e di altri combustibili fossili. Parliamo di estrazione e di ricerca in mare, in un Paese – l’Italia – che è vissuto di un rapporto ecocompatibile con il suo mare fino a che la politica, con operazioni sotto traccia, non lo ha praticamente regalato all’industria estrattiva, penalizzando ambiente, pesca e turismo balneare.
Non viviamo in un deserto privo di risorse che non siano idrocarburi e possiamo fare tranquillamente a meno di trivelle in mare. Il fatto che attualmente non si perforino fondali in Liguria o in altre zone d’Italia e che la legge impedisca nuovi insediamenti petroliferi litoranei entro le 12 miglia non ci pone fuori da un problema che presenta risvolti inquietanti. Bisogna conoscerli bene, ma l’informazione prevalente, quella che appartiene ai poteri forti, evita accuratamente di approfondire. Segnaliamo, a questo riguardo, due importanti contributi:

– il post: Referendum piattaforme: perché i balneari dovrebbero votare SI, pubblicato da Mondo Balneare l’11 aprile;
– e il Manifesto dei Balneari della costa versiliese in difesa delle coste italiane e a salvaguardia dell’ambiente marino e costiero, documento che ci è stato segnalato da Emiliano Favilla il 2 aprile.

Il referendum di domenica prossima non cancellerà questo problema come per magia, ma è uno strumento che può aiutarci a limitarne gli effetti e può consentirci di dare un forte segnale di dissenso alla politica.
Il prossimo 17 aprile tutti i cittadini maggiorenni iscritti nelle liste elettorali sono chiamati a votare, dalle 7:00 alle 23:00, presso il seggio indicato sulla tessera elettorale, muniti della tessera e di un valido documento di riconoscimento. In caso di smarrimento della tessera elettorale, o di esaurimento degli spazi predisposti per la certificazione del voto, è possibile richiedere una nuova tessera presso l’Ufficio elettorale del Comune di residenza.
Si vota SI per dire NO ALLE TRIVELLE. Il SI vincerà a mani basse, ma il rischio è che il referendum sia invalidato per il mancato raggiungimento del numero legale, pari alla metà più uno degli aventi diritto al voto. Su questo ha puntato chi ha stabilito che la consultazione si svolgesse in una domenica di primavera, priva di altre scadenze elettorali. Ma questa è storia vecchia. Chi crede nell’importanza della consultazione si attivi: indecisi e assenteisti devono essere motivati a votare. Ciascuno faccia la sua parte al meglio.



