Fitto arbiter balneariarum rerum

Postato il: 28 luglio, 2011 | Lascia un commento

La legge Comunitaria 2010 – norma che, come abbiamo precisato nel post del 27 luglio, deve ancora essere sottoposta all’approvazione del Senato – all’articolo 21, comma 2, delega il governo ad “adottare, entro quindici mesi dalla data di entrata in vigore della  legge in questione, su proposta del ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale (Fitto – n.d.r.), di concerto con i ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell’economia e delle finanze, dello sviluppo economico, per la semplificazione normativa, per le politiche europee e per il turismo, previa intesa da sancire in sede di Conferenza unificata, di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e successive modificazioni, un decreto legislativo avente ad oggetto la revisione e il riordino della legislazione relativa alle concessioni demaniali marittime” secondo  principi e criteri  specificati nel testo dell’articolo 21, comma 2, punti a, b, c, d, e, f, g. I soliti “paletti”.

L’articolo 8 del decreto legislativo citato prevede che la “Conferenza unificata” di cui sopraorgano consultivo, all’interno del quale, allo stato, saranno discussi e assunti gli accordi che definiranno il nostro destino –  sia coordinata dal presidente del Consiglio dei ministri o, per sua delega, dal ministro dell’interno o dal ministro per gli affari regionali (sempre Fitto).

Fitto quindi, sempre più arbitro della situazione. Fitto, con le solite idee che ben conosciamo. Fitto che, se non prendiamo in fretta una posizione decisa, ci porta dritti alle aste. Anche prima di quindici mesi.

 

 

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Parla Fitto

Postato il: 16 luglio, 2011 | Lascia un commento

Ieri, 15 luglio, Movimento Balneare ha pubblicato il filmato YOUTUBE dell’ incontro 13 luglio 2011 tra il ministro Fitto e i balneari dell’Abruzzo, con pregevole intervento di Riccardo Padovano, presidente del SIB Abruzzo. Lo avrete visto sicuramente, ma se così non fosse vi suggeriamo di guardarlo e di leggere con attenzione il comunicato stampa del SIB Abruzzo, nonchè le considerazioni di Movimento, che condividiamo. Il link per Movimento Balneare è sempre presente nel BLOGROLL della home page,  colonna di destra.

Abbiamo trascritto quella che, secondo noi, è la parte significativa dell’intervento di Fitto e ve la proponiamo:

