I BALNEARI ITALIANI IN MARCIA VERSO BRUXELLES

Postato il: 8 novembre, 2011 | Lascia un commento

Lunedì 21 novembre, una lunga fila di camper di concessionari balneari partirà per Bruxelles per manifestare contro la direttiva Bolkestein. Iniziativa di Comitato Salvataggio Imprese Balneari, che propone a sindacati e concessionari una manifestazione pacifica contro le aste e la distruzione del turismo balneare italiano.
Purtroppo l’Ue conosce solo superficialmente le caratteristiche e le dinamiche del nostro settore, esposto alla violenza della natura. In questi giorni il mare ha distrutto molti stabilimenti balneari e questi concessionari, per ricominciare, avranno bisogno di tempi lunghi, almeno 50 anni e da subito.
Bella l’iniziativa dei toscani, che ci auguriamo sia condivisa dal nostro sindacato. Si parla di un viaggio di tre giorni. Una vera e propria epopea, per difendere le aziende e il lavoro di intere generazioni. I balneari di tutte le regioni d’Italia sono invitati a partecipare.

Contatti:
comitatonoalleaste@live.it
movimentobalneare@gmail.com
comitatobalneariliguria@hotmail.it

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Richiesta di chiarimenti a Riccardo Borgo, presidente nazionale SIB

Postato il: 2 luglio, 2011 | Lascia un commento

Presidente Borgo,

nell’incontro del 29 giugno in Varazze ci hai confermato l’impegno assunto da Fitto di portare in Europa le istanze motivate della categoria, precisando che il ministro ha evidenziato gli aspetti critici di questa iniziativa, peraltro giudicata difficile, incerta e non ancora adeguatamente strutturata. Questo abbiamo pubblicato nel comunicato stampa 30 giugno, notizia che non è stata smentita dal SIB, che anzi, sul suo sito ufficiale, aveva in precedenza scritto:

“E’ necessario migliorare i rapporti con l’Unione Europea, chiudendo l’infrazione in materia di concessioni turistico-ricreative attraverso la legge comunitaria 2010, attualmente all’esame della Camera dei Deputati, al fine di favorire un confronto sereno e, ci auguriamo, costruttivo in ordine all’uscita della categoria dalla Direttiva Bolkestein che prevede il rinnovo dei titoli mediante l’evidenza pubblica”.
Questa la richiesta che il SIB Sindacato Italiano Balneari – FIPE/Confcommercio e la FIBA Federazione Imprese Balneari – Confesercenti hanno formulato, oggi, nel corso dell’incontro con il Ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto.
Tale richiesta è stata condivisa dal Ministro, dagli Assessori regionali al Turismo presenti alla riunione e dalle altre Associazioni di categoria, insieme alla opportunità di sfruttare l’incontro tra il Governo italiano e quello comunitario per ottenere anche il riconoscimento nei confronti delle imprese balneari italiane di quelle peculiarità che le rendono uniche in Europa e nel mondo.”

Leggiamo invece, su Movimento Balneare, che Fitto, nell’incontro del 28 giugno con ITB Italia, alla presenza di Laila Di Carlo e di Piero Bellandi ha precisato:

1.- che non tenterà per nulla la strada della deroga, in quanto ritiene possibile unicamente la via delle cosiddette aste con paletti;

2.- che rispetto a questa impostazione (aste con paletti) ha ricevuto l’appoggio degli assessori al turismo delle Regioni Toscana, Abruzzo ed Emilia Romagna, nonché quello di tutti i presidenti dei sindacati di categoria (ITB escluso, perché assente).

Qual è la notizia esatta? Considerando la delicatezza e l’importanza della questione chiediamo un cortese e urgente chiarimento scritto. Grazie.

