ECCO COSA PENSANO LE REGIONI DELLA QUESTIONE BALNEARE ITALIANA

Postato il: 27 marzo, 2015 | Lascia un commento

TOMEI_CNA_ABRUZZOBANDIERE_CNASono passati anni luce dai tempi di Vasco Errani. La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nel documento “LA POSIZIONE DELLE REGIONI SULLA REVISIONE E RIORDINO DELLA LEGISLAZIONE RELATIVA ALLE CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME” – elaborato durante l’incontro del 25 marzo – testimonia la svolta epocale, anche se ancora parziale, maturata da questi importanti enti territoriali in tema di demanio marittimo balneare.
Ora le Regioni costiere sostengono gli operatori balneari. Lo fanno quando difendono la validità della proroga al 2020; quando considerano come occasione irripetibile per accogliere le richieste degli imprenditori demaniali marittimi la necessità di adeguare la normativa nazionale, in materia di demanio marittimo, ai principi comunitari applicabili (trasparenza, non discriminazione, libertà di stabilimento e libera prestazione di servizi); quando sostengono l’importanza socio-economica delle imprese turistiche che operano sul demanio marittimo e quando parlano di adeguamento dei canoni demaniali alla effettiva redditività della concessione. Per il demanio marittimo valgono le stesse regole che esaltano o deprimono qualsiasi altro settore.
Non siamo ancora all’ammissione del diritto, essenziale per le imprese balneari come per qualsiasi altra impresa, di poter  sviluppare una strategia di lungo periodo, diritto che è incompatibile con qualsivoglia contratto a termine – concessione o altro – ma siamo sulla buona strada. Intanto si è preso atto della fragilità delle aree demaniali e della necessità che lo Stato curi il mantenimento di questo patrimonio irrinunciabile e smetta di considerarlo unicamente come fonte di reddito o come possibile cespite clientelare. Ancora: si è finalmente compreso che la correlazione che i burocrati sono soliti porre tra durata della concessione ed entità dell’investimento comporta un elevatissimo fattore di rischio: la cementificazione. Altre interessanti convergenze tra il pensiero delle Regioni e  le più illuminate posizioni sindacali di categoria le troverete all’interno del documento, del quale riproponiamo il link.
Tutto è ancora sulla carta, ovviamente, ma il passo avanti è più che evidente e risente del lavoro di sensibilizzazione che Cna Balneatori ha svolto a Pescara il 13 marzo scorso  nei confronti del Coordinatore nazionale delle Regioni per il Turismo –  Giovanni LOLLI – vice presidente della Giunta regionale Abruzzo. A lui sono stati consegnati e illustrati: il documento unitario intersindacale di Rimini, gli ordini del giorno di Carrara  e il Memorandum Nesi, documenti tutti che riportano le istanze della categoria sulla questione balneare italiana in generale e sui maxi canoni pertinenziali in particolare.
Cristiano Tomei – presidente nazionale CNA Balneatori – commenta: “Adesso è nostro compito aggiungere  che esistono motivazioni giuridiche, economiche, politiche e istituzionali affinché in Europa e in Italia non si parli  più  di aste e di evidenze pubbliche per le attuali 30.000 imprese balneari  del nostro paese. Questa è la posizione che vogliamo discutere e affermare – partendo dal documento unitario intersindacale –  nella nostra assemblea nazionale di Ravenna.”
Anche noi di Comitato Balneari Liguria siamo fermamente convinti di queste conclusioni e all’assemblea nazionale di Ravenna (della quale riparleremo a giorni) vorremmo vedere – presenti e schierati su uno stesso fronte – tutti i balneari d’Italia e tutti sindacati che li rappresentano.



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EMENDAMENTI FILOBALNEARI IN SENATO

Postato il: 9 novembre, 2012 | Lascia un commento

da Alessandro Riccomini ed Emiliano Favilla

Ieri, 8 novembre 2012 – ultimo giorno utile per la presentazione di emendamenti al Decreto Sviluppo in Senato – PDL, LEGA, UDC, PRI, FLI, IOSUD, hanno proposto:

1.- la revoca della delega a legiferare in tema di demanio marittimo, conferita al Governo attraverso l’articolo 11, comma 2, della Comunitaria 2010;

2.- una proroga di 30 anni, ossia al 31 dicembre 2045;

primo firmatario dell’emendamento l’on.le Gasparri.

IL TIRRENO – edizione cartacea, con articolo che riportiamo a lato – informa, con qualche oscurità, che anche la senatrice Emanuela Granaiola avrebbe presentato: “emendamenti per favorire l’allungamento delle concessioni per un periodo che vada da 30 a 75 anni, con proroga della scadenza dal 2015 al 2020.”
Oltre a ciò, circolano voci su un ulteriore emendamento portatore di proroga presentato da IDV.  Mancano per ora i documenti originari, che pubblicheremo non appena ne saremo in possesso.
Tutto come da copione, in presenza di una campagna elettorale ormai ampiamente avviata. Il grande assente, su questo palcoscenico, rimane il PD, sul quale evidentemente continua a pesare la posizione di Vasco Errani, presidente della Regione Emilia Romagna, che ci vuole alle aste. A lui e all’assessore Melucci è dedicata la manifestazione che sindacati e comitati stanno preparando a Bologna, poco oltre la metà del mese.

Tutte le immagini a lato sono interattive: cliccateci sopra per richiamare gli articoli e ingrandire.