“(4.58 ca) Il vostro problema grave, serio, importante, che noi stiamo seguendo, bisogna ricordarlo, in tutti i passaggi, e che va da una procedura di infrazione che, piaccia o non piaccia, a livello europeo noi ci abbiamo, sulla quale abbiamo discusso non poco, ci siamo anche scontrati nell’ambito della commissione, per portare avanti le ragioni della peculiarità italiana rispetto agli altri paesi e che ci ha portati ad ottenere rispetto al termine del primo gennaio del 2012, che era il termine dato alla commissione rispetto all’infrazione, di ottenere invece il termine del 2015. Il termine del 2015 consente, n. 1, di chiudere la procedura di infrazione, ma dobbiamo prima inserire un decreto legge che poi, nel confronto anche con i passaggi successivi, è stato ritenuto non opportuno da inserire nel decreto legge, lo abbiamo inserito nella legge comunitaria, laddove noi abbiamo la previsione della proroga  al 2015.
Questo ci consente di poter fare la seconda cosa, della quale abbiamo già concordato con tutte le organizzazioni di categoria e con le regioni da diversi incontri. durante la votazione della legge comunitaria, che adesso passerà al senato, c’e’ un’idea che stiamo cercando di portare avanti, che e’ quella di una legge delega. Al di là dei tecnicismi, che cosa vuol dire? vuol dire che e’ una delega che viene data con legge al governo e nella fattispecie a me in questa … (incomprensibile – ndr) … a predisporre un decreto legge, un decreto legislativo, che ci consente, senza ripassare dal parlamento, di ottenere il risultato della legge quadro e di farlo in tempi rapidi e cioè 60 giorni. Per fare questo noi abbiamo avviato un confronto a livello di Commissione europea, dove la prima questione è ottenere in via definitiva, con un’approvazione di legge, la proroga al 2015. Perché la proroga al 2015 allontana quei rischi ai quali ho fatto riferimento, che sono quelli che, scade una concessione, se c’è un rinnovo di quella concessione qualsiasi cittadino può impugnare al tribunale amministrativo quel rinnovo di concessione e c’è il rischio, com’è accaduto, che un TAR possa sospendere il provvedimento di rinnovo della concessione. All’interno  del percorso che abbiamo individuato, avendo il termine del 2015, una volta che lo concorderemo e consolideremo nell’ambito del provvedimento … (incomprensibile – ndr) … che questo non avvenga entro al massimo settembre, potremo mettere in campo un percorso che è quello che nel decreto legislativo tenga conto di tutti quegli aspetti ai quali abbiamo fatto riferimento, perché il rischio che viene ventilato è quello di un arrivo di investitori stranieri che hanno maggiori risorse. Se invece noi andiamo a fare, nell’ambito del percorso indicato, d’accordo con le Regioni, che devono poi recepire con legge regionale, il percorso che noi indichiamo, andiamo a fare una serie di accorgimenti nell’ambito della procedura di rinnovo che sono: la dimensione, il riconoscimento pieno degli investimenti già realizzati fino ad oggi e una serie di altre accortezze che adesso non sto qui ad indicare, noi possiamo mettere in campo un meccanismo che affronta il rischio … (incomprensibile – ndr) … l’alternativa a questo, io ve lo dico, non so chi di voi era presente all’Auditorium della Conciliazione a Roma quando si fece quella grande manifestazione, vi ricordate, io vi dissi sostanzialmente queste cose,  all’inizio fui anche, diciamo, abbastanza duro … (incomprensibile – ndr) … molto bene con una salva di fischi, mi ricordo ancora adesso, salvo restando che, da allora ad oggi rimaniamo sempre su questa posizione, perché? perché come dicevo all’inizio se voi volete sentirvi dire: rinnoviamo in automatico tutto, ci scontriamo con l’Europa, faremo tutto questo, io ve lo posso anche dire, però non vi sto dando una mano, vi sto mettendo nei guai definitivamente, perché noi questa cosa non la otteniamo, cioè l’idea che ci possa essere una proroga automatica che superi tutto questo, sulla base di un percorso che decidiamo di fare con una rivendicazione, è una cosa che a voi fa piacere sentirvela dire, ma io vi dico che non è realizzabile, perchè fino ad oggi questo tentativo che abbiamo fatto si è scontrato. L’ultimo provvedimento che e’ stato varato all’interno del decreto sviluppo, due mesi fa, si è bloccato nei rapporti tra il Quirinale e l’intervento della Commissione europea, il che vuol dire che quel tema, che quella possibilità non è superabile con quelle modalità, è superabile invece col percorso che stiamo immaginando, che è un percorso che, ripeto, trova, dopo l’ultimo incontro, concordi tutte le organizzazioni di categoria, i vostri rappresentanti e le regioni, perchè il discorso deve essere fatto insieme. In questo modo, secondo me, entro l’anno noi possiamo arrivare a risolvere il problema, ottenendo il risultato al quale voi fate riferimento, senza però aggirare o immaginare soluzioni che vadano contro una procedura dalla quale non ne usciamo (9.50 ca) …”

In sostanza Fitto:

1.- torna a riproporci gare con “paletti”;
2.- ci informa che intende procedere con un decreto legislativo, escludendo il dibattito parlamentare;
3.- ci dice che, circa i punti 1 e 2, esiste un preciso accordo tra ministero, Regioni e associazioni di categoria.

Il SIB nazionale, per parte sua, nel comunicato stampa 12 luglio relativo alla Giunta di Presidenza allargata svoltasi a Roma, informa di avere deliberato all’unanimità vari oggetti, tra cui la “predisposizione di un documento sugli elementi oggettivi a sostegno della richiesta di ‘deroga’ dalla normativa comunitaria nei confronti delle imprese turistico-ricreative italiane da consegnare al Ministro Raffaele Fitto affinché concretizzi al più presto l’intervento del Governo a Bruxelles volto ad ottenere questo risultato;”

Qualcuno racconta storie, il ministro o il SIB, oppure esistono formidabili malintesi. Chiediamo al presidente Borgo di smentire le dichiarazioni del ministro con ogni possibile urgenza e di informare la base associativa circa il documento deliberato dalla giunta di Presidenza: contenuti e modalità di gestione nei confronti del ministero e dell’Europa.

 

 

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Notizia da Movimento Balneare su FB

Postato il: 3 luglio, 2011 | Lascia un commento

LUNEDI’ 4 LUGLIO SECONDA RIUNIONE SEGRETA DEI SINDACATI CON IL MINISTRO FITTO ?