 

 

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Comunicato SIB Savona 30.06.2011 spedito il 1° luglio successivo

Postato il: 2 luglio, 2011 | Lascia un commento

A  TUTTI  I  COMPONENTI  DEL  CONSIGLIO  DIRETTIVO SIB SAVONA
AI SIGNORI ASSOCIATI SIB SAVONA

Cari amici,

avrete sicuramente appreso dai mass media come il Governo sia andato sotto ieri (29 giugno – nota di CBL) in Aula proprio nel corso dell’approvazione dell’art. 1, della Comunitaria 2010, per cui non è possibile prevedere quanto si deciderà oggi alla Camera dei Deputati che, proprio sulla scorta di non rischiare una seconda sconfitta, potrebbe rimandare a lunedì prossimo la votazione della legge in esame ma anche decidere di correre questo rischio votando ancora una volta il provvedimento.

Vi rimettiamo, comunque, copia degli Ordini del Giorno che la Camera ha approvato proprio in coda alla seduta del 29 giugno 2011 nei quali l’IDV ha riproposto quanto avvenuto in Senato nella seduta del 5 maggio u.s. e, cioè, impegnato il Governo a svolgere un intervento presso l’Unione Europea per ottenere la “deroga”  dalla Direttiva Servizi per le imprese balneari.

Nel pomeriggio si è poi riunita anche la XIV Commissione della Camera che ha approvato l’emendamento presentato dall’On. Pini cambiando solo alcuni passaggi attinenti al diritto di superficie e, perciò, così come riportato nell’allegato documento. Entrando nel merito dei suoi contenuti, confermiamo le nostre forti preoccupazioni sulla delega in bianco affidata al Governo per quanto attiene alla riforma della normativa sulle concessioni, e riscontriamo con piacere che, con il suo comma 6, sono state accolte le nostre richieste tese ad estendere i benefici della continuazione dei titoli concessori sino al 2015 anche ad altre attività ed ad altri tipi di demanio.

Sarà nostra cura manterVi aggiornati sugli ulteriori passaggi che registreremo in Parlamento per quanto concerne l’approvazione della Comunitaria 2010 e porgiamo cordiali saluti.

IL  PRESIDENTE
Riccardo  Borgo

 

 

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Regioni al Governo: uscire dalla procedura d’infrazione salvaguardando le imprese balneari

Postato il: 29 giugno, 2011 | Lascia un commento

Marylin Fusco, vicepresidente e assessore all’Urbanistica della Regione Liguria, informa che il Coordinamento regionale, di cui la Liguria è capofila, ha chiesto di essere coinvolto nella verifica che il Governo svolgerà presso l’UE, ai fini di valutare le modalità di chiusura della procedura di infrazione avviata nei confronti dell’Italia, salvaguardando le imprese balneari.

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Decreto sviluppo: riflessioni

Postato il: 16 giugno, 2011 | Lascia un commento

Lo stralcio dei commi 1, 2 e 3 del Decreto sviluppo, che azzerano quasi completamente le disposizioni inerenti il nostro settore nell’ambito dell’articolo 3 del decreto stesso, costituisce il primo passo  per dare definitiva soluzione a una normativa quanto mai inadeguata e intricata, ma non risolve la situazione e, soprattutto, non chiarisce le strategie della maggioranza di governo e della stessa opposizione. Restano in piedi:

1.- la scadenza del 31 dicembre 2015;
2.- la normativa Ue, la quale, in assenza di una precisa e decisa presa di posizione italiana, prescrive che, quando il numero della autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitata per scarsità delle risorse naturali, il rinnovo delle concessioni debba essere effettuato attraverso gare ad evidenza pubblica nelle quali nessun particolare vantaggio può essere accordato al concessionario uscente o a persone che con esso abbiano particolari legami (cfr. articolo 12 della Direttiva Bolkestein, secondo comma).

