AFFIDAMENTO DI CONCESSIONE DEMANIALE MARITTIMA RELATIVA AL COMPENDIO IMMOBILIARE DI PROPRIETA’ DELLO STATO SITO IN SANREMO – MODALITA’ DI GARA E CRITERI DI AGGIUDICAZIONE

Postato il: 28 gennaio, 2012 | Lascia un commento

Enrico Schiappapietra, nell’ambito del convegno 27 gennaio 2012 a Spotorno, ha parlato di una concessione balneare revocata dal Comune di Sanremo, che ha già emesso il bando per riassegnarla. Il SIB, temendo che il procedimento possa divenire un pericoloso precedente, ha deciso di affiancare l’ex concessionario nella sua azione difensiva e di iniziare addirittura un proprio ricorso amministrativo. Il messaggio che il sindacato vuole trasmettere alla Pubblica Amministrazione è che “a casa nostra non si passa”.

Ecco il link del bando di gara: AFFIDAMENTO CONCESSIONE DEMANIALE MARITTIMA RELATIVA AL COMPENDIO IMMOBILIARE DI PROPRIETA\’ DELLO STATO SITO IN SANREMO – MODALITA\’ DI GARA E CRITERI DI AGGIUDICAZIONE.

Video disponibile all’interno del nostro post CONVEGNO INTERSINDACALE 27 GENNAIO 2012 – SPOTORNO, nell’intervallo 1:47:10 – 1:51:24.

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Riunione 20 dicembre 2011 del SIB Savona e del Consorzio “Obbiettivo Spiagge”

Postato il: 22 dicembre, 2011 | 1 commento

Bruno Bruzzone ci informa:

“Riunione 20 dicembre 2011 del SIB Savona e del Consorzio “Obbiettivo Spiagge”

La piccola sala del SIB di Savona era al completo. Argomenti in discussione: attività sindacali e modifiche agli atti del Consorzio Obiettivo Spiagge. La riunione è iniziata con la  retrospettiva delle ultime iniziative: dall’intesa delle quattro sigle sindacali, all’incontro di Rimini, agli interventi locali in Provincia e in Regione. Un accenno all’articolo del Sole 24ore relativo ai Fondi comuni, che tanta preoccupazione stanno suscitando in tutti noi. Mi aspettavo di conoscere la nuova linea d’azione del Sindacato, che speravo già avviata, ma niente di tutto questo, nessun accenno ai rapporti con le istituzioni e neppure a iniziative che coinvolgano la base. Nulla. Sarà che ho preso il ritmo dei Toscani, ma trovo demoralizzante questa staticità e la mancanza di iniziative e di informazione. Non si può andare avanti in questa maniera, siamo tutti preoccupati per questo apparente vuoto sindacale e in questa situazione non è neanche da biasimare la recente nascita di un nuovo movimento spontaneo!

Un ragazzo, tra i presenti, ha chiesto notizie della persona che ha raggiunto Roma in bicicletta, lamentando la scarsa visibilità che ha avuto l’iniziativa. A questo punto ho dovuto intervenire e a fatica e con una certa rabbia ho parlato di Marcello, della sua personalità, della sua volontà e della sua forza morale, piuttosto che  della sua impresa. Scrivo “rabbia” perché la mia era proprio rabbia: noi abbiamo cercato di pubblicizzare l’evento il piu’ possibile, ma siamo stati stoppati dal silenzio del sindacato. Anche la mail con la quale abbiamo cercato di attivare Schiappapietra è caduta nel vuoto. Non si tratta di un’iniziativa promossa dal sindacato? Ma cosa importa! Nelle zone che ha attraversato, Marcello ha ricevuto l’interesse e la comprensione di moltissime persone e persino di colleghi, il che è tutto dire. Però avrei voluto anche dire a quel ragazzo: “E’ indispensabile tenersi aggiornati. Ma come? è a rischio la tua concessione e neanche t’informi nei tempi giusti e a cose fatte alzi la mano per chiedere? Ma accidenti, vuoi davvero perdere la tua azienda? La situazione si va aggravando giorno dopo giorno e non è piu’ tempo per delegare ad altri incombenze che sono anche tue! Ognuno di noi deve fare la sua parte.”

