M5S  ALLE PRESE CON IL MURO DI GOMMA DELLA COMMISSIONE UE

Postato il: 30 ottobre, 2015 | Lascia un commento

PARLAMENTO_EUROPEO_30.10.2015MONDO BALNEARE – su segnalazione di Antonio Smeragliuolo – informa che l’interrogazione presentata il 21 maggio 2015 da Ignazio Corrao, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, circa l’uniformità di applicazione della direttiva Servizi nel comparto balneare europeo, è tutt’ora in attesa di risposta da parte della Commissione. Il testo dell’interrogazione è riportato sul post di MONDO BALNEARE ed evitiamo di riproporlo, leggetelo sul loro sito utilizzando il link.
Si sarebbe dovuto avere una risposta al più tardi entro il 2 luglio 2015 ed è comunque importante che una risposta, anche se tardiva, venga formulata.
Noi di Comitato Balneari Liguria cercheremo di andare a fondo della questione e abbiamo iniziato con una richiesta di informazioni, che il nostro coordinatore – Giovanni Botta – ha indirizzato al Parlamento europeo. L’immagine fotografica del form predisposto dal Parlamento UE è accessibile con un clic, ma per una più agevole lettura ne pubblichiamo integralmente il testo:

“Leggo, nel Regolamento del Parlamento europeo, Titolo V (Relazioni con le altre istituzioni e organi), capitolo 3 (Interrogazioni parlamentari), articolo 130, commi 5 e 6, che alle interrogazioni prioritarie è data risposta entro tre settimane dalla loro presentazione, mentre alle interrogazioni non prioritarie è data risposta entro sei settimane dalla loro trasmissione.
Vorrei essere informato circa il motivo per cui l’interrogazione con richiesta di risposta scritta dell’europarlamentare italiano Ignazio Corrao, avente per oggetto: Concessioni di demanio marittimo e l’applicazione della Direttiva Bolkestein, presentata il 21 maggio 2015, al numero E-008273-15, è rimasta tutt’ora senza risposta.
Grazie.
Giovanni Botta”

Perchè non fate altrettanto? L’indirizzo del servizio europeo è: https://www.secure.europarl.europa.eu/plenary/it/contact.html

Vi terremo comunque informati circa gli sviluppi.
Una cordiale stretta di mano ad Alex Giuzio e ad Antonio Smeragliuolo.



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RISOLUZIONE PARLAMENTO EUROPEO MERCATO INTERNO E SERVIZI DELL’11 SETTEMBRE 2013: FAVOREVOLI, CONTRARI, CONSIDERAZIONI

Postato il: 13 settembre, 2013 | Lascia un commento

BANDIERA_EUROPEADa indiscrezioni raccolte in sede europea, apprendiamo che la Risoluzione del Parlamento europeo 11 settembre 2013, inerente il mercato interno dei servizi, è solo un documento non vincolante di iniziativa parlamentare. Complesso di suggerimenti e di esortazioni alla Commissione europea. Vincolante no, inopportuno e pericoloso sì.
Quanto è accaduto durante l’iter parlamentare che ha portato all’approvazione del documento è assolutamente sconcertante.  Tutti gli emendamenti presentati dal gruppo S&D (Alleanza progressista di socialisti e democratici al Parlamento europeo) – emendamenti che evidenziavano i rischi per il mercato del lavoro connessi all’applicazione della Direttiva servizi –  sono stati respinti. Tra questi l’importantissimo emendamento che richiedeva un’indagine ex-post sull’impatto della liberalizzazione dei servizi. Il PPE (Partito popolare europeo) ha votato costantemente contro gli emendamenti, facendo muro in difesa di Anna Maria Corazza Bildt, aderente al gruppo e relatrice del documento. A nulla è valso il voto finale contrario alla Risoluzione espresso da S&D, tra cui Andrea Cozzolino – vice-capodelegazione PD al Parlamento europeo: il documento è stato approvato con 366 voti favorevoli e 292 contrari. Incredibile la volatilità del Parlamento europeo, immemore di precedenti pronunce di tutt’altro segno.
Nessun italiano del PPE ha votato contro la Risoluzione. Solo Roberta Angelilli – vicepresidente del Parlamento europeo – si è astenuta. Con lei Niccolò Rinaldi – vicepresidente del gruppo ALDE (Alleanza dei democratici e dei liberali per l’Europa), capo delegazione IDV al Parlamento europeo e Sonia Alfano, anch’essa IDV aderente ALDE, dal 2012 presidente della Commissione speciale antimafia.
Il commento di Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori: “Senza entrare negli aspetti politici della questione, si è persa l’occasione di porre in essere premesse importanti, sulla base delle quali la Direttiva servizi avrebbe potuto essere modificata in senso favorevole alla questione balneare italiana. Qualche segno positivo della missione 18 giugno 2013 a Bruxelles è comunque arrivato. Si pensi al voto contrario di S&D e alle astensioni Angelilli, Rinaldi e Alfano. Il provvedimento  approvato non è vincolante, pertanto c’è ancora spazio perché i nostri eurodeputati tutti propongano un nuovo documento chiaro ed inequivocabile, che anteponga la tutela del sistema balneare italiano a qualunque altra questione di minore rilevanza economica e sociale.”
Resta da vedere quali siano le convinzioni e i margini di manovra degli europarlamentari italiani che hanno votato a favore della Risoluzione e quale credibilità le loro dichiarazioni di voto potrebbero avere sul Parlamento europeo, rispetto a un nuovo eventuale documento a sostegno del comparto balneare italiano.



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Risoluzione del Parlamento europeo del 27 settembre 2011 sull’Europa, prima destinazione turistica mondiale – un nuovo quadro politico per il turismo europeo

Postato il: 10 ottobre, 2011 | Lascia un commento

Ecco il testo della Risoluzione del Parlamento europeo della quale abbiamo parlato sulle pagine di questo blog:

Segnaliamo, in particolare i seguenti punti:

06.- il turismo come parte integrante della politica industriale europea e importanza turistica delle piccole e medie imprese (PMI) come fattore di innovazione, stabilità e affidabilità;
10.- sostegno degli elementi tradizionali tipici;
45.- prolungamento della stagione turistica (nel senso della variazione del calendario scolastico, diciamo noi, più che in quello del  prolungamento del periodo di apertura autorizzata);
55.- necessità di un turismo costiero e marino sostenibile;
56.- turismo balneare come peculiarità di alcune regioni costiere ed eventuali ripercussioni negative della Direttiva servizi sulle piccole e medie imprese; predisposizione di misure compensative per l’attenuazione del danno causato dalla Direttiva in questione;
58.- turismo della salute (il documento non include esplicitamente gli stabilimenti balneari, i quali, invece, devono essere considerati appartenenti a questa categoria a tutti gli effetti);
74, 75 e 76.- IVA e altre forme di tassazione, nei loro rapporti con il turismo;
78.- strategia europea integrata sul turismo;
79.- osservatorio tecnico europeo sul turismo.

La Risoluzione rappresenta un’apertura sostanziale da parte dell’U.E. rispetto al problema spiagge, ma richiede comunque una specifica iniziativa da parte dello Stato italiano. Iniziativa che a tutt’oggi è mancata, non diversamente da una decisa ed efficace azione di categoria. Il problema – lo sosteniamo da sempre – è stato creato dall’inerzia dei governi e dei direttivi dei sindacati di categoria che hanno operato in Italia dal 2004 in poi.



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