Inoltre – fino a conversione in legge del Decreto sviluppo, che non sappiamo ancora con esattezza come evolverà – non dobbiamo dimenticare le disposizioni che prevedono concessioni della durata di sei anni, rinnovabili automaticamente per sei anni alla scadenza, normativa mai esplicitamente abrogata (si veda l’articolo 10 legge 88/2001, il quale prescrive: Il comma 2 dell’articolo 01 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, è sostituito dal seguente: «2. Le concessioni di cui al comma 1, indipendentemente dalla natura o dal tipo degli impianti previsti per lo svolgimento delle attività, hanno durata di sei anni. Alla scadenza si rinnovano automaticamente per altri sei anni e così successivamente ad ogni scadenza, fatto salvo il secondo comma dell’articolo 42 del Codice della navigazione»).

In ambito sindacale c’è chi  pensa con apparente interesse di ritornare al Tavolo Fitto, ipotesi che – lo sappiamo bene – significa solo arroganza; apertura alle gare;  trattative su parametri  illusori, pseudo “buona uscita” e simili fandonie, risultati che dal 2016 ci costringerebbero ad inaugurare la stagione infinita dei ricorsi e controricorsi, distruggendo un sistema strategico. Al Tavolo Fitto non si parlerebbe di deroghe Ue. Un passo indietro di mesi. Alcuni colleghi, invece, sicuramente in buona fede, si dolgono che non siano stati immediatamente accolti i possibili emendamenti al decreto, emendamenti che peraltro – purtroppo, secondo noi – non sono affatto spariti. Chi  li ha elaborati pensa di  utilizzarli attraverso un nuovo strumento –  che potrebbe essere la cosiddetta Legge comunitaria – circostanza che vanificherebbe  lo stralcio dei tre commi dell’articolo 3. Si pensa forse che acquisire un risultato parziale e insoddisfacente sia meglio di niente? Queste, amici, sono le premesse per un piano B e, con tutto il rispetto, noi pensiamo che  sia un ragionamento sbagliato, perché difficilmente la situazione  potrebbe essere modificata a nostro favore dopo che è stata definita. C’è troppo poco tempo prima del fatidico 31 dicembre 2015 e, per di più, mancano le condizioni per poter operare: il problema delle spiagge è percepito come un problema di nicchia; l’opinione pubblica e una parte significativa delle forze politiche non ci sono favorevoli; la categoria non è adeguatamente informata, non è compatta ed è stato ampiamente dimostrato nei fatti che la strategia delle trattative separate, condotte da parte di gruppi regionali, non solo non paga, ma rischia di frazionare ulteriormente il fronte dei concessionari; in ultima analisi il solo vero potenziale che possediamo. Conviene attivarsi adesso, cavalcando la totale incertezza normativa come fattore di coesione.

Il Governo, che dispone ancora di una maggioranza e che vuole continuare a governare (si fa per dire), è troppo debole, troppo coinvolto in questioni di sopravvivenza, troppo arroccato sulle sue posizioni – che certo non sono le nostre – per poter sperare che si faccia  promotore  di una efficace richiesta di deroga alla Bolkestein. E’ invece determinato a dare attuazione alle idee di Tremonti, mimetizzate ora da emendamenti che sostanzialmente  ricalcano queste idee, il che – a noi che questi emendamenti e queste idee non abbiamo apprezzato per nulla – sembra estremamente pericoloso. E’ prevedibile che il Governo intenda procedere a colpi di fiducia, fatto che, a meno di una decisa presa di posizione della Lega nord, chiuderebbe malamente la questione e con essa ogni possibile via d’uscita a breve termine.

Si tratta di una situazione maledettamente bloccata, nella quale l’unica possibile soluzione consiste nel chiedere ai sindacati coesione,  fermezza e una mobilitazione generale della categoria. Non siamo più nella situazione politica ante amministrative ed ante referendum e il fatto che la stagione estiva sia ormai iniziata non significa nulla, perché si tratta di un problema vitale per la categoria, un problema che va affrontato prima che si ponga mano alla legge comunitaria. Non lasciamoci condizionare dai discorsi altrui. I nostri obiettivi, non ci stancheremo mai di ripeterlo, sono:

1.- stralcio delle concessioni dal Decreto sviluppo (risultato provvisoriamente acquisito);
2.- deroga dalla direttiva Bolkestein;
3.- legge quadro, nell’ambito della quale i punti fermi siano: continuità delle concessioni e tutela assoluta dell’ambiente.

