RISOLUZIONE PARLAMENTO EUROPEO MERCATO INTERNO E SERVIZI DELL’11 SETTEMBRE 2013: FAVOREVOLI, CONTRARI, CONSIDERAZIONI

Postato il: 13 settembre, 2013 | Lascia un commento

BANDIERA_EUROPEADa indiscrezioni raccolte in sede europea, apprendiamo che la Risoluzione del Parlamento europeo 11 settembre 2013, inerente il mercato interno dei servizi, è solo un documento non vincolante di iniziativa parlamentare. Complesso di suggerimenti e di esortazioni alla Commissione europea. Vincolante no, inopportuno e pericoloso sì.
Quanto è accaduto durante l’iter parlamentare che ha portato all’approvazione del documento è assolutamente sconcertante.  Tutti gli emendamenti presentati dal gruppo S&D (Alleanza progressista di socialisti e democratici al Parlamento europeo) – emendamenti che evidenziavano i rischi per il mercato del lavoro connessi all’applicazione della Direttiva servizi –  sono stati respinti. Tra questi l’importantissimo emendamento che richiedeva un’indagine ex-post sull’impatto della liberalizzazione dei servizi. Il PPE (Partito popolare europeo) ha votato costantemente contro gli emendamenti, facendo muro in difesa di Anna Maria Corazza Bildt, aderente al gruppo e relatrice del documento. A nulla è valso il voto finale contrario alla Risoluzione espresso da S&D, tra cui Andrea Cozzolino – vice-capodelegazione PD al Parlamento europeo: il documento è stato approvato con 366 voti favorevoli e 292 contrari. Incredibile la volatilità del Parlamento europeo, immemore di precedenti pronunce di tutt’altro segno.
Nessun italiano del PPE ha votato contro la Risoluzione. Solo Roberta Angelilli – vicepresidente del Parlamento europeo – si è astenuta. Con lei Niccolò Rinaldi – vicepresidente del gruppo ALDE (Alleanza dei democratici e dei liberali per l’Europa), capo delegazione IDV al Parlamento europeo e Sonia Alfano, anch’essa IDV aderente ALDE, dal 2012 presidente della Commissione speciale antimafia.
Il commento di Cristiano Tomei – coordinatore nazionale CNA Balneatori: “Senza entrare negli aspetti politici della questione, si è persa l’occasione di porre in essere premesse importanti, sulla base delle quali la Direttiva servizi avrebbe potuto essere modificata in senso favorevole alla questione balneare italiana. Qualche segno positivo della missione 18 giugno 2013 a Bruxelles è comunque arrivato. Si pensi al voto contrario di S&D e alle astensioni Angelilli, Rinaldi e Alfano. Il provvedimento  approvato non è vincolante, pertanto c’è ancora spazio perché i nostri eurodeputati tutti propongano un nuovo documento chiaro ed inequivocabile, che anteponga la tutela del sistema balneare italiano a qualunque altra questione di minore rilevanza economica e sociale.”
Resta da vedere quali siano le convinzioni e i margini di manovra degli europarlamentari italiani che hanno votato a favore della Risoluzione e quale credibilità le loro dichiarazioni di voto potrebbero avere sul Parlamento europeo, rispetto a un nuovo eventuale documento a sostegno del comparto balneare italiano.