La riunione è proseguita con la modifica dell’articolo quattro dello statuto del Consorzio Obiettivo Spiagge, alla presenza del notaio che ne ha certificato il cambiamento. Si è anche parlato dell’attività del Consorzio e di alcune possibili iniziative collegate, che a me sembrano di un certo interesse.

Mi è arrivata in questo momento una mail dal Comitato Salvataggio, riguardante gli incontri di Roma con il Presidente della Camera Fini e con il ministro del Turismo Gnudi. Rapporto stringato, che in pratica non dice niente, quindi c’è da preoccuparsi. Ne sapremo di piu’ nei prossimi giorni.

Buon Natale e un caro saluto a tutti

Bruno

NO ALLE ASTE!!!! SI ! ALLA DEROGA!!

 

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Conflitto di interessi tra SIB e “Obiettivo spiagge”

Postato il: 14 luglio, 2011 | Lascia un commento

L’altro ieri, 12 luglio, il segretario dell’Associazione Bagni Marini di Varazze, affiliata SIB, è stato incaricato di spedire agli associati una mail di questo tenore:

“Chi volesse aderire al consorzio è pregato di comunicarmelo al più presto a mezzo mail. Completato l’elenco degli interessati lo stesso sarà passato al presidente del consorzio in modo da poter contattare gli interessati per un appuntamento. Per questo vi prego fornirmi anche numero di telefono al quale essere contattati.”

Sindacato e Obiettivo spiagge non sono la stessa cosa, anche se il secondo ha avuto credibilità dall’essere stato sponsorizzato dal primo e  dalla commistione che si è voluta creare tra i dirigenti dei due enti. Sindacato e consorzio, anzi – fino a che non saranno attuate le modifiche statutarie preannunciate dal presidente Schiappapietra, che le ha correttamente subordinate all’assenso dell’assemblea consortile – sono in conflitto di interessi. Perché il sindacato di Varazze ha sentito la necessità di intervenire ulteriormente nella questione, spingendo  i propri associati nelle braccia del consorzio? Non ha forse quest’ultimo un direttore, che ha già avuto modo di comunicare con ciascuno degli associati di Varazze,  ne conosce l’indirizzo e avrebbe potuto tranquillamente mettersi in contatto con loro?

Questa mattina ho preavvertito  Sandro Badiale, presidente dell’Associazione, che gli avrei chiesto formalmente di diramare agli associati di Varazze, tramite la stessa segreteria  che ha spedito l’avviso di cui sopra, questa comunicazione:

“Giovanni Botta, concessionario balneare marittimo di Varazze e consigliere dell’Associazione bagni marini di Varazze, invita gli associati di Varazze che ancora non abbiano aderito alla società consortile cooperativa a responsabilità limitata “Obiettivo spiagge” a subordinare la propria adesione alle modificazioni statutarie che sono state annunciate dal presidente del consorzio, Enrico Schiappapietra, nella riunione dell’11 luglio. Precisa che fino a che tali modificazioni non siano effettuate – e in particolare fino a che almeno l’articolo 4,  dello statuto, ultimo comma, e il successivo articolo 5, comma 5, punto 4,  non siano eliminati – sindacato e consorzio sono in evidente conflitto di interessi.”

Giovanni Botta

 

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Perché critico “Obiettivo Spiagge”

Postato il: 12 luglio, 2011 | Lascia un commento

Contrariamente al previsto, ieri, 11 luglio, non ci è stato possibile essere presenti all’incontro con Comitato Nazionale Salvataggio Imprese e Turismo Italiano a Viareggio. Siamo partiti da Varazze alle 18,30, ma abbiamo trovato l’autostrada A10 (Ventimiglia – Genova) immediatamente bloccata (8 Km di coda in aumento) per le conseguenze di un incidente e la S.S. Aurelia chiusa al traffico tra Sestri Ponente e Pegli per la rottura di una tubazione che serve il porto petroli di Multedo. Impossibile proseguire. Abbiamo dirottato sulla riunione dell’Associazione Bagni Marini di Varazze, associata SIB, nella quale era programmato il dibattito sulla società consortile “Obiettivo Spiagge”. Riferiremo di questa riunione in un successivo articolo.