Obiettivi, questi,  difficili  ma irrinunciabili.

Dobbiamo indurre uno sponsor politico a darci una mano.

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ROMA 24 e 25 maggio 2011: esiti del sit-in

Postato il: 26 maggio, 2011 | 1 commento

Concluso il sit-in di Roma, dopo un significativo incontro in Senato. Una delegazione di balneari (Laila Di Carlo e Riccardo Ciferni, Mauro Cioffi, Piero Bellandi, Carlo Monti,  Fabrizio Maggiorelli, Gianluca Tiozzo e  Giovanni Botta di Comitato Balneari Liguria) e un gruppo di senatori, alcuni storicamente molto vicini al nostro problema (Granaiola, Baldini , Cursi (Presidente della X Commissione Industria, Commercio, Turismo), Mercatali),  altri legati alle regioni d’origine degli organizzatori della manifestazione (Tancredi, Pastore, Di Stefano, Piccone), hanno discusso sull’articolo 3 del Decreto sviluppo, sui suoi elementi di criticità e sulle iniziative da attuare prima della conversione in legge. Laila Di Carlo – avvocato, come sapete – ha chiesto chiarimenti tecnici analitici e approfonditi, ai quali non è stato possibile dare risposta, per l’assenza dei tecnici di Tremonti.   Con leggere sfumature, i presenti hanno convenuto sulla opportunità di chiedere lo stralcio dell’articolo 3 – almeno nelle parti che riguardano specificamente gli stabilimenti balneari – e parallelamente chiedere che il Governo si attivi presso l’UE per ottenere la deroga dalla direttiva Bolkestein. A queste iniziative preliminari dovrebbe ovviamente seguire la redazione di una legge quadro. Il Presidente Cursi si è impegnato a chiedere al Governo di intervenire presso l’UE.

Riccardo Ciferni ci informa che, ieri mattina – quindi prima della riunione in Senato – Laila Di Carlo ha incontrato il ministro Tremonti per un breve colloquio, del quale non abbiamo un resoconto preciso. Sembra che Tremonti abbia ribadito la sua disponibilità nei nostri confronti e abbia addebitato ai tecnici del Quirinale l’evoluzione che il decreto ha avuto, dalla bozza al testo promulgato.

Verificata l’indisponibilità di un incontro “tecnico” di rilievo,  è stato deciso di sospendere il presidio, per valutare nuove iniziative, più efficaci e con maggiore partecipazione.

Il SIB Toscana era presente in persona di Carlo Monti e di Piero Bellandi. Il SIB nazionale, che pure riteniamo fosse al corrente dell’iniziativa, non ha ritenuto opportuno presenziare. Amici del SIB, ve lo diciamo con chiarezza: non siete nuovi a fatti del genere, ma non è una buona politica.

Incidentalmente, anche se questo post si limita a contenuti di cronaca, ricordiamo che il decreto verrà convertito in legge entro il 12 luglio. E’ indispensabile riuscire a stralciare l’articolo 3 prima di quella data, quindi a giorni dovremo necessariamente organizzare nuove manifestazioni, che vi saranno  segnalate su questo blog e su quello di Movimento Balneare. Se ci tenete alla vostra concessione, quando  vi si chiederà di essere presenti, anche se è estate, cercate di esserci, perché in pochi non si combina nulla. E’ essenziale che ci siate voi o qualcuno che faccia numero per voi. Ieri a Roma qualche marchigiano ha addirittura chiuso lo stabilimento, pur di esserci. Questo, ovviamente, vale anche per il SIB.

Manca il tempo per impaginare l’articolo in modo ineccepibile, ma pensiamo che sia comunque opportuno pubblicare alcune foto scattate in occasione del presidio:

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