YOUTUBE – ROMA 28 GENNAIO 2016: CONFERENZA STAMPA “INIZIATIVE A SOSTEGNO DELLE IMPRESE BALNEARI”

Postato il: 4 febbraio, 2016 | Lascia un commento

ROMA_28_01_2016Pubblichiamo il filmato della conferenza stampa organizzata dai senatori PD, il 28 gennaio 2016 a Roma, sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama, nell’ambito delle iniziative a sostegno delle imprese balneari italiane.
Ricordiamo che l’incontro, come precisato dalla senatrice Granaiola, era finalizzato a presentare la petizione CNA Balneatori “Firma per difendere il cuore del turismo italiano”, le oltre 4.000 adesioni alla quale sono state consegnate alla senatrice da Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale CNA Balneatori.
Il filmato, testimonianza dell’evento, ci è stato segnalato dalla senatrice Granaiola, che ringraziamo per la preziosa collaborazione.



Commenti

CNA BALNEATORI: IN SENATO PER AFFERMARE IL DIRITTO DI ESISTERE DEL COMPARTO BALNEARE ITALIANO

Postato il: 29 gennaio, 2016 | Lascia un commento

03628 gennaio 2016. Presso il Senato della Repubblica, si è tenuta la attesa conferenza stampa organizzata dai senatori PD nella Sala Caduti di Nassirya, gremita da un pubblico attento, prevalentemente costituito dalle imprese aderenti a CNA Balneatori convenute da tutte le parti d’Italia.
La senatrice Manuela Granaiola e il senatore Salvatore Tomaselli – capogruppo PD in Commissione Attività produttive – hanno ricevuto da Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale CNA Balneatori – il complesso delle sottoscrizioni alla petizione nazionale “Firma per difendere il cuore del turismo italiano” promossa da CNA Balneatori a sostegno del comparto balneare marittimo italiano e l’appello, a sostegno delle petizione, rivolto dalla Confederazione agli oltre 600 Sindaci delle Città di mare italiane.
Tomei ha illustrato le citate iniziative di CNA Balneatori e ha chiesto alla Politica e alle Istituzioni l’impegno di ottenere un consistente prolungamento della scadenza delle attuali concessioni balneari, impegno che trova il suo fondamento nella riconosciuta peculiarità del sistema turistico costiero italiano; nella sua  rilevanza economica e sociale in ambito nazionale; nella enorme consistenza delle coste italiane attualmente libere e disponibili per nuovi insediamenti turistico ricreativi – dato incontestabile, che esclude la supposta limitatezza della “risorsa spiaggia”; nei cospicui investimenti realizzati. Questi motivi, come sostiene la petizione dei balneari associati alla Cna, richiedono una soluzione urgente, considerato che la scadenza delle attuali concessioni rischia di essere anticipata per il fatto che l’efficacia della proroga al 31 dicembre del 2020 è attualmente rimessa alla decisione della Corte di Giustizia Europea.
Lasciamo all’Ansa 29 gennaio 2016 – che riportiamo integralmente – la sintesi dei significativi interventi dei due senatori PD e rilanciamo con forza il messaggio diffuso da Cristiano Tomei nelle ore immediatamente successive all’incontro: “Vivano le trentamila imprese balneari italiane per un periodo illimitato”.



