CNA BALNEATORI: IN VERSILIA PER RAI PARLAMENTO

Postato il: 1 luglio, 2016 | Lascia un commento

TOMEI_INTERVISTA_01_07_2016Oggi, 1° luglio 2016, intensa giornata di lavoro per Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori – in Versilia per registrare la puntata di Rai Parlamento sulla sentenza della Corte di Giustizia europea e sulla questione balneare italiana, servizio che andrà in onda sabato 9 luglio.
Sindacalista che – come precisato da Emiliano Favilla di Comitato Salvataggio imprese – “non è sparito dalla circolazione” – Tomei, attraverso il puntuale e ininterrotto lavoro svolto finora, ha chiarito e confermato la rigorosa linea sindacale di CNA Balneatori.
A questa linea dobbiamo attenerci, senza cadere nel miraggio di false soluzioni, che approdano puntualmente a procedure comparative e non hanno vita lunga, come confermano gli esiti delle leggi regionali sistematicamente impugnate dal Governo centrale, vero fulcro della situazione.
Non vogliamo ripetere i concetti che Tomei ha precisato nella mail che vi proponiamo, concetti ampiamente condivisi dalla base di CNA Balneatori e non solo. In particolare, riteniamo  essenziale che le Regioni evitino la ricerca di illusorie soluzioni locali e sollecitino invece, a livello centrale, un sostanziale cambiamento nella gestione del demanio marittimo, che escluda posizioni strumentali, consolidi il comparto balneare in attività e ne consenta l’immediato rilancio.



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TOMEI: FONDATE MOTIVAZIONI CONSENTONO DI ESCLUDERE ASTE PER 30 MILA IMPRESE BALNEARI IN ATTIVITA’ – RAVENNA 10 APRILE 2015

Postato il: 3 aprile, 2015 | 1 commento

ASSEMBLEA_NAZIONELE_CNA_BALNEATORI_10.04.2015_RAVENNASUN_2014_TOMEI_NESIL’enorme, coerente e lineare lavoro che CNA Balneatori ha svolto dalla sua costituzione (10.03.2010) a oggi ha evidenziato motivazioni giuridiche, economiche e istituzionali che consentono di individuare “al di là di ogni ragionevole dubbio” un  percorso normativo in grado di assicurare certezza per il futuro delle attuali  imprese turistico-balneari italiane.
Chiunque sostenga che salvaguardare questo comparto – creato ed evoluto, a partire dalla fine dell’800, dalla autonoma iniziativa delle attuali imprese balneari italiane, unico in Europa – significhi cristallizzare la situazione e bloccare gli investimenti di settore è disinformato, fazioso e fuori da ogni logica economica.
L’assemblea Nazionale CNA Balneatori di Ravenna, indetta per il prossimo 10 aprile, affronterà in modo organico il problema, spiegherà le azioni finora intraprese e sintetizzerà le possibili vie d’uscita dalla assurda situazione di stallo che si è venuta a creare. Si tratta di un appuntamento fondamentale per tutti i balneari italiani, soprattutto per i meno informati e per quelli che non hanno valutato correttamente l’emergenza vitale che stiamo attraversando. Uscire con successo da questa situazione ad alto rischio richiede, da parte di tutti gli interessati, attenzione e partecipazione, ma soprattutto informazione corretta e completa. L’assemblea di Ravenna consentirà di fare il punto della situazione su “La questione balneare italiana”.
Se credete nel vostro lavoro, se volete difendere il vostro patrimonio d’impresa, se vi interessa verificare di persona e senza mediazioni di sorta quali siano le prospettive del settore, andate a Ravenna il prossimo 10 aprile, alle ore 10,30, presso la sede CNA di viale Randi 90 – Sala Bedeschi. Il programma dell’Assemblea è disponibile con un click.



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CARATTERIZZAZIONE AMBIENTALE E CONCESSIONI BALNEARI

Postato il: 6 luglio, 2013 | Lascia un commento

POLITICAMENTECORRETTO_05.07.2013_DISEGNO_LEGGE_RAZZISegnalazione di Cristina Baudoino

Antonio Razzi, abruzzese, senatore della Repubblica nelle file del PDL, segretario della 3° Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione), propone un interessante disegno di legge, che tutela gli attuali stabilimenti balneari alla luce della loro inequivocabile funzione di salvaguardia dell’ambiente costiero “valore assoluto di riferimento nella legislazione e nella prassi europea”. Lo pubblichiamo integralmente, riferendoci alla pagina di politicamentecorretto.com che lo diffonde in rete. Cliccate sull’immagine di sinistra per prenderne visione.