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DIRETTA TRA BALNEARI E MINISTRO COSTA A RIMINI

Postato il: 7 aprile, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_RIMINI_APRILE_2016Il convegno di martedì 5 aprile a Rimini, organizzato da Area Popolare, si è rivelato una interessante occasione di incontro perché,  nel rapporto tra i relatori e pubblico – numeroso, attento e partecipe, costituito da balneari provenienti da tutte le parti d’Italia –  ha offerto al neoministro Costa (Affari regionali) l’opportunità di valutare senza intermediazioni quali siano le reali attese del settore, quale il grado di consapevolezza dei problemi di categoria, quale il livello di tensione esistente tra gli operatori balneari, quale la credibilità dei diversi sindacati. Tra questi, gli unici realmente sul pezzo sono stati CNA Balneatori, che è intervenuto con il presidente e coordinatore nazionale Cristiano Tomei, e Assobalneari Confindustria, che ha partecipato con Fabrizio Licordari – presidente nazionale, il quale ha svolto una puntuale e accurata relazione circa lo stato dell’arte in tema di legislazione e diritti dei concessionari demaniali marittimi in ambito balneare europeo.
Tomei, chiamato inaspettatamente ad intervenire per primo,  è andato risolutamente al cuore della questione balneare italiana. Ha denunciato l’assenza di un una linea politica mirata a tutelare un settore nazionale di assoluta eccellenza. Ha puntato il dito contro l’inerzia dei Governi che si sono succeduti e contro la  loro incapacità – o mancanza di volontà – di cogliere le occasioni offerte dalla evoluzione della normativa europea, che con la Direttiva concessioni ha escluso il ricorso ad aste ed evidenze pubbliche per gli stabilimenti balneari. Tomei ha evidenziato la  assurda disparità di trattamento che l’UE applica a regioni europee con identica vocazione turistico-balneare. Ha chiarito l’effetto palliativo di ipotesi tecniche delle quali si parla molto, ma che non risolvono nulla, quali la determinazione del valore d’impresa a fini di indennizzo e l’atto formale legato agli investimenti. CNA Balneatori, ha precisato Tomei, chiede una legge di riforma che passi attraverso un periodo transitorio di almeno 30 anni, durante il quale il Governo adotti una politica di doppio binario e si impegni in Europa per ottenere l’esclusione del comparto balneare italiano dalla Direttiva servizi. CNA è favorevole a un intervento legislativo immediato a favore dei pertinenziali, ma è contraria a una legge di riordino del settore che sia frutto dei timori della attesa sentenza, perché “l’unica legge che si può fare in questo momento ci porta alle evidenze pubbliche.” “Noi – ha precisato Tomei – abbiamo girato l’Italia e abbiamo intercettato l’autorevolezza e il confronto con tutti i balneari. Questo è un incontro importante e ringrazio, ma su questi temi tutti i balneari d’Italia – ditemi se non è vero – incrociano positivamente le nostre posizioni. E’ vero o non è vero? E anche nel rapporto intersindacale noi riteniamo che l’unitarietà sia un valore, ma a determinate condizioni. Le condizioni sono quelle di non mandare alla liquidazione il sistema balneare italiano, costituito da queste imprese e di porsi autorevolmente  in Europa per dire no alle evidenze pubbliche”. Applausi e i consensi unanimi hanno sottolineato l’intervento di Tomei e risposto incontestabilmente alle sue richieste di conferma: la stragrande maggioranza dei balneari italiani informati condivide la linea sindacale di CNA Balneatori.
Interessanti aperture da parte di Andrea Corsini – assessore al turismo della Regione Emilia Romagna – e da parte di Enrico Costa – ministro degli affari regionali, che ha chiuso il convegno parlando di argomenti significativi quali: diritto alla parità di trattamento tra paesi europei; legittimo affidamento; riconoscimento del valore commerciale e dell’esperienza professionale; certezza normativa; essenzialità di un autorevole intervento italiano in Europa; metodo di lavoro e prossima convocazione di un tavolo tecnico.
Non troppo chiaro l’intervento di Andrea Gnassi – sindaco di Rimini e coordinatore ANCI per il turismo. Se è condivisibile l’urgenza di intervenire nel rapporto tra ambiente e turismo balneare, dove occorra, con opere di ampio respiro, non è altrettanto chiaro a carico di chi Gnassi intenda addossare l’onere prevalente o esclusivo della realizzazione di tali iniziative. Alle imprese balneari?
Tra i relatori Sergio Pizzolante (NCD) – organizzatore e conduttore del convegno; Tiziano Arlotti (PD); Riccardo Borgo (SIB – Confcommercio); Vincenzo Lardinelli (FIBA – Confesercenti); Giorgio Mussoni (OASI Confartigianato).
Noi ci fermiamo qui. Maggiori informazioni su Mondo Balneare.



