LEGGE DI STABILITA’ 2016: CNA BALNEATORI PROPONE DUE EMENDAMENTI ESSENZIALI

Postato il: 7 novembre, 2015 | Lascia un commento

TOMEI_AL_LAVOROGiovedì 5 novembre 2015: CNA Balneatori ha presentato al Governo due emendamenti da inserire nella legge di stabilità. Ne diamo notizia in ritardo, ma riteniamo importante che questo blog conservi traccia dell’importante iniziativa per memoria.
Il primo emendamento riguarda i concessionari pertinenziali, in relazione ai quali si chiede: abrogazione dei canoni OMI; sospensione dei procedimenti amministrativi derivanti dal mancato versamento del canone; sospensione dei provvedimenti amministrativi finalizzati alla devoluzione delle opere non amovibili. Per prendere visione dell’emendamento, delle motivazioni e dei riferimenti alla decisione dell’assemblea CNA Balneatori che ha generato questa iniziativa, cliccare sul link.
Il secondo emendamento riguarda la proroga delle attuali concessioni demaniali marittime: sono stati richiesti 30 anni, dal 31.12.2020 al 31.12.2045. Nelle motivazioni si precisa che, seguendo la proposta governativa del doppio binario, si assegni al comparto demaniale marittimo in attività una congrua proroga e si apra maggiormente alla concorrenza, agendo sulle zone libere, senza toccare le aree già occupate da insediamenti balneari. Per approfondimenti, cliccare sul link.
Altri argomenti centrali per la categoria, quali: riordino normativo, riduzione IVA, facile e difficile rimozione, sono stati anticipati nei temi generali della piattaforma sindacale di CNA Balneatori, durante l’intervento del presidente Tomei il 28 ottobre scorso a Roma, in sede di conferenza stampa per la presentazione dell’Intergruppo per la tutela delle piccole imprese turistico-balneari.



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CNA BALNEATORI AL COMUNE DI RIMINI: UFFICIALIZZARE LA PROROGA AL 2020

Postato il: 16 maggio, 2015 | Lascia un commento

RIMINI_MAGGIO_2015Difendere la proroga delle concessioni al 2020, in presenza delle iniziative pregiudiziali inoltrate  alla Corte di Giustizia UE dai Tribunali amministrativi di Lombardia e Sardegna, è divenuto un imperativo categorico, al quale CNA Balneatori continua a fornire monitoraggio, interventi concreti in regime di massima allerta, strategie e sostegno. Nel corso dell’Assemblea che si è tenuta a Rimini lo scorso 14 maggio, presso il Bagno 42 di P.zza Marvelli, già p.zza Tripoli, Cristiano Tomei – presidente nazionale CNA Balneatori – ha fatto preliminarmente il punto della situazione sulla questione balneare italiana. L’apertura governativa del cosiddetto “doppio binario” – ossia l’ipotesi di  fornire una corsia preferenziale alle imprese balneari in attività, ricorrendo a gara solo per l’assegnazione di nuove concessioni – ha offerto una interessante opportunità, che peraltro deve ancora essere consolidata in ambito UE. Nel contempo le sentenze dei TAR Lombardia e Sardegna mettono pericolosamente in forse la stessa proroga al 2020, che pure è stata sancita per legge ed è autorevolmente difesa presso la Corte di Giustizia UE dalla stessa Avvocatura di Stato.  Occorre infine fare chiarezza nell’ambito della normativa comunitaria: si continua a ragionare in termini di Direttiva Servizi, quando la Direttiva Concessioni, successiva alla prima, esclude che le imprese balneari debbano essere riassegnate mediante gara.
In questo contesto confuso e contraddittorio, CNA Balneatori ha agito, sia bloccando la pericolosa risoluzione Lodolini, che negava la possibilità di prorogare le concessioni, sia chiedendo audizione alla Commissione VI Finanze, per poter illustrare compiutamente le problematiche e le proposte delle imprese balneari.
In merito alla posizione del Comune di Rimini, che non ha ancora provveduto alla annotazione della proroga al 2020, Cristiano Tomei ha dichiarato: “Chiediamo che sia rilasciata alle imprese balneari di Rimini la proroga della concessione al 31 dicembre 2020. Tutti difendono questa proroga: Cna Balneatori con due atti di resistenza giuridica, l’Avvocatura di Stato italiana e perfino l’Avvocatura di Stato della Repubblica Ellenica. Tramite l’avvocato Nesi – in nome e per conto delle imprese balneari riminesi – presenteremo al Comune una richiesta in autotutela. Dobbiamo difendere la proroga al 2020 per chiederne una ulteriore di almeno 30 anni, finalizzata al definitivo riassetto del settore, operando in modo da non precludere la possibilità di verificare il diritto delle imprese balneari ad avvalersi di un periodo di attività non limitata.”
In sintesi: lavorare con assoluta trasparenza per riaffermare il diritto di esistere delle imprese balneari italiane in attività.