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CONCLUSO IL CONVEGNO SUL TURISMO PD GNUDI PARLA DEL DECRETO FANTASMA

Postato il: 24 settembre, 2012 | 2 Commenti

Alex Giuzio riferisce sulla serata di chiusura della Festa nazionale del Turismo PD. Incontro breve, impostato su questioni di carattere generale. Tuttavia qualche notizia sul decreto è trapelata. Da parte nostra, per ora, nessun commento.
Ecco il link a Mondo Balneare. Leggete al titolo: “Gnudi: ‘ Il nostro decreto piacerà alla maggior parte dei balneari’ “:

http://www.mondobalneare.com/

Il collegamento diretto all’articolo, nel momento in cui pubblichiamo, non funziona. In ogni caso eccolo:

http://www.mondobalneare.com/news/771/gnudi-il-nostro-decreto-piacera-alla-maggior-parte-dei-balneari.html



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TOMEI: SI DELINEA LA STRATEGIA CNA

Postato il: 5 giugno, 2012 | 2 Commenti

da G.B.Nulli e Alessandro Riccomini

MONDO BALNEARE riporta il comunicato stampa di CNA Balneatori del 2 giugno. Il cerchio si stringe intorno ai due grandi assenti regionali: Vasco ERRANI ed Enrico ROSSI.

Cliccare sul logo MONDO BALNEARE per evidenziare l’articolo.



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DOVE ANDREMO A FINIRE A FURIA DI CONVEGNI?

Postato il: 19 aprile, 2012 | Lascia un commento

Il convegno quattrosigle del 18 aprile 2012 si è concluso, registrando una interessante partecipazione della categoria e dei sindaci, tra  i quali Gianni Alemanno, primo cittadino di Roma. Tra gli assessori regionali, da segnalare la presenza di Marylin Fusco (Demanio) e Angelo Berlangieri (Turismo) della Regione Liguria e quella di Gian Mario Spacca, presidente della Regione Marche con delega al Turismo. Anche Angelo Vaccarezza, presidente della Provincia di Savona, ha onorato il convegno. Grande assente il Governo, che risultava essere tra gli invitati e che – com’era prevedibile – non ha ritenuto opportuno partecipare. Grandi assenti anche la Regione Toscana e Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Diffusi malumori tra i balneari presenti, la maggior parte dei quali ha partecipato unicamente per evitare di indebolire un’iniziativa sindacale poco o nulla condivisa.
L’evento ha avuto un apprezzabile rilievo mediatico, attraverso RAI3 Regione. Quindi a qualcosa è servito, anche se, nell’occasione, avremmo potuto e dovuto fare di meglio. E’ noto che non siamo tra gli entusiasti di questa iniziativa, ma non siamo prevenuti a prescindere. Sulla questione balneare sono stati spesi e ascoltati fiumi di parole, anche illuminate, ne conveniamo, ma del tutto inutili, se ad esse non seguono fatti concludenti. Ieri a Roma abbiamo avuto il valore aggiunto dei sindaci, è vero, prima d’ora una loro partecipazione così massiccia non è mai stata registrata. Tuttavia anche da loro, come da ciascuno degli altri intervenuti, abbiamo avuto parole, in gran parte riedizioni difficilmente valutabili in concreto, mentre abbiamo perso l’occasione di segnare un punto a nostro vantaggio in un momento di stallo. I quattro sindacati, quindi, più che ritenersi soddisfatti per il successo dell’iniziativa, farebbero bene a riconsiderare criticamente le loro strategie e a cercare di affrontare la situazione con maggiori tempestività ed efficacia. Ci fermiamo qui.



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Roma 23 febbraio 2012: il Governo non vuole confrontarsi con le le Regioni

Postato il: 14 febbraio, 2012 | 1 commento

Leggere tra le righe la convocazione del ministro Gnudi aiuta a capire: esclusi i comitati e le Regioni, i più strenui sostenitori del turismo balneare made in Italy. Ammesso il solo Vasco Errani, presidente della Conferenza delle regioni, per insuperabile correttezza formale. Così non va, l’intenzione di farci fuori è evidente. Abbiamo chiesto con forza che i comitati siano rappresentati, ora lo chiediamo con altrettanta determinazione per le Regioni, Marche (capofila Turismo) e Liguria (capofila Demanio) in testa. Errani non basta.
I balneari vogliono collaborare alla ripresa economica nazionale facendo la loro parte, ma non sono carne da macello. Anche per noi “liberalizzare” deve significare più concorrenza, cioè apertura a nuovi insediamenti balneari, non certo il cambio della guardia. Difendiamo le nostre aziende e la nostra vita!!



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Ecco i primi fatti concreti dalla Regione Liguria

Postato il: 7 dicembre, 2011 | Lascia un commento
















—– Original Message —–
From: Vice Presidenza Giunta
To: undisclosed-recipients:
Sent: Tuesday, December 06, 2011 1:50 PM

Carissimi,

sperando di fare cosa gradita Vi trasmetto in allegato copia della lettera, firmata da me, dal Presidente della Giunta Regionale e dall’Assessore al Turismo, inviata al Presidente della Conferenza Stato – Regioni Vasco Errani in ottemperanza all’o.d.g. approvato in Consiglio Regionale in data 22 novembre u.s.

Cordialmente

Vice Presidente Giunta Regionale

Marylin Fusco

Cliccate qui per richiamare il testo integrale della lettera.

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    Siamo concessionari demaniali marittimi di stabilimenti balneari. Di fronte al rischio di perdere le nostre concessioni-azienda a causa di una normativa europea mal interpretata o usata strumentalmente, spacciata per calamità ineluttabile da sindacati e Governo, abbiamo deciso di difenderci in prima persona e di promuovere ogni possibile attività lecita, a partire dall'informazione.
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