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RIPORTARE ALLA RIBALTA POLITICA LA QUESTIONE BALNEARE

Postato il: 21 giugno, 2013 | 1 commento

CRISTIANO_TOMEI_PESCARA_13.05.2013La missione ANCI – SINDACATI ha riproposto in Europa la questione balneare italiana. Ora è necessario inserirla tra i punti cruciali dell’agenda Letta. Com’è possibile farlo? Lo chiediamo a Cristiano Tomei. “Senza nulla togliere a chi nel Governo ha competenza in materia e sarebbe fin d’ora in grado di svolgere il proprio ruolo” – precisa il coordinatore nazionale CNA Balneatori – “in questo momento sembra necessario individuare una mansione politico-istituzionale aggiuntiva, che riassuma in sé tutte le funzioni, per collegare, armonizzare, dare sintesi ed immediata autorevolezza in Italia e in Europa alle istanze di tutti i soggetti interessati: Regioni, Comuni, imprese. Funzione innovativa, da affidare a una personalità autorevole, che conosca a fondo il problema e sia in grado di riportare efficacemente in primo piano le esigenze non più differibili di 30 mila piccoli imprenditori, che si svegliano ogni mattina per lavorare, per sopravvivere e per aiutare l’Italia a crescere, senza avere certezza del loro futuro. Un ruolo in grado di promuovere e coordinare senza ritardi il tavolo di lavoro e in grado di riferire in modo diretto con il capo del Governo. Solo così – a mio avviso – la questione balneare può ritornare in primo piano nell’agenda politica italiana ed europea.”



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LINEARITA’ D’INTENTI

Postato il: 15 maggio, 2013 | Lascia un commento

Legnini, Monticelli, Tomei. Protagonisti dell’incontro del 13 maggio 2013 a Pescara e non solo. Così si può fare politica, pubblica amministrazione, sindacato – a proposito della questione balneare italiana – con trasparenza, coerenza, onestà d’intenti, nel momento stesso in cui c’è chi cavalca la tigre per interessi non esattamente in linea con lo scopo dichiarato. Fuori dalle notizie scioccanti e dalle interpretazioni interessate e fantasiose, l’obiettivo è quello di riportare la questione balneare italiana tra le priorità dell’agenda governativa: riaprire il tavolo della concertazione è quanto serve per cominciare. Non altro.





































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GIRO DI BOA DELLA COMMISSIONE EUROPEA?

Postato il: 25 aprile, 2013 | Lascia un commento

contributi di Cristina Baudoino ed Antonio Smeragliuolo

Da giorni Michel Barnier ha assunto un atteggiamento conciliante nei confronti della questione balneare italiana. Avrà finalmente compreso che la Direttiva servizi è inapplicabile alle concessioni demaniali marittime di stabilimenti balneari italiani, per le molteplici ragioni sviscerate negli anni? Se si considera la dichiarazione del commissario nel suo complesso non sembra, ma il ribadire l’applicabilità della Direttiva potrebbe essere una modalità cautelativa di approccio al problema. Prima o poi i nodi vengono al pettine. L’atteggiamento dell’Europa e/o del commissario Barnier e le conseguenti decisioni del Governo italiano nei confronti della questione balneare italiana sono insindacabili al punto da non consentire un’azione collettiva di responsabilità per danno? Non si tratta, nel caso concreto, di decisioni politiche o di interpretazioni normative: si tratta di decisioni assunte dalle autorità in modo irresponsabile, senza conoscere, o senza approfondire, i dati del problema, senza tenere conto di diritti acquisiti, senza svolgere correttamente i propri compiti istituzionali. E, per favore, non si dica che, da parte dei concessionari, è mancata una adeguata azione informativa!



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LA CHIESA APRE GLI OCCHI SULLA QUESTIONE BALNEARE ITALIANA

Postato il: 31 dicembre, 2012 | Lascia un commento

da Antonio Smeragliuolo

La Diocesi di Chioggia, attraverso il suo organo ufficiale, prende posizione con chiarezza nei confronti della questione balneare italiana. Leggere per credere. L’accesso al sito non è tra i più agevoli, ma per chi volesse verificare di persona questo è il link:

http://www.nuovascintilla. com/index.php?option =com content&view= article&id =10265 :sulle-concessioni-demaniali &catid=28: citta&Itemid=66