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MONDO BALNEARE TITOLA: TOMEI (CNA): ‘UNITA’ SINDACALE PER SCONGIURARE LE ASTE’

Postato il: 5 marzo, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_INTERVISTATORiprendiamo integralmente, per la completezza del servizio giornalistico, il post 5 marzo 2016 di Mondo Balneare, titolato: “Tomei (Cna): Unità sindacale per scongiurare le aste”, centrato sulla dichiarazione conclusiva rilasciata da Cristiano Tomei nell’ambito del convegno di Lido degli Estensi – Comacchio tenuto ieri. Questo il testo:
 “‘Trent’anni di periodo transitorio e poi fuori dalla Bolkestein: sono i punti su cui occorre sostenere con fermezza e senza ambiguità l’unitarietà sindacale necessaria per indire una manifestazione oceanica finalizzata a scongiurare le aste, a sostenere il diritto di esistere di trentamila imprese balneari, a far ripartire gli investimenti e aumentare l’occupazione. È questa l’unica risposta che mi sento di dare in questo momento alle dichiarazioni di alcuni esponenti governativi rilasciate recentemente e da ultimo a Ravenna’.
Lo ha dichiarato Cristiano Tomei, coordinatore nazionale di Cna Balneatori, nel corso di un’assemblea tenutasi ieri a Comacchio, alla presenza di un folto numero di imprese e di esponenti politici regionali e nazionali, tra cui l’assessore regionale al turismo Andrea Corsini e il deputato Alberto Pagani (Pd).
La presa di posizione di Tomei arriva dopo alcuni mesi di rottura dell’unitarietà sindacale che, fino alla scorsa estate, aveva contraddistinto le iniziative delle associazioni nazionali dei balneari. Si erano così creati due percorsi quello autonomo di Cna Balneatori e quello delle altre associazioni, Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Assobalneari-Confindustria e Oasi-Confartigianato (senza contare Federbalneari che invece ha da sempre camminato per conto proprio).
In questo momento di grave emergenza per l’esistenza stessa dell’attuale comparto balneare italiano, Tomei ha posto però le condizioni per un nuovo fronte unitario delle imprese e dei sindacati. ‘Questo – conclude Tomei – è il momento di dire chiaramente al governo ciò che le imprese balneari vogliono: il loro legittimo e incontestabile diritto di esistere’.
Le dichiarazioni di Tomei arrivano alla luce delle recenti dichiarazioni da parte di alcuni esponenti di governo che continuano a non allinearsi rispetto alle richieste delle associazioni balneari: solo due giorni fa, intervistato da Mondo Balneare, il sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta ha giudicato le evidenze pubbliche “inevitabili”, mentre ieri il sottosegretario agli affari europei Sandro Gozi ha fatto intendere che il periodo transitorio di 30 anni chiesto dai sindacati balneari sarà di difficile attuazione.
Le parole di Gozi, tra l’altro, sono state riferite agli imprenditori balneari di Comacchio dall’assessore regionale Andrea Corsini, che per quanto riguarda il riavvicinamento dell’unità sindacale si è detto d’accordo con Tomei: ‘Come i sindacati hanno sempre invitato le Regioni a stare unite, io mi dichiaro in linea con questa opinione, ma a mia volta invito anche le associazioni balneari a restare tutte unite per una maggiore efficacia della trattativa’.
Come le altre associazioni balneari risponderanno all’appello di Tomei, sarà da vedere nei prossimi giorni.

 

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BALNEARIA 2016: LINEE SINDACALI A CONFRONTO E CONCOMITANTI INIZIATIVE ASSOCIATIVE