 

 

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Richiesta di chiarimenti a Riccardo Borgo, presidente nazionale SIB

Postato il: 2 luglio, 2011 | Lascia un commento

Presidente Borgo,

nell’incontro del 29 giugno in Varazze ci hai confermato l’impegno assunto da Fitto di portare in Europa le istanze motivate della categoria, precisando che il ministro ha evidenziato gli aspetti critici di questa iniziativa, peraltro giudicata difficile, incerta e non ancora adeguatamente strutturata. Questo abbiamo pubblicato nel comunicato stampa 30 giugno, notizia che non è stata smentita dal SIB, che anzi, sul suo sito ufficiale, aveva in precedenza scritto:

“E’ necessario migliorare i rapporti con l’Unione Europea, chiudendo l’infrazione in materia di concessioni turistico-ricreative attraverso la legge comunitaria 2010, attualmente all’esame della Camera dei Deputati, al fine di favorire un confronto sereno e, ci auguriamo, costruttivo in ordine all’uscita della categoria dalla Direttiva Bolkestein che prevede il rinnovo dei titoli mediante l’evidenza pubblica”.
Questa la richiesta che il SIB Sindacato Italiano Balneari – FIPE/Confcommercio e la FIBA Federazione Imprese Balneari – Confesercenti hanno formulato, oggi, nel corso dell’incontro con il Ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto.
Tale richiesta è stata condivisa dal Ministro, dagli Assessori regionali al Turismo presenti alla riunione e dalle altre Associazioni di categoria, insieme alla opportunità di sfruttare l’incontro tra il Governo italiano e quello comunitario per ottenere anche il riconoscimento nei confronti delle imprese balneari italiane di quelle peculiarità che le rendono uniche in Europa e nel mondo.”

Leggiamo invece, su Movimento Balneare, che Fitto, nell’incontro del 28 giugno con ITB Italia, alla presenza di Laila Di Carlo e di Piero Bellandi ha precisato:

1.- che non tenterà per nulla la strada della deroga, in quanto ritiene possibile unicamente la via delle cosiddette aste con paletti;

2.- che rispetto a questa impostazione (aste con paletti) ha ricevuto l’appoggio degli assessori al turismo delle Regioni Toscana, Abruzzo ed Emilia Romagna, nonché quello di tutti i presidenti dei sindacati di categoria (ITB escluso, perché assente).

Qual è la notizia esatta? Considerando la delicatezza e l’importanza della questione chiediamo un cortese e urgente chiarimento scritto. Grazie.

 

 

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ITB Italia, Di Carlo e Bellandi da Fitto

Postato il: 1 luglio, 2011 | Lascia un commento

Il 28 giugno, Giuseppe Ricci, ITB Italia, è stato ricevuto dal ministro Fitto insieme con Laila Di Carlo e Piero Bellandi, concessionari e professionisti conosciuti e stimati in ambito nazionale. Incontro interlocutorio, del quale ci relaziona RIVIERA Oggi. Cliccare sull’icona per evidenziare l’articolo.

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Rapporti con la politica

Postato il: 31 marzo, 2011 | Lascia un commento

Un problema come il nostro non può sfuggire all’attenzione della politica. Troppe sono le persone, le famiglie, le regioni direttamente o indirettamente coinvolte. Si tratta di una questione di carattere nazionale. Troppi sono i voti in ballo. Tuttavia per molto, troppo tempo la politica, lontana da scadenze elettorali e in tutt’altre faccende affaccendata, si è negata al contatto con i balneari. Non abbiamo praticamente mai sentito il ministro per il Turismo, Michela Vittoria Brambilla, come se il turismo non fosse pesantemente coinvolto dalla nostra emergenza e nelle sue conseguenze vicine e lontane. Ma non si sono sentiti neppure: il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti; il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Altero Matteoli; il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani; il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. Evidentemente questi signori ritengono che mettere sul lastrico qualche centinaia di migliaia di famiglie, rapinandole dei loro diritti, sprovviste come sono di ammortizzatori sociali, sia questione di poco conto. Non abbiamo neppure capito come sia stato possibile cancellare i legittimi diritti di un’intera categoria creando un autentico caos legislativo (diritto d’insistenza NO, ma rinnovo automatico 6 + 6   SI, anche se le concessioni scadono al 31.12.2015) senza sentire la necessità di mandare Angelino Alfano, ministro della Giustizia, in un qualsiasi talk show a spiegare perché ci si ostina a ripetere che questo è uno Stato di diritto, membro di un’Unione di Stati di diritto. Né mai abbiamo visto prendere posizione nei confronti della Comunità europea da parte di Andrea Ronchi, ministro delle Politiche europee fino al 17 novembre 2010 e dopo di lui da parte di Silvio Berlusconi, che da quella data regge il ministero in prima persona. In compenso abbiamo sentito spesso parlare Raffaele Fitto,  ministro dei rapporti con le Regioni e per la coesione territoriale, delegato a trattare con le associazioni di categoria, intenzionato, sembra di capire, a portarci al rinnovo delle concessioni adottando il procedimento dell’evidenza pubblica. La tesi ufficiale è che se così  vuole l’Europa, cosa può farci un ministro della Repubblica, se non adeguarsi? Ma come la mettiamo con le possibili deroghe previste dall’Unione? E  con la scadenza del 28 dicembre 2011, della quale parliamo nella nota “I termini reali del nostro problema e una ipotesi su come sarebbe possibile uscirne”,  sesto capoverso?

