TAR TOSCANA E VALUTAZIONE UE: IL COMMENTO DI TOMEI

Postato il: 15 settembre, 2015 | Lascia un commento

TOMEIElzbieta BieńkowskaPubblichiamo integralmente la dichiarazione che Cristiano Tomei – presidente nazionale CNA Balneatori – ci ha rilasciato in merito alla risposta della Commissione europea mercato interno e servizi alla interrogazione della europarlamentare Mara Bizzotto.
“Anche la magistrale memoria degli avvocati Righi e Nesi conferma che l’interpretazione e la conseguente applicazione della Direttiva servizi sul destino delle concessioni demaniali marittime italiane non ha avuto, a suo tempo, un adeguato confronto che potesse valutarne, oltre alle preoccupanti ricadute negative, anche l’effettiva rispondenza giuridico-normativa. Molte sentenze oramai decretano che ci troviamo di fronte a “beni demaniali” e non a “servizi”, come sostiene frettolosamente l’interpretazione europea della Direttiva Bolkestein. Leggendo la memoria dei valenti avvocati si capisce chiaramente che, a livello europeo, il sostenere che ci si trovi di fronte a “servizi” e non a “beni” stia diventando solo uno slogan. Per onestà intellettuale l’UE, a mio avviso,  dovrebbe mettere in campo risposte adeguate sotto il profilo giuridico nei confronti di memorie e sentenze che confermano, come in questo caso, il diritto di superficie delle attuali imprese balneari italiane. L’UE dovrebbe quindi accogliere la possibilità di costruire una più corretta interpretazione di una norma europea – e quindi anche nazionale – che renda giustizia al diritto di esistere di 30 mila imprese balneari, che non sono fallite e che producono economia ed occupazione, mentre con aste ed evidenze pubbliche sarebbero irrimediabilmente dissolte nel nulla.
Non si tratta di un problema solo italiano. Questo è un problema aperto in Europa e deve essere affrontato e risolto. Sappiamo tutti perfettamente che le decisioni assunte in ambito nazionale non possono essere in conflitto con le direttive comunitarie, pena l’apertura di una procedura d’infrazione. L’Europa, secondo me, non può sminuire il problema affermando che “la sentenza (del Tar Toscana) non verta sull’applicazione della normativa UE e neppure, quindi, sull’applicazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno”. Ma se questa è la posizione europea, sembra lecito pensare che possa essere approvata una norma nazionale con la quale si riconosca il diritto di superficie delle attuali 30 mila imprese balneari italiane.
Noi CNA Balneatori continuiamo comunque a lottare, per ricercare soluzioni che allontanino aste ed evidenze pubbliche.”




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TAR TOSCANA: INTERROGAZIONE BIZZOTTO E RISPOSTA DELLA COMMISSIONE

Postato il: 15 settembre, 2015 | Lascia un commento

Bizzotto_Mara_official_photo1296304-elzbieta-bienkowska054I fatti: Mara Bizzotto – europarlamentare italiana – il 24 giugno scorso, indirizza alla Commissione europea una interrogazione con richiesta di risposta scritta in relazione alla storica sentenza 328/2015 del TAR Toscana, che considera i balneari italiani titolari di un bene e non di un servizio. Bizzotto chiede: la Commissione conosce la sentenza citata e, in caso affermativo, intende rivedere l’interpretazione data finora in ambito UE al concetto di “servizio” e modificarla di conseguenza?
Il 2 settembre, Elżbieta Bieńkowska – Commissario europeo per mercato interno, industria, imprenditoria e piccole e medie imprese  – risponde a nome della Commissione: pensiamo che la sentenza non riguardi l’applicazione della normativa UE e quindi neppure la Direttiva Servizi. La sentenza si limita a pronunciarsi sull’interpretazione della normativa italiana. La Commissione perciò non è in grado di esprimere osservazioni.
Per una corretta informazione riportiamo il testo integrale dell’interrogazione Bizzotto e della risposta UE e completiamo il quadro pubblicando il conseguente parere legale degli avvocati Righi e Nesi, elaborato per conto di CNA Balneatori. Per accedere ai documenti cliccare sul relativo link.



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TAR TOSCANA 27 FEBBRAIO 2015: LE OPERE REALIZZATE SUL DEMANIO SONO PROPRIETÀ ESCLUSIVA DEL CONCESSIONARIO

Postato il: 28 febbraio, 2015 | 2 Commenti

SUN_2014_TOMEI_NESIL’avvocato Ettore Nesi, una punta di diamante della difesa giuridica nella questione balneare italiana, segnala al presidente Tomei – CNA Balneatori – che ce la gira per la massima diffusione, la sentenza n. 328 del 27 febbraio 2015, con la quale il T.A.R. Toscana, Sez. III, stabilisce il diritto di superficie del concessionario sugli immobili realizzati sul demanio. “Mitico!! E’ un ricorso del 2010. Da lì scrissi i primi articoli.  Vagnozzi (concessionario demaniale marittimo tra i fondatori di CNA Balneatori – n.d.r.) li lesse e poi è nato tutto.” Questo il commento a caldo di Nesi. Lo rilanciamo con gioia a tutto il web.
Ora aspettiamo le decisioni del Governo, che non può fare finta di niente e deve prendere senza indugio i provvedimenti del caso. Magari con decretazione d’urgenza, come è solito fare.
Cristiano Tomei, con altrettanta soddisfazione, dichiara:
“E’ senz’altro una storica sentenza che, grazie al ricorso messo in campo dall’avv. Nesi, dà ragione  ai sindacati, che dal 2007 vanno affermando questi principi, e ai concessionari pertinenziali, che dallo stesso anno stanno tribolando le pene dell’inferno. Adesso vorrei capire se il Governo metterà in atto immediati provvedimenti normativi che tengano conto di questa importante sentenza, per non far pagare più  canoni demaniali insostenibili e iniqui. Ma è mai possibile che tanti singoli cittadini debbano fare altrettanti ricorsi per affermare un principio di ovvietà,  che anche uno scolaro della terza elementare capisce da sé, quando il Governo con un semplice rigo di una legge potrebbe ristabilire verità ed equità?! Inoltre, fatto non meno importante, il riconoscimento del diritto di superficie assodato dalla sentenza del T.A.R. Toscana dà ragione alle tesi dell’avv. Roberto Righi, esposte durante i lavori del Direttivo nazionale CNA Balneatori a Carrara. Per cui sarebbe sufficiente applicare una legge italiana vigente, per la precisione la 113 del 1983, che dà la possibilità di stabilire un contratto di locazione tra l’ente concedente e il concessionario, in perfetta linea con quanto asserito dai consideranda 14 e 15 della neo direttiva concessioni europea.”



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