COSTA IN CNA: INTERVENTO INTEGRALE DEL MINISTRO E CONSIDERAZIONI INERENTI

Postato il: 9 aprile, 2017 | Lascia un commento

DSCN6071DSCN6261DSCN643126 minuti e trentaquattro secondi. Tanto è durato l’intervento che Enrico Costa – ministro per gli Affari regionali e le Autonomie dei Governi Renzi e Gentiloni – ha svolto a Roma il 5 aprile, nell’ambito del convegno “Spiagge – La riforma delle concessioni”.
L’incontro, organizzato da CNA nazionale, nell’auditorium di p.zza Armellini 9 A, in Roma, ha visto la sala gremita di balneari aderenti alla Confederazione e provenienti da ogni parte d’Italia. Gente dignitosa e civile, che si è attenuta ai doveri antichi dell’ospitalità nei confronti del rappresentante di una linea politica ostile e determinata a portare il comparto balneare alle evidenze pubbliche, terreno sul quale la generalità delle nostre imprese non avrebbe reali possibilità di sopravvivere. In CNA, Costa ha potuto esprimersi liberamente, non è mai stato contestato ed è perfino stato applaudito. Ha sviluppato i suoi temi con il garbo che gli è consueto, lasciando trapelare, come ha sempre fatto finora, attenzione e disponibilità nei confronti di un settore che a noi sembra si intenda tutelare solamente a parole.
Ancora una volta – questo non è il nostro primo incontro con Costa – il discorso del ministro non ci ha convinto. Ne proponiamo la trascrizione puntuale (cliccate sul link) perché ciascuno possa valutarlo da sé.
Qui esponiamo il nostro personale punto di vista.
Costa ci ha assicurato di avere compreso – citiamo testualmente – la “grandissima preoccupazione [dei balneari] per il futuro delle loro imprese, per il rischio di vedere svilito lo sforzo che avevano fatto nel corso degli anni. Per il rischio di vedere svilite delle scelte anche familiari che erano state assunte, per il rischio di vedere svilito un patrimonio che avevano deciso di indirizzare in investimenti legittimati dallo Stato.” Ha ammesso gli errori politici che sono stati commessi, ma non ha dato la sensazione di volere realmente mutare indirizzo. La nuova disciplina organica che Costa ha in mente si gioca con le regole di chi vuole mandare ad evidenza pubblica il comparto balneare italiano, mentre accetta pacificamente che altri stati europei – e non solo Spagna, Portogallo, Croazia – abbiano assunto decisioni conformi al loro interesse nazionale.
Il ministro, in CNA, ha spiegato la linea strategica del Governo che, sostiene, è stato posto in difficoltà dalla sentenza della Corte europea: una pronuncia, precisiamo noi, fortemente condizionata dalla situazione giuridica dei soggetti ricorrenti. Promoimpresa e Melis, purtroppo, non avevano titolo per sostenere il loro legittimo affidamento. Dopo la sentenza, il primo passo del Governo è stato quello di stabilizzare il settore attraverso l’emendamento inserito nel decreto degli enti locali (cfr nostro post: Balneari: approvata norma ponte ecc.): “una sorta di ponte rispetto a una disciplina organica”. Quello successivo è stato il varo di una legge delega: “l’unico strumento che potesse consentire di affermare dei principi, affermare delle linee guida, che poi potessero essere specificate con l’azione del Governo […] E queste linee guida” sostiene Costa “partono dal presupposto, per ciò che mi riguarda, che noi abbiamo una rete fortissima di imprese, che sono piccole imprese.” Imprese familiari, per le quali il ministro, che ha anche la delega alla famiglia e che la interpreta correttamente, valutandone anche gli aspetti economici e sociali: “l’attività dell’impresa familiare è la colonna vertebrale del nostro Paese.” Le imprese familiari sono il contesto virtuoso “dove tutta la famiglia si riunisce, tutta la famiglia fa delle scelte e questo è l’elemento sul quale si deve lavorare.”
Condividiamo. E, scendendo nel concreto, iniziamo a vedere quale sarebbe il terzo passo. Le divergenze rispetto alla linea strategica sostenuta da CNA Balneatori e dalla sua base associativa sono molte. Costa ne è perfettamente consapevole. Sostiene peraltro che da qualche parte si doveva pur iniziare. Afferma che le attuali proposte governative non sono blindate. Dichiara disponibilità al dialogo, ma pone limiti di tempo e di scelte tali da vanificare qualsiasi possibilità di trattativa. Porta esempi che hanno una logica, è vero, ma è una logica rinunciataria, che porta dritti all’evidenza pubblica. E’ concreta la sensazione che il Governo, che ha di fronte a sé tutta una gamma di fortissimi elementi di riferimento –  la Costituzione, i Trattati, gli atti europei, le pronunce dei tribunali amministrativi ed altro, elementi sulla base dei quali potrebbe compiere una scelta coraggiosa, conservativa nei confronti dei settori che, come il nostro, hanno dimostrato capacità di tenuta nel corso di una crisi fasulla, pilotata ad arte verso un nuovo equilibrio economico – non abbia il coraggio politico che altri Governi hanno dimostrato di avere, in situazioni del tutto analoghe, se non identiche.
In questa chiave di lettura non convince neppure il rapporto con l’Unione europea che Costa propone di assumere. Il quadro proposto sarebbe corretto se il dibattito nazionale non nascesse viziato in partenza. Rischiamo di andare in Europa a pretendere dai burocrati di Bruxelles esattamente quello che le potenti lobby economiche che li sponsorizzano vogliono ottenere da noi.
Con queste premesse sarebbe quanto meno ingenuo interpretare la frase di chiusura dell’intervento di Costa come un ramoscello d’ulivo. Somiglia più a un cavallo di Troia.
Il legittimo affidamento a mantenere lo status quo ante 2009 è la nostra linea del Piave.



Commenti

  • CHI SIAMO

    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
  • DISCLAIMER

    www.comitatobalneariliguria.it non è una testata giornalistica, perché non si pubblica con periodicità regolare, non produce ricavi, non richiede né ottiene sostegno finanziario dallo Stato (né da chiunque), non ha in organico giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti. Non è neppure un nuovo sindacato di categoria e non presta attività di consulenza. Chi collabora con il blog lo fa a titolo gratuito, si occupa dei problemi della propria categoria come qualsiasi imprenditore avveduto e ne parla nell’ambito di un amichevole scambio di opinioni, senz'altra contropartita che non sia quella dell'interesse comune. Leggeteci e valutateci con obiettività, con la stessa cautela che usate normalmente per navigare in rete.
  • AMMINISTRAZIONE