Non tutti i soggetti politici, fortunatamente, hanno seguito questa strada: primo fra tutti il PD che, poco dopo il convegno del 18 novembre 2009 a Roma, ha proposto al Governo di riconoscere la specificità del turismo balneare italiano, e altro ancora, argomenti che potete leggere direttamente sul documento PD 20 dicembre 2009. I senatori Manuela Granaiola (PD) e Massimo Baldini (PDL), entrambi toscani, si sono prodigati fin dal 2009 per risolvere il nostro problema. E’ grazie al loro interessamento che il  Senato intrapreso l’indagine conoscitiva sulle concessioni demaniali marittime ad uso turistico-ricreativo (Commissioni riunite:  8° – Lavori Pubblici e 10° – Industria, commercio e turismo) che ha iniziato i lavori il 3 febbraio 2011 con l’audizione del ministro Fitto. Anche l’on. le Sonia Viale di Sanremo, sottosegretario di Stato all’economia e alle finanze, è informata della nostra questione e se ne sta interessando. L’on. le Giacomo Chiappori (Lega Nord) di Imperia, che già era intervenuto nel corso della manifestazione di Roma (1° dicembre 2009), si è impegnato pubblicamente a nostro favore nel corso del convegno di Loano (18 dicembre 2010), ma a tutt’oggi non risulta aver assunto autonome iniziative. L’11 febbraio 2011, l’on. le Paolo Tancredi (PDL) ha presentato in Senato l’ordine del giorno 0/2518/38/0105, cofirmato dagli onorevoli Maurizio Gasparri (PDL) e Gaetano Quagliariello (PDL), contenente un emendamento al decreto Milleproroghe 2011, finalizzato alla soluzione del nostro problema. L’emendamento non è stato accolto. Anche l’on. le Antonio Di Pietro (intervista di fine febbraio 2011, già precedentemente richiamata), si è espresso a nostro favore. Più recentemente (29 marzo 2011) l’agenzia di stampa ASCA ha informato che anche l’UDC, in persona degli onorevoli deputati: Deodato Scanderebech, Gianluca Galletti, Amedeo Ciccanti,  Gabriella Mondello,  Nedo Lorenzo Poli, Salvatore Ruggeri, Antonio Mereu, ha emanato una interessante nota congiunta in data 25 febbraio 2011, documento che riportiamo integralmente.

Nell’ambito della Regione Liguria, Angelo Berlangieri (Indipendente), Marilyn Fusco (IDV), Francesco Bruzzone (Lega Nord), si sono interessati del problema, i primi due anche partecipando al convegno del 18 dicembre 2010 a Loano.

In sede europea Lara Comi (PDL), anch’essa presente a Loano, ha dimostrato per un certo tempo di essere interessata alla nostra questione, in relazione alla quale tuttavia ha sempre espresso giudizi sostanzialmente critici. In tempi più recenti Leonardo Domenici (PD), nel corso dell’intervista 19 febbraio 011, che riprendiamo da Youtube, ha espresso una disponibilità che ci auguriamo abbia seguito.

Verifichiamo quindi l’esistenza di un diffuso interessamento trasversale nei nostri confronti e non perdiamo di vista la prossima scadenza elettorale. Le cose funzionano così.

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Posizioni assunte dal SIB – il maggiore sindacato nazionale di categoria – fino al 30 marzo 2011