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TAGLIAMO CORTO: LA PROROGA AL 2020 ESISTE!

Postato il: 4 febbraio, 2015 | Lascia un commento

BARRACIULa legge 17 dicembre 2012, n. 221 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese) – Allegato, Parte 1, proroga al 31 dicembre 2020 le concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo. L’art. 34 – duodecies  (Proroga di termine), prescrive: 1. All’articolo 1, comma 18, del decreto-legge 30 dicembre  2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio  2010, n. 25, le parole: “fino a tale data” sono sostituite dalle  seguenti: “fino al 31 dicembre 2020”. 
Per verifica: http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2012;179~art34duodecies
La successiva legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013), art. 1, comma 547, ha esteso la disposizione di cui sopra in questi termini: “547. All’articolo 1, comma 18, del decreto-legge 30 dicembre  2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio  2010, n. 25,  dopo  le  parole:  «demaniali  marittimi»  sono  inserite  le seguenti: «lacuali e fluviali»; dopo le parole: «turistico ricreative» sono inserite le seguenti  «e sportive, nonché quelli destinati a porti turistici, approdi e punti di ormeggio dedicati alla nautica da diporto»”.
Per verifica: http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2012;228~art1-com547
Sostenere che tali disposizioni nazionali italiane non siano state notificate all’UE è ingenuo quanto sconcertante: sappiamo tutti perfettamente che, in ambito europeo, ogni atto normativo nazionale è rigorosamente controllato da parte delle competenti autorità UE. Se questo non bastasse, la nota 28 gennaio 2013 della Direzione generale Mercato interno e Servizi, indirizzata all’imprenditrice balneare Emilia Galli, che si è attivata per avere una risposta dalla Commissione europea e l’ha resa pubblica, conferma il fatto che la Commissione conosca perfettamente l’esistenza della proroga in questione: ” (…) Il decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito in legge il 17 dicembre 2012, estende tali concessioni fino al 31 dicembre 2020 (…)”.
Per verifica: http://www.comitatobalneariliguria.it/wp-content/uploads/2015/02/NOTA_UE_28.01.2013_A_EMILIA_GALLI1.pdf
Si vuole forse sostenere che l’UE non conosca la proroga al 2020 per la circostanza che tale provvedimento non è stato oggetto di specifica comunicazione da parte dell’Italia? Se questo fosse, bisognerebbe interrogarsi sulla capacità di intendere e di volere dell’UE e, subito dopo, chiedersi se il Governo italiano – che pure ha dichiarato, per bocca della sottosegretario Barraciu, di voler tutelare le imprese balneari esistenti – intenda realmente sostenere in Europa, presso organismi dell’Unione che hanno ripetutamente lasciato intendere la loro disponibilità, una puntuale decisione del Parlamento italiano, una legge dello Stato, oppure lo rifiuti.

A tale riguardo Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – ci rilascia questa dichiarazione: “E’ imprescindibile un’iniziativa sindacale unitaria – che ovviamente dovrà essere discussa  tra i partner sindacali, ma che, per quanto mi riguarda, sosterrò con la massima determinazione –  finalizzata ad indurre il Governo italiano ad accettare il fatto che la proroga al 2020 è acclarata in Italia e in Europa. Così come ritengo si debba portare avanti – sempre unitariamente – il concetto che, se il Demanio marittimo italiano non è un bene scarso e limitato, come asserito dallo stesso Governo nell’ambito dell’incontro del 13 gennaio scorso, il recepimento stesso della Direttiva servizi, attuato in Italia con dlgs 59/2010, può e deve essere modificato, per un’applicazione che assicuri alle attuali 30 mila concessioni italiane una durata temporale il grado di tutelare realmente queste imprese (cfr. Trattato di Lisbona e considerando 14 e 15 della Direttiva europea 2014/23/UE sulle concessioni). I Governi di Spagna, Portogallo e Croazia lo hanno fatto.  
Naturalmente confermiamo la piena disponibilità a collaborare con il Governo affinché, nella trattativa europea, qualunque sia la bozza di riordino, essa contenga una norma di salvaguardia per le attuali imprese balneari, disposizione che consenta ad esse di guardare con serenità e sicurezza al futuro. A questo punto, le ricadute negative della Direttiva servizi  non possono più riguardare il nostro settore.”



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