Commenti

INTERGRUPPO PARLAMENTARE BIPARTISAN PER TUTELARE IL TURISMO BALNEARE ITALIANO

Postato il: 29 ottobre, 2015 | 2 Commenti

TOMEI_2_28.10.2015Roma, 28 ottobre 2015. Manuele Granaiola e Salvatore Tomaselli, senatori della Repubblica e promotori dell’iniziativa, hanno presentato alla stampa e alle associazioni di categoria l’INTERGRUPPO PER LA TUTELA DELLE PICCOLE IMPRESE TURISTICO-BALNEARI, gruppo di lavoro e di sostegno aperto alla partecipazione dei parlamentari italiani di qualsiasi parte politica, al quale hanno aderito finora 32, tra senatori e deputati.
Un’iniziativa di grande interesse per la categoria se, come ci auguriamo, saprà confrontarsi con il Governo in piena autonomia intellettuale.
L’Esecutivo, presente in persona del sottosegretario Pierpaolo Baretta, non ha dato particolari segni di apertura verso il comparto. Convinto assertore della ineluttabilità delle aste e sostenitore – come già Barraciu – della tesi che la battuta di arresto subita dalla politica del doppio binario sia dovuta all’imprevidenza dei balneari che hanno difeso in ambito giudiziale i loro legittimi diritti e non alla mancanza di lucidità e di coraggio del Governo, Baretta non sembra avere compreso i rischi legati al possibile black-out di uno dei principali comparti economici nazionali. Ha parlato della necessità di riordino complessivo del settore demaniale marittimo, il quale, a suo giudizio, frutta allo Stato poco o nulla per canoni demaniali, ma ha dimenticato di precisare quanto invece frutti per eccesso di aliquota IVA e per attività sostitutive fornite allo Stato a titolo gratuito. Ha parlato di equo indennizzo e di ridefinizione della linea demaniale, discorsi dei quali non vorremmo sentire parlare mai più, perché il primo si collega alla chiusura di un’attività produttiva voluta dai poteri forti e dai governi deboli e la seconda perché sottintende incapacità di fare cassa attraverso il rilancio dell’economia nazionale e nella conseguente necessità di vendere il Paese pezzo a pezzo per sopravvivere. Anche l’apertura – applaudita dai presenti – ad adottare, nella legge di stabilità, un emendamento che tamponi per l’ennesima volta la vergogna dei canoni pertinenziali ha sapore di retroguardia: la “buona amministrazione” abolirebbe definitivamente i canoni OMI e restituirebbe, magari a rate, quanto indebitamente acquisito dallo Stato.
Riportiamo una sintesi dell’intervento di Cristiano Tomei – CNA Balneatori – presidente e coordinatore di quello che un numero crescente di balneari considera l’unico sindacato di categoria rispettoso dei loro reali interessi. Tomei, in linea con quanto finora realizzato da CNA Balneatori, ha chiesto che il Governo riapra il negoziato in Europa su queste basi:
1.- esprima ufficialmente la posizione nazionale di tutela delle 30 mila imprese balneari italiane attualmente in attività, concordando una lunga proroga che permetta di rilanciare il comparto e di trovare soluzioni definitive alla questione balneare italiana;
2.- approvi – con la partecipazione e il confronto delle Regioni costiere e delle associazioni sindacali di categoria – una normativa organica che costituisca il riordino conclusivo della materia demaniale marittima e che consenta alle imprese balneari di ritornare a lavorare e ad investire con una “normale” prospettiva temporale illimitata. Rientra in questo contesto la definizione di canoni demaniali equi e sostenibili per tutti gli operatori del settore, tali da risolvere una volta per tutte – anche attraverso l’introduzione di criteri di solidarietà – il drammatico problema dei concessionari pertinenziali, le cui imprese sono a rischio, a causa di canoni che hanno raggiunto valori insostenibili;
3.- limiti l’adozione di gare ed evidenze pubbliche alle sole nuove concessioni, alle quali sia possibile accedere limitatamente a una singola unità concessoria.
Coerenza di Cristiano Tomei, quindi, e di Manuela Granaiola, che a distanza di anni è ancora al nostro fianco, lei e noi con molta esperienza in più. E questa volta, insieme, faremo sicuramente meglio di quanto abbiamo saputo fare ai tempi della procedura d’infrazione. L’obiettivo più immediato ora è costituito dai canoni pertinenziali. Non vogliamo più sentire, mai più, la rabbia e la disperazione di Walter Galli del Coordinamento pertinenziali. Non dobbiamo permettere mai più che, sulla pelle delle nostre famiglie, si commettano ulteriori iniquità di Stato. Noi continueremo a fare la nostra parte, è una promessa. Ciascuno di voi faccia la propria.