Postato il: 3 marzo, 2016 | Lascia un commento

038Balnearia 2016 si è svolta in un momento di estrema incertezza per il comparto balneare italiano e per il suo indotto, circostanza dovuta all’inerzia del Governo italiano, in presenza del parere negativo espresso dall’Avvocatura Generale UE nel contesto del giudizio pendente dinanzi alla Corte di Giustizia europea.
Grande partecipazione e attenzione da parte dei media, condivisa dagli operatori balneari, intervenuti da ogni parte d’Italia.
I convegni indetti dalle associazioni di categoria hanno tenuto banco, anche se quasi sempre hanno sviluppato tesi ambigue o approssimative. Per una testimonianza giornalistica puntuale rimandiamo al post di Mondo balneare: ” Costa (ministro – ndr): ‘ Nessuno cancellerà l’esistenza delle imprese balneari ‘ “, supportato dai filmati dei principali interventi, che potranno essere valutati senza mediazione.
ITB Italia – prima a esordire, il 29 febbraio – ha rivendicato, a favore degli imprenditori balneari in attività, l’acquisizione del diritto di superficie. Soluzione condivisibile e sostenibile dal punto di vista giuridico, purtroppo viziata, a nostro giudizio, dalla richiesta ulteriore di acquisire in proprietà le inerenti aree sdemanializzabili.
SIB Confcommercio, FIBA Confesercenti, Assobalneari Confindustria e OASI Confartigianato – nell’incontro unitario del 1° marzo – con lievi differenze, hanno espresso la richiesta di una proroga di 30 anni (30/75 anni da parte di Assobalneari), ma non hanno minimamente parlato di inaccettabilità delle aste e delle evidenze pubbliche al termine di tale periodo, soluzione finale che, sembra di capire, per questi sindacati è inevitabile.
091CNA Balneatori, secondo uno stile ormai consolidato, si è espressa con chiarezza e ha sottoposto alla propria assemblea, tenuta il 29 febbraio, questa proposta in tre punti:
1.- trent’anni di proroga, finalizzati al rilancio degli investimenti e allo sviluppo delle iniziative sindacali, giuridiche, politiche e sociali necessarie per ottenere, a favore degli attuali concessionari, il diritto ad un periodo di attività illimitato, indispensabile per sviluppare qualsiasi attività economica produttiva;
2.- estraneità della ‘Direttiva servizi’ rispetto al comparto balneare italiano;
3.- adozione del cosiddetto ‘doppio binario’, ossia conferma delle concessioni in essere e assegnazione delle nuove mediante gara.
La proposta – approvata all’unanimità dai presenti, tra i quali molti gli aderenti a sigle sindacali diverse da CNA – è stata sintetizzata in un documento indirizzato a Enrico Costa – neoministro per gli Affari Regionali e le Autonomie – al quale sarà inviata insieme con una richiesta formale di incontro urgente, in conformità alla deliberazione del direttivo CNA Balneatori del 1° marzo.

004Nella mattina del 29 febbraio e nel pomeriggio del 1° marzo, Comitato Salvataggio Imprese e Turismo Italiano ha sottolineato pubblicamente la ferma e dignitosa protesta degli operatori nei confronti della insostenibile e ingiustificata incertezza normativa che grava da un decennio sul comparto turistico balneare italiano.

168Nel pomeriggio del 1° marzo, Donnedamare ha proposto un interessante incontro-confronto, al quale hanno partecipato, tra gli altri, Sebastiano Venneri – vicepresidente nazionale di Legambiente – ed Emilio Casalini, giornalista, conduttore radiofonico e scrittore italiano, conosciuto per avere realizzato, nel 2010, per conto di Report, un’inchiesta televisiva su abusi e illegalità compiuti in ambito demaniale marittimo.



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NO LEGGE SUBITO, NO ALLE ASTE