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EUROPA: NUOVA LEGITTIMAZIONE DELLA SOLUZIONE SPAGNOLA

Postato il: 23 novembre, 2012 | Lascia un commento

17 luglio 2012: nessuno si accorge che il Parlamento europeo – Commissione per le Petizioni – pubblica la Relazione A7 – 0240/2012. Il 22 novembre se ne accorge Daniele Taccola, un balneare. Alessandro Riccomini scopre su FB questo importantissimo contributo e ce lo trasmette. Lo pubblichiamo integralmente, collegato a questo link. Si tratta del terzo atto europeo  in ordine di tempo che sostiene principi identici o analoghi a quelli sostenuti dai balneari italiani. Lo hanno preceduto la Risoluzione del Parlamento europeo 27 settembre 2011 e il comunicato stampa 3 agosto 2012 della vicepresidente della Commissione europea e commissario europeo per la giustizia. Cosa dice questo ulteriore documento? Si riferisce specificamente alla Spagna – sì, ancora alla Spagna – ma esprime concetti che sembrano scritti per risolvere la questione balneare italiana a favore degli attuali concessionari. La Commissione per le Petizioni “Ritiene che nelle attuali circostanze economiche sia nell’interesse di tutti garantire la soluzione dell’incertezza giuridica nella quale si trovano le proprietà potenzialmente interessate dalla Ley de Costas; plaude all’annuncio del governo spagnolo di rivedere la Ley de Costas per rendere compatibili la futura protezione del litorale spagnolo e la crescita economica, nonché per garantire una maggiore sicurezza giuridica ai titolari delle proprietà; esorta il governo spagnolo a garantire gli interessi di coloro che hanno acquistato una proprietà in buona fede e di quelle comunità che hanno sempre condiviso una coesistenza sostenibile con il mare; lo invita, in particolare, a affrontare la questione specifica dell’applicazione della legge, in modo che non siano incoraggiate le decisioni arbitrarie, retroattive o asimmetriche, ma sia invece garantito il processo equo, il diritto di appello, un risarcimento adeguato e l’accesso all’informazione”.
Il Governo italiano invece, per fare affari o per fare cassa, pensa di estromettere le imprese esistenti, legittime proprietarie di aziende regolarmente insediate sul demanio, già titolari di contratti sostanzialmente a tempo indeterminato, assistiti da diritto di prelazione. Qualcuno sa spiegare che differenza ci sia rispetto a un  furto – impossessamento indebito di un bene altrui – reato previsto dall’articolo 624 del codice penale? Oppure il furto di Stato non esiste o è cosa lecita ed encomiabile? E non ci si venga a raccontare che l’Europa lo vuole. Non è vero.



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RIFORMA DEMANIALE SPAGNOLA: COFFERATI SOLLECITA CHIARIMENTO UE

Postato il: 18 novembre, 2012 | Lascia un commento

da Antonio Smeragliuolo

Questo è il testo dell’interrogazione a risposta scritta recentemente presentata alla Commissione europea da Sergio Cofferati, ex sindaco di Bologna ed europarlamentare.
Da mesi l’iniziativa spagnola alla quale Cofferati si riferisce è conosciuta dalla Commissione. Esiste un comunicato stampa 3 agosto 2012 nel quale Viviane Reding – vicepresidente della Commissione e commissario europeo per la Giustizia – commenta l’iniziativa spagnola e se ne compiace.  Tuttavia manca una deliberazione ufficiale e senza il pronunciamento della Commissione difficilmente il Governo italiano accoglierà il contenuto, pressoché uniforme, degli emendamenti presentati in Senato. Basterà l’interrogazione Cofferati per convincere la potente burocrazia europea ad uscire dal suo evidente imbarazzo?



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QUESTIONE BALNEARE, PARLAMENTO, EUROPA. IL GOVERNO DA CHE PARTE STA?

Postato il: 10 novembre, 2012 | 2 Commenti

da Alessandro Riccomini

Ansa Valle d’Aosta, nella nota 9 novembre 2012, ci offre una panoramica completa, ad ampio raggio, delle iniziative parlamentari in corso e delle possibili interazioni europee.
Mentre la politica percorre le strade del consenso preelettorale, il Governo dei tecnici, per bocca del ministro Moavero Milanesi, ribadisce rigorose posizioni europeiste: pericolo di infrazione per inadempienza della Direttiva Bolkestein e del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Non c’è infrazione per la Spagna, ma per l’Italia sì. Sarà difficile venirne fuori se il nostro stesso Esecutivo continua a sostenere tesi che non hanno senso. O, se vogliamo essere formali, che la realtà della situazione italiana priva di qualsiasi fondamento giuridico. Lo ripetiamo un’ultima volta, poi non lo scriveremo più:
1.- le concessioni demaniali marittime di attività turistico ricreative sono concessioni di beni e non di servizi, quindi non ricadono nella Direttiva Bolkestein. Se così non fosse, poiché le spiagge non sono scarse rispetto alla domanda di concessioni, questo tipo di rapporto  non è  regolato dall’articolo 12 della Direttiva, ma dall’articolo 11, che prevede un rapporto di durata non limitata, o illimitata, che è lo stesso. Concetto ribadito dal Manuale per l’attuazione della Direttiva Servizi;
2.- le concessioni inoltre partecipano all’esercizio di poteri pubblici (salute pubblica, salvataggio, manutenzione del bene pubblico, primo soccorso e altro), pertanto, ai sensi dell’articolo 51 del trattato, sono escluse dall’applicazione del capo 2 del Trattato (Diritto di stabilimento), quindi non sono regolate dall’articolo 49 che, a nostro giudizio, per quanto possa valere, non c’entra a prescindere.
Parlamento o  Governo? Tutela di un settore produttivo nazionale di primaria importanza e di spiccata tipicità o sudditanza nei confronti di una burocrazia europea espressione di poteri forti? Chi conterà di più in questa circostanza? Stiamo a vedere.



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