Qui mi limito a riportare la domanda che mi è stata rivolta dal presidente provinciale SIB Schiappapietra e a commentarla brevemente: perché una persona che ha dichiarato pubblicamente di non voler partecipare a Obiettivo Spiagge insiste nell’impiegare il suo tempo a criticare il consorzio? Domanda sensata per chi non veda la strettissima connessione che esiste tra Obiettivo Spiagge e SIB, che è ancòra il più importante sindacato balneare italiano. Il consorzio è stato concepito e attuato in ambito SIB, si è avvalso della credibilità del sindacato e dei suoi dirigenti per qualificarsi presso la base, si propone come àncora di salvezza della categoria. Personalmente non credo nel consorzio così come è stato costituito. Credo invece nella funzione del sindacato nell’ambito della trattativa in corso con il governo e sono seriamente preoccupato per l’atteggiamento dei dirigenti SIB che hanno voluto il consorzio, lo hanno avallato presso la base e ora lo difendono con argomenti che si limitano alla credibilità personale, che deriva loro dall’essere rappresentanti ufficiali del SIB. Anch’io sono un modesto rappresentante del sindacato e mi chiedo se l’ostinazione da parte di Schiappapietra nel difendere l’indifendibile non nasconda la convinzione che, sul fronte sindacale, la partita è persa. Cosa che non credo e non intendo avallare in nessun modo. Per questo impegno parte del mio tempo a criticare il consorzio: sto cercando di far capire ai concessionari locali quello che sta succedendo.

Giovanni Botta

 

 

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“Obiettivo spiagge”: Prime conseguenze in ambito nazionale

Postato il: 10 luglio, 2011 | Lascia un commento

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Il sindacato e la buccia di banana

Postato il: 10 luglio, 2011 | 1 commento

Lunedì 11 luglio si terrà in Varazze l’assemblea della locale Associazione Bagni Marini, affiliata SIB, destinata a discutere di Obiettivo Spiagge – società consortile cooperativa a responsabilità limitata, con sede legale in Savona, C.so Vittorio Veneto 23/1 – codice fiscale 01593530098 – Numero REA: SV 160201. Dati ufficiali, questi e quelli che seguono. Dati pubblici, acquisibili da chiunque presso la C.C.I.A.A. di Savona attraverso una normale visura (la mia è del 14.6.2011). Niente che sia coperto da privacy. Lunedì 10 sarò a Viareggio, alla riunione del Comitato Nazionale Salvataggio Imprese e Turismo Italiano finalizzata alla manifestazione-evento del prossimo 6 agosto, quindi non sarò presente all’assemblea di Varazze. Per mantenere l’impegno, assunto nei confronti di Schiappapietra e degli amici di Comitato Balneari Liguria, di produrre un documento di analisi degli aspetti  a mio giudizio critici del consorzio, preciso quanto segue.

Obiettivo Spiagge – società fortemente voluta da Enrico Schiappapietra, presidente provinciale SIB Savona – è stata costituita in ambito SIB Savona il 28 marzo 2011 ed è stata iscritta  nel Registro imprese di Savona il 12 aprile 2011. Amministratori in carica al 14 giugno 2011: Enrico SCHIAPPAPIETRA, presidente; Oreste DE ROSSI, Riccardo BORGO, Ernesto SCHIVO,  Bernardino TASSARA, Mauro REBONATO, Sandro BADIALE, consiglieri. Tutti dirigenti SIB di vario livello, da quello cittadino a quello provinciale, regionale, nazionale.  Non conosco la genesi e il gradimento dell’ente nelle altre cittadine della provincia, mi limito quindi alle vicende di Varazze, che ho vissuto in prima persona, nella mia funzione di consigliere della locale Associazione Bagni Marini, affiliata SIB. Stando alle dichiarazioni del presidente Schiappapietra, quando ha presentato il “consorzio” – questa è stata la prima e provvisoria qualificazione dell’ente, esso:

a.- avrebbe dovuto avere la funzione di contribuire a tutelare le concessioni demaniali marittime esistenti, nell’ipotesi in cui, dopo il 31 dicembre 2015, si fosse reso necessario procedere alla loro riassegnazione mediante gara ad evidenza pubblica;

b.- avrebbe dovuto essere costituito con largo anticipo rispetto alla scadenza del 2015, come in effetti è avvenuto, sia per evitare il rischio di possibili limitazioni legislative nei confronti dei consorzi di concessionari demaniali, sia per creare e consolidare nel tempo i rapporti necessari a qualificare Obiettivo Spiagge come interlocutore privilegiato della P.A., in grado di fornire ai comuni della provincia servizi che il singolo concessionario non ha mai offerto e non sarebbe mai stato in grado di offrire. Tale rapporto funzionale con la P.A., nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe consentire di apportare a ciascuna delle aziende aderenti al consorzio un punteggio addizionale, in sede di gara finalizzata alla assegnazione delle concessioni;

c.- avrebbe dovuto essere presentato ai concessionari di Varazze prima della sua costituzione e avrebbe dovuto essere discusso con loro, alla presenza dei tecnici incaricati della stesura definitiva (avvocato e commercialista).