Postato il: 18 dicembre, 2015 | Lascia un commento

CRISTIANO_TOMEI_PESCARA_13.05.2013C’è chi, nel popolo dei balneari, dorme sonni apparentemente tranquilli. Ma c’è anche chi aspetta con ansia soluzioni miracolistiche che non esistono e chi, allargando il discorso ai media e alla politica, cerca unicamente visibilità, diffondendo irresponsabilmente tensione. Tutti parlano di tutto, spesso senza sapere nè capire, alimentando nervosismo, attese infondate e disinformazione. Ogni evento in calendario viene proposto come ultima spiaggia, opportunità da cogliere ad ogni costo, occasione che, se mancata, induce e giustifica qualsiasi proposta, anche avventata. Così è stato per la legge di Stabilità.
Ai vertici sindacali si divarica la forbice tra due note e antitetiche linee di pensiero: c’è chi si limita a esprimere appelli generici e inconsistenti alle istituzioni,  perché si legiferi purché sia, prima della temuta sentenza europea, con il rischio, o la certezza, di andare alle aste e, all’opposto, c’è chi continua a lavorare in modo organico e con onestà intellettuale, in attesa che la Corte si pronunci, preparando contromisure per ogni possibile evenienza, per riaffermare il buon diritto degli operatori, la non inerenza del comparto balneare italiano rispetto a normative europee applicate in modo discriminatorio e l’insopprimibile esigenza delle imprese balneari di ottenere contratti a tempo indeterminato, conditio sine qua non per portare avanti iniziative economiche che offrano prospettive di successo e siano in grado di produrre servizi qualificati, reddito, lavoro, occupazione, sviluppo e benessere.
Chi parla apertamente di aste ed evidenze pubbliche o apre a discorsi compatibili, oppure a ipotesi che preludano a tali destabilizzanti possibilità, lo fa, evidentemente, con finalità strumentali. Noi, che siamo unicamente imprenditori balneari scesi in campo per difendere le nostre imprese, le nostre famiglie e il nostro futuro; noi che non siamo a libro paga di nessun sindacato e che paghiamo di tasca nostra qualsiasi onere inerente, siamo schierati per la seconda linea di pensiero: quella di CNA Balneatori.
Per chi ancora non sapesse di cosa si stia parlando, rimandiamo all’articolo 16 dicembre 2015 con il quale Mondo Balneare, riportando una dichiarazione di Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale di questo efficiente e trasparente sindacato di categoria –  rettifica un precedente post, nel quale il blog in questione sembrava omologare linee sindacali molto diverse tra loro.
Il passo centrale della dichiarazione di Tomei, comunque, vogliamo richiamarlo senza mediazioni:

” Affermiamo senza mezzi termini che non siamo d’accordo sull’iniziativa di proporre un disegno di legge che anticipi l’attesa sentenza della Corte di giustizia europea. Sarebbe un pasticcio che ci porterebbe dritti alle evidenze pubbliche, magari con il contentino di un’ipotesi di sdemanializzazione a macchia di leopardo senza opzione per i concessionari attuali, proposta che non risolverebbe il problema per tutta la categoria e che ci porrebbero ulteriormente in cattiva luce di fronte all’opinione pubblica.

Siamo riusciti ad arrivare al punto centrale della questione balneare italiana praticamente da soli: sostenere al cospetto europeo la non inerenza del comparto balneare marittimo rispetto alla direttiva servizi. Ora c’è bisogno di capire bene chi si ponga al fianco delle imprese balneari.
La risoluzione sindacale di Cna Balneatori – emersa dalle assemblee nazionali di Ravenna e Rimini tenute nel 2015 – originale linea di pensiero del nostro sindacato, inizialmente addirittura avversata, assume oggi piena centralità in Europa, nel momento in cui il Tribunale costituzionale spagnolo qualifica le concessioni di quello Stato come beni, all’interno della famosa Ley de Costas. Italia e Spagna, paesi aderenti all’UE, sono sullo stesso piano, così come Portogallo, Grecia e Croazia. Se le concessioni demaniali marittime sono beni in Spagna, lo sono necessariamente anche in Italia. E se sono beni – come in effetti sono – le concessioni devono essere escluse dalla direttiva Servizi anche in Italia, così come lo sono state in Spagna, per effetto di una proroga di 45 anni. Evitiamo di girare intorno al problema pensando a soluzioni legislative che non risolverebbero nulla. Confrontiamoci con la realtà dei fatti. Chi ancora non ha preso posizione lo faccia, iniziando a sostenere che in Italia, come in Spagna, il comparto balneare deve essere tutelato e che deve essere riaffermato il diritto di esistere delle imprese in attività.”

Bravò Tomeì!!



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    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
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  • AMMINISTRAZIONE

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