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ANGELILLI & COMI: TIMIDE PROPOSTE RESPONSABILI DA PARTE UE

Postato il: 11 luglio, 2013 | Lascia un commento

ANSA_09.07.2013segnalazione di Cristina Baudoino

ANSA.IT, il 9 luglio 2013, nella nota che pubblichiamo a lato, riporta le considerazioni congiunte di Roberta Angelilli – vicepresidente del Parlamento europeo – e di Lara Comi – europarlamentare – alla relazione sulla situazione del mercato interno servizi, dopo la sua approvazione da parte della Commissione. Non conosciamo il documento in questione – che risulta riguardare anche le imprese balneari – quindi non siamo in grado di valutare i giudizi positivi espressi in merito da Angelilli e Comi. Tuttavia circa i concetti di “equo rendimento”, “equo ammortamento degli investimenti” e “adeguato coinvolgimento degli imprenditori e delle categorie professionali nella fase di definizione e di adeguamento delle decisioni” parametri che, sembra di capire, siano stati riconosciuti agli stabilimenti balneari dalla relazione, non possiamo che esprimerci con grande cautela e sostanziale scetticismo.
Sancire un “adeguato coinvolgimento alla definizione e all’adeguamento delle decisioni” può sembrare un significativo passo avanti e può anche esserlo marginalmente, se sapremo esprimere rappresentanti sindacali informati, motivati, intellettualmente autonomi, tenaci – rara avis – ma dubitiamo fortemente che ai rappresentanti degli imprenditori sia consentito, nell’ambito della Commissione UE, qualcosa di diverso da un generico diritto di intervento. Meglio di niente, certo, ma niente di decisivo.
Quanto ai concetti di “equo rendimento” e di “equo ammortamento degli investimenti”, riteniamo che potrebbero essere adottati con qualche utilità iniziale rispetto ai nuovi rapporti di concessione (quelli addizionali rispetto alla situazione in essere) in quanto costituirebbero gli elementi in base ai quali gli imprenditori interessati a nuove concessioni demaniali dovrebbero rifarsi per decidere se valga o meno la spesa di investire nel settore. Tuttavia sono assolutamente inadeguati nei confronti di chi gestisce da anni uno stabilimento balneare che ha acquistato, o ha evitato di vendere, fidando in regole certe e legittime, ormai abrogate, dimenticate e accantonate in modo tombale da politica e istituzioni. Smettiamo di girare in tondo, cercando criteri economici che costituiscano una possibile via di fuga rispetto al dettato della Bolkestein, senza avere il coraggio di portare avanti gli argomenti che effettivamente giustificano il mantenimento delle concessioni balneari in capo agli attuali concessionari. Non dimentichiamo che gli imprenditori in attività hanno investito sulle loro aziende ogni loro potenziale: risparmi e capitali di famiglia, lavoro, prospettive personali e familiari, attese di vita. Non dimentichiamo che è grazie a questo tessuto organico, vitale, integrato nel territorio, ecocompatibile, che il comparto balneare italiano ha assunto nei secoli la valenza che conosciamo. Non dimentichiamo che la stessa UE, nel Manuale per l’attuazione della Direttiva servizi, paragrafo 6.1.4.- Durata delle autorizzazioni – afferma che: “Un’autorizzazione limitata nel tempo ostacola l’esercizio dell’attività di servizi, in quanto può impedire al prestatore di servizi di sviluppare una strategia di lungo termine, anche in relazione agli investimenti, e introduce, in generale, un elemento di incertezza per le imprese. Una volta che il prestatore di servizi abbia dimostrato di soddisfare i requisiti relativi alla prestazione di servizi, normalmente non vi è alcuna necessità di limitare la durata delle autorizzazioni. Sulla scorta di tali considerazioni, l’articolo 11 (della Direttiva servizi – n.d.r.) dispone che l’autorizzazione debba essere rilasciata, di regola, per una durata illimitata.”
Siamo consapevoli del fatto che ci stiamo ripetendo, ma questo accade perché la realtà della questione balneare non muta, comunque la si consideri. Angelilli e Comi, nell’articolo che commentiamo, si riservano di valutare la possibilità di ulteriori emendamenti migliorativi. Sappiamo perfettamente che la loro è una battaglia difficile, soprattutto nella assurda latitanza del Governo nazionale, ma le invitiamo a non desistere e a non perdere di vista il punto centrale del problema: la questione balneare italiana trae origine dalla appetibilità economica di un comparto che è nato e si è sviluppato senza aiuti di Stato, grazie all’iniziativa e ai sacrifici della microimprenditoria balneare locale, seguendo regole di mercato. Non si resiste per più di cent’anni se si va contro corrente. Applicare a questo settore i criteri pseudo liberisti finora propugnati dall’UE significa compromettere l’equilibrio economico, sociale, funzionale, ambientale, raggiunto e verificato attraverso più di un secolo di attività. Significa sconvolgere le effettive regole del mercato, ponendo in essere un vero e proprio esproprio legalizzato, a esclusivo vantaggio del grande capitale.



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AGENPARL CONFERMA: PASSO AVANTI A STRASBURGO SU CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME

Postato il: 17 gennaio, 2013 | Lascia un commento

da Cristina Baudoino

AgenParl conferma, con minori particolari, l’ANSA 17 gennaio 2013 inerente l’iniziativa di alcuni europarlamentari italiani, finalizzata ad escludere le concessioni demaniali marittime di stabilimenti balneari dalla Direttiva concessioni prima della sua definitiva approvazione, prevista per il 24 gennaio. Dobbiamo questo importante risultato preliminare ad Angelilli, Baldassarre, Bartolozzi, Comi, Mazzoni, Morganti e Motti. Li invitiamo a stare “sul pezzo” fino a che il procedimento sia concluso. E ringraziamo.