Non condivido le modalità con le quali si è  proceduto e in particolare sono assolutamente critico rispetto al fatto che le caratteristiche del consorzio non siano state discusse e decise con i soggetti che  avrebbero dovuto essere i fruitori naturali dei servizi dell’ente. Inoltre ritengo inaccettabili i metodi che sono stati adottati per acquisire adesioni, in un momento di fragilità psicologica generalizzata. Chi ha lavorato alla stesura del consorzio? Schiappapietra, per sua stessa ammissione. Ma da solo o con altri dirigenti SIB? ed eventualmente con quali deleghe? sarebbe interessante saperlo. Il 21 marzo 2011, comunque, è stata resa disponibile una prima bozza di statuto, che è stata inviata da Sandro Badiale, presidente di zona, ai soli membri del consiglio direttivo dell’Associazione Bagni Marini di Varazze, con specifico avviso di non divulgarla. Ho conservato documentazione di quanto affermo e se sarà necessario la produrrò. Documento riservato quindi, chi sa mai perché, trattandosi di una bozza contrattuale, destinata a una pluralità di soggetti che l’aspettavano per valutarla e che avrebbero dovuto sottoscriverla. Questi soggetti sono venuti in possesso dello statuto definitivo solo il 30 giugno, dopo un acceso dibattito assembleare. Ritardo dovuto a che? Alla supposta inerzia di Sandro Badiale, come si vuol lasciare intendere, o a un ordine di scuderia mai revocato?  Il 23 marzo ho informato per scritto Schiappapietra del fatto che – pur prescindendo da alcune carenze strutturali della bozza statutaria, per me significative – da imprenditore, non ero interessato a  un consorzio che presentava le caratteristiche che mi venivano prospettate. Schiappapietra mi ha risposto in tempi brevissimi, facendomi pervenire un secondo statuto, che il 27 marzo, dopo essermi confrontato con altro concessionario di Varazze, ho contestato per scritto in quattro punti:

1.- indeterminatezza dell’oggetto statutario, molto più ampio di quello che sarebbe sembrato ragionevole prevedere per un ente concepito con gli intenti sopra dichiarati;

2.- presenza di criteri finalizzati ad indurre una massiccia adesione dei concessionari, tra cui l’adozione del principio che la società consortile in questione è legittimata ad appoggiare, in corso di gara finalizzata alla riassegnazione delle concessioni, un proprio socio che intenda acquisire la concessione di un soggetto che non sia socio (articolo 4, comma 8);

3.- eccessiva complessità dell’ente, sproporzionata all’obiettivo dichiarato e conseguente eccessiva onerosità di gestione;

4.- conflitto d’interesse per i promotori dell’ente, i quali sono anche: presidenti sindacali di zona (comunali, provinciali, regionali e nazionali), amministratori del consorzio e, in due casi, pubblici amministratori di enti preposti al rilascio di concessioni demaniali marittime (Borgo nella qualità di sindaco di Bergeggi e Schiappapietra in quella di consigliere capogruppo di Varazze, con delega al turismo e al demanio).

Ho concluso la mia nota 27 marzo invitando Schiappapietra a rimandare la costituzione della società, prevista per il giorno successivo. Questo avrebbe consentito di ripensare l’impostazione dell’ente costituendo, alla luce delle mie osservazioni. Purtroppo non c’è stata risposta, o meglio c’è stata una risposta inequivocabile, nei fatti.

Le sottoscrizioni  sono iniziate immediatamente dopo la costituzione della società consortile e dopo un certo tempo è stata fatta circolare la voce che termine ultimo per aderire al consorzio senza penali fosse il 30 giugno 2011, voce smentita da Schiappapietra nell’assemblea del 29 giugno, dietro mia specifica richiesta, preceduta da una breve nota su questo blog (28 giugno).