Postato il: 31 marzo, 2011 | Lascia un commento

Il SIB è il nostro sindacato di riferimento e, anche se dobbiamo attribuirgli una obiettiva corresponsabilità nella nostra attuale emergenza, riteniamo che, nel momento in cui scriviamo, sia il soggetto  più qualificato per traghettarci fuori dal guado, o dal guano,  se preferite. È ovvio comunque che, dati i precedenti, non siamo più disponibili a lasciarci guidare dal SIB senza battere ciglio, perché è solo grazie al dissenso dimostrato da una consistente parte della base associativa  che il SIB è riuscito finora a evitare errori irreversibili e per noi catastrofici. In particolare il SIB:

a.- dopo aver cofirmato, con altre quattro associazioni di categoria, intorno al 21 novembre 2010, il Documento per la nuova disciplina delle concessioni demaniali marittime per uso turistico ricreativo, proposta non datata, indirizzata al  ministro Fitto;

b.–  preso atto della bozza d’intesa predisposta dal Ministero per gli affari regionali in data 21.12.2010, ha stoppato tale possibile accordo con il telegramma 20 gennaio 2011 e con la lettera in pari data;

c.- circa un mese dopo ha diramato il comunicato stampa 22 febbraio 2011, nel quale esprime concetti critici nei confronti delle politiche settoriali di Governo e, per la prima volta, dichiara il proprio perentorio NO ALLE ASTE!!

Un inciso: la bozza d’intesa Fitto 21 dicembre 2010 della quale si è detto sopra, elaborata in una fase di brusca e inattesa accelerazione delle trattative impressa dal Ministro per gli affari regionali, è stata inviata direttamente alle Regioni prima di sottoporla ai sindacati di categoria. Fortunatamente  la proposta non è piaciuta alle Regioni ed è stata respinta. Nel sindacato c’è chi ha valutato questo documento come un parziale passo avanti nelle trattative, noi pensiamo invece che quella proposta ci penalizzasse in modo scandaloso, al punto che non vale neppure la pena di parlarne, in questa retrospettiva. Comunque, per chi volesse andare a fondo della questione, verificare l’attendibilità delle nostre affermazioni, cogliere gli aspetti significativi delle iniziative poste in essere nei confronti della nostra categoria dall’interlocutore ministeriale, segnaliamo che Movimento Balneare, a pagina 26 del suo blog, il 14 gennaio 2011 (http://www.movimentobalneare.it/index.php?option=com_content&view=article&id=457:attenzione-importante-il-23-gennaio-fitto-aveva-gia-inviato-la-bozza-alle-regioni-incredibile-&catid=1:notizie&Itemid=74), ha dimostrato che il 23 dicembre 2010 – quindi prima delle riunioni di inizio gennaio tra sindacati, nel corso delle quali  la bozza Fitto è stata discussa – il documento era già stato consegnato alle Regioni!

È positivo che il SIB abbia cominciato a capire che il dissenso della grande maggioranza dei suoi associati non possa essere ignorato, ma siamo andati vicini al disastro. Siamo stati fortunati se il ministro Fitto non ha recepito la proposta sindacale del novembre 2010, perché il documento in questione – parto congiunto del SIB e delle altre associazioni di categoria, ITB Italia esclusa – non ci avrebbe assicurato la permanenza nelle attuali concessioni e neppure ci avrebbe tutelato in caso di perdita delle concessioni. Il concetto di “perizia asseverata” riferito al valore delle nostre aziende è illusorio, perché nasconde sorprese e insidie micidiali, mentre la perdita di valore delle aziende è un fatto concreto. E ancora: l’idea, sicuramente non ancora abbandonata in ambito SIB, che sia possibile uscire positivamente da una gara ad evidenza pubblica preordinando opportuni “paletti” è priva di fondamento, perché non solo è assai probabile che i parametri più significativi per noi sarebbero respinti in ambito europeo, in quanto contrari all’articolo 12, comma 2, della Direttiva Bolkestein, ma anche perchè, se e nei limiti in cui fosse accettata, in fase applicativa questa impostazione darebbe luogo a contenziosi infiniti e di esito incerto. Altrettanto pericolosa e inaccettabile è l’ipotesi di chi si dice disponibile ad un accordo basato su un congruo rinvio della scadenza delle concessioni, al termine del quale ci aspetterà la solita gara. Può essere una ingenua posizione individuale, non certo un’ipotesi sindacale.

Infine il SIB – e anche la FIBA – non possono continuare a gestire gli interessi del nostro comparto mantenendo nei confronti del Governo l’atteggiamento di assoluta sudditanza psicologica che finora lo ha contraddistinto. Il  prossimo 5 aprile, ammesso che Berlusconi riceva la nostra delegazione, avrà avuto modo di leggere la nota SIB-FIBA del 29 marzo 2011, che qui evitiamo di commentare, e ci tratterà in relazione. Noi, comunque, saremo in strada; speriamo almeno di essere in molti e di bilanciare in questo modo l’effetto Fantozzi creato dal documento. Allora andiamoci tutti a Roma, facciamoci vedere e sentire, perché le elezioni amministrative sono dietro l’angolo!!

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