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BALNEARI: COMI (PDL) ACCORDO PE PER ESCLUDERLI DA DIRETTIVA UE. MORGANTI (ELD): PASSO AVANTI SU LEGISLAZIONE CONCESSIONI

Postato il: 17 gennaio, 2013 | Lascia un commento

Finalmente una notizia buona, anche se non conclusiva! L’Ufficio stampa CNA ci trasmette questo comunicato:

(ANSA) – Bruxelles 17 gennaio (2013 – ndr) – E’ stato raggiunto un accordo all’interno della Commissione mercato interno dell’Europarlamento, per escludere le concessioni balneari dal testo di direttiva UE sulle concessioni in esame a Strasburgo. Lo ha annunciato la eurodeputata del PDL Lara Comi, che ha gestito la trattativa in accordo con i colleghi italiani Angelilli, Baldassarre, Bartolozzi, Mazzoni, Morganti e Motti.
“Di comune accordo abbiamo deciso di scegliere una nuova definizione di concessione nella Direttiva, che esclude chiaramente il settore balneare italiano dall’ambito di applicazione di questa nuova legislazione europea”, hanno dichiarato Comi e Philip Juvin, il relatore del provvedimento che sarà votato in Commissione Mercato interno il 24 gennaio. Si tratta, ha sottolineato l’eurodeputato dell’ELD Claudio Morganti, di un “passo avanti per cercare di risolvere la questione delle concessioni balneari e tutelare l’intera categoria e le nostre imprese”.
Ora gli occhi sono puntati sul commissario UE al Mercato interno Michel Barnier, che ha in mano anche la procedura d’infrazione contro l’Italia sulla proroga delle concessioni. “Nei prossimi giorni gli chiederemo di riaprire un tavolo di dibattito con gli europarlamentari italiani, per individuare una soluzione definitiva che tuteli questo importante settore economico e sociale italiano”, ha sottolineato Comi. “Mi auguro – ha fatto eco Morganti – che lo stesso commissario possa venirci incontro, riaprendo con noi un dialogo produttivo, così da poter mettere al riparo da ogni rischio uno dei principali settori dell’economia italiana”. (ANSA)



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LETTERA FIDANZA, ANGELILLI, MAZZONI IN DATA 4 MAGGIO 2012

Postato il: 18 maggio, 2012 | Lascia un commento

Questa è la nota 4 maggio 2012 indirizzata dagli europarlamentari Pdl  Carlo Fidanza, Roberta Angelilli ed Erminia Mazzoni ai ministri Gnudi e Moavero Milanesi. Ipotesi di lavoro interessanti e condivise, che ci fanno capire quali e quanto grandi siano le disponibilità dell’UE nei confronti della questione balneare italiana. Ringraziamo vivamente gli estensori del documento e ci auguriamo che il Governo italiano prenda finalmente posizione.

Come di consueto il documento si evidenzia completamente e si ingrandisce con un click.



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BOLKESTEIN: QUALCOSA PUÒ CAMBIARE DA LUNEDÌ 30 APRILE

Postato il: 29 aprile, 2012 | Lascia un commento

Roberta Angelilli, Vicepresidente del Parlamento europeo, venerdì 27 aprile 2012 alle ore 17.43 ha pubblicato su FB questo comunicato stampa:

“Il prossimo Consiglio dei Ministri previsto per lunedì 30 aprile presenta all’ordine del giorno l’esame preliminare per le modifiche e integrazioni del decreto di recepimento della Direttiva servizi, la cosiddetta Bolkestein. Questa deve essere l’occasione per adottare quelle disposizioni integrative e correttive, proprio come è previsto dalla legge comunitaria del 2008, volte a rispondere a tutti quei settori, che in questi mesi hanno espresso le proprie legittime preoccupazioni, come le imprese balneari e il commercio al dettaglio su aree pubbliche. Importante è che il Governo, pur nel rispetto dei principi della legislazione comunitaria, recepisca le indicazioni che vengono dal mondo produttivo italiano fatto di piccole e micro imprese che rischiano, se il testo non dovesse subire alcun modifica, di essere seriamente danneggiate.
Occorre invece tutelare la specificità dell’imprenditoria italiana, in particolare del turismo e del commercio, dando legittima voce oltre che agli imprenditori anche agli enti locali che in più occasioni hanno ribadito l’urgenza di stabilire norme chiare e non penalizzanti. Anche perché alcuni Stati membri hanno usufruito di deroghe nell’applicazione della direttiva Bolkestein. “





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