In una riunione ristretta che ha preceduto quella assembleare del 29 giugno, Schiappapietra si è impegnato, nei confronti di Comitato Balneari Liguria, presente Sandro Badiale, a modificare l’articolo 4, comma 8, dello statuto, che, in quella sede, gli ho segnalato come improponibile. Da parte mia mi sono impegnato a produrre una nota critica sull’intero statuto. Lo faccio  ora, probabilmente deludendo chi si aspetta che formuli clausole statutarie alternative a quelle esistenti. Premesso che non sono affatto convinto, e non solo da oggi, che questo o un qualsiasi altro consorzio abbiano una funzione decisiva, o almeno significativa, nell’ipotesi in cui si proceda al rinnovo delle concessioni tramite gara:

1.- ritengo assolutamente inopportuno, anzi pericoloso, creare un organismo provinciale dotato della valenza e dei poteri che si sono voluti assegnare a Obiettivo Spiagge. Questa società consortile, operando a regime, avrà caratteristiche paragonabili a quelle di una vera e propria azienda di dimensioni apprezzabili, con costi non certo irrisori, ricavi aleatori e pareggio di bilancio inevitabilmente a carico degli stabilimenti balneari aderenti, chiamati a contribuire in misura paritetica (grandi e piccoli allo stesso modo). E avrà molto potere, troppo. Non penso che questo sia l’obiettivo che i concessionari potenzialmente interessati si propongono. Meglio sarebbe stato procedere sulla base di un differente modello consortile, prevedendo consorzi a base cittadina, basati su criteri di proporzionalità, genericamente finalizzati allo sviluppo del turismo balneare locale, collegati tra loro attraverso un consorzio provinciale di livello superiore, con funzioni di coordinamento e di controllo e con un plafond di spesa limitato ai puri oneri amministrativi. Questa impostazione avrebbe consentito una maggiore flessibilità di gestione e avrebbe evitato i problemi che inevitabilmente si creeranno per il gigantismo dell’ente, per la contabilizzazione e la ripartizione dei costi e per i criteri di contribuzione;

2.- l’avere creato un significativo elemento di conflittualità – circostanza che ora viene strumentalmente rovesciata dai promotori e dai sostenitori della società consortile su chi, fuori dall’ente in questione e dotato di autonomia di pensiero, è seriamente intenzionato a non aderire e dimostra legittima preoccupazione – ha diviso la categoria invece di unirla e ha evidenziato un insopprimibile conflitto di interessi tra chi è contemporaneamente dirigente sindacale e amministratore della società consortile. Per non parlare di chi è anche amministratore pubblico, preposto al rilascio di concessioni demaniali marittime in ambito comunale. Sappiamo che esiste lo strumento tecnico necessario per superare il problema, provvedimento per provvedimento, decisione per decisione: l’astensione. Ma sappiamo tutti perfettamente cosa questo significhi: si tratterebbe di un puro atto formale, con garanzie zero. Il conflitto di interesse – per quanto tristemente istituzionalizzato in ambito nazionale – è un fatto grave e inaccettabile nei soggetti che hanno responsabilità, anche solo potenzialmente contrastanti, nei confronti di terzi. Deve essere risolto radicalmente e strutturalmente prima che si crei e non certo passato sotto silenzio, confidando sulla buona fede, la rettitudine, la lealtà e le buone intenzioni di chicchessia;

3.- è comprensibile che i dirigenti di un’associazione di categoria a rischio di estinzione qual è la nostra predispongano un piano alternativo alla trattativa dura, voluta fermamente dalla generalità della base associativa, che esclude il ricorso a gare. In quest’ottica, con le riserve del caso, è accettabile che si proceda alla costituzione di un consorzio finalizzato alla difesa delle concessioni esistenti. Ma è assolutamente preoccupante che, attraverso lo statuto dell’ente, il sindacato parli di gare ad evidenza pubblica come dell’ipotesi più probabile, per non dire dell’unica possibile. Lo statuto, in effetti, contiene frasi come queste:

“Il Consorzio viene costituito allo specifico fine di realizzare le suddette iniziative, programmi e progetti, onde affiancare i singoli consorziati nella partecipazione alle procedure di evidenza pubblica e/o altri procedimenti comparativi che abbiano per oggetto l’affidamento di concessioni demaniali marittime.”art. 4, comma 6;