Commenti

CNA BALNEATORI: CHIAREZZA E DETERMINAZIONE, IN LINEA CON LE ATTESE DEI BALNEARI ITALIANI

Postato il: 23 ottobre, 2015 | 1 commento

CRISTIANO TOMEI - BOLOGNA 20.11.2012

CRISTIANO TOMEI – BOLOGNA 20.11.2012

Aspettando con interesse la conferenza stampa indetta dalla senatrice Manuela Granaiola e dal senatore Salvatore Tomaselli per la presentazione del nuovo INTERGRUPPO PER LA TUTELA DELLE PICCOLE IMPRESE TURISTICHE BALNEARI, chiediamo a Cristiano Tomei – presidente e coordinatore nazionale CNA Balneatori – come il suo sindacato intenda procedere per tutelare le attuali imprese balneari nel breve, medio e lungo periodo.
“Nell’immediato – esordisce Tomei – ritengo che il Governo non debba attendere i pronunciamenti della Corte di Giustizia riguardo alla proroga 2020. E’ opportuno che licenzi in tempi brevissimi un provvedimento normativo che ribadisca questa proroga, assegnandole anzi una maggiore durata, ed evitando di precludere alle attuali imprese balneari la possibilità di acquisire contratti di durata non limitata. Per fare ciò è necessario interloquire e confrontarci subito con il Governo, anche tramite la funzione parlamentare.”
“Questo consentirà l’obiettivo minimo di rivitalizzare le imprese balneari in attività, magari facendo ripartire investimenti e occupazione, mentre si continua a negoziare in Europa per un periodo di utilizzazione non limitata, seguendo la decisione tracciata dai balneari italiani, che a Rimini, il 9 ottobre, in assemblea, hanno discusso e votato all’unanimità il documento sindacale suggellato da CNA Balneatori, sulle linee programmatiche del quale il nostro sindacato, coerentemente e tenacemente, continuerà la propria lotta.”
“Anche per le imprese cosiddette pertinenziali, che stanno sostenendo da troppo tempo canoni eccessivamente onerosi, è necessario approvare urgentemente una norma transitoria che rimetta in campo una sanatoria agevolata, così come avvenuto nella precedente legge di stabilità. Tutto ciò in attesa di una riforma che preveda canoni demaniali più equi e sostenibili per tutti, da inserire nel riordino generale normativo delle concessioni.”
“In ogni caso CNA Balneatori non si fermerà con le iniziative sindacali e giuridiche. L’obiettivo è quello di scongiurare ed accantonare definitivamente aste ed evidenze pubbliche.”




Commenti

QUESTIONE BALNEARE ITALIANA: NEL NULLA LA SCADENZA 15 MAGGIO 2014. SI RIPARLA DI PROROGA LUNGA

Postato il: 11 aprile, 2014 | 1 commento

MONDO_BALNEARE_11.04.2014MONDO BALNEARE, con post di Salvatore Lanzilotti di Comitato Balneari Puglia, informa che Salvatore Tomaselli – senatore PD, membro della 10° Commissione permanente (Industria, commercio e turismo) – e Sergio Pizzolante – deputato NCD, membro della 11° Commissione (Lavoro pubblico e privato) – intervenendo al convegno “Imprese balneari italiane: quale futuro?” (Brindisi, 10 aprile 2014), hanno dichiarato che il Governo non rispetterà il termine del 15 maggio fissato dalla Legge di stabilità per la riforma del Demanio marittimo, ma che, entro l’estate, sarà discussa e approvata una proroga lunga.
La notizia, che conferma le sensazioni maturate negli ultimi mesi, non può essere salutata con soddisfazione. Rinviare ulteriormente la soluzione di un problema che, con le sue molteplici implicazioni, condiziona da anni l’economia delle regioni costiere italiane, rischia di non farci cogliere l’opportunità di modificare utilmente la normativa europea.
Perché mai continuare a parlare unicamente di balneazione sulle coste italiane? Esiste un enorme sviluppo litoraneo sud europeo, in corrispondenza del quale le condizioni climatiche sono pressoché identiche. Chiunque desideri entrare nel settore balneare, esportando il modello italiano o proponendone altri, ne ha spazio e opportunità. Fatte salve le specifiche esigenze demaniali, perché mai assegnare alle imprese balneari italiane in attività un assurdo termine burocratico, quando la normale dinamica di qualsiasi settore economico garantisce operatività aziendale fino a che esista una richiesta di mercato per i beni e i servizi prodotti?
Anche se la mozione bipartisan “Strategia per una Crescita Blu (Blue Growth) e la sua rilevanza nel quadro italiano” dovesse essere approvata in Senato senza modificazioni e – sulla carta, ovviamente – impegnasse il Governo ad agire, in ambito europeo, per risolvere i problemi generati dall’applicazione della Direttiva Bolkestein alle imprese turistico-balneari e non solo, l’esistenza di una proroga lunga in ambito nazionale rischierebbe di condizionare negativamente il semestre europeo a presidenza italiana, in un momento in cui sbagliare non è più consentito.



Commenti

  • CHI SIAMO

    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
  • DISCLAIMER

    www.comitatobalneariliguria.it non è una testata giornalistica, perché non si pubblica con periodicità regolare, non produce ricavi, non richiede né ottiene sostegno finanziario dallo Stato (né da chiunque), non ha in organico giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti. Non è neppure un nuovo sindacato di categoria e non presta attività di consulenza. Chi collabora con il blog lo fa a titolo gratuito, si occupa dei problemi della propria categoria come qualsiasi imprenditore avveduto e ne parla nell’ambito di un amichevole scambio di opinioni, senz'altra contropartita che non sia quella dell'interesse comune. Leggeteci e valutateci con obiettività, con la stessa cautela che usate normalmente per navigare in rete.
  • AMMINISTRAZIONE