“Ad ogni socio è riconosciuto il diritto di avvalersi dell’ esperienza maturata dal Consorzio allorquando parteciperà all’indicenda procedura avente ad oggetto il rinnovamento e/o la riassegnazione della concessione di cui, oggi, è titolare.”art. 4, comma 7;

Il Consorzio potrà inoltre deliberare di partecipare, in affiancamento a uno o più soci che lo richiedano, a procedure di evidenza pubblica aventi ad oggetto concessioni demaniali oggi non nella titolarità di soggetti soci.” art. 4, comma 8;

– partecipare, in affiancamento ai consorziati e/o per quanto occorrer possa per conto dei medesimi a procedure di evidenza pubblica o altri procedimenti comparativi che abbiamo per oggetto l’affidamento di concessioni demaniali marittime.” art. 5, comma 5, punto 4;

frasi che parlano con chiarezza (non esiste una proposizione ipotetica – anzi, c’è un “allorquando” di troppo) e fanno capire che nessuno dei soci fondatori della società consortile – dirigenti SIB, anche di notevole importanza associativa – crede nel successo della attuale trattativa e nella capacità contrattuale della categoria. Ma allora con quale attendibilità questi signori ci rappresentano a Roma e in Europa? C’è un evidente equivoco, che sarà il caso di chiarire, perché certi segnali sono preoccupanti, nel momento delicatissimo che stiamo attraversando, in cui il sindacato deve adempiere alla sua funzione di rappresentanza con tempestività ed efficacia.

E’ triste dirlo, ma la frittata è fatta, soprattutto perché, se esiste la possibilità di modificare alcuni aspetti anche sostanziali dello statuto, sarà difficile dimenticare le tendenze che sono emerse all’interno del sindacato. Perché i nostri dirigenti dovrebbero iniziare a porsi problemi deontologici che prima d’ora non li hanno neppure sfiorati? A cosa servirà eliminare l’articolo 4, comma 8, dello statuto e il successivo articolo 5, comma 5, punto 4, corollario del precedente, se la società consortile in questione potrebbe procedere nello stesso identico modo nei confronti dei concessionari non aderenti, dal momento che manca al riguardo uno specifico divieto attuativo? Prevederlo (il divieto, intendo) significherebbe cambiare radicalmente la filosofia aziendale – perché la società consortile è, potenzialmente, una vera e propria azienda – e ricominciare tutto da capo. Chi avrà la volontà, il coraggio, la lealtà di realizzare un’operazione del genere, con 200 soci già acquisiti?

Giovanni Botta

 

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Comunicato stampa

Postato il: 30 giugno, 2011 | Lascia un commento

Ieri sera, nel corso di una vivace riunione informale tenuta da concessionari demaniali marittimi di Varazze e di Celle, alla presenza del presidente Nazionale SIB Riccardo Borgo e del Presidente provinciale SIB Enrico Schiappapietra, si è parlato delle iniziative intraprese dal Sindacato, delle prospettive e delle eventuali azioni da intraprendere. Borgo ha confermato l’impegno del ministro Fitto di portare in Europa le istanze motivate della categoria, ma ha evidenziato gli aspetti critici di questa iniziativa che, a giudizio suo e dei tecnici governativi, è difficile, incerta, non ancora adeguatamente strutturata. Ha sconsigliato una azione dimostrativa immediata. Schiappapietra ha puntualizzato il suo personale punto di vista circa i contenuti dello statuto di OBIETTIVO SPIAGGE – Società consortile a responsabilità limitata, voluta dallo stesso Schiappapietra e costituita dal direttivo SIB di Savona. Schiappapietra, presidente dell’ente, ha precisato che il 30 giugno 2011, termine del quale il SIB aveva in precedenza parlato come di possibilità ultima di aderire al consorzio senza penali, in effetti non è mai stato formalmente deliberato e deve pertanto essere considerato come un semplice invito ad aderire senza ritardi. Non si è parlato di altro termine. Notizia utile per i concessionari di Varazze potenzialmente interessati all’iniziativa, i quali, se titolari di un indirizzo di posta elettronica, hanno ricevuto il 27 giugno lo statuto della società consortile, costituita il 28 marzo 2011. Consideriamo la dichiarazione di Schiappapietra come risposta al nostro post del 28 giugno. Sembra di capire che mercoledì 6 luglio l’argomento Obiettivo Spiagge sarà ripreso e approfondito, in ambito ancora da definire.

 

 

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    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
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